CAPITOLO 8

Mentre Han gli passava le coordinate per raggiungere la base segreta e assicurava i suoi alleati sul fatto che la navetta hapana non era un pericolo, Luke diventò l'unico bersaglio sul quale Leia poteva riversare tutto il suo disappunto.

«Non se ne parla, io non scendo!»

«Ma cerca di essere obiettiva, a questo punto non mi posso tirare indietro, che cosa gli racconto? E poi non sei curiosa di sapere che cosa ci fa sopra un incrociatore Tartan? Per non parlare della nave da carico che abbiamo salvato insieme dagli imperiali…», ma evidentemente lei non lo stava ascoltando, o meglio, non voleva sentire.

«Non me ne importa un fico secco, io non voglio vedere quell'uomo… o almeno non ora».

«Beh, se non ora quando?»

«Quando? Non lo so! Non adesso comunque… non ce la faccio», anche se il tono era alterato il suo viso tradiva un forte contrasto interiore.

«Come hai capito che era lui? Hai sentito la sua presenza tramite la Forza?», Luke decise di tentare un'altra strada.

Leia rimase un attimo disorientata da questa domanda, comunque di una cosa era certa, la Forza non c'entrava affatto questa volta.

«No… la sua voce… ho riconosciuto la sua voce, ecco tutto», era fortemente imbarazzata nell'ammetterlo.

«E cosa hai provato?», ma il cavaliere Jedi si rese subito conto dell'inutilità della domanda vedendo la sorella arrossire improvvisamente.

«Non ho provato un bel niente! E adesso basta con queste stupide domande, che cosa facciamo una volta atterrati?»

«Beh, io intendo scendere per salutarlo… tu puoi fare altrettanto o rimanere qui dentro a nasconderti per un tempo imprecisato, vedi tu», gli occhi di Leia lampeggiavano dall'ira, ma stavolta Luke non aveva paura perché sapeva di agire per il suo bene.

La base segreta si trovava su Urdur, un pianeta ricoperto di ghiaccio molto simile a Hot. Prima di aprire lo sportello di uscita Luke lanciò un'ultima occhiata a Leia, ma questa rispose scuotendo la testa. Han lo stava già aspettando e lui corse ad abbracciare l'amico come ai vecchi tempi.

«Ehi ragazzo, ti trovo in forma, cosa ti ha portato da queste parti?»

«Sto svolgendo delle ricerche… e così eccomi qua», immaginava l'espressione della sorella mentre ascoltava questo dialogo.

«Ricerche? Immagino che riguardi i Jedi giusto? In tutti questi anni hai fatto qualche scoperta importante?», Luke poteva avvertire lo stato d'animo di Han, sentiva che era emozionato, un po' impacciato, ma il suo approccio era positivo… almeno per il momento.

«Beh sì, qualche passo avanti l'ho fatto, comunque non sono qui solo per i Jedi… Che ci facevi su un incrociatore Tartan?».

Una volta rotto il ghiaccio il capitano Solo cominciò a sentirsi a suo agio e appoggiò una mano al pistone di apertura dello sportello. Leia se ne stava nascosta ad ascoltare e quando vide la mano comparire per un momento nel suo campo visivo ebbe un sobbalzo, e se si fosse messo in testa di visitare la navetta hapana?

«Il Tartan... ti piace? Bella astronave vero? Sono riuscito a rubarla agli imperiali qualche mese fa e naturalmente ho già apportato alcune migliorie!»

"Alcune migliorie… – commentò mentalmente Leia – Ho ben chiaro il ricordo delle sue migliorie!"

«Ah, immagino – Luke sorrise un po' per il commento della principessa e un po' per via dei suoi ricordi – e il Falcon c'è ancora?»

«Ma certo che c'è, più in forma che mai! Solo che preferisco usarlo di più per le mie missioni di spionaggio che in battaglia, non voglio che si faccia male. E tu cosa ci fai con un'orrenda astronave hapana?», ora Han si era appoggiato con tutta la schiena mentre Leia si ritirava sempre di più nel suo nascondiglio.

"Mi sento una stupida, perché diavolo mi devo nascondere? In fondo è lui quello che è scappato da me e non il contrario! 'Orrenda astronave hapana', ma ha mai guardato bene quel catorcio del Falcon? Adesso scendo solo per vedere la faccia che fa… no, non ancora, non sono pronta".

Mentre lei era in preda ai suoi dubbi la conversazione tra i due amici ritrovati continuava:

«Questa navetta non è poi così male, è ben equipaggiata e si difende bene».

«Uhmm, non ne sono tanto convinto. Se non fosse stato per la Forza a quest'ora non saresti qui!», Il capitano Solo era scettico su qualsiasi cosa riguardasse gli hapani.

«Il mio cannone in realtà non era fuori uso, aspettavo solo il momento migliore per colpire».

«Già, ma la prossima volta fatti dare qualcosa di meglio dal tuo principino, se ti ha concesso solo questa carcassa si vede che non ha molto a cuore la vita del fratello della sua adorata mogliettina!».

Ecco, era questo ciò che Luke temeva.

Leia si alzò dal suo nascondiglio come se fosse stata punta da un'ape, ora aveva finalmente preso la sua decisione.

«Ma dimmi, viaggi sempre da solo o in questi anni hai trovato compagnia?»

Il cavaliere Jedi rimase gelato alla vista della sorella mentre compariva alle spalle dell'amico e non poté far altro che pregare per lui.

«No, Luke non è da solo!».

Han era ancora rivolto verso di lui, ma non aveva bisogno di muoversi per sapere da chi proveniva quella voce. Per un attimo pensò di tenerle le spalle girate e di ignorarla, ma la curiosità di vederla e magari la possibilità di farle cosa sgradita ebbe il sopravvento.

Mentre si girava Leia sentì gran parte della sua determinazione venire a mancare, aveva le gambe molli come gelatina e già aveva rischiato di cadere mentre scendeva la rampa della navetta, si chiedeva perché il destino le stava giocando questo brutto tiro.

«Beh, lasciatelo dire amico, in questo caso era meglio viaggiare da soli!», ora il capitano Solo parlava con Luke, ma il suo sguardo inquieto era fisso sulla principessa e quello di lei altrettanto.

«E tu invece? Anche il tuo compagno Chewbacca ti ha abbandonato? Era stanco di starti a sentire?», dopo aver pronunciato queste parole vide la sua mascella serrarsi, era sicura che il pensiero di schiaffeggiarla aveva attraversato la sua mente ed era contenta di averlo messo subito in crisi.

«Sì anche Chewbacca mi ha abbandonato… – la voce era carica di dolore – E' stato ucciso qualche tempo fa mentre era in missione, probabilmente aveva scoperto qualcosa di grosso, ma una spia hapana ha pensato bene di toglierlo di mezzo. Per caso vostra grazia si è resa conto dello sbaglio ed è venuta a chiedere scusa?».

Lei avrebbe voluto sprofondare dalla vergogna, Chewbacca ucciso da una spia hapana? Ma cosa diavolo stava succedendo? Era veramente dispiaciuta per la morte del fedele Wookiee, ma non poteva permettersi di essere tenera con Han.

«Mi dispiace per Chewie, non ne sapevo niente. Comunque non sono qui per chiedere scusa a nessuno».

«Bene, in tal caso non ho nient'altro da dire. E' stato un piacere rivederti Luke, magari ci si ritrova fra altri undici anni e possibilmente senza vostra altezza fra i piedi!», Leia stava per replicare, ma il pirata le aveva già girato le spalle e stava uscendo a passi veloci dall'hangar.

I due fratelli rimasero a guardarsi negli occhi senza parole, entrambi allibiti dal loro recente incontro.

Mentre Han era già scomparso dalla loro vista una donna si avvicinò ai nuovi arrivati e li accolse:

«Perdonate il comandante Solo, le buone maniere non sono il suo forte… Io sono Jessa, il capo di questa base militare e voi? E' vostra questa astronave?».

I modi erano molto cortesi, ma i suoi occhi tradivano una certa diffidenza, come potevano essere amici di Han se venivano dal regno di Hapes?

«Io sono Luke Skywalker e lei è mia sorella Leia, siamo amici del capitano Solo da vecchia data, purtroppo ci ha appena informato della morte di Chewbacca e siamo molto dispiaciuti».

Gli occhi di Jessa si spalancarono per la sorpresa, adesso capiva perché il pirata era di pessimo umore:

«Oh, allora tu sei il famoso cavaliere Jedi, ho sentito molto parlare di te – poi rivolgendosi a Leia – e voi dovete essere la principessa del regno di Hapes… è un grande onore avervi qui».

A queste parole finalmente lei si riprese, il primo scontro con Han dopo tanto tempo era stato sconvolgente:

«Chiamami solo Leia e dammi pure del tu, non sono venuta qui come rappresentante del regno di Hapes, però in quanto tale, sono fortemente dispiaciuta che la morte di Chewbacca sia stata causata da un mio suddito. E' assolutamente certo che si trattasse di una spia hapana?»

Jessa la osservò attentamente incuriosita dal fatto di trovarsi davanti per la prima volta alla donna che tanto era stata importante per il suo pilota migliore. Era ansiosa di approfondire questa conoscenza perché voleva capire se la principessa era sul serio la persona speciale che aveva immaginato e se effettivamente aveva dimenticato il capitano Solo, cosa di cui, avendo seguito da lontano il loro primo incontro, già dubitava.

«Sì, purtroppo non ci sono dubbi, abbiamo parecchi testimoni che hanno assistito alla scena. Magari più tardi vi spiegherò i dettagli, ora immagino che sarete stanchi per il viaggio e per la battaglia, vi mostro le vostre stanze e sarei lieta se vi uniste a noi per la cena.»

«Oh, ti ringrazio per l'invito ma…», il primo pensiero di Leia era evitare un nuovo incontro con Han.

«Allora è deciso, vi aspetto per cena. Ci saranno tutti i nostri comandanti a darvi il benvenuto… beh, tutti tranne uno temo», e dicendo questo guardò la principessa dritto negli occhi per studiarne la reazione.

«Bene, non vedo l'ora di fare la vostra conoscenza», Leia era rimasta spiazzata dalla proposta però allo stesso tempo si era tranquillizzata nel sentire che probabilmente il comandante che più le interessava sarebbe sicuramente mancato. Inoltre anche lei era curiosa di scoprire cosa rappresentasse Jessa per Han, sembrava che fosse a conoscenza della loro passata relazione e ciò faceva pensare ad una certa confidenza, ma che tipo di legame c'era fra i due?