CAPITOLO 28

Da sola, nella sua camera riservata nella base di Urdur, Leia ripensava all'incontro con gli esponenti della Nuova Repubblica avvenuto poco prima e agli avvenimenti che presto avrebbero sconvolto il fragile equilibrio che si era instaurato in quegli anni nella Galassia.

La luce verde e azzurrognola del tramonto illuminava timidamente la stanza mentre sotto di lei migliaia di persone stavano eseguendo le sue disposizioni: alcuni ufficiali e politici erano già partiti per raggiungere le loro basi e prepararsi all'attacco, altri, come lei, sarebbero partiti l'indomani.

Tra tutta quella gente in fermento poteva distinguere una figura in particolare, d'altronde l'avrebbe riconosciuta fra mille: anche con la maschera da saldatura che gli copriva il viso sapeva benissimo che si trattava del suo prezioso capitano Solo.

Lo ringraziava con tutto il cuore per esserle rimasto vicino e per averle trasmesso la forza di andare avanti ed affrontare a viso aperto le sue paure, ora probabilmente le loro strade si sarebbero divise di nuovo, ma niente le avrebbe impedito di tornare da lui… una volta ristabilita la pace.

Garynn, mescolato tra la folla, non lo perdeva di vista un secondo e quando non pedinava lui seguiva lei in modo ossessionante. Probabilmente Isolder gli aveva dato un incarico supplementare di cui non aveva fatto parola con altri e questa sarebbe stata una delle tante cose da chiarire con il principe non appena possibile; ormai aveva deciso che non solo il futuro della Galassia sarebbe stato radicalmente riscritto, ma anche qualcosa di molto più personale…

Han si distolse improvvisamente dal suo lavoro e si diresse verso un'altra persona vestita di nero che si avvicinava a lui a braccia aperte: Luke era andato a salutare il suo amico e ora si scambiavano un ultimo abbraccio prima di separarsi.

Leia si ritrovò ad invidiare molto il fratello, anche lei avrebbe tanto voluto stringerlo fra le braccia prima di andarsene e invece era costretta a starsene lì a guardare, perché come sempre gli interessi politici andavano in disaccordo con le necessità del suo cuore. L'unica cosa che poteva fare era appoggiare una mano alla finestra e concentrarsi nella Forza sperando di condividere attraverso Luke quel momento speciale.

Il cavaliere Jedi non si oppose e le lasciò libero accesso alle sue percezioni.

«Ehi, non stringermi così forte, sai che non amo le manifestazioni d'amore in pubblico», Han era sorpreso dall'insolito calore del suo amico.

«Scusa… mi sono lasciato prendere… – disse Luke riprendendo il controllo di sé – Ehm ehm, scommetto che avresti preferito mia sorella?», sorrise facendogli l'occhiolino.

«Beh, sarebbe stato decisamente meglio! – ammise lui – A proposito… – il capitano Solo si fece improvvisamente serio – portale i miei saluti e tienila d'occhio, sai che mi fido di te».

«Perché non gli porti i tuoi saluti di persona?».

«Non vorrei crearle altri problemi visto che quella sanguisuga di Garynn non mi perde di vista un secondo, chissà perché mi reputa così pericoloso…», guardò in giro e subito intravide il braccio destro di Isolder intento ad osservarlo.

«Proprio non saprei!», disse ironicamente Luke, poi, improvvisamente illuminato, prese il contrabbandiere per un braccio e lo strattonò fin dietro un grosso container da dove l'hapano non poteva vederli.

«Ehi Luke, ma cosa ti è preso? Che hai in mente?», Han era perplesso vedendo il cavaliere Jedi togliersi il mantello e la cintura con la spada laser.

«Ho un'idea… togliti la giacca e la maschera da saldatura e metti questi», rispose allungandogli rapidamente i suoi vestiti.

Il pirata eseguì prontamente gli ordini, stava cominciando a capire i piani dell'altro, ma dubitava di riuscire ad ingannare l'hapano così facilmente.

«Sei sicuro che funzionerà? Non è che ci somigliamo molto…», gli disse guardandolo con espressione perplessa.

«Non preoccuparti, se non ci vede vicini non noterà la differenza di altezza e farà fatica a distinguerci… e anche la Forza ci darà un piccolo aiuto. Ora vai e porta i tuoi saluti a mia sorella», Luke gli diede una pacca sulla spalla e poi si allontanò.

«Ehi ragazzo…», il cavaliere Jedi si fermò dopo qualche passo voltandosi indietro con aria interrogativa.

«… non aspettarmi sveglio, potrei fare tardi!», Han gli strizzò l'occhio sorridendo.

Luke alzò il pollice in segno di accordo e poi riprese il lavoro che l'altro aveva interrotto, in cuor suo sapeva che Han voleva dirgli qualcosa tipo "Sei un vero amico", solo che come al solito i suoi pensieri subivano delle brusche correzioni in fase di uscita.

Dopo essersi accertato che Garynn fosse ancora al suo posto lanciò un'occhiata in direzione della finestra da dove sapeva che Leia era affacciata e sorrise pensando che ben presto sua sorella avrebbe avuto una gradita sorpresa.

Leia era ancora intenta ad osservare il capitano Solo al lavoro sul Falcon quando udì bussare alla sua porta. Si avvicinò allo schermo del citofono per vedere di chi si trattava poi, riconoscendo la sagoma di Luke, aprì la porta e tornò alla sua postazione.

Il cavaliere Jedi aveva il volto coperto dal cappuccio del mantello, ma la principessa non fece caso a questo, più che altro le sembrava strano che suo fratello non le avesse ancora rivolto qualche parola e che se ne rimanesse silenzioso ad osservarla.

«Tutto bene con i preparativi? La flotta imperiale sarà già stata mobilitata…», cominciò timidamente lei.

«Uhm, uhm», fu l'unica risposta di Luke.

«Vedo che Garynn non si schioda da là, temo che non avrò molte possibilità di salutare Han come hai fatto tu…», Leia sentì il cavaliere Jedi avvicinarsi, ciò nonostante rimase girata verso la finestra, colpita dalle anomale movenze del capitano Solo.

"Che strano… non l'ho mai visto usare modi così gentili con quel saldatore…".

«Uhm, uhm», di nuovo la risposta del fratello si riduceva a questo.

Stavolta Leia si risentì per la scarsa sensibilità da parte di Luke e un po' alterata gli chiese:

«Non hai altra espressione a parte "uhm, uhm"? – gli chiese piuttosto seccata – Sei in collera con me per aver abusato della Forza? Non penso che precipiterò nel lato oscuro solo per averti usato per entrare in contatto con Han! Mi dispiace… ma cerca di capirmi, non è facile per me stare chiusa qui a guardare facendo finta di niente quando in realtà l'unica cosa che vorrei è correre là fuori verso il Falcon e… », si fermò prima di sconvolgere il fratello con le sue confessioni.

Dopo aver picchiato un pugno sulla parete riprese:

«E poi era solo un abbraccio… non mi sono spinta oltre… Sì va bene, era un po' troppo caloroso ma… non puoi essertela presa per questo… vero?».

Il cavaliere Jedi, sentendola darsi botta e risposta da sola come una matta, scoppiò in una fragorosa risata e solo in quel momento Leia capì che la persona che stava nella sua stanza non era suo fratello.

A bocca aperta si girò e vide il suo amato contrabbandiere in piedi a braccia conserte dietro di lei; diede un'altra occhiata al Falcon e poi di nuovo ad Han e si chiese come diavolo avesse fatto a farla franca a Garynn.

Lui la guardò sorridendo e poi commentò:

«Beh principessa che dirti? Apprezzo il tuo tentativo di utilizzare Luke, ma preferisco di gran lunga il tuo abbraccio al suo… – i suoi occhi erano colmi di tenerezza mentre le parlava – E ti ringrazio per esserti trattenuta, non penso che sarei riuscito ad esprimere il meglio del mio repertorio con lui!».

«Oh Han!», Leia non seppe dire altro mentre si precipitava verso il falso cavaliere Jedi, quando lui la strinse nient'altro più le importava se non il fatto di essere tra le sue braccia.

«Devo ammettere che questo abbraccio ha la stessa intensità di quello di prima, però con te davanti l'effetto è totalmente diverso… – constatò lui – Ma dimmi un po', fino a che punto avevi paura di spingerti?».

Lei conosceva quel sorriso malizioso e non poteva resistere alla sua bocca, così tremendamente vicina ed invitante. Gli prese il viso con decisione e l'attirò verso di sé, dandogli un assaggio del significato di ciò che intendeva con il termine "spingersi oltre".

Piacevolmente sorpreso Han rispose con impeto all'invito, sentiva di non averla mai desiderata tanto come ora, quando ormai rimanevano poche ore per stare insieme. Ogni volta che si fermava a guardarla, nella breve pausa tra un bacio e l'altro, la trovava sempre più bella e attraente, e ogni volta si chiedeva come aveva potuto resistere così tanto tempo lontano da lei e come avrebbe fatto a rinunciarci ancora, forse per sempre.

«Se continui così non ti permetterò mai di andar via da Urdur», le disse con voce roca contemplando il suo dolce viso.

«Neanch'io ti permetterò di andare via di qui… – rispose lei sorridendo, poi tornando seria e guardandolo dritto negli occhi continuò – Resta con me stanotte…».

Il contrabbandiere si fermò un attimo per riprendere fiato e per soppesare quella sconvolgente richiesta.

«Ti rendi conto di quello che mi stai chiedendo?», disse fissandola con espressione stupita.

«Sì…», rispose lei con tono talmente basso da essere a malapena udibile.

«E ti rendi conto del male che mi farai lasciandomi di nuovo, dopo tutto questo?», lui appoggiò la fronte contro quella di lei, combattuto tra la paura di soffrire ancora e il folle desiderio di accettare la sua proposta.

«Quando tutto sarà finito tornerò da te, te lo prometto», i suoi occhi neri manifestavano tutta la sua determinazione.

«Finita questa guerra ce ne saranno altre e altre ancora, lo sai, il tempo per noi sarà sempre troppo poco», stranamente questa volta era lui che cercava di ragionare anziché seguire l'istinto.

«Mi basterà vedrai… non voglio vivere un'altra eternità senza di te», lo implorò mentre una lacrima le scendeva lentamente lungo la guancia.

Poteva affrontare qualsiasi cosa, ma per farlo aveva bisogno di aggrapparsi ad una speranza: quella di poter stare insieme liberamente, un giorno o l'altro, senza più nascondersi da nessuno.

«Oh Leia!», sopraffatto dalle emozioni lui la travolse con tutta la sua passione e lei si abbandonò alle sensazioni che solo quell'uomo era in grado di darle. Non c'era più spazio per nient'altro, in quel momento poteva anche arrivare la Regina Madre in persona, ma non le importava, anzi, l'avrebbe accolta dicendole:

«Grazie per avermi fatto capire questo!».

Così pensando fece passare una mano fra i capelli di Han e lo baciò con ancora maggior convinzione, lasciandosi andare completamente a lui.