CAPITOLO 15
All'ora stabilita si ritrovarono tutti nel punto di raduno. Luke aveva notato subito la tendenza di Leia ad allontanarsi dagli altri e intuì che qualcosa non andava, più tardi ne ebbe la certezza quando vide Han fare la stessa cosa esattamente dalla parte opposta.
Le si avvicinò prudentemente e lasciò che fosse lei a parlare per prima:
«Avete scoperto qualche indizio?», gli chiese continuando a guardare il panorama circostante.
«Sì, come stavo spiegando agli altri il ed il sono concordi nel pensare che là dentro stanno costruendo un nuovo tipo di battere attraverso la corteccia delle piante di baki ed un particolare processo di fusione molecolare».
«Un battere? E' così che vogliono distruggere la Nuova Repubblica?», Leia si voltò a guardarlo perplessa.
«Non so se l'intento è quello di colpire tutta la Nuova Repubblica, per il momento il loro obiettivo sei tu… stanno esaminando il tuo dna e stanno plasmando un battere fatto su misura per te, per ucciderti, ma in maniera pulita e insospettabile. Tale sostanza una volta nel sangue non lascia alcuna traccia ed è impossibile cogliere i sintomi del contagio, la tua morte figurerebbe come una tragica fatalità… per fortuna non hanno ancora trovato un modo per rendere il battere invulnerabile».
L'espressione di Luke era grave, non voleva infierire ancora di più sulla sua penosa situazione, ma era giusto informarla dei pericoli che stava correndo.
«Fantastico – tentò di sdrammatizzare lei – sono riusciti a trovare un altro modo per farmi fuori! Questi imperiali hanno davvero molta inventiva!», esclamò in tono sarcastico.
«Non preoccuparti, non gli permetterò di mettere in pratica i loro piani – lui le mise una mano sulla spalla per farle forza – Siamo tutti qui per impedire che ti facciano del male, capitano Solo compreso», le disse fiducioso.
A quelle parole la principessa si voltò, dedicando completamente la sua attenzione al fratello.
«Oh, ma per questo ci pensa già da solo, gli imperiali sono un fiore in confronto!», disse lei sorridendo nervosamente.
«Che è successo?», Luke si fece più vicino.
«Niente. Abbiamo avuto solo l'ennesimo diverbio», tagliò corto lei.
«Ma sei sconvolta…», il cavaliere Jedi la guardò perplesso.
«No, non sono sconvolta… E' solo che… Ah, lascia stare, non so neanch'io come spiegare», Leia scosse la testa confusa, sentiva un grosso peso sul cuore, ma non sapeva come liberarsene.
«Provaci, dai, dimmi che cosa ti turba», le disse dolcemente prendendole una mano tra le proprie per incoraggiarla ad aprirsi.
«Beh vedi… – respirò profondamente prima di continuare – Il fatto è che ha la straordinaria capacità di farmi sentire uno schifo, tutte le volte che tento di chiarirmi con lui mi fa passare per colpevole di chissà quali ingiustizie nei suoi confronti. Quello che sta là in fondo non è il vero Han, o perlomeno non è quello che ho conosciuto tanti anni fa».
Diede una breve occhiata verso la parte opposta del gruppo per assicurarsi che il soggetto in questione fosse ancora il più lontano possibile da loro.
«Ma tu lo ricordi? – continuò – Era una persona piena di voglia di vivere, piena di speranza, di spirito combattivo… piena di sé – Si interruppe un attimo rivolgendo un'altra occhiata a quell'uomo che ora le sembrava lontanissimo e sconosciuto – Guardalo adesso, è l'ombra di quello che era prima e quello che è peggio è che il motivo della sua rovina sono io. Sì Luke, più gli parlo e più mi rendo conto che non ha mai capito i motivi della mia scelta, per lui conta solo il fatto che io l'ho lasciato… non sa quanto sia stato difficile anche per me, eppure più di una volta gli ho espresso i miei sentimenti…».
Il cavaliere Jedi le prese anche l'altra mano e la guardò dritta in quegli occhi così belli e tormentati:
«Ehi ascoltami, Han non è mai stato una persona facile da trattare però ha sempre avuto un gran cuore e sono convinto che quello non è cambiato. I dispiaceri sicuramente lo hanno segnato profondamente, tu e Chewie eravate le due persone più importanti della sua vita e perderle entrambe non dev'essere stato facile, ma dagli tempo. So che con le parole può ferire più che con un blaster in mano, ma tu guarda i fatti… ci sta aiutando nonostante tutto, da quando gli ho detto i piani della Regina contro di te non ti perde di vista un secondo e… scommetto che ora è gelosissimo del fatto che io ti sto tenendo le mani e sono qui vicino a te», le rivolse uno sguardo complice e le labbra di lei finalmente si incresparono in un lieve sorriso.
«Ma va… Lo sa bene che sei mio fratello».
«Sì, ma non è sempre stato così…– le rispose con convinzione – E comunque nonostante tutto hai sempre preferito lui», Luke lasciò andare le sue mani ed assunse un'aria falsamente risentita.
«No, non è vero, ero fortemente indecisa e la scoperta di avere un gemello ha reso tutte le cose più facili», replicò lei.
Ma lui scosse la testa con aria scettica:
«Ah eri indecisa? Lando mi ha detto che su Bespin non eri affatto indecisa, eppure ancora non sapevi niente del nostro legame di parentela. Spiegami una cosa: su Hot era impossibile farvi stare insieme più di cinque minuti senza litigare, dopo Bespin è diventato impossibile tenervi lontano per più di cinque minuti… si può sapere che cosa è successo durante quel viaggio?», le domandò in tono esplicito.
«Smettila Luke – lei era diventata più rossa della corteccia del baki fusa – Sono fatti miei cos'è successo!», si sentiva a disagio per lo sguardo indagatore di suo fratello.
«Ha ha, come pensavo…», annuì vedendola arrossire sempre di più.
«Luke!», esclamò stizzita.
«Ecco perché gli asteroidi ti turbano così tanto…», ridacchiò lui.
«Cavaliere Jedi! E' ora che usi i tuoi poteri per qualcosa di più utile. Non devi finire di spiegare agli altri le tue scoperte al laboratorio? Vai! Vai da loro, che è meglio!», lo incalzò lei in tono deciso.
Luke si allontanò divertito mentre lei scuoteva la testa, ma sulle sue labbra c'era stampato un sorriso e questa era l'unica cosa che gli importava veramente.
Mentre discuteva con Jaxo e Jessa riguardo gli strani esperimenti del laboratorio, il capitano Solo non perdeva di vista le due figure che chiacchieravano in disparte al di fuori del suo campo uditivo.
In realtà si limitava a rispondere se proprio veniva interpellato, ma la sua attenzione era totalmente rivolta altrove.
Dopo l'ultimo diverbio avuto sul terrazzo panoramico del laboratorio, Leia non gli aveva più rivolto la parola e lo evitava accuratamente, ma del resto come darle torto dopo quello che le aveva detto?
Era rimasto a lungo su quel terrazzo a pensare e aveva pregato lo spirito del suo amico Chewie, invocando aiuto per risolvere la sua situazione disperata.
Quella donna lo stava facendo impazzire.
Se ne era reso conto pienamente durante quella discussione.
Le aveva detto delle cose orribili di cui ora si vergognava, ma quelle parole erano dettate dalla rabbia, più verso se stesso che verso di lei in realtà. Sì, era così.
Nella sala d'attesa non aveva potuto trattenersi dall'informarla che era a conoscenza della sua visita alla luna di Stabiax, lui era lì quando la principessa e Jessa erano arrivate.
Aveva seguito di nascosto le due donne lungo i sentieri della serra, aveva ascoltato i loro discorsi ed era a pochi metri di distanza quando Leia si era avvicinata alla tomba di Chewie.
E proprio lì, mentre lei piangeva con la testa china sulla lapide, aveva sentito forte il desiderio di prenderla fra le braccia e consolarla, com'era solito fare un tempo. Mentre la stringeva forte a sé le avrebbe detto che lo spirito del Wookiee continuava a vegliare su di loro e che sarebbe stato contento di vederli di nuovo insieme, le avrebbe fatto capire quanto le era mancata e quanto disperato fosse ancora il suo bisogno di lei. Perché da quando se n'era andato ed era sparito dalla sua vita, non aveva più avuto pace, perché nonostante avesse tentato in mille modi di dimenticarla il pensiero di lei non gli dava tregua, perché impazziva di gelosia sapendola tra le braccia di un altro e non riusciva a capacitarsi del fatto che lei fosse riuscita a trovare la felicità altrove.
Aveva passato tutta la notte ad immaginare questa scena, chissà lei come avrebbe reagito… avrebbe accolto volentieri la sua confessione o se ne sarebbe andata sconvolta?
Comunque in ogni caso le cose non sarebbero migliorate, lei era sposata con un altro e il destino della Galassia gravava sulle sue spalle, non c'era più tempo per loro, doveva metterci una pietra sopra una volta per tutte.
Eppure lei aveva cercato il suo perdono, alla fine con Jessa l'aveva ammesso…
Una parte di lui continuava ad appigliarsi a qualsiasi cosa pur di non lasciarla andare, pur di non arrendersi all'evidenza dei fatti, ed era questo che lo mandava in collera più di ogni altra cosa. Purtroppo la sua vicinanza non semplificava il controllo della situazione, era facile fare la parte del duro mentre lei non c'era, ma da quando era sbarcata su Urdur tutto era diventato estremamente complicato.
Doveva continuare a reggere il gioco che aveva tenuto in piedi per tutti quegli anni, doveva tenerla lontana per evitare di rimanere ancora irrimediabilmente ferito, doveva dimostrare agli altri e a se stesso di odiarla per essere la causa principale della sua infelicità.
E per questo le aveva detto delle arallute…
In quelle ore non aveva fatto altro che pensare seriamente di fracassarsi la testa contro un muro.
Perché le aveva detto una cosa del genere?
Forse perché un attimo prima stava per cedere alla tentazione di prenderle il viso tra le mani e dimostrarle tutto quello che ancora sentiva per lei?
Sì, era questo che non riusciva a perdonarsi, il fatto di esserne ancora irrimediabilmente attratto.
E ora cosa doveva fare? Chiederle scusa o perderla per sempre?
Sentiva la testa scoppiargli e i discorsi tra Jessa e Jaxo non erano abbastanza interessanti per distoglierlo dai suoi pensieri.
In compenso la vista delle due figure in lontananza mano nella mano era riuscita a raggiungere lo scopo desiderato. Si chiedeva cosa le stesse dicendo Luke, il suo viso sembrava più disteso e ora… ora, mentre il cavaliere Jedi si allontanava, gli sembrava che lei stesse sorridendo e che le sue guance fossero più colorite del solito.
Quando i loro occhi si incrociarono per un istante lui pensò che avrebbe dato qualsiasi cosa per essere la fonte di quel sorriso, ma poi si affrettò ad abbassare lo sguardo e cercò di ricordare l'ultima domanda che Jaxo gli aveva rivolto, ovviamente senza successo.
Leia seguì la scena sorpresa nel constatare che Luke aveva ragione, il capitano Solo la stava controllando a vista e… sì, lui era geloso. Annuendo cercò con lo sguardo Luke tra la folla e quando lui la vide le fece l'occhiolino.
