CAPITOLO 5
«Che cosa? Hai detto veramente questo ad Isolder?», Luke era sbalordito, nonostante anche i suoi poteri confermassero la veridicità di ciò che Leia gli stava dicendo stentava a credere alle sue orecchie.
«Lo so, non è stata una gran mossa vero? E' che… mi ha preso talmente alla sprovvista… »
Lui era senza parole, da un lato non voleva offenderla, dall'altro non riusciva proprio a trovare una spiegazione per il suo comportamento, non era da lei perdere il controllo così.
«Sì, immagino che probabilmente quella della pista su nostro padre fosse una debole scusa… – non sapeva come affrontare l'argomento senza turbare maggiormente la sorella, ma d'altra parte era inutile girare intorno alla questione – Però non capisco perché coinvolgere Han in questa faccenda…».
Le guance di Leia si colorarono di rosso immediatamente, si sentiva una stupida per essersi comportata in quel modo ed era assai penoso dover renderne conto al fratello, possibile che non capisse che anche il solo nominare quell'uomo la metteva in agitazione?
«Oh Luke, so che non sono stata leale nei confronti di Isolder, ma in quel momento ho pensato che io stessa non sarei mai riuscita ad inventarmi una scusa migliore, perdonami, non so proprio cosa mi sia passato per la testa…»
Lui le prese le mani per farle sentire che le era vicino e che aveva capito, tutto sommato si poteva ricavare qualcosa di buono da questo pasticcio e forse era giunto il momento di dirle quella cosa che aveva volontariamente tralasciato durante il loro colloquio precedente.
«Non c'è bisogno di scusarsi, immagino quanto può essere stato doloroso e imbarazzante discutere con Isolder… Vedrai che il nostro viaggio servirà per chiarire molte cose, non solo riguardo la Regina Madre e l'Impero…»
«Che vuoi dire?», Leia già immaginava quello che il fratello aveva in mente, ma ancora cercava un modo per evitare di parlarne direttamente.
«Vuol dire che noi troveremo Han, così finalmente potrai dare una risposta ai mille dubbi che ti assillano e potrai vivere più serenamente», gli occhi di Luke erano tremendamente seri, era inutile tentare ancora di evitare l'argomento…
«Ma sei pazzo? – lei sciolse le mani dalla presa del fratello, non poteva credere ad una proposta simile – La ricerca del capitano del Falcon deve essere solo una copertura… non possiamo perdere del tempo prezioso per questo!»
Ancora evitava di nominarlo, "Proprio come nostro padre" pensò Luke, tutto ciò che le arrecava dolore veniva relegato in un angolo buio della sua anima e perdeva l'identità, il primo passo per farla ragionare quindi era tornare a farle riconoscere le persone con il proprio nome.
«C'è una cosa che non ti ho detto prima…», ammise lui.
«Che altro ci può essere?»
«Non te ne ho parlato subito per non sconvolgerti ulteriormente…»
«Cosa può essere peggio di un complotto contro la Nuova Repubblica???», la principessa non poteva credere che ci fosse un nuovo colpo di scena, da molto tempo la sua vita non era così movimentata!
«Non ho detto che è peggio, è solo un dettaglio in più… La spia hapana prima di uccidersi mi ha rivolto queste parole: "Comandante Vykk Draygo, ha già ucciso la mia collega, ma non le permetterò di ricavare altre informazioni da me e non speri di trovare qualcosa nel Centro Dati. Questo affare è più grosso di me e di lei, segua il mio consiglio, se ne tenga alla larga. Addio." e subito dopo si è tolta la vita».
«Vykk Draygo??? Ti ha scambiato per… Non dirmi che è quello che penso…»
«Sì… è proprio così! Vykk Draygo è uno dei tanti nomi che il nostro amico contrabbandiere ha usato prima di conoscerci, per questo non considero la sua ricerca una perdita di tempo…», gli occhi di Leia si fecero più sottili, il cavaliere Jedi aveva forse accettato di stare al suo gioco infantile o la stava mettendo alla prova?
«Non se ne parla, nessun'altro verrà coinvolto… meno persone saranno a conoscenza dei nostri piani e meglio è, già noi rischiamo la vita, non vorrei coinvolgere altri… sai bene che la Regina Madre non si fa scrupoli a riguardo!», il suo scopo era chiaramente deviare il discorso su altri fronti, ma Luke non si lasciò incantare.
«Affrontare il passato ti renderà più forte, dopo vedrai che sarà tutto più facile. Il nostro beneamato contrabbandiere potrebbe essere in possesso di qualche informazione importante, per questo lo dobbiamo trovare al più presto!».
E proprio il tono con il quale sottolineò 'beneamato contrabbandiere' fecero perdere totalmente il controllo alla principessa:
«Han! Si chiama Han, maledizione! – Leia si allontanò di qualche passo e si mise a sedere su una panchina sbuffando – Sei testardo quasi quanto me Luke!»
A questo commento il cavaliere Jedi scoppiò a ridere, «Beh, siamo gemelli, qualcosa in comune ci dovrà pur essere».
«Già… – lei lo guardava ancora con aria torva, era la seconda volta in un giorno che falliva miseramente come diplomatica – E immagino che se non accetto questa prima condizione non potrò venire con te ed aiutarti nella nostra vera missione, è così?»
«Certo, il ritrovamento di Han è una clausola fondamentale del nostro accordo».
Han, Han, Han… ogni volta che lo nominava era come se qualcuno la prendesse a schiaffi, oggi proprio non era giornata per fare diplomazia!
«E va bene, dato che non mi lasci altra scelta non posso far altro che accettare… – Luke stava già godendosi il successo, ma anche lei voleva mettere in chiaro le sue condizioni – Però tu hai parlato di ritrovare Han quindi io non ho nessun obbligo di vederlo o di parlarci, basta che ti aiuti a scoprire dove si trova e basta, fine della storia, giusto?»
«Una volta che l'avremo trovato agirai come meglio credi, io non ti forzerò in nessun senso, ti aiuterò solo se sarai tu a chiedermelo, okay?»
«Okay», sul volto di Leia era tornato il sorriso, l'accordo in fondo non le sembrava poi tanto male, sarebbe stato molto peggio essere costretta ad un faccia a faccia con il pirata… in effetti il fratello era stato benevolo nei suoi confronti.
«Bene, ora vai a prepararti e riposati, partiamo domani mattina e il viaggiò sarà molto lungo».
«Sai già dove cercare?», la principessa era sbalordita, sapeva bene che la Forza era potente in lui, ma non immaginava che fosse in grado di trovare una persona sperduta chissà dove nell'universo dopo tanti anni…
Luke chiuse gli occhi un attimo e si protese nella Forza, poi disse sorridendo:
«Sì, un'idea ce l'ho», riusciva a sentire la presenza di Han, una volta vicini al punto rivelato dalla Forza sarebbe stato facile trovare il comandante del Falcon.
"Bene", pensò lei, tanto denaro e tempo investito per pagare inutili spie quando suo fratello in un attimo era arrivato dove tutti gli altri avevano fallito, ma perché non aveva usato prima i suoi poteri?
«Non mi hai mai chiesto di farlo – gli rispose dopo aver letto i suoi pensieri – e io ho rispettato la tua decisione e quella di Han, tu avevi paura di trovarlo e lui non voleva essere trovato. Ho sempre evitato di intervenire nella tua vita privata… chi sono io per dirti cosa fare con i sentimenti se ancora non ho capito come interpretare i miei?»
«E in che modo avresti potuto influenzarmi? Ormai avevo preso la mia decisione, il matrimonio era già stato fissato, come avresti potuto farmi cambiare idea? – il muro di Leia stava piano piano crollando, si sentiva avvilita perché sembrava che tutti avessero capito la verità delle cose tranne lei – Forse anche tu mi nascondi qualcosa? A volte ho proprio l'impressione di essere l'unica stupida qui dentro!».
Luke si mise a sedere vicino a lei, poi guardandola dritto negli occhi le disse:
«Io non ti ho mai nascosto niente… niente che tu non sappia già».
«Ah bene, detta così sembra che io riesca a tenere nascoste delle cose anche a me stessa… mi fai sentire una psicopatica», si sforzò di sorridere anche se sentiva un nodo salirle in gola, dentro di lei qualcosa si stava ribellando, ma era ancora troppo presto per dargli libero sfogo.
Il cavaliere Jedi decise di concederle una tregua, per quel giorno aveva avuto già abbastanza emozioni. Le baciò la fronte e le augurò la buona notte, poi si allontanò verso il deposito navette della Star Home e la lasciò pensierosa a riflettere sulla panchina, ora aveva solo bisogno di stare un po' sola.
