CAPITOLO 4
«Domani parto con Luke, ha trovato una pista che potrebbe portare a nostro padre e voglio andare con lui per aiutarlo» , Leia affrontò prima Isolder, avrebbe pensato lui a riferire tutto alla Regina Madre dato che lei non aveva nessuna voglia di vederla e non sarebbe sicuramente riuscita a trattenere l'ira che provava nei suoi confronti.
«Ma come parti domani?! Che cos'ha trovato di così urgente dopo anni di ricerche senza arrivare mai a niente?», Isolder era sempre preso in contropiede dalla determinazione di Leia, ma non era stupido e sospettava che i motivi potessero essere altri.
«Forse stavolta ha trovato qualcosa di importante», si limitò a ripetere lei evitando il suo sguardo.
«Va bene, allora mi unirò a voi così ti terrò lontana dai guai», Isolder conosceva bene la forte propensione degli Skywalker a cacciarsi sempre nelle peggiori situazioni, inoltre si rifiutava di lasciarla andare da sola.
«Cosa? No… – Leia non aveva contemplato questa possibilità – credimi, non è necessario il tuo aiuto, non è una missione pericolosa…»
«Ma se si tratta di una ricerca su vostro padre non vedo come la mia presenza possa nuocervi?», Isolder continuava a fissarla mentre lei evitava accuratamente di guardarlo e questo lo faceva dubitare sempre di più riguardo le sue motivazioni.
"Scacco matto – pensò Leia – e ora cosa mi invento? Bella diplomatica che sei!"
«Hai ragione, non si tratta di nostro padre…», d'un tratto la situazione si invertì, Isolder venne colto di sorpresa da questo repentino cambio di fronte e Leia lo scrutò per capire le sue reazioni.
C'era solo un argomento che entrambi evitavano accuratamente di toccare per non ferirsi a vicenda: Han Solo.
Il principe temeva che Luke fosse riuscito a trovare il contrabbandiere e che lei fosse smaniosa di rivederlo, non poteva spiegare altrimenti la necessità di una partenza così rapida e, soprattutto, l'inopportunità della sua presenza e del suo aiuto.
Agli occhi di tutti Han se n'era andato come perdente e di questo ne era stato convinto anche lui per un po' di tempo, solo dopo aver intercettato le spie mandate dalla principessa per rintracciarlo aveva capito come stavano veramente le cose.
Si sentiva uno stupido per essersi tanto vantato della sua superiorità nei confronti dell'ex generale dell'Alleanza, era sicuro che Leia avrebbe preferito vivere con un principe bello e ricco come lui e la possibilità di unione con il regno di Hapes era stata la spinta fondamentale per spingerla fra le sue braccia. Per essere certo del successo era arrivato anche ad offrire una grossa ricompensa ad Han a patto di sparire per sempre, ma il pirata non aveva accettato subito, prima aveva voluto parlare con lei…
Isolder rabbrividiva al pensiero di quel dialogo, ora conosceva bene quanto lei potesse essere decisa e irremovibile nelle sue scelte, trovarsi dalla parte del rifiuto non doveva essere stato piacevole per il capitano Solo, lo capiva soprattutto adesso perché temeva di trovarsi nella stessa situazione, gli occhi di Leia brillavano di una luce fredda come il ghiaccio.
Dopo quell'episodio il pirata era sparito e con lui la chiave del deposito contenente la ricompensa che Isolder gli aveva proposto, da quanto ne sapeva però niente al suo interno era stato toccato, il capitano del Falcon non se n'era andato per i soldi…
Lei era rimasta molto scossa da questa perdita, ma non lo diede a vedere subito, almeno finché non uscì la questione con la Regina Madre riguardo il complotto contro Luke, questo episodio segnò una svolta anche nei loro rapporti. Isolder conosceva bene le intenzioni di sua madre nei confronti del cavaliere Jedi, ma non poteva andare contro la volontà della Regina anche se non condivideva questo modo di esercitare il potere. Leia non gli perdonò mai il fatto di averle tenuto nascosto la cosa perciò, non fidandosi più di lui, spedì delle spie alla ricerca di Han con l'intento di farlo tornare per proteggere il fratello. In cuor suo sapeva bene che lei non aveva mai dimenticato lo spavaldo contrabbandiere, la sua volontà era stata più forte dei suoi sentimenti, ma una parte di lei continuava ad essere inevitabilmente legata ad Han, quella parte che lui aveva cercato di conquistare con qualsiasi mezzo, ma senza successo.
Probabilmente lei non aveva mai riconosciuto questa verità nemmeno con se stessa, la loro unione rimaneva in piedi perché comunque fra loro c'era rispetto e la consapevolezza che, soprattutto nel loro ambiente, i nemici erano sempre in agguato.
Non sapeva cosa avesse effettivamente trovato Luke, ma qualsiasi tentativo di trattenerla sarebbe stato inutile, anzi, l'avrebbe resa ancora più determinata a partire, doveva rassegnarsi e lasciarla andare, forse era l'unico modo per liberarsi del fantasma di Han Solo.
«Si tratta del capitano Solo vero?», al solo sentirne il nome il volto di Leia sbiancò, quelle parole la colpirono con la stessa efficacia di un pugno assestato in pieno stomaco.
«Cosa?... Ma… – Leia era molto confusa, non capiva su che base Isolder fosse giunto a tale conclusione, tuttavia non sarebbe mai stata in grado di inventarsi una scusa migliore – Han?… – sentiva la testa girare ma si sforzò per mantenere la lucidità necessaria – Come…?», si sentiva perfida, usare i sentimenti per mentire era una tattica meschina, però doveva giocarsi il tutto per tutto.
«Non ti sei mai rassegnata alla sua perdita vero? Nemmeno dopo che ti ho detto di tutto il denaro che gli ho dato per farlo andare via…», Isolder le aveva sempre tenuto segreto il fatto che il pirata non aveva mai prelevato un soldo dalla sua ricompensa.
«Ci sono cose fra noi che non sono mai state chiarite, quella è solo una delle tante…»
«Le spie che hai mandato erano molto più esperte di te, ma non sono mai riuscite a trovarlo, sei davvero sicura di riuscire ad arrivare dove loro hanno fallito?», lei non sapeva che Isolder fosse a conoscenza delle spie e rimase momentaneamente senza parole.
«Sì – continuò il principe – le tue spie sono venute a fare rapporto da me, non ti ho mai detto niente perché so che le ricerche non sono mai andate a buon fine e speravo che prima o poi la smettessi», evitò di dirle che non tutte le spie erano tornate a mani vuote, quelle che erano riuscite a trovare informazioni sul capitano Han Solo vennero profumatamente pagate per non riferire niente a Leia.
«Forse non mi hai mai detto niente perché ti faceva comodo ignorarlo, o forse perché hai anche tu qualcosa da nascondere…», lei ora non aveva paura di giocare a carte scoperte.
Isolder abbassò lo sguardo e le chiese: «Se tu riuscissi a trovarlo… Cosa intendi fare?».
Questa domanda pesava come un macigno, un po' come "O me o Isolder" solo che a parti invertite, Leia non sapeva che cosa sarebbe successo, la sola idea di un incontro simile la sconvolgeva…
«Gli parlerò… se lui mi rivolgerà ancora parola», di questo ne dubitava, ma dopo tutto tale situazione non si sarebbe mai verificata perché la ricerca di Han doveva essere solo una copertura per la sua vera missione, ovvero smascherare i sotterfugi tra la Regina Madre e l'Impero.
«E una volta che gli avrai parlato?», gli occhi di Isolder erano sempre più cupi.
«Deciderò…», Leia era profondamente turbata, ma il suo stato confusionale risultò la chiave fondamentale per convincere Isolder.
Il principe trasse un profondo respiro e dopo alcuni momenti che parvero un'eternità rispose:
«Va bene, ti do il permesso di andare, forse è l'unica maniera che ho di liberarmi di questo peso. Dirò a Luke di tenerti d'occhio, la tua vita è troppo preziosa e se qualcuno sapesse di questa tua iniziativa potrebbe cercare di eliminarti, sai bene quanti nemici si nascondono là fuori.»
"I nemici peggiori si nascondo qua dentro!", pensò lei, ma si limitò a ringraziarlo per il permesso accordato e a fuggire dalla stanza il più presto possibile.
Percorse il corridoio a passo svelto, quasi correndo, la testa non aveva ancora smesso di girare, ma non poteva fermarsi ora, doveva concentrarsi su una cosa sola altrimenti tutti i pensieri che affollavano in questo momento la sua mente l'avrebbero travolta.
"E adesso cosa racconto a Luke?", immaginando la faccia del fratello nel sapere i dettagli del dialogo appena tenuto si sentiva sprofondare dalla vergogna, tuttavia sapeva che era del tutto inutile mentirgli…
