CAPITOLO 12
Leia camminava su e giù per la sua stanza, si teneva una mano sulla testa per evitare di perdere il controllo, ma dentro si sentiva ribollire come un vulcano. Per un attimo guardò Luke come per assicurarsi che tutto fosse reale, che non si trattasse uno stupido scherzo… no, non era possibile, il cavaliere Jedi non sapeva mentire neanche quando si metteva d'impegno, non poteva prendersi gioco di lei.
«Ma è un pazzo furioso! – sbottò infine – Come può pretendere una cosa simile?»
«Beh, pensaci, dopotutto non è una proposta così irragionevole, – lui temeva una reazione del genere – non è che lo devi implorare in ginocchio… basta chiedere, con le giuste parole…», ma a questo punto si bloccò, fulminato dallo sguardo della principessa.
«Certo che non devo implorare, io non ho mai implorato nessuno! E quali sarebbero le parole giuste secondo te?»
«Ecco vedi… – ora più che mai le parole gli venivano meno – Tu che sei una diplomatica riuscirai sicuramente a trovare un compromesso per ottenere il suo aiuto senza perdere il tuo orgoglio».
«La diplomazia… te lo dico io quale diplomazia userei se potessi! Maledetto il giorno che l'ho tolto dalla carbonite! Avrei dovuto tenermelo come soprammobile!».
Finalmente lei smise di girare e si lasciò cadere sul letto sbuffando, mancava poco ormai al famoso pranzo e non aveva la più pallida idea di come sbrogliare questa situazione. Ma non doveva prendersela con Luke, sapeva che stava facendo di tutto per aiutarla:
«Okay, questa era la notizia cattiva… e quella buona qual è?», ora lo guardava sorridendo per incoraggiarlo, non sapeva proprio cosa aspettarsi dopo un inizio del genere.
Lui la studiò titubante, non si fidava di quell'improvvisa calma, era chiaro che voleva dimostrare la sua superiorità, ma dentro sentiva il suo spirito dibattersi, quasi come se fosse stata rinchiusa lei nella carbonite.
«La notizia buona riguarda ieri notte…», Luke riuscì ad attirare la curiosità della sorella.
«Ieri notte? Cos'è successo ieri notte?», domandò lei con finta noncuranza.
«Niente, è questa la buona notizia!»
«Non capisco cosa vuoi dire?», mentì arrossendo visibilmente.
«Intendo che tra Jessa e Han non è successo niente, almeno ieri sera… lui era ubriaco fradicio e stamattina stava ancora scontando le conseguenze».
Il cavaliere Jedi pensava di averla sollevata con questa rivelazione, ma l'unico effetto che ottenne fu di imbarazzarla ulteriormente, era evidente che non era ancora pronta ad ammettere la sua gelosia nei confronti dell'alta e bionda rappresentante della base in cui si trovavano.
«Cosa ti fa pensare che a me interessi qualcosa di ciò che combina di notte quel balordo! Peggio per lui se non è successo niente, è solo un povero ubriacone! – Dopo aver riflettuto un attimo però un dubbio si affacciò nella sua mente – Che cosa volevi dire con 'almeno ieri sera'?».
«Intendevo dire… beh, lascia stare, tanto non t'importa!», Luke sorrise nel vederla nuovamente cambiare tutte le tonalità del rosso in viso.
«Certo che non m'importa! – affermò lei con piglio deciso – E ora è meglio che mi prepari per il pranzo, quel bastardo avrà quel che si merita!».
«Già…», lui si affrettò ad abbandonare la camera della principessa, stava cominciando a diventare pericoloso restare lì, meglio ritirarsi nella sua stanza e continuare la meditazione, avrebbe avuto bisogno di molta forza mentale per affrontare quel pranzo.
Circa un'ora dopo Luke e Leia facevano ingresso nel grande salone da cerimonia della base spaziale, i comandanti erano già tutti presenti e aspettavano solo gli ospiti per accomodarsi. Il capitano Solo questa volta era puntuale e non appena vide la principessa un sorriso di sfida si dipinse sul suo viso mentre la fissava in maniera spavalda. Per un solo attimo, quando i loro sguardi si erano incontrati, aveva trattenuto il fiato, poi lei aveva abbassato la testa e la magia si era interrotta.
Nonostante tutto la trovava bellissima, la sua determinazione e il suo cipiglio l'avevano sempre affascinato e, quando lei lo guardava in quel modo, sentiva un brivido d'eccitazione salirgli lungo la schiena. Molti uomini rimanevano intimiditi da quello sguardo, probabilmente anche il marito preferiva evitarlo, ma lui no, il capitano Solo non aveva paura del pericolo, anzi, ci si buttava a capofitto, ne era attirato come un orso dal miele, era la sua natura e non poteva farci niente.
I due ospiti si accomodarono a fianco di Jessa come il giorno precedente, la principessa era sempre di fronte al suo nemico principale il cui sorriso non lasciava presagire niente di buono, sentiva l'agitazione crescere dentro di lei, ma doveva evitare assolutamente di far trasparire qualsiasi emozione perché lui ne avrebbe sicuramente tratto vantaggio.
Leia era affamata, dopotutto non aveva neanche fatto colazione, però era come se il suo stomaco fosse bloccato, tutta quell'ansia le faceva passare l'appetito… e sicuramente lo sguardo del suo dirimpettaio sempre fisso su di lei non migliorava le cose.
«Vostra altezza non gradisce il nostro cibo? Vedo che ha scarso appetito oggi», il primo attacco del capitano era partito.
«Avrà sicuramente esagerato con la colazione – cercò di riparare Luke e continuò rivolgendosi a Jessa – mia sorella mangia sempre come un rancor alla mattina».
"Ecco, questo non lo dovevi dire", pensò la principessa mentre cercava di fare buon viso a cattivo gioco.
«Sul serio? Ma questa mattina ha mangiato pochissimo, Leia va tutto bene?», Jessa era preoccupata vedendola impallidire.
«Oh, niente di grave, è tutto a posto…», rispose lei fulminando con lo sguardo il capitano che, a quanto poteva notare, non aveva problemi di appetito.
«Stamattina ho mostrato a Leia ogni centimetro della nostra base – cominciò Jessa rivolgendosi a Luke con l'intento di cambiare discorso – e intanto abbiamo scambiato qualche chiacchiera, non mi capita spesso di avere compagnia femminile e quindi ne approfitto quando posso».
«Ti capisco, non dev'essere facile vivere in mezzo a così tanti uomini…», il riferimento era rivolto a uno in particolare.
«Che meraviglia, oggi è sbocciata una nuova amicizia! Strano, non si direbbe, quando è a tavola vostra altezza è sempre così taciturna…», il pirata si preparava ad attaccare di nuovo.
Pur conoscendolo bene Jessa non si aspettava un comportamento simile da parte sua, si voltò a guardarlo assai perplessa e disse:
«Beh, con tutte le chiacchiere fatte stamattina è normale che adesso prenda un attimo di respiro».
«No… secondo me vostra grazia è in imbarazzo perché non trova le parole per esprimere la gratitudine nei nostri confronti, soprattutto per il grosso contributo che noi daremo alle sue ricerche. Fortunatamente ho capito la sua situazione e mi sono preso la briga di rendere tutti partecipi del suo pensiero», Han si stava divertendo un mondo a stuzzicarla davanti all'intera tavolata.
«Non sono le parole che mi mancano – lei aveva rialzato la testa ed era pronta ad accettare la sfida – sono i soldi, purtroppo so bene che i servigi del capitano Solo costano parecchio».
La principessa aveva colpito nel segno, lo sguardo del suo nemico si era fatto buio come la notte, ma era ancora lontano dal volersi arrendere:
«Già, ne sa qualcosa il vostro splendido marito di quanto costano i miei servigi… o meglio, di quanto costa liberarsene!».
Jessa gli assestò un pestone sotto il tavolo, ma ormai era tardi, la principessa stavolta non aveva intenzione di incassare senza reagire e ora si preparava a rispondere al fuoco:
«Hai un bel coraggio a lamentarti, cos'è successo? Hai già speso la tua ricompensa in bere? O al gioco? O in prostitute? Ti sto offrendo un modo per rimpinguare le tue casse, coraggio, dimmi quanto vuoi».
Leia era scandalizzata, come poteva insinuare che Isolder l'avesse pagato per andarsene? Era stato lui a pretendere una ricompensa, era andata per forza così, doveva essere così… o forse no…
Ad essere sincera un dubbio le era sempre rimasto.
Quel dubbio sparì nell'istante in cui lui la guardò negli occhi pieno di disgusto e le disse:
«Io non ho mai toccato quel denaro, per quanto mi riguarda quei soldi possono marcire all'inferno, assieme a chi me li ha offerti!».
"Lo so", Leia era sconvolta dalle sue parole, ma nello stesso tempo era come se l'avesse sempre saputo, la verità era lì sotto i suoi occhi, ma aveva sempre evitato di vederla.
Ma perché non aveva fatto valere i suoi diritti? Perché se n'era andato senza combattere? Perché sparire per sempre? Perché..?
Sentiva la testa girare, sperava che fosse tutto frutto della sua immaginazione, ma purtroppo non era così. Certo questo cambiava le carte in tavola, doveva ammettere di aver sbagliato nei suoi confronti, ma solo questo non era sufficiente per riabilitarlo completamente nella sua considerazione.
«Ehm.. non preoccupatevi, nessuno pretenderà denaro per collaborare giusto? – Jessa tentò nuovamente di placare le acque – Noi tutti siamo a vostra disposizione e speriamo che il nostro aiuto sia utile alla causa».
I comandanti, dopo essersi scambiati sguardi dubbiosi per via del nuovo colpo di scena, annuirono e ognuno sottolineò la volontà di fornire tutte le informazioni richieste senza alcuna pretesa di remunerazione.
Fu in mezzo a questo brusio che la principessa riprese parola:
«Vi ringrazio per il vostro aiuto e sarei immensamente grata se il capitano Solo si unisse a noi per questa missione», Leia aveva ripreso il linguaggio formale, ma c'era qualcosa di molto diverso nella sua voce, stavolta le parole le uscivano dal cuore e non c'era traccia di rancore in esse.
Han accusò il colpo, non si aspettava una reazione del genere. La guardò negli occhi e vi vide dentro il rammarico per la scoperta appena fatta.
Che cosa le aveva messo in testa Isolder riguardo alla ricompensa? Possibile che lei avesse creduto che se ne fosse andato per i soldi? Sicuramente quel bastardo si era inventato chissà quali menzogne per coprire di fango ciò che rimaneva della sua reputazione.
Ma lui non poteva abbassare la guardia, non poteva permetterle di manipolare ancora i suoi sentimenti, doveva tenerla a distanza senza intenerirsi per così poco, in fondo questa era la rivincita che aveva sognato per tutti quegli anni, solo che ora non sentiva alcuna soddisfazione.
«Sei fantastica quando esprimi i tuoi pensieri sinceramente!», le disse sottovoce.
«Hai ottenuto quello che volevi no?», rispose lei fortemente risentita.
«Okay signori, – riprese il contrabbandiere ad alta voce in modo che tutti sentissero – accetto di partecipare a questa missione, ma solo perché è la principessa di Hapes in persona a supplicarmi di farlo, propongo un brindisi di augurio per la nostra impresa!»
Tutti furono contenti di partecipare al brindisi, solamente Han si rese conto, sentendo l'odore del vino, di non avere affatto voglia di bere…
Jessa vide la sua espressione di fronte alla bottiglia di vino e si mise a ridere, poi guardò Leia e si accorse che la mano che teneva il bicchiere le tremava. Nonostante entrambi ostentassero indifferenza reciproca erano ben lontani dall'esserlo veramente e i loro continui scontri ne erano la prova tangibile.
