La stanza assegnata a Leia era arredata molto semplicemente, nello stile tipico militare, ma la cosa non le dispiaceva, anzi, era contenta di essere trattata al pari degli altri, in questo modo non avrebbe attirato l'attenzione più del necessario sul suo arrivo.
Non aveva portato con sé molti abiti da cerimonia e quindi optò per una tunica semplice di color turchese e un trucco appena accennato. L'acconciatura invece era abbastanza elaborata, aveva raccolto parte dei capelli in due trecce che le avvolgevano la testa come una corona, mentre il resto le scendeva morbidamente sulla schiena. Questo lavoro aveva richiesto parecchio tempo, ma alla fine era soddisfatta del risultato e anche Luke, non appena la vide, dimostrò il suo apprezzamento.
«Mi hai fatto aspettare un bel po', ma ne è valsa la pena – fu il suo commento – Sei pronta per andare?»
«Sì sono pronta, – ma vedendo la perplessità del fratello continuò – non ti preoccupare, sono sicura che lui non si rifarà più vivo finché saremo qui», lei era convinta che il capitano Solo avrebbe fatto di tutto per evitarla, o almeno lo sperava vivamente.
Era rimasta fortemente turbata dal loro incontro, ma in fin dei conti era normale provare emozione nel rivedere una persona speciale dopo tanto tempo e Han speciale lo era stato davvero. Nonostante la rabbia e la delusione che provava nei suoi confronti per essere sparito nel nulla non poteva cancellare i bei momenti passati insieme, la gioia che avevano condiviso, la felicità che solo lui era riuscito a darle. Per anni aveva segretamente sognato di ritrovarlo, ma ora temeva che questo potesse rovinare per sempre i bei ricordi che teneva gelosamente custoditi nel suo cuore, non poteva certo aspettarsi di essere accolta a braccia aperte, ma la freddezza che aveva dimostrato nei suoi confronti l'aveva ferita.
"Forse si è comportato così perché ho fatto quello spiacevole riferimento a Chewie… – pensò lei – Che pessima figura! Non potevo starmene tranquilla e nascosta sull'astronave? Sicuramente la morte di Chewie deve averlo scosso profondamente e io me ne sono uscita con una frase del genere… Avrebbe fatto bene a prendermi a schiaffi sul serio! Povero Wookiee, forse almeno lui sarebbe stato contento di vedermi…".
Le sue riflessioni si interruppero quando entrarono nella sala ricevimenti della base. Lo sfarzo e la ricchezza della Star Home erano lontani anni luce, ma la semplicità di quell'ambiente facevano sentire sia Luke che Leia più a loro agio. Dopo essere stati presentati ai vari comandanti i due fratelli vennero fatti accomodare accanto a Jessa, che era capotavola, mentre tutti gli altri occuparono i posti che erano soliti prendere. Rimase un unico posto vuoto, alla destra di Jessa e proprio di fronte alla principessa, il suo occupante era stato trattenuto da impegni urgenti e probabilmente non avrebbe fatto in tempo ad unirsi a loro per la cena.
"Ma tu guarda…", pensò Leia che in parte era sollevata ed in parte rassegnata al fatto di non rivedere più Han.
La cena iniziò in tono molto allegro, esattamente l'opposto delle noiosissime cerimonie alle quali era costretta ad assistere sulla Star Home.
«Grazie al vostro aiuto siamo riusciti a salvare il carico e a non subire molti danni, sei un bravissimo pilota Luke!», il complimento proveniva dal capitano Jaxo che aveva visto il cavaliere Jedi in azione ed era rimasto impressionato dai suoi incredibili riflessi.
«Ho svolto solamente il mio dovere, niente di più», Luke era lusingato, ma rimaneva sempre una persona modesta e i complimenti lo mettevano in imbarazzo.
«Davvero, sei un pilota fenomenale, una persona come te ci farebbe comodo qui – intervenne il capitano Gray mentre continuava ad infilare cucchiai di sugo di Saribum in bocca a velocità sbalorditiva – Uhm, questo sugo è delizioso, non trovate?»
«Sì, è davvero ottimo», rispose Leia che stranamente aveva molto appetito.
«Perdonate la mia franchezza – prese parola un uomo magrissimo e completamente pelato – ma come mai siete venuti qui dal regno di Hapes? Purtroppo sarete già stati informati della morte del nostro compagno Chewbacca per mano di una spia hapana, se non fosse stato per il capitano Solo probabilmente vi avremmo attaccato prendendovi per nemici…».
Plaf, una grossa goccia di sugo cadde dal cucchiaio di Leia finendo sul tovagliolo appoggiato al suo grembo. Era bastato solamente sentir nominare una certa persona che subito l'agitazione l'aveva pervasa e il fatto che Jessa avesse colto la scena e la stesse osservando la faceva innervosire ancora di più. Nel regno di Hapes quel nome era tabù e non era ancora abituata a sentirlo pronunciare così spesso dopo tanto tempo.
«Noi siamo venuti in pace. Stiamo svolgendo alcune ricerche su nostro padre. Anche se non si direbbe, io e Leia siamo fratelli gemelli», con questo Luke sperava di aver placato la loro curiosità.
«Beh, se devo essere sincera non vi assomigliate per niente fisicamente, – intervenne sorridendo Jessa – ma conoscendovi meglio sono sicura che troverò qualche caratteristica comune, tipo il coraggio che avete dimostrato oggi…»
«Chiamalo pure spirito suicida. E' una peculiarità degli Skywalker!»
A questo commento tutti si rivolsero verso il capitano Solo che nel frattempo era entrato in sala e si stava accomodando al suo posto scusandosi del ritardo. L'effetto sull'appetito di Leia fu immediato, era come se le avessero improvvisamente legato la bocca dello stomaco.
"Quel sorriso… o meglio quel ghigno… ma cosa mi sta succedendo?"
Lei non capiva perché il suo corpo continuasse a reagire in maniera così strana alla presenza di quell'uomo, dopotutto non poteva certo competere con suo marito in quanto a bellezza. Aveva i capelli corti e un po' brizzolati, teneva la barba di qualche giorno e il viso era più abbronzato del solito. Era sicuramente invecchiato peggio di Isolder, il che era normale per un umano, però quando le aveva rivolto quel tipico sorriso storto e quello sguardo penetrante il suo cuore si era fermato per alcuni interminabili istanti.
"Sarà il fascino della divisa! – si affrettò ad autoconvincersi lei – Il nero gli ha sempre donato molto… Ma che diavolo avrà in mente? Luke? Luke mi senti? Fai qualcosa ti prego".
«Oh Han, le tue maniere non miglioreranno mai, per fortuna Luke e Leia conoscono già il tuo modo di fare! Ce l'hai fatta a liberarti dai tuoi impegni?», l'aiuto arrivò inaspettatamente da Jessa.
«Sì, ho già risolto ogni questione in sospeso», rispose tranquillamente lui.
In realtà aveva passato tutto quel tempo riflettendo se era il caso o meno di presentarsi alla cena. Subito aveva pensato di partire immediatamente alla volta della Luna Stabiax per stare da solo e convincersi che quell'incontro era stato solo uno scherzo della sua immaginazione. Su quel piccolo satellite di Urdur si era costruito un angolo di paradiso, ovvero un'enorme serra piena di qualsivoglia tipo di piante e fiori accresciuta sempre di più con il passare degli anni. Occuparsi della terra era molto rilassante, quasi quanto smanettare sul Falcon per apportare nuove modifiche, ciò lo aiutava a distogliersi dalle preoccupazioni e dalla tristezza.
Alla fine però aveva optato per restare perché, come Leia, era convinto che la sua condotta passata fosse stata priva di sbagli, era stata la principessa a cercarlo e non il contrario quindi se c'era qualcuno in torto non era lui.
E poi perché non sfruttare il destino una volta tanto che si dimostrava favorevole?
Aveva l'occasione di farle pagare tutta la sofferenza che gli aveva causato, non aveva ancora ben chiaro il motivo della sua visita, ma sicuramente sarebbe stato palese a chiunque il motivo della sua partenza!
«Bene capitano Solo, ora che sei arrivato siamo tutti curiosi di sapere come vi siete conosciuti, questi due signori hanno l'aspetto tanto per bene che mi risulta difficile immaginare come possano aver stretto amicizia con un tipo come te», il capitano Jaxo offrì lo spunto che Han sperava, la principessa si affrettò ad abbassare lo sguardo verso il suo sugo che ormai aveva perso ogni forma di attrattiva.
«Come ci siamo conosciuti? – Han si schiarì la voce, ricordare gli faceva male, ma vederla così imbarazzata gli dava una carica incredibile – Dunque… ho conosciuto Luke in una taverna di Tatooine quando ancora non sapeva cos'era la Forza e si stava per cacciare nel guaio più grosso della sua vita: salvare la principessa Leia dalla Morte Nera. Allora lui non sapeva di avere una sorella gemella… e nemmeno io ho mai colto tanta somiglianza fra loro se devo essere sincero – disse rivolgendosi a Jessa – comunque, dopo questo salvataggio e mille altre avventure passate insieme siamo diventati molto amici… Luke ed io».
Leia rimase a testa bassa ad ascoltare, ma a quest'ultimo riferimento rialzò lo sguardo per incontrare pericolosamente i suoi occhi.
"Dunque è come se non fossi mai esistita nella sua vita! Ma bene, allora anche per me sarà lo stesso! In fondo lui che cos'è stato se non una breve parentesi! E perché mi guarda con quella faccia? Odio il suo ghigno!".
«E ci vuoi far credere che in passato ti sei impegnato in nobili cause? – continuò scherzosamente Jaxo – Non ci credo, tu devi sempre avere un tornaconto… Non è che per caso hai cercato di ottenere i favori della bella principessa con una qualche ignobile scusa?»
La risata di Han si udì per tutta la base militare, i suoi occhi rimasero su di lei mentre rispondeva:
«Mio caro capitano Jaxo, solo un pazzo potrebbe ambire ai favori della qui presente principessa di Alderaan, nonché senatrice Leia Organa, nonché sposa del principe Isolder e futura regina del regno di Hapes! E' una cosa impensabile per i comuni mortali!».
Un forte brusio si sollevò per tutta la stanza, Leia non era stata certo presentata con il titolo di principessa di Hapes da Jessa e ora tutti i comandanti si domandavano che cosa dovevano aspettarsi da quella visita illustre.
«Mi perdoni principessa – farfugliò confusamente Jaxo – non intendevo mancarle di rispetto».
A quanto pareva Han era riuscito a mandare all'aria tutti i suoi piani, era impossibile sperare che quella visita passasse inosservata dato che la notizia si sarebbe presto diffusa per tutta la Galassia.
«Non si preoccupi comandante Jaxo, ho lasciato a casa tutti i titoli e sono qui soltanto come Leia. Non date ascolto all'ironia del capitano Solo, non sono così selettiva nella scelta delle mie compagnie, amo semplicemente stare con le persone perbene!».
Perbene, ecco la parola magica!
Con questa frase sperava di aver spiazzato il pirata, ma il ghigno non era scomparso dal suo viso e i suoi occhi sembravano volerle dire "Ora ti riconosco principessa!". Non capiva il suo gioco: un attimo prima parlava come se avesse cancellato ogni traccia di lei nella sua vita, un attimo dopo al contrario sembrava come se ne ricordasse tutti i particolari. Comunque sia doveva procedere con la sua missione e non poteva permettersi di perdere tempo con lui.
«Sono venuta con mio fratello in cerca di informazioni su nostro padre, tuttavia ciò che è successo a Chewbacca ci ha molto scosso e, in quanto principessa e rappresentante del Regno di Hapes, ci tengo molto a far luce sull'episodio. I colpevoli saranno puniti, vi prego di aiutarmi con la vostra collaborazione».
«La spia hapana è già stata punita, io stesso ho guidato una spedizione per scovarla ed ucciderla. Ma il male non è solo quello, Chewie aveva scoperto qualcosa di grosso… molto grosso…», ora la conversazione si era ridotta a due persone.
«Ho detto che i colpevoli saranno puniti, chiunque essi siano!»
Lo sguardo della principessa dimostrava tutta la sua determinazione, Han sapeva che non si sarebbe fermata di fronte a niente pur di far trionfare la giustizia… ed era bellissima con quella luce che le brillava negli occhi.
Ma a quanto sarebbe stata disposta a rinunciare? Al suo trono, al suo principe, alla sua pace? Avrebbe mai rinunciato a tutto questo? Sapeva bene che il complotto si estendeva fino ai piani più alti del potere e lei avrebbe rischiato molto andandoci contro, poteva sopportare il fatto di non averla, come aveva fatto finora, ma non poteva pensare all'idea di perderla per sempre, già Chewie era stato un duro colpo.
«Principessa temo che qui non troverà niente di utile per le sue ricerche», ora Han aveva perso il suo sorriso e la sua voce era carica di amarezza.
Volendo porre fine a quel momento di imbarazzo generale Jessa propose al contrabbandiere di alzarsi per dar via al brindisi in onore degli ospiti, la mano di lei si posò per pochi istanti sul suo avambraccio, un gesto innocuo che però non sfuggì a Leia.
Jessa si accorse dello sguardo della principessa e si affrettò a spostare la mano, per fortuna Han si era già alzato per stappare le bottiglie e si era allontanato di qualche passo. Era come stare in mezzo al campo gravitazionale di due pianeti in collisione, se continuavano così sarebbero rimaste solo macerie dal loro scontro. Luke le rivolse uno sguardo carico di comprensione, evidentemente il cavaliere Jedi era nella stessa situazione e, come lei, cercava una via di uscita da quell'impiccio.
La cena terminò con il brindisi, un po' di alcol in corpo aiutò a riscaldare gli animi e piano piano i vari comandanti presero nuovamente coraggio e ricominciarono a parlare e a ridere scambiandosi battute. Han se ne andò subito dopo aver vuotato il suo bicchiere tutto d'un fiato mentre i due fratelli rimasero in compagnia di Jessa e gli altri ancora per un'oretta. La principessa proferì solo qualche monosillabo in tutto quel tempo.
