CAPITOLO 20
Dopo parecchi minuti passati nell'anticamera dell'ufficio del generale i due ufficiali, accompagnati dai loro droidi, vennero ricevuti con la scusa di un'importante e segretissima informazione da dare solo ed esclusivamente al capo della base.
Il capitano Stozis e i suoi tre assistenti avevano reso quell'attesa assai penosa, in particolare sembravano molto interessati ai due droidi accompagnatori:
«Per la miseria, li fanno sempre più somiglianti agli umani, dove li avete trovati?», disse girando attorno a Jessa e Leia e guardandole con circospezione.
«Appartengono alla Nuova Repubblica, li abbiamo confiscati in un loro avamposto dopo averlo raso al suolo», ad Han non piaceva per niente quell'uomo.
«La Nuova Repubblica… – ripeté Stozis continuando a scrutare le due donne – Speriamo che questi non siano due esemplari unici… mi piacerebbe molto averne uno tutto per me», disse con un sogghigno.
Neanche a Leia piaceva quell'uomo e trovava particolarmente difficile far finta di non provare alcun senso di repulsione, per fortuna la porta dell'ufficio si spalancò ed una voce dall'interno li accolse dicendo:
«Scusate l'attesa, ma la vostra visita è alquanto inaspettata, quali sono le informazioni che mi dovete dare?», il generale Taydril aveva modi insolitamente gentili per essere un imperiale.
«Sono informazioni riservate e devo essere certo che vengano consegnate solo ed esclusivamente a lei signore», Luke si fece avanti come portavoce.
«Capisco, allora non ti dispiacerà se i droidi e il capitano…»
«Faer signore», Han si inventò sul momento il suo nome.
«… il capitano Faer – continuò il generale – resteranno fuori ad aspettarti, sei d'accordo?».
«Sì, certo», non era quello che aveva sperato il cavaliere Jedi, ma dopotutto andava bene così, l'importante era poter star solo con Taydril e riuscire a leggergli la mente senza che ci fossero altri imperiali di mezzo e poi, dato il comportamento del capitano Stozis, forse era meglio che Han rimanesse con Jessa e Leia.
«Molto bene, accomodati», il generale gli fece cenno di entrare.
«Gaeriel… – Luke si rivolse a Leia, il suo droide – tu resta con il capitano Faer. Fino a quando non ti avrò fatto riparare i circuiti di orientamento è meglio che non te ne vada in giro da sola», disse guardandola in modo eloquente.
«Sì signore, seguire il capitano Faer, ricevuto», Leia trattenne a stento una risata mentre rispondeva con la stessa cadenza di D-3BO. Inoltre suo fratello l'aveva chiamata Gaeriel, come la senatrice di Bakura, uno dei suoi amori impossibili… tutto sommato era un gesto carino da parte sua dare quel nome al proprio droide.
La porta si chiuse dietro le spalle di Luke, i suoi tre compagni gli augurarono mentalmente buona fortuna, ma il problema ora era far passare il tempo, soprattutto perché Stozis era rimasto con loro.
«Capitano Faer, che ne dice di farci un giro di visita alla nostra base? E' mai stato qui?»
Han rimase spiazzato dalla sua proposta, ma decise di cogliere al volo l'occasione: tutto era meglio piuttosto che rimanersene lì ad aspettare.
«No, non ho mai avuto il piacere, ma… accetto volentieri. Gaeriel e… Bria, venite con me», disse in tono asciutto.
Le due donne si scambiarono un'occhiata di comprensione: Bria era il nome della prima ragazza di Han…
«Sì signore», risposero all'unisono nel modo più serio possibile.
La visita durò qualche ora, Han aveva sfoderato il suo repertorio migliore per tenere buono Stozis e nel frattempo erano riusciti a ricavare anche qualche informazione utile: avevano scoperto dove si trovava l'area di raccolta dati ed erano riusciti a farsi un'idea dei vari sistemi di sicurezza adottati e di come fare per raggirarli.
«Mi stavo chiedendo se il colloquio con il generale sia finito…», Han guardò l'orologio, non ne poteva più della compagnia di quell'insulso essere.
Ormai era a corto di argomenti: avevano parlato dell'efficienza dell'Impero, dell'imminente vendetta, dell'inettitudine dei governanti della Nuova Repubblica, delle loro rispettive scuole di addestramento, ora non sapeva davvero come continuare quell'inutile conversazione.
Han gli aveva raccontato per filo e per segno tutto il percorso fatto all'accademia imperiale, chiaramente sorvolando la parte relativa la sua espulsione, includendo molti particolari che erano del tutto ignoti anche a Jessa e Leia.
La principessa evitava di guardarlo, ma in quel momento sentiva crescere una forte ammirazione nei suoi confronti. Sapeva bene quanto odiasse parlare del suo passato, la vita del giovane capitano Solo non era mai stata ricca di soddisfazioni e di gioie, ma per rispondere alle domandi insistenti e meticolose di Stozis era obbligato a rivangare tutti i ricordi che aveva di quel periodo.
"A volte sei un uomo fantastico…", il cuore di Leia batteva più forte al pensiero che lui stesse facendo tutto questo per aiutare la Nuova Repubblica, anche se, doveva ammettere, nemmeno quella era stata in grado di riconoscere pienamente il suo valore anzi, l'aveva usato e poi abbandonato al suo destino trattandolo peggio degli imperiali… o meglio, era stata lei, la principessa Leia, ad averlo sacrificato per la Nuova Repubblica.
"Se solo potessi tornare indietro per darti il giusto merito… e invece mi sono comportata da degna figlia di Darth Vader… e ho fatto proprio un bel lavoro…", un nodo amaro le stava salendo alla gola; piano piano una triste consapevolezza si stava facendo largo fra i suoi pensieri, tuttavia sapeva che non era ancora il momento per darle libero sfogo.
«Capitano Faer, non vorrà già andarsene… prima deve assolutamente vedere una cosa», gli rispose Stozis mentre lo conduceva in un'area nascosta della base.
Giunti davanti ad una piattaforma panoramica l'imperiale fece aprire l'oblò per permettere al suo ospite di ammirare le meraviglie contenute nella stanza accanto: un immenso e popolato harem molto simile a quello gestito da Jabba the Hutt su Tatooine.
«Le piaccono le donne capitano Fear?», lo sguardo di Stozis era assai lussurioso.
«Ma certo», replicò convinto Han, pur preoccupato per la piega che stava prendendo il discorso.
«Là sotto ce n'è per tutti i gusti, se la vostra permanenza dovesse protrarsi per un po'…beh ecco saprà dove poter passare delle piacevoli serate», gli disse lanciandogli un sorrisetto complice.
Han ne rimase nauseato.
«La ringrazio per la preziosa dritta», il pirata era sempre più nervoso vedendo l'altro avvicinarsi a Jessa per accarezzarle il viso.
«Sa, questi droidi sarebbero l'ideale per servire là dentro, certo ci vorrebbe una bella pulita… – Stozis si guardò la mano e vide che era sporca di grigio – Che cos'è questa roba?».
«Oh capitano, è meglio non toccarle… vengono utilizzate per qualsiasi tipo di lavoro, ma devo ammettere che il loro igiene non viene curato più di tanto…».
Stozis ritrasse prontamente la mano disgustato e le due donne trassero un respiro di sollievo, anche se il peggio doveva ancora venire.
«Andiamo capitano Fear, non mi dica che non ha mai approfondito l'anatomia di questi droidi…».
Han si sentì gelare il sangue, l'altro si era infilato dei guanti di pelle per non sporcarsi ed ora stava dedicando la sua attenzione a Leia.
«No! – fu la sua risposta secca – Non sono malato fino a questo punto!», la mascella era serrata e le mani strette a pugno; il solo sguardo sarebbe bastato per incenerire chiunque, ma Stozis non colse l'avvertimento e proseguì la sua ispezione.
La principessa sentì il suo alito fetido mentre si chinava per annusare il suo profumo.
"Che la Forza mi aiuti!", pensò Leia in preda al panico: se avesse reagito sarebbe stata la fine per tutti, li avrebbero scoperti e sbattuti in prigione e allora nessuno sarebbe più riuscito a fermare l'Impero.
"Devo stare calma, devo pensare al bene della Nuova Repubblica, devo pensare solo a questo sì…", ma mentre cercava di concentrarsi le mani di Stozis si muovevano sul suo corpo.
«Questa pelle è liscia come la seta e questo profumo è così delicato…», sussurrò viscidamente l'imperiale, soffermandosi su ogni punto, con un'attenzione talmente morbosa da farle accapponare la pelle.
«Capitano, mi faccia il piacere! Non vorrà approfittare dei miei droidi quando ha a disposizione tutto quel ben di Dio laggiù. La prego, mi mostri i segreti di quel posto», Han gli strappò la mano da Leia e cercò di allontanarlo, ma Stozis si divincolò dalla presa e tornò all'attacco.
«Non abbiate fretta capitano Faer, prima voglio soddisfare la mia curiosità riguardo i vostri deliziosi assistenti». Il volto del contrabbandiere si faceva sempre più buio.
Di nuovo Leia sentì le sue mani muoversi su di lei, sul viso, sui capelli, sul collo…
"Forza aiutami ti prego! Se solo riuscissi ad entrare nella mente di quest'uomo come fa Luke! Devo riuscire a concentrarmi, devo escludere tutto ciò che ho intorno e sentire solo la mia mente… è così che mi ha insegnato Luke", chiuse gli occhi e cercò di ricordare le parole del fratello.
Intanto la mano di Stozis aveva trovato un varco nella sua camicia…
«Caspita, è stupefacente la perfezione di queste creature! Simili agli umani in tutto e per tutto…», l'imperiale provava gusto vedendo il suo ospite sbiancare per la collera.
"Sta calma, sta calma, sta calma… – si ripeteva la principessa – il destino della Nuova Repubblica dipende da questo… non ci pensare, non ci pensare, non ci pensare… pensa alla Forza, a quanto grande e potente essa sia… a quanto sarebbe bello se si manifestasse proprio in questo momento…", ma la Forza non era con lei e la mano di Stozis si faceva sempre più invadente.
"Vorrei essere come mio padre… sì, come Darth Vader! Oh, Dio mio, non avrei mai pensato di arrivare fino a questo punto! Vorrei investire questo tizio con un'ondata di Forza tale da polverizzarlo nel cosmo… vorrei… vorrei", gocce di sudore freddo le scendevano lente lungo le tempie.
D'un tratto però non avvertì più lo sgradito contatto della mano sulla sua pelle e quando aprì gli occhi vide l'imperiale rotolarsi per terra tenendosi il volto, qualcosa di molto più concreto della Forza l'aveva colpito in piena faccia e gli aveva rotto due denti.
Han non aveva resistito all'impellente desiderio di dargli un pugno fatto come si deve, aveva sopportato fin troppo le manovre di quell'idiota facendo appello a tutto l'autocontrollo che possedeva, ma vedere la mano di quell'essere viscido su di Leia lo aveva fatto letteralmente impazzire.
Ora però il loro gioco era stato scoperto.
Il capitano Stozis, dopo essersi reso conto dell'accaduto, fece scattare l'allarme generale e ordinò di imprigionare gli impostori.
«Ora avvertiremo il generale Taydril, intanto chiudeteli in prigione… Tutti tranne questo, – disse indicando il contrabbandiere – per lui ho in serbo un trattamento speciale!», disse passandosi una mano sulla bocca sanguinante e guardandolo con aria terribilmente vendicativa.
«Fantastico, – lo derise Han fissandolo con aria sfrontata – avrò ancora il piacere della sua compagnia!».
«Risparmia il fiato capitano Faer! Quando avrò finito con te non avrai più tanta voglia di scherzare! Portateli via!».
