L'uomo si svegliò lentamente, sentendo un forte dolore alla testa, vedendo inizialmente tutto scuro ma udendo chiamare il proprio nome. Ripresa coscienza, apri finalmente gli occhi vedendo inizialmente davanti a se una figura sfocata ma familiare, alla fine riconobbe la propria ragazza.
«Stai bene? Rispondimi amore...» chiese lei
Solo allora lui si rese conto della loro situazione, legati alle sedie e impossibilitati a muoversi. Quando era andato a trovarla lei era corsa fuori di casa gridandogli di scappare, lui si era voltato subito ma qualcuno da dietro l'aveva raggiunto colpendolo alla testa e facendogli perderei i sensi.
«Che diavolo è successo?» chiese lui
«Ci sono queste persone...un drell e una donna...vogliono qualcosa da te.»
«Di chi stai parlando?»
«La tua ragazza si sta riferendo a me e alla mia socia» disse una figura contro luce appoggiata ad una parete, dal profilo era chiaramente un drell.
Un suono attiro l'attenzione dell'uomo, proveniva alle sue spalle, girò la testa e vide una donna in armatura seduta al tavolo dietro di loro con una tazza in mano, non li degnava di uno sguardo. Si voltò nuovamente verso la prima figura.
«Chi siete? … E cosa volete da noi?»
«Dalla tua ragazza non vogliamo niente...La piccola organizzazione di cui fai parte è entrata in possesso di un articolo interessante che avete messo in vendita...il nostro capo ha fatto una generosa offerta e voi avete rifiutato...ora noi siamo qui per ritirarlo ma senza pagare... Ma ho bisogno di sapere che fine ha fatto il prodotto che i tuoi amici hanno fatto arrivare in città.»
«Non so di cosa stai parlando...hai sbagliato persona.»
«No.»
«Digli che non è vero o ci ucciderà!» gridò la ragazza piangendo
«Sarebbe inutile, non posso fare nulla per convincerlo.»
«E' proprio cosi, non ti lascerò andare fino a quando non mi avrai detto quello che voglio sapere.»
Il drell estrasse un coltello, guardando fisso l'uomo negli occhi «Scegli tu...preferisci farla breve o vuoi farmi divertire.»
L'uomo si limito a fissarlo di rimando in silenzio.
Erano passate alcune ore e aveva sul viso e torace macchie di sangue, di fronte a lui l'umano aveva diversi tagli su braccia e addome ed era ricoperto dal proprio sangue.
«La tua resistenza alla tortura rende onore alla tua specie, ma dimostra che ho ragione...un innocente, a questo punto avrebbe confessato qualsiasi cosa.» disse il drell
La ragazza era svenuta alla vista del primo sangue.
«Torturarmi è inutile...non parlerò, una volta era un N5...puoi solo uccidermi. Sono pronto.»
«E lei?» chiese il drell, si era messo di fianco alla ragazza puntandole una pistola alla testa.
«No! E' innocente»
«Innocente come le vittime civile causate nell'azione in cui vi siete procurati quello che vogliamo»
In quel momento la ragazza riprese i sensi, incominciando a urlare e pregando il suo aggressore di risparmiarla.
«Meglio che ti sbrighi a parlare.»
«Lasciala stare! Lei non centra nulla con quello che stai cercando.»
Un forte rumore e il cervello della donna esplose.
«CHE TU POSSA BRUCIARE ALL'INFERNO, DANNATO BASTARDO!» gridò l'uomo
Il drell si fece avanti afferrando per il collo della maglia l'uomo
«DIMMELO DANNAZIONE!»
Intorno al suo pungo una luce azzurrina.
Colpi violentemente l'uomo al volto «DIMMELO!» gridò.
Nonostante fosse legato alla sedia cadde a terra per la violenza del colpo e si udi distintamente un CRACK, provenire dalla sedia.
L'uomo fece forza con le braccia e riuscì a staccare uno dei supporti della sedia a cui era legato. Si alzo rapidamente in piedi colpendo al volto il drell usando il pezzo di sedia come un randello, segui una breve lotta corpo a corpo al termine della quale l'uomo era nuovamente a terra. Il drell troneggiava su di lui.
Incominciò a colpire violentemente con la suola delle scarpe il volto dell'uomo, andò avanti alcuni minuti fermandosi solo quando gli sembro che stesse per dire qualcosa.
«Sta..stabilimenti..Eeatbruck. Ci saranno tutti i nostri uomini...se cercherete di recuperarlo vi uccideranno...Ma questo non vi fermerà vero?»
«No...morire è semplice, vivere è molto più spaventoso.»
«E adesso?»
«Ecco la tua ricompensa.»
Il coltello brillo un istante prima di dipingere una striscia di sangue sulla parete vicina. Sulla gola dell'uomo un taglio netto.
La donna al tavolo sbadiglio sonoramente, era evidente che si era annoiata per tutto quel tempo. «Ehi... super killer, c'è ne hai messo di tempo. Andiamo? Mi sono stufata di aspettarti, se ci sbrighiamo possiamo concludere la faccenda prima della fine della giornata.»
La donna si alzo, si stiracchio e si avvio all'uscita, il drell si prese un attimo per pulire l'arma e la segui.
Era sera e il sole stava tramontando.
Dalla sommità di una collina la donna osservava quelli che una volta erano gli stabilimenti Eatbrucker. Situati alla periferia della città e abbandonati da anni, una volta erano una fabbrica alimentare. Adesso era il centro di comando di una banda di mercenari che avevano fatto un colpo troppo grande per loro.
"Entrare in quella roccaforte non sarà semplice..." penso
« Se vuoi pagare pegno, sono pronto a dari una mano.» disse il drell accanto a lei
«Per una trentina di pazzoidi che giocano ai soldatini? Non mi ritiro dalla nostra scommessa per cosi poco.»
La donna si diresse verso il mezzo blindato che li aveva portati fino a li. Normalmente il posto sarebbe stato difficile da assaltare, ma negli N7 aveva imparato a pensare fuori dagli schemi.
Un blindando paragonabile ad un vecchio Hammer, fece irruzione nella recinzione sfondandola, subito accolto da numerose raffiche di fucile, fermandosi davanti all'ingresso della fabbrica. Un uomo di avvicino per controllare, ma il mezzo era senza guidatore.
Una violenta esplosione colpi tutti i presenti lasciandoli a terra e sfondando l'entrata dell'edificio.
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Fu il suono che si udi subito dopo l'esplosione
Passando trionfalmente in mezzo a quel caos un soldato si faceva largo tra i nemici armato con una mitragliatrice pesante Gatling a otto canne, dotato di una potenza di fuoco insuperabile ,capace di sparare diverse centinaia di colpi in un munito e con un potere di penetrazione superiore a quello di un fucile Javelin, rendendo qualsiasi riparo inutile. Aveva solo un difetto, l'unico caricatore si svuotava in pochi minuti e sostituirlo non era fattibile.
Come previsto dopo tre minuti l'arma fini i colpi, la getto a terra passando al più classico fucile d'assolto M-37 Falcon
– Bene, direi che ho concluso con il lavoro grossolano...Ora passiamo alle rifiniture-pensò
Il drell nascosto da delle piante e disteso al suolo osservava la scena, poteva capire dai rumori e dai lampi degli spari, anche grazie ad una vista migliore di quella umana, che la sua socia era all'opera. Dopo qualche minuto gli spari cessarono e udi una voce nel comunicatore
« Sono Naomi, ho concluso. Il nuovo giocattolino che Dasha ci ha chiesto è qui davanti a me.»
«Arrivo subito.»
Entrambi ora stavano ammirando quello che erano stati chiamati a recuperare.
«Non capisco. Mi sembra solo un normale mech, cos'ha di speciale?»
« Tenus, questo è il motivo per cui non dovresti saltare le riunioni che Dasha stabilisce...Questo mech è stato ideato dalla collaborazione di tre delle maggiori fabbriche d'armi dalle galassia, ma il Consiglio l'ha ritenuto troppo potente e pericoloso, cosi il progetto è andato in fumo e questo prototipo era destinato alla demolizioni. Ma quando questi dilettanti hanno assaltato il carico di armi destinato allo fonderia, oltre a vecchi modelli superati hanno trovato questa meraviglia.»
«Che hanno deciso di mettere in vendita, ma rifiutarono l'offerta di Dasha e allora...eccoci qui. Giusto?»
« Giusto.» passo quindi al comunicatore «Dasha mi senti? Abbiamo la merce venite a prenderci...Ricevuto, tra pochi minuti l'Atlantic Codex sarà qui.»
«Bene. E per la nostra scommessa? E' un pareggio.»
«Direi di no. Quello che avesse lavorato meglio nel fare la propria parte avrebbe vinto una cena offerta dall'altro e a me non sembra di essermi fatta colpire in volto da qualcuno.»
«Mmmhh...d'accordo. Ti va una cena casalinga nelle mie stanze?»
«Ah no! Non ho ucciso trenta persone da sola per cosi poco. Hanno aperto un nuovo ristorante di lusso sulla Cittadella e voglio provarlo.»
Detto questo si allontanò canticchiando in attesa della nave, mentre il drell la seguiva chiedendo pietà per il suo creditometro.