CAPITOLO 7

«Allora comandante dove siamo diretti?», ora che erano abbastanza lontani dalla Star Home e dal regno di Hapes, Leia sembrava più rilassata.

«Verso il confine della Galassia, ci vorrà qualche giorno in iperspazio per arrivarci», Luke stava inserendo le coordinate nel computer di bordo, doveva stare molto attento perché quella zona era ricca di asteroidi e di sicuro non voleva terminare il suo viaggio contro uno di essi.

«Certo… dovevo immaginare che si fosse spinto il più lontano possibile da me! – il tono di Leia era a metà tra una battuta e un'amara constatazione – E una volta lì dove andremo a cercalo?»

«Ancora non lo so, sarà la Forza a guidarci, fidati».

«Mi fido, sai bene che non esiste al mondo altra persona di cui mi fidi di più!».

Lui sorrise prendendole la mano, «E vedrai che tutto si sistemerà, smettila di preoccuparti e prendila come se fosse una meritata vacanza».

«Una vacanza? E' dal viaggio di nozze che non mi concedo una vacanza! Penso che tu abbia ragione, ho bisogno di un po' di ferie, il regno hapano è troppo pieno di meraviglie e perfezione, ho bisogno di vedere il peggio che la Galassia può offrirmi per capire quanto sono fortunata».

«Ecco, questo è lo spirito giusto per cominciare!»

«Okay maestro, in questo viaggio sarò la tua ubbidiente allieva».

«Ubbidiente?», il volto di Luke manifestava forte scetticismo, ben presto entrambi scoppiarono in una forte risata rendendosi conto che era ormai troppo tempo che non godevano liberamente della compagnia l'uno dell'altra.

Dopo tre giorni di viaggio finalmente l'allarme che segnalava l'arrivo imminente a destinazione cominciò a suonare e il contorno delle stelle cominciò a farsi sempre più nitido mentre la navetta usciva dall'iperspazio.

Come previsto da Luke il paesaggio intorno a loro era costellato di asteroidi, fortunatamente tra di essi si poteva scorgere un piccolo pianeta azzurrognolo che, secondo i dati forniti dal computer di bordo, era abitabile per l'uomo.

«Bene, direi che come prima sosta può andare. Dobbiamo rifornirci di carburante e intanto ne approfitteremo per fare qualche domanda in giro, che ne dici?», Luke si stiracchiò e cominciò ad analizzare la cartografia del pianeta alla ricerca di un luogo adatto per l'atterraggio.

«Sì, ma non intenderai passare attraverso il campo di asteroidi per arrivarci?», Leia aveva ancora la pelle d'oca al pensiero dell'ultima volta che un pazzo furioso l'aveva condotta in mezzo a migliaia di rocce vaganti.

«Non preoccuparti, faremo il giro attorno per schivarli… come mai sei così terrorizzata?»

«Mah, niente… ricordi di brutte esperienze…», possibile che Han non gli avesse mai raccontato la storia della fuga da Hot e delle sue manovre spericolate per seminare i caccia imperiali che gli stavano alle costole?

"Strano, lui adorava vantarsi delle sue imprese!", pensò lei. Però era anche vero che su ciò che riguardava strettamente loro due Han era sempre stato molto discreto, caratteristica che non si sarebbe mai aspettata da un tipo come lui.

"Forse non gli ha mai detto niente perché, nel bel mezzo di un campo di asteroidi, noi due…", avvampò improvvisamente al ricordo di quel momento, ma si sbrigò a cambiare argomento per non destare ulteriormente la curiosità di Luke.

Dopo aver trovato una stazione di rifornimento e aver trascorso un giorno intero su quel pianeta desolato in cerca di informazioni, i due fratelli decisero di ripartire e percorrere le principali rotte commerciali di quel settore.

«Il lupo perde il pelo ma non il vizio… pensi che Han se ne vada ancora in giro per lo spazio a fare il contrabbandiere?», Leia la considerava una valida ipotesi.

«Non lo so, magari non è più un contrabbandiere ed è diventato un commerciante in regola.»

«No… – lei era fortemente perplessa – non ce lo vedo proprio… ».

«Però sicuramente lungo queste rotte sarà più facile reperire informazioni, qui c'è gente che passa una vita a viaggiare e tutti conoscono tutti, con un pizzico di fortuna riusciremo a trovare qualche indizio utile».

Forse Luke non aveva tutti i torti, Han e Chewie non erano certo una coppia che passava inosservata, il grosso Wookiee attirava l'attenzione per via della sua imponente mole mentre il suo compagno era uno specialista nel farsi notare, soprattutto nelle situazioni più spiacevoli, quindi le probabilità di scovarli, se davvero si trovavano in quel settore, erano abbastanza elevate.

La fortuna però sembrava non essere dalla loro parte, dopo aver percorso migliaia di rotte ed aver chiesto a chissà quante persone del capitano Han Solo e del suo copilota Chewbacca senza ottenere niente di utile, le speranze si affievolivano sempre di più.

Eppure il cavaliere Jedi era sicuro di ciò che la Forza gli aveva indicato, doveva essere solo una questione di tempo, ne era certo.

Un puntino lampeggiante sul monitor colpì l'attenzione di Luke:

«Ehi, questo sembra un messaggio di s.o.s., laggiù sta succedendo qualcosa di strano».

«Dici che sia prudente avvicinarci? Dopotutto non sappiamo di cosa si tratta», a Leia non piacevano queste iniziative del fratello, ma sapeva di non poter far niente per fermarlo.

«Voglio vederci chiaro», lei non ebbe il tempo di replicare che già la navetta aveva preso la direzione indicata dal computer di bordo.

Sfruttando la copertura di alcuni asteroidi Luke riuscì ad avvicinarsi quel tanto che bastava per rendersi conto meglio della situazione: una grossa nave da carico era stata assalita da un nugolo di caccia TIE e stava avendo la peggio dato che non era equipaggiata per il combattimento.

Quando ormai un'imponente nuvola di fumo stava uscendo dalla paratia di uno dei motori e l'equipaggio della nave da carico stava lanciandosi all'esterno attraverso i gusci di salvataggio giunse un secondo gruppo di navette da combattimento, dall'assortimento molto vario: c'erano X-Wing e Y-Wing, corvette corelliane, Agr, Virago, ma anche altri caccia TIE.

I nuovi arrivati si lanciarono contro gli assalitori ed esplose così una battaglia in piena regola.

«Tu che dici, andiamo a dare una mano?», Leia sapeva che quella non era una vera e propria domanda, perciò si limitò a rispondere:

«Sì, ma chi aiutiamo? C'è una gran confusione la fuori!»

«Beh, sicuramente se gli imperiali vogliono impadronirsi di quella nave ci sarà un carico importante… Vediamo di togliere di mezzo un po' di caccia TIE e poi cercheremo di scoprirne di più, ti va di occuparti della torretta di tiro principale? Penserò io a tutto il resto…»

«Sono un po' arrugginita… però dovrei cavarmela», mentre Leia stava ancora parlando la navetta hapana si era già gettata nella mischia, ebbe sì e no il tempo di sedersi al cannone laser che subito un caccia TIE le sfrecciò sopra la testa.

«Sei pronta? – gridò Luke all'intercom – Sono sulla sua scia, quando siamo a portata di tiro spara…».

Ma non c'era bisogno di questa precisazione, la principessa sapeva il fatto suo e non appena il caccia rientrò nel centro del mirino non ebbe scampo.

«Fuori uno… e calcola che mi sto ancora scaldando!»

«Okay, allora vedi cosa riesci a fare con questo…», Luke virò bruscamente a sinistra per trovarsi esattamente di fronte al nuovo obiettivo. Nonostante la velocità Leia riuscì a colpire il caccia sul pannello solare laterale e a metterlo fuori uso.

«Molto bene sorella, adesso possiamo cominciare a fare sul serio!».

La navetta hapana era più resistente rispetto ai caccia TIE, l'importante era evitare di averne troppi addosso. Dopo aver eliminato una ventina di nemici la situazione stava volgendo a loro favore dato che anche gli altri sembravano avere la meglio sugli imperiali, ma non avevano fatto i conti con un potente incrociatore Tartan sbucato fuori improvvisamente alle loro spalle.

Luke virò bruscamente verso il basso per farsi superare dall'incrociatore e trovarsi in posizione ideale di tiro, ma quando già era pronto per sferrare il colpo di grazia perse di vista l'obiettivo.

«Maledizione, dov'è andato?».

«Non lo so, deve aver girato attorno a quell'asteroide…», gridò Leia mentre scrutava lo spazio in cerca di altri pericoli in avvicinamento.

«La volpe gioca a nascondino, ora lo andiamo a prendere», il cavaliere Jedi si gettò dietro il grosso asteroide e ben presto individuò nuovamente l'incrociatore, mettendosi sulla sua scia.

Nonostante la sua mossa avesse colto di sorpresa il nemico non era in grado di inquadrarlo, sparò una serie di raffiche con i mitragliatori laterali, ma senza successo. Per di più l'imperiale stava puntando verso il centro della battaglia, con il rischio sempre maggiore di andare a sbattere contro la carcassa di qualche astronave abbattuta.

Con una virata brusca a sinistra infatti l'incrociatore mancò di un pelo i resti di un caccia TIE, la stessa manovra fece Luke che però ci andò ancora più vicino andando a danneggiare lievemente l'ala destra della sua navetta.

Luke si distrasse un attimo per verificare l'entità dei danni quando sentì la principessa gridare all'intercom ed un colpo sordo tuonò nella parte superiore della scocca.

«Leia… Leia… tutto bene?»

«Quel maledetto ci è passato sopra la testa! Era talmente vicino che pensavo di trovarmelo qua dentro! Penso che abbia messo fuori uso il cannone…».

«Sei sicura? Controlla l'indicatore di energia».

L'incrociatore intanto aveva rotto gli indugi ed era passato all'attacco, Luke stava impegnando i suoi sensi al massimo per evitare i rottami e schivare i colpi del nemico che, evidentemente aveva sottovalutato.

«Il livello di energia continua a scendere, ma ce n'è abbastanza per farlo funzionare… appena si avvicina vedrai come lo riduco!»

«No, aspetta Leia, ho un'idea. – sapeva di non avere molte alternative – Per un po' risponderò al fuoco solo con le mitragliette laterali così penserà di aver messo fuori uso definitivamente il cannone. Quando sarà sicuro di averci in pugno giocheremo il nostro asso nella manica.»

«Va bene, io mi tengo pronta e aspetto il tuo segnale per far fuoco».

L'imperiale aveva diminuito la distanza fra loro ed ora li stava attaccando prima a destra e poi a sinistra spostandosi in rapida successione. La navetta hapana rispose al fuoco con le mitragliatrici, solitamente abbastanza efficaci per abbattere un normale caccia TIE, ma gli scudi dell'incrociatore erano più potenti e nemmeno un colpo andò a segno.

La fronte del cavaliere Jedi grondava di sudore, quel pilota gli stava dando del filo da torcere nonostante l'uso della Forza. Provò a portarsi nuovamente al centro della lotta e puntò dritto verso altre due navette che si stavano dando battaglia, a questo punto ci passò in mezzo proprio un istante prima che una delle due esplodesse.

Con questa mossa sperava di avere un attimo di tregua, ma con sua grande sorpresa vide l'incrociatore sbucare fuori dalla nuvola di fumo alle sue spalle e riaccodarsi ai suoi scarichi.

"Accidenti, deve essere un pazzo per passare così in mezzo al fumo senza sapere cosa c'è dietro! – pensò Luke – Non riesco a scrollarmelo di dosso…".

Proprio in quell'istante si attivò la radio di bordo, qualcuno voleva mettersi in contatto con loro, ma non era proprio il momento adatto.

«Pronto? Qui è il comandante dell'incrociatore Tarter mi sentite?», la trasmissione era parecchio disturbata e Luke non sapeva se dar retta alle parole di quel pilota o mantenere fissa l'attenzione sui suoi cannoni.

«Ehi, sono il capitano dell'incrociatore Tarter che vi sta alle costole, tutte le mie armi sono puntate verso di voi, arrendetevi e consegnate la nave. Non vi verrà fatto alcun male.», la sua voce si fece sempre più minacciosa, ma non gli diede ascolto, anzi, prese l'intercom per dare a Leia qualche istruzione:

«Ora ascoltami bene, il capitano dell'incrociatore vuole che ci arrendiamo e consegniamo la nave…»

«Ma neanche per sogno, apri il mio canale di comunicazione, voglio sentire anch'io la voce di quell'arrogante bamboccio!», lei aveva la mano sulla cloche e non vedeva l'ora di ricevere l'ordine di sparare, quell'imperiale era scampato anche troppo per quanto la riguardava.

«Okay ti apro la comunicazione ma non dire niente, voglio che perda un po' la pazienza… Quando questo succederà mi porterò dritto di fronte a lui. Con l'aiuto della Forza cercherò di inibire il suo pensiero quel tanto che basta per non spararci, nel mentre tu fai fuoco… però se puoi cerca di non ucciderlo».

«E per quale motivo? Lui non esiterebbe a farci fuori!».

«Perché non mi piace usare la Forza in questo modo… è un bravo pilota, può sempre far comodo alla Nuova Repubblica…», sperava di riuscire a far ragionare Leia, la battaglia l'aveva caricata un po' troppo di adrenalina.

«E va bene, vedrò cosa si può fare… Ma il cannone in queste condizioni non mi permette di essere molto precisa…».

«Fai quello che puoi», le disse prima di chiudere la comunicazione ed inserire il canale esterno, dal quale anche lei poteva sentire le parole del comandante nemico che ormai era già al limite della pazienza.

«Ehhhi, maledetti hapani invasori! Volete arrendervi sì o no? Non ho intenzione di starvi a pregare una giornata! Se non abbandonate subito la nave esploderete assieme ad essa!», il capitano dell'incrociatore aveva perso la poca diplomazia che aveva e Luke ne approfittò per lanciare la navetta in un folle avvitamento per poi frenare bruscamente virando a destra, trovandosi di fronte all'avversario che, nel frattempo, aveva eseguito la stessa manovra al contrario.

«Luke… Luke, aspetta un momento…», lei sentiva che qualcosa non andava, aveva un presentimento…

«Leia tieniti pronta a sparare appena parte per venirci addosso», Luke aveva attivato il canale esterno, disattivando involontariamente quello interno.

Di nuovo la voce del capitano fece capolino:

«E così non accettate la resa? Bene, peggio per voi. Gli hapani non mi sono mai piaciuti quindi sarà un piacere farvi arrostire tutti!».

Non erano tanto le parole, era il tono con cui venivano scandite ad essere particolarmente familiare…

«Luke! Ti prego aspetta, ho una strana sensazione…», Leia conosceva quella voce…

Ma il fratello ora non era in grado di sentirla, tutti i suoi sensi erano concentrati sulla sagoma dell'incrociatore Tartan che si stava avvicinando sempre di più. Chiuse gli occhi ed entrò in contatto con i pensieri del pilota fino ad assumerne il controllo, quando li riaprì poteva vedere ciò che vedeva l'altro.

«Quello è il comando del cannone laser… non lo devi toccare, non fare niente, vola semplicemente dritto contro di me», mentre il cavaliere Jedi parlava l'altro ripeteva le sue parole, ipnotizzato dalla Forza.

«Luke, fermati!», Leia capì che il fratello non la poteva sentire perciò decise di abbandonare la torretta per correre nella cabina di comando, ma lo scontro era imminente.

Le due astronavi erano ormai vicinissime quando Luke scorse un'immagine nella cabina di pilotaggio del nemico, probabilmente era il volto del pilota riflesso nella cupola. Quando mise a fuoco bene i lineamenti di quel viso all'improvviso fu pervaso dal terrore e il contatto tramite la Forza si interruppe bruscamente.

"Mio Dio, ma quello è Han!".

Luke si affrettò a gridare all'intercom:

«Leia non sparare! Non sparare, non farlo…», nessuna risposta dalla torretta di tiro.

In quell'attimo lunghissimo l'incrociatore passò sopra le loro teste, ma non si udì nessuno sparo ne da una parte ne dall'altra. Leia irruppe nella sala comandi e con uno sguardo capì che il fratello aveva avuto la sua stessa intuizione, ma nel frattempo il pilota dell'incrociatore, ignaro di tutto, si stava riprendendo dallo stato confusionale e stava tornando all'attacco, dovevano agire in fretta se non volevano rimanere polverizzati.

«Pronto? Pronto? Qui è il comandante Luke Skywalker, Han sei tu?», lui aprì di nuovo la comunicazione esterna.

Sentendo quel nome le mani di Han abbandonarono istantaneamente il pulsante di sparo, tuttavia rimase sull'attenti, poteva sempre essere qualcuno che gli stava giocando un brutto tiro.

«Ragazzo sei tu? Che diavolo ci fai qui?», ora Luke non aveva più dubbi riguardo la sua identità.

«Sono venuto a trovarti… – un'occhiataccia di Leia lo fulminò immediatamente – mentre ero in viaggio turistico e… E' una lunga storia amico, non c'è un luogo più adatto per chiacchierare?», lo sguardo della principessa era glaciale.

«Ma certo, seguimi. – ora anche l'altro pilota non aveva più dubbi – La prossima volta che vieni a trovarmi però meglio se non usi una nave hapana… Hai rischiato grosso oggi!».

«Già, vedrò di seguire il tuo consiglio», a Luke scappò un mezzo sorriso, ma badò bene dal non farsi vedere dalla sorella.