CAPITOLO 3

La mattina seguente la principessa si alzò prima del solito, era agitata per via dell'imminente arrivo di Luke anche se non sapeva ancora il motivo della sua visita, l'aveva sentito solo pochi giorni prima ma, probabilmente per paura che i messaggi a lei diretti fossero intercettati da qualcuno, le aveva semplicemente detto che si trovava di passaggio in quel sistema e che sarebbe passato a trovarla.

Leia sentiva che il fratello nascondeva qualcosa, ciononostante vederlo ed averlo vicino era per lei motivo di grosso conforto. Non aveva ancora deciso se confessargli o meno il ritorno di certe voci che a volte la tormentavano, come se già non ne avesse avuto abbastanza dei problemi familiari, ma non voleva annoiarlo e opprimerlo con i suoi sfoghi, prima voleva sentire ciò che aveva da dirle.

Non appena la navetta con a bordo il cavaliere Jedi atterrò su una delle numerose piattaforme della Star Home la principessa corse ad abbracciarlo, con la stessa gioia e la stessa energia di quando Luke scese dal suo caccia Ala-X dopo aver distrutto la prima Morte Nera. Naturalmente queste manifestazioni d'affetto non erano molto gradite alla Regina Madre, ma ora ad entrambi non interessava molto del parere altrui.

«Oh Luke, sono contenta che tu sia passato a trovarmi… – disse Leia dopo essersi sciolta dall'abbraccio e prendendolo per mano – hai viaggiato tutta la notte? Sarai affamato, vieni, facciamo colazione insieme.»

Tutte le volte che la vedeva era come se fosse la prima, rimaneva incantato a guardarla e per lui non esisteva altra donna più bella.

«A dire il vero non ho fatto altro che mangiare in questi giorni – rispose Luke sorridendo e stingendole la mano – ho trovato persone molto cordiali ed ospitali, comunque accetto l'invito, sai che non riesco a dirti di no.»

I suoi occhi azzurri sembravano ancora più luminosi quando rideva, peccato che questo avveniva sempre più raramente, pensò Leia, da quando aveva preso la consapevolezza della Forza e si era accollato il peso di dover portare avanti da solo un ordine ormai estinto era maturato di colpo e aveva perso la spensieratezza della gioventù. Ma era soprattutto un'ombra nera che si portava dentro ad aver reso la sua esistenza più triste, la stessa ombra che Leia condivideva con lui dalla nascita… i due fratelli l'avevano affrontata in maniera diversa e tuttora avevano due modi opposti di riconoscerla, ma il male che li affliggeva era lo stesso, il suo nome era Darth Vader, o Anakin Skywalker, come preferiva chiamarlo Luke.

Leia, a differenza del fratello, non era mai stata in grado di perdonare il padre per tutto il male commesso, il pentimento in punto di morte non era sufficiente a cancellare l'odio che provava per lui, inoltre, per paura di possibili ripercussioni politiche, aveva sempre tenuto segreto il suo legame biologico con il temuto braccio destro dell'Imperatore, per lei l'unica persona degna di essere chiamata padre era Bail Organa, viceré e primo ministro di Alderaan, morto assieme al suo pianeta natale proprio davanti ai suoi occhi.

«Allora, vuoi dirmi il vero motivo della tua visita?», Leia decise che era giunto il momento di passare alle cose serie, i due fratelli avevano trascorso una giornata piacevole insieme, ma non avevano ancora trovato un momento per parlare liberamente dato che Isolder si era unito a loro poco dopo l'arrivo del cavaliere Jedi e non li aveva mai lasciati soli.

«Perché dici così, volerti vedere non è un motivo sufficiente per venire qui?», Leia inclinò la testa e lo scrutò seria negli occhi, «Non sei mai stato abile nel raccontare bugie, – disse tornando a sorridere – ti ho portato in questo posto perché sono sicura che qui nessun orecchio indiscreto può sentirci e ho pregato Isolder di lasciarci soli per un po', penso che abbia capito…»

«Come vanno le cose con lui?», lui notò che gli occhi di Leia tornarono ad incupirsi mentre rispondeva, non aveva mai ammesso apertamente il fallimento della sua unione con Isolder, ma il cavaliere Jedi l'aveva capito da molto tempo, tutte le volte che andava sull'argomento avvertiva la sua infelicità.

«Come al solito, nessuna novità… E tu? – disse tentando di cambiare argomento – Nessuna avventura sentimentale in questo periodo?».

Ora anche gli occhi di Luke si velarono di tristezza: «Qualcosa c'è stato… ma probabilmente gli Skywalker sono destinati ad essere sfortunati in amore…», solo dopo aver pronunciato questa frase si rese conto delle involontarie allusioni alla situazione di Leia, in realtà lui voleva riferirsi solo a se stesso.

«Già!», sul volto della principessa si dipinse un sorriso amaro mentre distoglieva bruscamente il suo sguardo da quello del fratello.

«Oh, perdonami – tentò di riparare Luke, si sentiva un idiota per non aver ancora imparato a controllare le parole che uscivano dalla sua bocca – io non intendevo dire questo…»

«Non preoccuparti, in fondo penso che tu abbia ragione… – Leia si sentiva in forte imbarazzo, fra loro c'era una grande intesa però nell'animo di ognuno dei due c'era sempre un angolo buio dove nessuno poteva arrivare, aprire quella porta agli altri faceva male – Ma torniamo al motivo della tua visita…»

«Certo… il motivo… beh, dunque, da dove partire? – Luke era ancora un po' confuso, prese fiato e si concentrò – Riguarda qualcosa di strano che mi è successo poco tempo fa… Durante uno dei miei ultimi viaggi alla ricerca di documentazione Jedi mi sono soffermato su Orron III, un pianeta bellissimo e prevalentemente agricolo, famoso soprattutto per essere stato il principale Centro Dati dell'Autorità. Ho passato giorni interi a spulciare documenti negli archivi rimasti intatti senza di fatto trovare niente sul mio antico ordine, tuttavia questa mia attività ha attirato l'attenzione di qualcuno… ben presto mi sono accorto che una spia seguiva ogni mia mossa e controllava tutti i file che visionavo. All'inizio ho fatto finta di niente, volevo scoprire chi altro poteva essere interessato alle mie ricerche, poi, quando mi sono accorto che alcuni file cominciavano a sparire, ho deciso di andare in fondo alla questione, così ho teso una trappola alla spia e l'ho catturata. Era una donna bellissima, dagli occhi grigi e lunghi capelli castani, sicuramente di provenienza hapana. Quello che mi ha colpito è il fatto che indossasse una divisa rossa di taglio imperiale… quando si è sentita scoperta ha estratto il fulminatore e si è tolta la vita, ho cercato di salvarla, ma è stato tutto inutile, tu hai mai sentito parlare dell'Imperial Intelligence?»

«L'Imperial Intelligence? Ma certo che ne ho sentito parlare! – Leia era ancora incredula di fronte alla sconcertante scoperta di Luke – E' il cuore dello spionaggio imperiale, il fulcro di tutte le loro sporche attività… ma sei sicuro che la donna fosse veramente hapana?»

«Sì, aveva i tratti tipici degli hapani e non vedeva al buio, sono riuscito a coglierla di sorpresa proprio per questo motivo».

«L'Intelligence è un organo molto pericoloso, pensi che l'Impero ti consideri una minaccia e cerchi di ostacolare le tue ricerche?»

Luke scosse il capo, «Qui non è solo il fatto di ostacolare me, non è coinvolto solo l'Impero…»

«Già, la donna era hapana… e se fosse una coincidenza? Può darsi che quella donna sia stata costretta a passare dalla loro parte, magari è stata cacciata da Hapes per non so quale crimine e si è arruolata nell'Impero…», Leia cercava di trovare una qualsiasi scusa, ma aveva capito dove voleva andare a parare il fratello.

«Può darsi che sia come dici tu, ma se invece fosse stata semplicemente comprata dall'Impero? O peggio venduta dagli hapani in cambio di qualcos'altro? Questo implicherebbe un certo legame tra le due forze…»

«E forse non erano poi così interessati ai documenti Jedi, – continuò lei – forse temevano di più il fatto che tu scoprissi troppe cose riguardo questo strano legame, probabilmente al Centro Dati è nascosto qualcosa di molto compromettente se hanno spodestato un membro dell'Intelligence per tenerti d'occhio, è questo che pensi?»

«Sì, temo che sia così», Luke era sicuro di questo, il suo istinto raramente sbagliava.

«Maledizione! Ho sempre sospettato che ci fossero dei taciti accordi tra il Regno Hapano e l'Impero, non pensavo che fossimo già a questo punto… cosa starà tramando la Regina Madre? – ora la testa di Leia era un turbine di pensieri, l'alleanza tra Hapes e Impero poteva voler dire una sola cosa: l'eliminazione della Nuova Repubblica – Devo venire con te su Orron III!»

«Cosa? No, no… – Luke temeva una reazione simile da parte della sorella, tuttavia non voleva mettere la sua vita in pericolo – Non voglio che tu venga con me, è troppo pericoloso e sicuramente una figura della tua importanza non passerebbe certo inosservata. Volevo solo sentire la tua opinione, vedere se anche tu a pensavi come me, andrò io in fondo alla questione…»

«Non se ne parla! Io vengo con te e se riesco a scoprire una minima traccia che provi il coinvolgimento della Regina Madre in questi sporchi affari… – gli occhi di Leia lampeggiavano dall'ira – Beh, sta sicuro che non se la passerà con una semplice sfuriata questa volta!»

«Ma come intendi fare? Io vengo qui e il giorno dopo tu decidi di partire con me per Orron III… non pensi che sia troppo palese? Credimi, è meglio che vada solo.»

Niente da fare, Leia era sicuramente lo Skywalker dal carattere più testardo fra i due, solo una persona riusciva a farla ragionare in certi momenti, peccato che Han non era lì per poterlo aiutare, lui sapeva come tenerle testa mentre Luke finiva sempre per dargliela vinta, dato che era incapace di litigare seriamente con lei.

«Partirò con te al più presto, dirò a Isolder e alla Regina Madre che hai trovato del materiale su nostro padre, – si soffermò un attimo su questa scusa – per fortuna loro non sanno niente su di lui… – ancora evitava di pronunciarne il nome, pensò Luke – Faremo qualche fermata su diversi pianeti in modo da non destare sospetti, quando saremo sicuri di non essere seguiti e spiati allora ci dedicheremo al nostro vero obiettivo.»

«Ma…», Luke accennò ad un ultima e timida protesta, non le aveva ancora riferito un altro dettaglio importante, ma ormai sembrava del tutto inutile.

«Niente ma, io vengo con te! Tu hai bisogno di un diplomatico perché, anche con l'uso della Forza, certe porte non ti verranno mai aperte… io ho bisogno di una guardia fidata e non esiste al mondo nessuno del quale mi fidi più di te, cavaliere Jedi.»

E con questo Leia considerò il discorso chiuso, ora doveva pensare a come comportarsi per essere convincente nei confronti della Regina e a prepararsi all'imminente partenza. Luke rimase senza possibilità di replica, ma non poteva prendersela con lei, in cuor suo era ammirato per la forte determinazione e volontà della sorella, se la Forza fosse stata suddivisa egualmente fra loro Leia sarebbe stata un cavaliere Jedi senza pari.

"Quando scoprirà anche ciò che ho omesso di dirle sarò nei guai!", pensò lui, ma decise di tenere per sé certe informazioni, non c'era motivo di turbarla ulteriormente.