CAPITOLO 18
«Allora Luke, ci sono degli sviluppi?», Jessa si avvicinò al cavaliere Jedi con fare complice.
«Purtroppo non abbiamo scoperto ancora niente sui mandanti del progetto, però sto studiando un piano per intrufolarci nella nave cargo ed arrivare direttamente alla loro base», le rispose Luke mentre congedava un soldato dopo avergli dato le ultime istruzioni.
«Sì certo, questo lo sapevo già… io intendevo altri sviluppi?», lei ammiccò con la testa alle due figure in lontananza appoggiate al parapetto, rivolgendogli uno sguardo eloquente.
«Ah… quegli sviluppi… – il volto di Luke si illuminò – Beh, sì, direi che stiamo facendo dei progressi».
«Uhm, a me pare che stiano litigando di nuovo», Jessa era un po' scettica di fronte all'ottimismo di lui.
«Sì, ovviamente… però questo è un litigare diverso, credimi, io ho una certa esperienza nel campo!», le disse in tono convinto e con un sorrisetto vagamente allusivo.
Lei scoppiò a ridere al pensiero del tranquillo cavaliere Jedi preso in mezzo alle continue litigate di Han e Leia, nei bei tempi che furono.
«Ti credo, ti credo… ma spiegami, in che cosa differisce questo battibecco dai precedenti?», chiese incuriosita.
«Beh vedi, è stato lui ad andarla a cercare e le ha offerto da mangiare…», Luke la invitò a spostarsi in modo da poterli vedere meglio, ma senza farsi notare.
«E' stato lui? Non ci posso credere!», Jessa spalancò gli occhi allibita, ma poi tornò a concentrarsi sul suo racconto.
«Ti giuro che è così… Da quando Han ha parlato con Isolder qualcosa è cambiato…», le disse con aria meditabonda.
«Di cosa pensi che si tratti?»
«Del vero motivo per il quale siamo sbarcati su Urdur», replicò lui facendosi improvvisamente serio.
«Dunque il vostro obiettivo non è scoprire le origini di questo complotto?», lei lo guardò sospettosa.
«Sì certo, ma ovviamente non potevamo dire ad Isolder dei nostri sospetti riguardo sua madre, inoltre dovevamo evitare che il principe ci accompagnasse in questa missione e così…».
Jessa aprì la bocca sbalordita:
«… E così gli avete detto che ritrovare Han era il vostro obiettivo?».
«Esatto», rispose semplicemente.
«Ma è una pazzia! – esclamò lei sempre più sorpresa – Immagino che Isolder non l'abbia presa molto bene…».
«Non molto… – ammise lui scrollando le spalle – ma in fondo qualcosa di vero c'è; noi speravamo che Han fosse in possesso di qualche informazione in più e che ci fornisse la sua collaborazione… E poi è tempo che Leia pensi un po' a se stessa».
Lei lo guardò negli occhi per qualche istante e poi gli chiese molto onestamente:
«Ma tu Luke come pensi che finirà?»
«Francamente non lo so… in questo momento ciò che mi sta a cuore è solo ed unicamente il bene di mia sorella», le rispose sostenendo fieramente lo sguardo.
«Anche se in questo modo rischia di mandare all'aria tutto ciò che ha costruito fino ad ora, con molti sacrifici e rinunce?», replicò Jessa per capire fino a che punto il cavaliere fosse disposto ad assecondare la sorella.
«Purtroppo la pace che tanto le è costata sta per saltare in maniera irrimediabile… – tacque un istante come a voler soppesare le parole che stava per pronunciare – E se sarà ancora guerra lei avrà bisogno di tutta la sua forza di volontà per andare avanti e sconfiggere il nemico; deve ritrovare se stessa, e per farlo è obbligata a fare i conti con il passato e con tutto ciò che è rimasto in sospeso». Il suo sguardo si era fatto di colpo profondamente serio e pensieroso.
«Prova ancora dei sentimenti per Han?», solo ora Jessa si rendeva conto pienamente della complessità di quella situazione.
«Questo sta a lei scoprirlo – le rispose francamente – Io non interferirò di certo nelle sue decisioni, come del resto non ho mai fatto in passato però…. – si bloccò un attimo quando vide i due litiganti improvvisamente vicini – però con lui è stata veramente felice, nonostante il loro legame molto particolare, nessuno è mai riuscito ad arrivare dove è arrivato Han, questo prima o poi sarà costretta ad ammetterlo».
«Ehi, hai visto anche tu che scena? – lo interruppe Jessa a mezza bocca, ed essendosi accorta che il capitano si stava avvicinando, gli sussurrò con fare cospiratore – Meglio se facciamo finta di niente… Però hai ragione, è un litigio diverso dal solito, lui sta sorridendo e sembra di buon umore…».
«Lo conosci molto bene anche tu vedo… – Luke sorrise facendole l'occhiolino – Dunque, noi stavamo parlando del piano per intrufolarci sul cargo, giusto?», disse ad alta voce per farsi sentire da Han.
«Sì certo, dove eravamo rimasti?», Jessa accettò di stare al gioco del cavaliere Jedi.
«Comunque anche lei sta sorridendo ed è di buon umore…», le confidò lui in un orecchio per non farsi sentire dal capitano Solo.
«E come lo sai?», gli domandò lei in un sussurro, Leia era girata verso il mare ed era impossibile vedere il suo volto da quella posizione.
«Lo sento», le rispose Luke con un sorriso che lasciava intendere molto.
«Allora ragazzi, avete trovato un modo per intrufolarci nel cargo?», il capitano Solo aveva raggiunto Luke e Jessa; i due si scambiarono un'occhiata complice vedendolo così euforico, ma fecero finta di niente.
«Direi che siamo a buon punto. Jessa e io stavamo appunto finendo di chiarire gli ultimi dettagli», disse Luke in tono convinto e Jessa dovette girarsi dall'altra parte per non scoppiargli a ridere in faccia, ma stranamente Han sembrò non accorgersi di nulla.
«Ah bene, non vedo l'ora di entrare in azione, sono stufo di rimanermene qua con le mani in mano, che cosa proponete di fare?», al capitano evidentemente era tornata anche la voglia di fare e di mettersi in mostra, il che con tutta probabilità avrebbe rappresentato una grossa fonte di guai.
«Dobbiamo cercare di rubare una navetta da scarico e poi, una volta all'interno del cargo, dobbiamo cercare di mescolarci agli imperiali, almeno fino alla loro base, che ne dici? E' abbastanza pericoloso per te?»
«Rubare una navetta da scarico? – gli occhi del contrabbandiere si erano già illuminati al pensiero – Fai conto che sia già cosa fatta! In quanti andremo?», gli chiese con la stessa espressione di un bambino a cui si regala un dono meraviglioso.
«Meno siamo e meglio è, non voglio correre rischi inutili, andremo tu ed io», il cavaliere Jedi abbassò lo sguardo per non incontrare quello di Jessa, sapeva che la sua esclusione non le avrebbe fatto piacere.
«No, non potete tenermi fuori! – intervenne lei con piglio deciso – Verrò anch'io con voi!», esclamò seccata per essersi sentita messa da parte.
«Luke ha ragione, è molto pericoloso… e poi non ci sono donne nelle basi imperiali, come potremmo nascondere la tua presenza?», disse pazientemente Han tentando di farla ragionare.
«Potrei far finta di essere un droide, ce ne sono certi che non si distinguono dagli esseri umani…» rispose lei con convinzione, e i suoi occhi rivelavano già quale sarebbe stata la risposta che si aspettava.
«Questo è vero. – ammise il contrabbandiere – Ehi Luke, tu cosa ne dici? Jessa potrebbe sempre esserci utile…», mormorò sentendosi messo alle strette.
«Io non sono molto d'accordo, però se proprio insisti…», il cavaliere Jedi non era convinto, ma riconosceva che l'aiuto di Jessa poteva essere determinante.
«Okay, allora è deciso, vengo anch'io», Jessa troncò il discorso senza dare la possibilità agli altri due di replicare.
«Bene, ora ci resta la parte più difficile: obbligare vostra altezza a restare qui… Chi glielo dice?», il pirata sapeva benissimo che nessuno si sarebbe offerto per questo arduo compito.
«Non c'è bisogno che nessuno mi dica niente, le orecchie per sentire le ho anch'io!», la principessa si manifestò improvvisamente dietro le sue spalle; lui avrebbe preferito mordersi la lingua, per ciò che aveva appena detto, tuttavia la accolse con un sorriso smagliante e disinvolto.
«Ma, vostra grazia, così faresti solo il gioco degli imperiali! Se ci beccano là dentro tu sarai la prima a rimetterci. E poi io e Luke abbiamo già troppe cose da tenere sotto controllo, non c'è il tempo per guardare anche te…», ma Han sapeva benissimo che era inutile cercare di dissuaderla. Le donne! A volte stentava davvero a capirle… specie una, in particolare.
«Forse è più probabile che accada il contrario!!!», rispose lei con aria sfrontata, guardandolo dritto negli occhi, senza alcun timore.
Lui stava già per replicare, ma fu bloccato da Luke:
«A questo punto tre o quattro non fa differenza, mentre stiamo qui a discutere gli imperiali potrebbero già aver finito di scaricare la merce e allora dovremmo aspettare un nuovo cargo», disse lui in tono pratico.
Leia lanciò uno sguardo di sfida ad Han, questi cominciò a borbottare qualcosa, ma fu zittito nuovamente dal cavaliere Jedi che tagliò corto:
«Basta così! Ormai è deciso! Anche Leia verrà con noi… Sai benissimo che è più cocciuta di un mulo e che è impossibile farla ragionare, sarebbe solo tempo perso».
Questa volta il capitano non obiettò, ma la principessa lanciò al fratello un'occhiata tale da raggelare il sangue.
Luke sorrise divertito e scambiò uno sguardo complice con Jessa, aveva l'impressione che quella nuova avventura avrebbe riservato molte sorprese.
