Assorto com'era in questi ragionamenti,Roxas voltò un angolo a capo chino.Ebbe appena il tempo per rendersi conto della collisione,prima di ritrovarsi in terra,una nera figura che torreggiava sopra di lui.
"Roxas?" si accertò Xemnas ,alzando un sopracciglio in segno di vaga sorpresa " come sei finito in quest'ala del castello?"
Roxas non si era mai trovato a parlare con il capo faccia a faccia.Adesso non solo era lì,di fronte a quell'uomo imponente,sottoposto all'indagine di quei penetranti occhi gialli,ma doveva pure inventarsi una scusa plausibile in alternativa a confessare di essersi perso o di stare scappado a gambe in spalla da un numero otto presumibilmente infatuato.Tutto questo costituì un flash che attraversò il suo cervello mentre si rialzava massaggiandosi il didietro dolorante.
"Bé.." Iniziò,ma lo sguardo di Xemnas lo bloccò.Davvero,non riusciva a inventarsi nessuna balla verosimile di fronte a quegli occhi,e dopotutto non ne era capace : non sapendo affatto dove era,si sarebbe unicamente reso ridicolo provandoci.Optò quindi per raccontare la verità,in forma meno umiliante.
"..Io stavo giusto venendo a cercarla,signore.Desidererei esporle una questione che da un po' di tempo…mi turba,ecco.."
Lo sguardo di Xemnas sembrò abbandonare un poco il cipiglio autoritario e velarsi di curiosità.
"Vieni con me,raccontami tutto strada facendo".Appoggiò una mano fermamente sulla sua spalla ,e lo pilotò lungo il corridoio; Con sua sorpresa essere guidato in quel modo non mise affatto Roxas in soggezione.Certo non riuscì mai a guardare il Superiore in faccia durante il suo racconto,ma riuscì ad esprimesi con una inaspettata tranquillità a proposito di quel delicatissimo argomento.
Aveva appena concluso quando si trovarono di fronte all'ennesima candida porta.Xemnas l'aprì e lo fece sedere su uno sgabello ,bianco come tutto il resto;ne prese uno per se,lo posò di fronte al sottoposto e vi si sedette.Dopo un momento di pausa iniziò :
"Roxas,tu conosci il motivo della x nel nostro nome?" Roxas alzò gli occhi con un'espressione interrogativa e leggermente interdetta.Il superiore proseguì,senza alcun segno di disappunto "La x significa annullamento. Negazione .Ci distingue a quelli che siamo stati,non solo perché siamo diversi da prima ,ma anche perché in assoluto Non Siamo.Ciò che le nostre controparti possedevano,di quello noi difettiamo.Siamo,in teoria, solo in quanto loro al negativo."
Roxas continuava ad ascoltare diligentemente,ma non riusciva ancora a chiarirsi dove ciò si collegasse coll' atteggiamento di Axel nei suoi confronti.Dopo un'altra breve pausa,il Superiore gli venne in aiuto.
"La Negatività,Roxas,consiste nella mancanza di qualcosa. E' l'espressione matematica del Desiderio puro."
Roxas spalancò gli occhi.Ecco dunque scovato il nodo irrisolvibile!
"Da quel che mi hai detto,credo che Axel ti tenga in una considerazione molto superiore a quella che ha
di tutti gli altri.E' probabilmente convinto di tenere specialmente a te,ma il
fatto" Proseguì Xemnas
,socchiudendo gli occhi
come se un piccolo dolore
aereo gli avesse appena sfiorato il viso
" E' che quando si 'immagina un
sentimento' senza poterlo provare,e lo si fa con tanto sforzo…è facile perdere
il controllo,e..sconfinare,Tu stesso in verità non hai alcuna coscienza dl
limite tra amicizia e amore perché non li hai mai provati ; certo,ci credi,ma
non li hai mai provati,come nessuno di noi.
Tutto quel che ci è dato è seguire questo indistinto,struggente
desiderio"concluse,mentre un'ombra di stanchezza gli attraversava voce e occhi.
Ma Roxas non la vide.i suoi occhi
erano fissi e inerti su un punto del pavimento che non stava guardando.
Quella certezza lo faceva sentire più sperduto e soffocato che in mille
sterminati castelli di invalicabile marmo bianco.E volle scappare.
