CAPITOLO 17

Le mani di Leia tremavano mentre cercava i tasti per azionare il videocomunicatore, ma quando lo schermo si accese il suo viso non lasciò trasparire nessuna emozione.

D-3BO si ripresentò davanti allo schermo investendola subito con innumerevoli formule di saluto, ma la principessa non era in vena di chiacchiere:

«D-3BO passami Isolder», disse seccamente.

Il droide rimase troncato a metà discorso, tuttavia si affrettò a dire:

«Subito principessa». Evidentemente anche i suoi sensori avevano avvertito la tensione nell'aria.

Dopo qualche minuto il principe comparve davanti allo schermo:

«Buongiorno mia cara, come va? – le domandò Isolder amabilmente – Oh, scusami, qui su Hapes è pieno giorno, ma lì su Orron III sarà quasi buio…», il suo tono per il momento era gentile e cordiale.

«Buonasera mio caro, in effetti qui il sole è già tramontato», rispose lei con la stessa cortesia, per nulla sorpresa del fatto che lui sapesse dove si trovava.

«Ho visto che la tua ricerca è andata a buon fine, domani sarai di ritorno qui nel tuo regno?», il suo tono non era cambiato, ma il suo sguardo si era incupito.

«Ho completato solo una parte della mia missione, e non ritornerò finché non l'avrò portata a termine», gli rispose con la massima tranquillità.

«Maledizione Leia! – il principe non riuscì più a trattenersi e assestò un pugno sullo schermo che si oscurò per qualche istante – Hai trovato quello che cercavi no? Che cos'altro ti serve? Sto facendo di tutto per tenere segreta questa tua pazzia, ma già circolano troppe voci…». Lui pareva più che agitato o preoccupato per la lontananza della moglie, profondamente infastidito da quella scelta che a suo avviso reputava sciocca e ridicola.

«La mia non è una pazzia e non ti devi preoccupare di quello che dice qualche politico pettegolo che non ha di meglio da fare!», Leia cercò di tranquillizzarlo, ma suo marito era di tutt'altra opinione.

«Non si tratta solo di qualche politico pettegolo, mia madre comincia ad essere sospettosa…», le confessò con aria pensierosa.

«Anch'io comincio ad essere sospettosa di molte cose…», in questo momento l'ultima cosa di cui voleva parlare era sua madre.

«E va bene – Isolder inspirò profondamente – non vuoi parlare di questo, allora che facciamo? Stiamo qui a guardarci in faccia e a prenderci in giro facendo finta di niente?», delle volte Leia aveva il potere davvero poco regale di farlo sentire una nullità.

«Non lo so, sei tu che mi hai chiamato», la principessa non intendeva mollare.

«E va bene, – ripeté Isolder – facciamo finta di niente allora, com'è andato il viaggio?», le domandò fingendo un autocontrollo che aveva perso da un pezzo.

«Bene», Leia era seccata da questo stupido gioco.

«Hai ricevuto un'accoglienza calorosa su Urdur?», la incalzò lui.

«No, se ti riferisci al capitano Solo», il gioco era già finito.

«Ma come? Dopo tutti questi anni senza vederti? Pensavo aveste molte cose in arretrato da raccontarvi», la sua allusione non era per niente nascosta, come la sua espressione di aperta disapprovazione.

«Quello che conta ce lo siamo già detti molto tempo fa…», tagliò corto la principessa.

«Quindi non è contento di vederti? Che strano, con me ha avuto dei modi così gentili… è stato bello trovarselo davanti al videocomunicatore della tua navetta personale!», commentò in tono sarcastico.

«Luke gli ha dato il pass per entrare e il permesso di ascoltare le comunicazioni, immagino che il piacere sia stato reciproco», disse lei con aria infastidita, tentando di dare una giustificazione.

«Sai, l'ho trovato un po' invecchiato, tu che ne dici?».

«Non ho badato al suo aspetto», per la prima volta Leia fu costretta a mentire.

«Ma avrai pure pensato a qualcosa quando l'hai rivisto…».

«Non ho pensato a niente. Durerà ancora molto questo interrogatorio?», lei era esasperata.

«Ah niente?… Non vi siete detti niente, non hai pensato a niente… allora lì non stai facendo un bel niente, o sbaglio? – Isolder continuava ad essere ossessivo e incalzante – Dimmi Leia in che cosa ho sbagliato con te?»

«Non ho detto che sei stato tu a sbagliare…», per quanto ora fosse in collera con lui non poteva addossargli tutte le colpe.

«E neanche tu hai sbagliato. Tu hai fatto la scelta migliore per il tuo popolo e io ti ho aiutato a rendertene conto».

«Se per aiuto intendi lo sbarazzarsi di una persona scomoda… sì, sicuramente mi hai aiutato molto», lui aveva imboccato una strada pericolosa.

«Se ne sarebbe andato ugualmente, fattene una ragione», disse duramente, sbattendole in faccia la verità.

«Forse… Ma sarebbe stato diverso! Perché gli hai offerto una ricompensa per andarsene? Perché non mi hai detto che non ha mai preso quel denaro? Sei stato tu ad offrirglielo e non lui a chiedertelo, e questo è molto diverso da quello che mi hai sempre raccontato!», ora Leia aveva perso il controllo delle sue emozioni, alzando il tono della voce.

«Io non… – Isolder si bloccò, era inutile continuare a fingere – Per fortuna non avete parlato di niente!», sbottò sentendosi preso in giro.

«Beh, visto che hai cominciato tu mi è sembrato giusto dirtelo. Anche per me è stato fantastico sentirsi sbattere in faccia il fatto che mio marito ha usato del denaro per conquistare la mia mano davanti ad una tavolata di persone perbene, soprattutto dopo che mi ero particolarmente infervorata nel prendere le tue difese! Non penso di essermi mai vergognata così tanto in vita mia!», esclamò lei sentendo salirle dentro una rabbia e una delusione incontrollate.

«Questo mi risulta difficile crederlo. Il capitano Solo non è mai stato un maestro di bon ton! E comunque pensi che anch'io provi poca vergogna verso di te ora che la tua infedeltà è sulla bocca di tutti?». Per Isolder il nocciolo della questione era fondamentalmente quello: l'opinione comune, la reputazione rovinata, le maldicenze della gente sulla loro vita privata. Era evidente che le loro opinioni erano in aperto contrasto.

Se Leia avesse avuto di fronte il principe in carne ed ossa sarebbe stato tutto molto più facile, invece fu costretta a prendersela con il videocomunicatore per sfogare la sua ira, il che non era altrettanto soddisfacente.

«La mia infedeltà? – gli urlò fuori di sé – Proprio tu mi vieni a parlare di infedeltà?! Per piacere Isolder, smettiamola di prenderci in giro, non sono cieca fino a questo punto!», ormai il conflitto tra loro era più evidente che mai.

Il principe si fece pallido di colpo, non si aspettava che lei fosse a conoscenza anche di questo… le doveva essere costato molto starsene zitta per tutto quel tempo, però almeno quella poteva essere una spiegazione per il suo strano comportamento.

«Allora la tua missione non è altro che un modo per farmela pagare? E' questo quello che vuoi? Che cosa stai cercando veramente?», gridò lui pieno di rancore.

«Me stessa», le parole le uscirono di bocca senza un attimo di esitazione.

Isolder rimase qualche momento a soppesare la risposta di Leia, come poteva darle torto?

«Okay, cercherò di capirti… sarebbe stato più facile discuterne faccia a faccia… Avremmo dovuto farlo molto tempo fa non trovi?», disse cercando di riprendere il controllo dei propri nervi.

«Sì, ma sai benissimo il perché non è stato possibile», ora la principessa si era calmata.

«Allora ripromettiamoci di parlarne quando tu tornerai, così perlomeno avrò la certezza che prima o poi tornerai…», anche lui ora si era tranquillizzato.

«D'accordo, mi sta bene. Però fino ad allora non voglio più toccare questo argomento». Il patto era chiaro: tacitamente avevano trovato un punto di incontro.

«Te lo prometto, ma devo riferirti che mia madre ha già inviato un suo incaricato per raggiungerti e per tenerti lontana dai pericoli… Ci tengo a precisare che io non c'entro niente in questo».

«Perfetto. Tua madre teme l'influenza del capitano Solo fino a questo punto? O c'è dell'altro che la preoccupa?», Leia si stava scaldando nuovamente.

«Beh… non lo so… dovrebbe?».

L'occhiataccia di lei bastò per far capire al principe di non sfidare troppo la sorte:

«Certo, certo – si affrettò a dire – Basta parlare del capitano, ho capito il concetto».

«Molto bene caro, ora che ci siamo chiariti possiamo salutarci».

Isolder era molto depresso, voleva far valere le sue opinioni una volta tanto, ma con Leia era una battaglia persa, lei trovava sempre il modo per stenderlo al tappeto, emotivamente parlando, di averla vinta in ogni loro scontro dialettico.

Di una cosa era certo però: non voleva perderla.

«Buonanotte tesoro, mi manchi», mormorò con una sfumatura piena di tenerezza.

I suoi occhi erano sinceri mentre le diceva questo, ma lei non era altrettanto incline alla dolcezza:

«Buona giornata mio caro», rispose bruscamente subito prima di interrompere il collegamento.

Leia dormì per qualche ora; anche se non voleva ammetterlo, le emozioni di quelle ultime giornate l'avevano spossata e un po' di sano riposo l'aiutò a recuperare pienamente le forze.

Tuttavia non voleva essere lasciata in disparte dagli altri per eccesso di protezione, dal canto suo desiderava partecipare attivamente alla missione e non sopportava che la vita di altre persone fosse messa in pericolo a causa sua.

Era ancora buio ma già l'atmosfera di Orron III cominciava a schiarirsi, l'aria era carica di profumi provenienti dalle vicine campagne e il dolce rumore delle onde dell'oceano aveva un effetto benefico sui suoi nervi, facendola sentire bene come non le capitava ormai da molto tempo.

Scorse Luke poco lontano da lei intento a studiare con i due dottori un eventuale rimedio contro il batterio killer, e sentendo la sua presenza lui alzò un attimo la testa e con un sorriso le diede il buon giorno.

«Chi è di guardia ora al laboratorio?», chiese al primo che gli capitò a tiro.

«E' il turno di Jessa, ma è già partito il capitano Jaxo per darle il cambio, signora», rispose un ragazzo arrossendo visibilmente.

Leia era sorpresa nel vedere che ci fosse ancora qualcuno della sua squadra che si sentisse a disagio di fronte a lei; aveva sempre cercato di comportarsi in modo molto semplice da quando era lì, ma evidentemente la carica di Principessa metteva una certa soggezione.

Sorrise tra sé per non mettere ulteriormente in imbarazzo il giovane, lo ringraziò e poi si diresse verso il parapetto che delimitava lo spazioporto per ammirare le acque dell'oceano di Wiji.

Il sole nascente sul mare era uno spettacolo incantevole, chiuse gli occhi cercando di godersi quel momento fino in fondo, quasi a voler catturare l'energia di quei primi raggi. Sentiva la Forza scorrere dentro di lei ed era come avvertire una meravigliosa sensazione di benessere, ma di colpo questa percezione si interruppe bruscamente: i suoi sensi avevano avvertito qualcosa dietro di lei e, per quanto colta di sorpresa, scoprì che tale presenza non era affatto sgradita.

«Vostra altezza cosa ci fai già in piedi? Non dovevi riposare?».

Han era fermo a qualche passo da lei, facendo finta di niente l'aveva seguita fino a lì, ma gli ultimi metri rimasti fra loro sembravano essere invalicabili.

«Mi basta poco per recuperare, quand'è il mio turno?», lei si girò per studiarlo, data la sua imprevedibilità non sapeva proprio cosa aspettarsi dopo gli ultimi avvenimenti.

«Il tuo turno è stato cancellato, hai fame? Ti posso offrire un bel pezzo di schiacciata di loqqe che ho appena comprato, ti assicuro che è buonissima…», le disse un po' impacciato.

«No grazie», rispose sorpresa, la gentilezza non era una delle opzioni che aveva contemplato nella vasta gamma di ipotesi che aveva passato in rassegna in quei pochi secondi di conversazione.

Lui le mostrò il pacchetto contenente la schiacciata e non appena lo aprì uscì un gradevole profumo di pane caldo, allora lei lo guardò perplessa e poi gli chiese:

«L'hai preso apposta per me?».

«No… Certo che no», farfugliò lui arrossendo. Questo fece sfuggire un sorriso alla principessa che decise di accettare l'offerta, visto che tutto sommato l'appetito non le mancava di certo.

«Allora se proprio insisti lo mangerò… è stato un pensiero carino da parte tua», gli rispose abbozzando un sorriso gentile.

«Grazie», rispose brusco lui, la odiava tutte le volte che smascherava le sue deboli bugie.

Leia stava ancora ridendo tra sé per il suo piccolo successo, ma non appena le loro dita si sfiorarono per qualche istante anche il suo viso si colorò di un rosso acceso e, data la precedente esperienza sul Falcon, parecchi anni prima, era meglio portare le mani al di fuori della portata del capitano il più in fretta possibile... Il solo contatto, anche se puramente innocente, le aveva fatto provare un lieve brivido lungo la schiena, lasciandola per un istante spiazzata e con il cuore pervaso da un miscuglio di strane sensazioni.

Strattonò il pacchetto e lo strappò letteralmente dalla presa di Han, ma il suo rossore non passò inosservato e un lampo divertito attraversò gli occhi del capitano: anche lei lo odiava perché era certa che avesse intuito il motivo di quell'improvvisa reazione.

«Bene – disse lei abbassando lo sguardo sulla schiacciata e appoggiando la schiena al parapetto – cosa sei venuto a dirmi?», gli chiese cercando di ritrovare la compostezza iniziale.

«Ma io… – Han assunse un'aria falsamente sorpresa, poi capì che era inutile fingere – Ecco… Io volevo chiederti se ho causato molti danni… per via della comunicazione di…», mormorò con aria imbarazzata.

«Oh, non preoccuparti, è tutto a posto», mentì lei.

«Ah perfetto, – anche lui si appoggiò con i gomiti al parapetto e cominciò a rilassarsi – temevo di aver provocato un gran casino!», le rivolse finalmente un sorriso un po' più disteso.

«Sarebbe stata una delle rare occasioni in cui non ti si poteva incolpare di niente», commentò giuliva.

Han le schioccò un'occhiataccia, ma aveva ancora un asso nella manica:

«Sai, tutto sommato tuo marito è stato gentile con me, ha detto che era contento di vedere che mi avevate finalmente ritrovato…», disse con una certa noncuranza.

Leia interruppe la masticazione, non si aspettava un cedimento proprio da parte di Isolder, probabilmente suo marito era accecato dall'ira e dalla gelosia quando si era lanciato in quello sfortunato commento, ma ora che cosa poteva dire ad Han per salvare la situazione?

«Uhm, uhm… si vede che non porta più rancore per il passato…», lei tentò di far finta di niente, lo guardò di sfuggita e non fu per niente rassicurata dal suo sorriso.

«Già, immagino che anche lui, come me, ci abbia messo una pietra sopra! – disse ironicamente – Però volevo sottoporre alla tua attenzione le parole 'finalmente ritrovato'. Si può sapere che diavolo vuol dire?», le chiese apertamente, inarcando un sopracciglio, alla ricerca di una spiegazione.

La principessa lo guardò prima minacciosamente, poi si rese conto di non avere alternativa, meglio raccontargli la verità, o almeno una parte di essa, dato che ormai c'era poco da salvare.

«Non c'è niente di complicato da spiegare, ti ho semplicemente usato come scusa per compiere le mie ricerche in libertà. Fine della storia.», rispose con un'alzata di spalle.

«Hai usato me???», Han si indicò incredulo.

«Oh senti, sei l'ultimo che mi può fare delle prediche su questo!», sbottò lei, alzando gli occhi al cielo.

Il capitano scoppiò in una sonora risata:

«Tu devi essere pazza! Ma perché proprio io? Con tutte le persone che ci sono nell'universo… Immagino la gioia del principe vedendoti partire alla ricerca di un disgraziato come me… Non è che mi stai usando come scusa anche per il tuo divorzio?», era chiaro che non era quella la risposta che sperava di ottenere.

«Il mio matrimonio non c'entra! – scoppiò lei punta sul vivo – Questa era l'unica maniera per non avere Isolder fra i piedi, la sua presenza avrebbe sicuramente compromesso le mie ricerche».

«Quindi, adesso che mi ha visto, è convinto che la tua missione sia finita, giusto? Che cos'altro ti sei inventata per prorogare la tua libertà?», lui sapeva sempre come portarla all'esasperazione, ma sapeva anche che questo era l'unico modo per farla confessare.

«Non mi sono inventata niente… Gli ho detto semplicemente che avevo bisogno di altro tempo per riflettere…».

«Fantastico! Domani penso che avrò il piacere di vedere il principe di persona. Se ti conoscesse bene quanto me non ti lascerebbe mai del tempo per riflettere! Quando lo fai, soprattutto da sola, sei estremamente pericolosa!».

«Mi dispiace, ma temo che non avrai il piacere di vederlo, mi ha promesso che non interferirà nelle mie decisioni. Vedi, ci sono persone che capiscono quando non è il momento adatto per insistere!», lei era sempre più accigliata, ma non si era resa conto che, così facendo, si stava avvicinando a lui in maniera pericolosa.

«Certo, certo, io non ho sicuramente la sua sensibilità… – commentò lui, ma il suo tono ironico gli fece guadagnare un'ulteriore occhiataccia – Però almeno adesso sarai contenta per un po' visto che ti sei liberata da tutti i tuoi impicci…».

«Non di tutti purtroppo», mormorò pensierosa.

«E perché? Che altro c'è?», Han pensava si riferisse a lui.

«La Regina Madre sta mandando qua un suo inviato per controllarmi. Ufficialmente avrà il compito di tenermi lontana dai pericoli…».

«E dalle tentazioni…», annuì lui con una strana luce negli occhi.

«Non penso che la Regina Madre ti consideri così pericoloso», ma suo malgrado fu contenta nel riconoscere parte dell'antico ed enorme ego di quell'uomo che pensava perduto.

«Io non stavo parlando di me, è il tuo subconscio che continua a collegarmi alla parola 'tentazione'… », sogghignò lui prendendosi gentilmente gioco di lei.

La sua voce era quasi un sussurro e sul viso aveva stampato quel sorriso storto che tanto lo rendevano attraente. Leia sentì i primi campanelli d'allarme suonarle nella testa mentre lui si avvicinava pericolosamente, in maniera così terribilmente dolce e seducente. Il capitano aveva cambiato tattica e stava sfoderando le sue armi migliori.

«Smettila!», la principessa gli piantò le mani sul petto per allontanarlo, lui arretrò di un passo e poi avanzò di altri due.

«Sembra proprio che questi hapani non si fidino di te».

«Più che altro non si fidano di te…», rispose lei cercando ancora di allontanarlo.

Lui stavolta le prese le mani, la fissò serio e disse:

«E fanno bene!».

Poi un sorriso malizioso tornò ad illuminare il suo volto mentre si allontanava lasciandosi alle spalle una principessa alquanto sbalordita.

"Quell'uomo è diabolico!", pensò Leia voltandosi velocemente verso l'oceano per evitare di guardarlo ulteriormente. In cuor suo però era piacevolmente sorpresa dal loro ultimo scambio di battute, anche se questo rischiava di complicare, e di molto, una situazione già parecchio contorta e compromettente.