CAPITOLO 11
La mattina seguente Leia si alzò molto presto, aveva dormito poco e male e non vedeva l'ora che arrivasse il giorno, se così si poteva chiamare su quello squallido pianeta, per poter uscire dalla sua stanza.
Fu sorpresa di trovare anche Jessa già alzata, aveva l'aria fresca come una rosa e questo era un altro motivo di invidia, dato che lei aveva fatto di tutto per coprire le nere occhiaie che le oscuravano il viso.
«Oh Leia, sei molto mattiniera! Spero tu sia riuscita a dormire bene, cosa ti posso offrire per colazione?», la gentilezza di Jessa era genuina, ma la principessa avrebbe preferito stare a tavola con la Regina Madre quella mattina.
«Appena alzata mangio sempre pochissimo… qualsiasi cosa andrà bene», in realtà faceva sempre una colazione abbondante, ma ora non aveva affatto appetito.
Bevve a malapena un caffé, tra l'altro ustionandosi la lingua per la fretta, ma il suo tentativo di liberarsi velocemente della compagnia dell'altra fallì quando questa le propose di fare una visita completa alla base spaziale e suo malgrado fu costretta ad accettare.
Mentre camminavano per gli innumerevoli corridoi e spuntavano in questo o in quell'altro reparto si studiavano a vicenda, Jessa voleva farsi un'idea delle vere intenzioni della principessa e Leia cercava di cogliere tracce della presunta notte d'amore tra la sua accompagnatrice e Han.
Dopo aver camminato per ore nessuna delle due aveva fatto considerevoli progressi nello svolgimento della loro analisi segreta e così Jessa decise di rompere gli indugi:
«Perdona la mia franchezza, ma devo sapere se il vero motivo della tua visita qui è la ricerca su tuo padre o se c'è dell'altro…».
La principessa si aspettava una domanda del genere, aveva colto i tentativi dell'altra di approfondire la cosa durante la loro passeggiata per la base però non pensava che avesse il coraggio di affrontarla direttamente:
"Meglio così, è inutile girarci attorno e prenderci in giro a vicenda. Aspetta un secondo… e se vuole parlare di Han?"
Leia abbassò lo sguardo e cambiò diversi colori in viso mentre rispondeva: «In che senso c'è dell'altro?»
«Stai indagando sulle spie hapane vero?», Jessa si fermò a metà del corridoio panoramico e si avvicinò alla vetrata così poteva comunque tenere d'occhio le reazioni della sua ospite tramite il riflesso dell'immagine.
La principessa tirò un sospiro di sollievo, molto meglio parlare delle spie hapane che di Han!
«Sì, è così. In teoria dovevo viaggiare in incognito, per ovvie questioni di sicurezza, ma qui è stato impossibile… Voglio scoprire da dove vengono queste spie e chi le comanda, temo l'interessamento di grosse forze in questo affare e devo sapere se il regno di Hapes è veramente coinvolto in tutto ciò».
Stavolta fu Jessa a rimanere sorpresa dai modi diretti di Leia, finalmente il vero carattere della principessa cominciava ad uscire allo scoperto.
«Parli di spie, vuol dire che ce ne sono state altre?», si voltò per guardarla dritta negli occhi.«Sì, – la principessa sentiva di potersi fidare di lei – una ha tentato di uccidere mio fratello su Orron III, sono molte le coincidenze non ti pare?»
«Può darsi che si tratti della stessa persona?»
«No è impossibile, la spia scoperta da Luke è morta suicida».
«Temi che ci sia un'organizzazione dietro tutto questo?», Jessa conosceva già la risposta, da quanto le aveva raccontato Han sapeva che le persone coinvolte erano molte ed altolocate.
«Non temo tanto l'organizzazione in sé, temo più che altro il gioco di forze che ci sta dietro, soprattutto se è coinvolto anche l'Impero».
«Dunque anche voi siete giunti alla stessa conclusione, – la bionda comandante della base si sentiva alleggerita da un grosso peso, era un sollievo sapere che anche Leia e Luke la pensavano allo stesso modo – noi qui abbiamo discusso molto sulla questione, ma senza altre prove in mano non abbiamo potuto fare niente».
«Beh, purtroppo neanche noi abbiamo molto su cui lavorare…», Leia era un po' avvilita per questo, ciò significava che Han non aveva le informazioni che sperava.
«Una cosa non mi è chiara, se non sapevate niente di Chewie cosa vi ha portato fino qui?»
«L'istinto di Luke, i cavalieri Jedi si affidano molto alle loro percezioni», si affrettò a rispondere la principessa.
«Oh certo, – Jessa però non era del tutto convinta – in ogni caso dovremmo mettere assieme quel poco che sappiamo per riuscire a cavar fuori qualcosa di utile non trovi? Han è la persona più adatta per aiutarvi».
«No… – Leia non voleva essere così esplicita, ma il monosillabo le uscì di bocca prima ancora di avere il tempo di pensare – No, non penso sia una buona idea, il capitano Solo sarà ancora molto sconvolto dalla morte di Chewbacca e non vorrei… – poi corresse nuovamente il tiro – cioè, non vorremmo provocargli ulteriore dolore andando a rivangare certi avvenimenti».
Il capitano Solo? Dunque Leia non voleva neanche nominare il suo nome?
"Che strano – pensò Jessa – anche lui non la chiama mai per nome. Che sia l'unica cosa rimasta in comune fra loro?"
Mentre parlava però la principessa era arrossita visibilmente, nonostante il suo contegno era come se due forze combattessero in lei e Jessa pensò che quello era il momento buono per affondare il colpo.
«Capisco la tua situazione imbarazzante, Han mi ha accennato della vostra relazione passata, però penso che sia giusto, in nome della Nuova Repubblica, passare sopra tutto questo e collaborare per evitare il peggio».
Sul volto di Leia non si mosse alcun muscolo, ma il suo sguardo diventò di ghiaccio. Le ci volle qualche istante per riuscire a dominarsi, poi finalmente disse:
«Quel che è passato è passato e non mi interessa, io penso solo al futuro e l'Alleanza è sempre stata in cima ai miei pensieri, non sarà certo un malaugurato incontro a fermarmi. Più che altro non vorrei che questo influenzasse i rapporti tra me e te…», ora toccava a lei attaccare.
«In che senso?», Jessa era spiazzata da questa affermazione.
«Beh mi rendo conto che il capitano Solo è sempre in grado di tirar fuori il mio lato peggiore e offendendolo non vorrei urtare anche altre persone a lui affezionate».
Jessa non aveva ben chiaro cosa intendesse dire con 'a lui affezionate', ma la rassicurò dicendole:
«Non preoccuparti, fortunatamente ho la mia testa per pensare… – poi ridendo aggiunse – e per nulla al mondo vorrei fare scambio con la sua di testa! Ci sta dentro l'universo intero in quella scatola cranica!»
Leia accennò un sorriso, era ancora abbastanza tesa, ma quella battuta era servita ad entrambe per allentare un po' l'atmosfera, il primo passo verso una nuova amicizia era stato fatto.
Finiti gli esercizi di meditazione Luke si mise alla ricerca della sorella, ma trovò sulla sua strada il capitano Solo. A prima vista non sembrava molto in forma però non aveva perso il suo umorismo:
«Ehi ragazzo, non sarai ancora alle prese con la sfera da allenamento di Obi-Wan? Spero che nel frattempo tu abbia fatto dei progressi».
«Qualche passo avanti l'ho fatto e tu? Non hai una bella cera stamattina…».
«Ho la testa che mi esplode, troppi festeggiamenti ieri sera!»
«Ma come, se te ne sei andato subito dopo il brindisi…», Luke era curioso di sapere se i sospetti di Leia erano fondati.
«Beh, diciamo che mi sono ritirato sul Falcon per continuare a modo mio la festa in vostro onore… – si fermò un attimo a pensare – o meglio, in onore di vostra altezza», il suo viso era sorridente, ma gli occhi erano cupi.
«Sai come si dice, bere da soli non è mai cosa buona…», commentò il cavaliere Jedi.
«Ma io non ero solo… – ora lo sguardo di Han si era fatto malizioso – però l'unico ubriaco ero io quindi, se è questo che vuoi sapere, non è successo niente tra me e Jessa… almeno ieri sera».
Il cavaliere Jedi arrossì di colpo, non voleva far capire ad Han le sue intenzioni, ma purtroppo, su certe cose, era molto veloce a cogliere i riferimenti nascosti.
«Dimmi un po' ragazzo, è stata la tua amata sorella a chiederti di indagare su questo?».
Neppure la Forza sarebbe riuscita a risparmiare Luke dall'accesa curiosità dell'amico, sapeva benissimo che, una volta individuata la traccia, non avrebbe mollato facilmente la preda.
«Chi? Leia? No, no… ehm, il nostro scopo qui è un altro…», ma non risultò molto convincente.
«Ah sì? E allora qual'è il motivo di questa illustre visita? Deve essere stato uno sforzo enorme per vostra grazia abbassarsi a venire fino qui! Come mai te la sei portata dietro? Io ero riuscito a ritrovare la pace in questo posto, perché è tornata a rovinarmi ancora l'esistenza?», Han aveva preso a girare avanti e indietro per il corridoio ed era visibilmente alterato.
«E' stata una mia iniziativa», confessò il Jedi.
«Come? – il capitano Solo si fermò di colpo per guardare sbalordito l'amico – Tu? E perché diavolo l'hai fatto?»
«Una spia hapana ha tentato di uccidermi mentre mi trovavo su Orron III per fare delle ricerche – cominciò a spiegare Luke – e da subito ho avuto il sospetto che si fossero messe in moto delle oscure trame tra Hapes e l'Impero…».
«Ma per quale motivo il regno di Hapes dovrebbe cercare un'alleanza con l'Impero? Non ne ha abbastanza della Nuova Repubblica?», lo interruppe Han.
«Purtroppo temo di no, negli ultimi anni i rapporti tra il Regno di Hapes e la Nuova Repubblica si sono un po' deteriorati…».
«Intendi dire tra vostra altezza e il principe Isolder?», gli occhi del contrabbandiere brillavano a questo pensiero.
«No, non proprio… il problema è la Regina Madre».
«E che c'entra quella vecchia despota? Ah, ho capito… tiene ancora in mano lei il potere e alla nostra principessina non va giù il fatto di essere una subordinata, è così non è vero?»
«Beh, non è solo questo… – era sbalorditivo come Han riuscisse a cogliere certi aspetti del carattere di Leia, pur essendo molto diversi l'uno dall'altra era come se avesse un istinto innato per capire tutto ciò che le passava per la testa – I loro rapporti si sono deteriorati anche per causa mia, da quando lei ha scoperto l'intenzione da parte della Regina Madre di togliermi di mezzo le cose sono notevolmente peggiorate…»
«Cosa? Ma perché voleva farti fuori? Che c'entri tu?»
«I Jedi non sono mai stati ben visti nel Regno di Hapes, io penso che tema il mio potere sulla gente».
Il pirata rimase un po' pensieroso prima di continuare:
«E il principino da che parte sta? Certo non vorrei essere nei suoi panni! Da una parte una madre avida di potere e dall'altra una moglie… beh, meglio che non mi esprima su di lei!»
Luke non poté trattenere una risata, in effetti la posizione del principe Isolder non era invidiata da nessuno.
«Lui vuole bene ad entrambe e non vorrebbe dispiacere a nessuna delle due, ma chiaramente questo sta diventando sempre più difficile…».
«Povero diavolo! – Han scoppiò a ridere fragorosamente – Si è rovinato con le sue stesse mani! Sai che ti dico? E' quello che si merita! Ha voluto soffiarmi la donna e farmi fare la figura del pezzente e del povero illuso presso l'intera Galassia? Beh, ora è il suo turno! Non sai quanto godo nel sentire queste cose, ma ti prego… continua pure il tuo racconto».
Il capitano era euforico in maniera spropositata, ma Luke sapeva bene che dietro tanto entusiasmo c'era una profonda amarezza, lo lasciò sfogare e poi proseguì:
«Come ti dicevo ho pensato subito che la spia hapana incaricata di uccidermi fosse collegata all'Impero perché ben presto ho scoperto che era un membro dell'Intelligence. A questo punto ho sospettato la possibilità di un accordo segreto tra Impero e Regno di Hapes per eliminare qualcosa che ormai è diventato scomodo: la Nuova Repubblica».
«Ma come? – Han era confuso – Prima hanno fatto carte false per stipulare questa unione e ora vogliono buttare tutto all'aria?»
«La Regina vuole il potere e si è resa conto che Leia, anziché conferirgli più autorità, è la sua spina nel fianco. Però non può liberarsene da sola, non può sporcarsi le mani e per questo si appoggia all'Impero, almeno questo è quello che pensiamo, ma non ci sono prove».
«Ma è comunque un'alleanza pericolosa, cosa le da la sicurezza che, una volta distrutta la Nuova Repubblica, l'Impero si faccia da parte per lasciarla libera di governare?», la voce del comandante tradiva il suo sconcerto.
«L'Impero è ancora molto debole, anche senza l'appoggio della Nuova Repubblica il Regno di Hapes da solo sarebbe in grado di tenerlo a bada».
«Dunque il loro vero obiettivo è eliminare Leia? – Han era sconvolto da questa prospettiva e non si era reso conto di averla chiamata per nome, accortosi dell'errore abbassò lo sguardo e continuò – Ma perché ha voluto partecipare di persona a questa iniziativa? Perché voi Skywalker vi cacciate sempre nei guai?»
Luke sorrise mentre rispondeva:
«In questo momento è più al sicuro con me che rinchiusa nella Star Home, credimi!»
L'altro inarcò un sopraciglio e disse scetticamente:
«Posso avere qualche dubbio? Solo ieri ho rischiato di polverizzarvi! Comunque non hai ancora risposto alla mia domanda iniziale, perché l'hai portata qui?», ora il capitano si era rifatto serio.
«La donna hapana che ha tentato di uccidermi mi ha chiamato Vykk Draygo prima di togliersi la vita, mi ha detto che non sarei riuscito ad estorcerle informazioni come era successo alla spia che l'aveva preceduta e mi ha consigliato di non impicciarmi di quella faccenda. Vykk Draygo è un nome che hai usato tu in passato, da qui ho pensato che forse potevi avere qualche informazione in più rispetto alle nostre e ho sperato in una tua collaborazione. Abbiamo bisogno di aiuto e sono sicuro che posso sempre fare affidamento su di te perché, anche dopo tutto quello che è successo, tu non tradirai mai Leia».
Il capitano Solo prese una pausa per soppesare quelle parole, era vero, non l'avrebbe mai tradita e non avrebbe mai permesso che le venisse fatto alcun male, ma possibile che non ci fosse nessun altro a cui rivolgersi?
«Ti rendi conto di quello che mi stai chiedendo vero?»
«Sì – il cavaliere Jedi lo guardò dritto negli occhi – me ne rendo conto, ma non avevo altra scelta».
«Va bene, vi aiuterò – Han abbassò ancora la testa – anche se Dio solo sa quanto mi costerà tutto questo. Ma voglio che sia lei a chiedere il mio appoggio, è una questione di orgoglio. Oggi a pranzo voglio vedere i suoi occhi lampeggiare d'ira mentre mi implora di aiutarvi, accetterò solo a queste condizioni, diglielo».
«Vedrò che cosa si può fare…», Luke era soddisfatto, almeno aveva fatto qualche passo avanti.
Il cavaliere Jedi si congedò dall'amico e lo lasciò in compagnia di altri comandanti. Tornato indietro si fermò davanti alla stanza della sorella in attesa che tornasse dal giro turistico della base spaziale, fortunatamente aveva un po' di tempo per pensare ad un modo indolore per riferirle le parole del contrabbandiere… non farla alterare sarebbe stata comunque un'ardua impresa!
