Nel hangar dell'Altantic Codex, Mores stava lavorando con passione sul progetto che aveva proposto a Dasha, per eliminare un tizio rinchiuso in una fortezza. Non era stato però contento del fatto di dover lavorare con Sunt, quel cinico Volus lo irritava, agiva freddamente secondo rigidi calcoli. Gli riconosceva le sue capacità nel campo dell'informatica, ma era senza quella passione che in lui aveva ispirato alcune delle sue opera maggiori e che distingueva i geni dagli altri a suo giudizio.
Sunt era irritato all'idea di dover lavorare con Mores, il Krogan era caotico, rumoroso e barbarico. Quando si lavorava nel campo della finanza, come un tempo anche lui aveva fatto come molti suoi simili o si hackerava i sistemi per eliminare qualcuno bisogna agire freddamente, era tutta una questione di calcoli e la passione di Mores nel costruire cose che "facevano tremare il suolo", come il krogan amava dire, non era di nessuna utilità ma serviva solo a offuscare la mente. Quando si creavano IV bisognava essere calcolatori come le stesse macchine.
Come se avessero percepito i pensieri l'uno dell'altro, si voltarono guardandosi a vicenda. Non avevano ancora deciso se era meglio ignorare l'altro o cercare di ucciderlo.
Le Lucen Tower ,nel Presidium della Cittadella, erano un agglomerato di appartamenti lussuosi di recente costruzione. Dotate di tutti i comfort era possibile vivere al loro interno senza il bisogno di andare all'esterno per trovare quello che si voleva, ovviamente la sicurezza era assoluta o almeno cosi si presentava.
Il citofono suono e si udii la voce di un addetto alla sicurezza chiedere « Nome e motivo della visita, vi informo che siete ripresi da diverse telecamere.»
La persona che aveva suonato era un fattorino Drell
«Ho una consegna per il signor Arrow,»
«Il signor Arrow non è al momento presente, dovrete ripassare.»
«Cosa? Pensi che mi paghino per il tempo perso...se il signore vuole questo pacco dovrà riordinarlo, i prodotti non ritirati vengono rimandanti al mittente,»
Dalla sicurezza nessuna risposta
«Sentite...a me non interessa che lo ritiri di persona il destinatario, potete anche tenerlo voi finché non arriva...non penso che vi farà i complimenti se lo costringete ad ordinare due volte lo stesso "costoso" prodotto...perché visto chi abita qui è sicuramente qualcosa di valore.»
Sotto il citofono si apri uno sportello «Infila il pacco li se ci passa, altrimenti niente da fare.»
Il pacco passo senza problemi e lo sportello si chiuse appena gli addetti alla sicurezza lo ricevettero.
Il fattorino ringraziò e se ne andò. «Sono Tenus , il pacco è dentro.» disse al comunicatore
L'agente mise il pacco in un montacarichi non prima di aver controllato le scansioni, conteneva un qualche dispositivo elettronico ma niente di strano, quindi lo mandò dritto fino all'appartamento del Signor Arrow.
Come richiesto dal cliente la sicurezza negava sempre la sua presenza all'interno della torre, come ogni pacco non doveva essere accettato per nessun motivo non prima di averlo contattato e scansionato il contenuto.
Quello che l'agente non sapeva e che la sicurezza assoluta non esiste e che un geniale hacker volus non aveva avuto problemi a dirottare la chiamata e ad usare un IV che imitasse modo di parlare e risposte di Arrow. Ora toccava al Krogan.
Arrow stava ascoltando della musica, mentre sdraiato sul divano ammirava il panorama dalle olofinestre. Le Lucen Tower non erano dotate di finestre e per ovviare al problema erano stati inseriti dei proiettori che ricreavano sui muri lo stesso panorama ed effetto di avere una vetrata, ottenendo in più la sicurezza che garantiva una parete di acciaio da ogni minaccia esterna.
Fu in quel momento che udi il cicalino del montacarichi che ne annunciava l'arrivo.
Si alzo dal divano avvicinandosi con circospezione all'origine del suono, quando fu a qualche metro di distanza la porta del montacarichi esplose e ne cadde una sfera delle dimensioni di un pallone, le parti laterali scattarono verso l'esterno mentre da in cima si alzava quella che sembrava una torretta.
Arrow non perse tempo a chiedersi cos'era, corse via per cercare di prendere l'arma che aveva dimenticato sul divano e per chiamare la sicurezza. Giusto in tempo per evitare una seria di colpi provenienti dalla torretta, mentre lo strano aggressore scattava al suo inseguimento in avanti usando le parti laterali come ruote.
Mores si stava divertendo, il suo obiettivo si stava rilevando un tipo combattivo e non rischiavano di essere disturbati da estranei essendo l'appartamento insonorizzato e le comunicazioni tagliate. Dalla sua postazione, in un alloggio sulla Cittadella negli agglomerati Zakera, aveva una visuale in prima persona sullo schermo di quello che "Big Varren", cosi aveva chiamato la sua opera, gli mostrava grazie alle telecamere installate, mentre freneticamente usava i comandi dell'omni-pad che facevano muovere il robottino.
Arrow era ferito ma ancora vivo dietro a quello che un tempo era stato il suo mobile bar, non aveva ancora capito cosa fosse quella diavoleria ma aveva un idea dei suoi limiti. Prese una bottiglia di liquore e sfrutto un momento di pausa, tra un colpo e l'altro, per tirargliela addosso e sparando un colpo con la sua arma. Subito il piccolo robot fu avvolto da della fiamme. Facendo affidamento su questo e sulla fortuna usci dal suo riparo, gettandosi di lato e raggiungendo la libreria, mentre suonava l'allarme antincendio e scattavano gli idranti d'emergenza.
L'ultima cosa che Mores poté vedere tramite "Big Varren" fu qualcosa di scuro che gli cadeva addosso.
Arrow era ferito, bagnato, stanco ma vivo. Poteva sentire il piccolo robot agitarsi, ma di qualunque motore fosse dotato non era abbastanza potente da permettergli di muoversi con un peso come quello della libreria che gli era crollata sopra.
Mores era seccato, non era possibile che una sua invenzione fosse stata battuta, ma i suoi pensieri furono altri quando nel trasmettitore lunga distanza udi la voce di Dasha. Aveva infatti organizzato un ponte che permetteva di trasmettere le immagini con un lieve ritardo, lo stesso non era stato possibile fare con i comandi.
«Mores...se io sono seccata... lo è anche Isabella e lei si sfoga in un unico modo.»
Mores si voltò sentendosi osservato e vide il volus che lo guardava, anche lui stava ascoltando la conversazione, non poteva dirlo con sicurezza per via della tuta ambientale che il piccoletto portava, ma era sicuro che stesse sorridendo.
«N-No...D-Dasha...non è ancora finita»
Tornò ai comandi e premette il pulsante.
Arrow stava zoppicando verso la porta quando senti il proprio corpo venire sollevato in aria, un calore enorme bruciargli la pelle, apri la bocca per urlare ma non vi riusci, l'aria calda gli entrò in corpo bruciandogli gola e polmoni, attorno a lui solo fiamme. L'ultima sensazione che ebbe fu quella di uno strattone e il suo corpo che veniva tirato verso il centro delle fiamme.
«Tutto fatto Dasha..."Big Varren" era equipaggiato con una bomba a vuoto, disperde nell'aria idrocarburi i quali, opportunamente innescati, bruciano rapidamente in modo da consumare l'ossigeno presente nell'atmosfera, creando così una depressione che genera una forte corrente. Il bersaglio è sicuramente morto.»
«Bene...Tenus recupera Mores e Sunt e lasciate la Cittadella, assicurati di non lasciar tracce»
«Ricevuto Dasha»
Quella sera, la prima notizia sui telegiornali locali fu quella riguardante una misteriosa esplosione che aveva distrutto un appartamento nel complesso delle Lucen Tower e ucciso il suo proprietario, un affarista di dubbia provenienza.
