Università di Harvard. Mattina.

Trixie era esasperata, certa ormai che sua madre Chloe, la tenente Chloe seppur lei fosse ormai una quasi ventenne, non la prendesse molto seriamente. Disse nuovamente, capendo che la madre era in qualche luogo affollato, trattenendosi dal gettare lontano il cellulare

"Mamma ti ripeto. Sono due anni che studio quel foglio pieno di codici trovato nell'armadietto del falso tenente Piers. Quella che dovrebbe portare al suo magazzino segreto"

La voce della madre gli ripetete, dopo aver chiesto del prosciutto affettato a qualcun altro, comprendendo Trixie che era al supermercato

"Trixie neanche gli esperti di tuo zio Di… Amenadiel ci sono riusciti. Ti prego non pensarci, può anche darsi che Piers avesse scritto il falso. Trixie non pensarci, pensa piuttosto allo studio"

Una piccola voce in sottofondo tolse la voglia a Trixie di ribattere. La voce chiedeva alla tenente Chloe

"Mamma voglio parlare con la sorellona. Mamma!"

Dovendo Chloe dirle

"Trixie ti passo Rory. Altrimenti nel supermercato dove siamo non mi fa finire di fare la spesa"

Riempiendo il cuore di Trixie di affetto sentendo la voce della sorella dirle

"Trixie ieri zia Maze mi ha fatto vedere come usare una spada. Era una spada di legno ma ha detto che sono brava…"

Trixie come avrebbe desiderato vedere di persona sua sorella Rory tutta orgogliosa per quel risultato

"...avevi ragione poi su papà. Le favole di Esopo le legge meglio lui che la mamma, perché fa tutte le voci così divertenti…"

Trixie per quella sorella felice aveva fatto l'impensabile, andando all'inferno da Lucifer per spiegargli che la Rory del futuro aveva modificato tutto comunque del futuro, non servendo il suo sacrificio di farsi odiare, facendo tornare assieme la sua famiglia speciale

"...il dentista ha detto che non devo portare l'apparecchio, così posso mangiare altra cioccolata. Tu quando torni?"

Trixie si svegliò dai suoi pensieri, rispondendogli

"Scimmietta, torno tra venti giorni. Mi manchi tantissimo ma sai perché sono qui"

Trixie capì che la sorella era commossa, rispondendogli con la voce rotta

"Lo so. Devi andare nello spazio. Così ci andiamo insieme quando mi crescono quelle cose…"

Il cuore di Trixie si strinse sentendo sua sorella riferirsi alle ali che l'anno prima erano spuntate al cugino Charlie

"...me l'ha spiegato anche zio Dan e zia Charlotte…"

Speso l'angelo Dan e l'angelo Charlotte facevano visita nell'attico, un qualcosa che permise a Trixie di superare quasi del tutto la sua morte

"...Ti voglio bene sorellona"

Trixie si asciugò una lacrima dall'occhio destro, sussurrando al cellulare

"Scimmietta non esiste parola per definire quanto ti voglio bene"

Sentire ridacchiare la sorella la rincuorò, sentendole dire

"Mamma non mi fare il solletico"

Riprendendo la comunicazione sua madre Chloe

"Ora andiamo, altrimenti qui nel supermercato si metteranno a piangere tutti"

Trixie sì ricordò il perché della telefonata

"Mamma dobbiamo parlare di quell'argomento"

Era certa sua madre avesse alzato gli occhi al cielo

"Va bene Trixie. Ne riparliamo"

Trixie odiava non essere creduta ma era felice di aver sentito sua sorella Rory.

Il giorno dopo. Pomeriggio, cucina dell'attico.

Lucifer era vicino al lavandino, intento nel tagliare delle carote a piccoli pezzi per inserirle nel brodo vegetale che bolliva sul fuoco. Sentì il ding dell'ascensore e una piccola voce femminile gridare

"Papà! Dove sei?"

Era Rory, sua figlia di sei anni di ritorno dalla scuola. Un anno prima sarebbe tornata insieme alla sorella Trixie che frequentava il liceo vicino la sua scuola. Lucifer ricordò con una punta di tristezza che Trixie era all'università di Harvard, per realizzare il sogno di diventare un giorno astronauta. Tornava all'attico ogni venti giorni ma ugualmente a Lucifer mancava quella figlia del cuore che gli aveva detto il giorno del matrimonio con Chloe, incinta di sei mesi di Rory

"Lucifer io ti considero non come un patrigno ma un secondo padre. Lo dissi anche a mio padre Dan che concordò. Lui sperava che un giorno trovasse una donna che io potessi voler bene considerando una seconda madre. Oggi voglio dimostrarti quanto ti voglio bene dandoti questo mio regalo. Da oggi se tu vuoi, vorrei chiamarti papà Lucifer"

Lucifer capì in quel momento, più di altri momenti quanto la sua eternità fosse diventata da solitaria e triste a familiare e felice. Il vigoroso abbraccio alla sua gamba destra di una piccoletta bruna lo tolse dai suoi ricordi. Con calma Lucifer inserì le carote tagliate nella pentola, abbassò il fuoco, coprì con il coperchio la pentola, finendo col pulire le mani con un tovagliolo di carta. Guardò in basso riconoscendo quanto sua figlia era uguale alla sorella Trixie con abbracci degni di una piovra. Riconosceva anche che la figlia era arrabbiata per qualcosa. Lucifer disse con calma

"Rory dimmi cosa ti succede"

La bambina disse con tono piagnucolare

"La mamma e cattiva"

Chloe entrò nella cucina con un mezzo sorriso sedendosi a uno sgabello dall'altra parte del bancone della cucina. La tenente disse mentre Lucifer si sedeva dall'altra parte, mettendo la figlia su uno sgabello alla sua destra

"Come sua sorella Trixie, anche la nostra Rory riesce nell'avvicinare qualunque animale che diventa docile…"

Rory sbuffò

"...nel giardino della scuola si era nascosto un cucciolo di scimmia. Ieri lo stavano trasportando con la madre in un aeroporto per liberarlo in natura. Dei delinquenti avevano tentato di sequestrare. Avevano fallito ma il piccolo era scappato. Rory l'ha trovato stamattina nel giardino della scuola. Voleva portarlo qui, nascondendolo nello zaino…"

Rory alzò il mento arrabbiata, incrociando le braccia

"...pensa la mia sorpresa vedendo il suo zaino muoversi. Per fortuna il piccolo aveva un chip di riconoscimento. L'hanno riportato alla madre che mi dicevano era triste per la sua mancanza"

Rory toccò la mano destra del padre, piagnucolando

"Lui mi voleva già tanto bene. Papà aveva una coda lunga. Un musetto così carino"

Lucifer tentò di nascondere alla figlia Rory che era sollevato che la scimmia non fosse giunto con loro due. Ugualmente però sapeva quel terapeuta delle anime infernali che doveva dire qualcosa alla figlia. Decise di essere più che poteva equilibrato, dicendo alla figlia

"Rory, certamente sono certo che la scimmietta sarebbe stato felice con te…"

Lucifer già percepiva lo sguardo di fuoco della moglie Chloe, quel fuoco che l'aveva fatto innamorare

"...Però devi pensare che sarebbe stato infelice lontano dalla sua mamma…"

Rory annuì rendendosi consapevole che il padre non aveva torto

"...soprattutto perché doveva essere libero nel suo ambiente naturale. Tu vorresti mai stare lontana dalla mamma o dall'attico?"

La figlia di Lucifer scese dallo sgabello, correndo dalla madre Chloe, gridando

"Mammina! Scusa! Ti voglio bene"

Venendo accolta dall'abbraccio della madre che guardò soddisfatta il suo terapeuta infernale, felice di aver riappacificato le sue donne.

Dopo pranzo, nella cucina dell'attico.

Lucifer entrò nella cucina, sorridendo alla vista della sua amata Chloe seduta all'Isola della cucina intenta nel leggere il fascicolo di un caso. Poco prima il terapeuta infernale aveva lasciato la figlia Rory nel soggiorno dell'attico; intenta nel fare i compiti della scuola. Perché Lucifer desiderava parlare con la sua amata Chloe dell'altra loro figlia Trixie, esordendo

"Chloe questa mattina Trixie mi ha detto che forse può aver scoperto dove si trova il magazzino di Cain. Mi vuoi spiegare come mai continui da giorni nel dirgli che si sbaglia?"

Attendendo la risposta della sua amata tenente, Lucifer si sedette accanto a lei. Piuttosto preoccupata Chloe gli confidò

"La capisco, deve proprio pensare che non credo in lei. Invece le cose sono molto diverse. Io sono certa che potrebbe farlo, la nostra Trixie può fare di tutto. Proprio questo mi preoccupa. Non sappiamo cosa possa esserci in quel magazzino, forse qualcosa di pericoloso per chiunque…"

Lucifer intrecciò le mani con quelle della sua Chloe, comprendendo la sua ansietà

"...forse dovrei confessare i miei timori a Trixie…"

Lucifer annuì positivamente con un sorriso sincero alla sua amata

"...sì devo farlo. Appena tornerà lo farò. In questi giorni non voglio disturbarla, partecipa a degli importanti progetti"

Più sollevata, la tenente Chloe baciò il suo infernale terapeuta cui non dispiacque quel momento.

Nel frattempo, università di Harvard. Dormitorio confraternita femminile Nasa Planet.

Trixie era intenta in una videochiamata con Maze attraverso un tablet. La demone le disse mentre era intenta nella manutenzione di un enorme coltello

"Trixie non devi prendertela. Da più anni cercano il magazzino di Cain. Lo scetticismo di tua madre può essere capito"

Trixie sbuffò, indicando le pareti intorno a lei. Pareti che mostravano quanto era nerd e fan della NASA, affermando a zia Maze

"Mi ritengono capace di andare nello spazio ma non di trovate il magazzino di quel delinquente"

Maze ridacchiò

"Trixie non darti questi pensieri. Invia tutto a tua madre. In tal caso lei troverà il magazzino di Cain"

Trixie scosse la testa

"Se posso trovare un tesoro lo farò da sola. Forse ti porterò con me quest'estate"

Chiudendo il tablet con però un altra idea. Si precipitò fuori dalla camera del dormitorio, bussando alla porta della camera di Moana, la direttrice.

Moana era all'ultimo anno di astrofisica, investita del ruolo di direttrice del dormitorio da tre anni consecutivi perché molto brava nel gestire la burocrazia. Però nessuno avrebbe mai pensato Moana nel ruolo di genia dell'astrofisica e nella burocrazia in generale. Perché altri due hobby di Moana erano il make-up e la palestra. Aperta la porta della sua camera, Moana si presentò a Trixie come una bionda con un trucco perfetto e in gran forma. Vedendola, Moana che era poco più alta di Trixie le disse con un enorme sorriso

"Ti avrei cercato io tra poco…"

Indicandole lo schermo di una tv dove si vedeva lo spazio

"...quelle due stelle si sono leggermente spostate. Il satellite a…"

Trixie la fermò, dicendole mentre entrava nella camera chiudendo la porta

"Moana devo mancare per almeno un weekend dall'università"

La bionda Moana la guardò sorpresa

"Trixie per il fatto delle lezioni puoi anche farlo. Se non ricordo male in questo weekend ci sono solo ripetizioni per i tuoi corsi. Però c'è la possibilità di assistere all'elaborazione di un programma per la NASA"

Trixie lo sapeva fin troppo bene ma era decisa nel dimostrare soprattutto a se stessa che aveva ragione, lei aveva trovato il famoso magazzino di Cain, ricercato da tutti, persino in paradiso e altre realtà. Disse a Moana

"Lo so, perderò qualcosa di importante ma lo devo fare. Dovresti anche dire ai miei se vogliono contattarmi che sono presa da assistere a quel progetto della NASA"

Trixie poteva capire la perplessità che leggeva nello sguardo di Moana, cercando di tranquillizzarla

"...Tu mi conosci. Non farei nulla di avventato"

La studentessa annuì positivamente, facendo felice Trixie che le credesse. Uscì poco dopo dalla camera, voleva riscattare un favore fatto tempo prima.

Il giorno dopo, venerdì mattina. Periferia di Los Angeles, strada costeggiante la cima di una montagna.

Una moto ultima versione più moderna si fermò su una strada che finiva proprio sulla cima della montagna. Era una montagna fatta solo di roccia in una zona semi desertica vicino Los Angeles. Alla guida della moto Trixie. La figlia del cuore di Lucifer si tolse il casco, scendendo dalla moto guardandosi intorno e in alto. Sorrise vedendo planare verso di lei un minuscolo drone bianco. Disse rivolta al drone che stava a qualche passo da lei levitando in aria

"Parte due del mio documentario dal titolo: la scoperta del magazzino di Cain. Ringrazio nuovamente mio padre Lucifer per avermi regalato due anni fa questo drone all'avanguardia. Ricordo a tutti che questa moto era un prestito di una compagna di corso, figlia di un magnate dell'acciaio. Sarebbe stata diseredata se non l'aiutava nel superare alcuni corsi. Mi ha detto che posso anche bruciarla, possiede altre cinque"

Trixie scese dalla moto, mostrando al drone un foglio pieno di codici. Rimesso il foglio nella tasca dei pantaloni si diresse a una parete del vertice della montagna, con nella mano destra un grosso martello. Spiegò al drone che continuava nel registrarla mentre tastava la roccia della parete

"Tra i vari possedimenti di Cain c'era questa montagna. Negli anni quaranta si voleva creare qui una specie di hotel futuristico. Finirono solo questa strada, credono tutti. Guardando bene chi progettò questo hotel futuristico, notai qualche stranezza. Era un unico progettista…"

Trixie indicò al drone un punto nella roccia, continuando mentre picchiava sopra con il martello

"...Era morto suicida subito dopo il fallimento del suo progetto. Però il caso aveva qualche lacuna, perché ufficialmente si era suicidato ingerendo delle pillole in una camera di hotel con l'aiuto di whisky…"

Trixie guardò verso il drone che volteggiava in aria accanto a lei

"...ma non c'era nessuna bottiglia vuota o semivuota di whisky nella camera…"

Tornò a picchiare sulla roccia

"...allora mi sono collegata on line con un appassionato di giochi di ruolo che lavora al catasto comunale di Los Angeles, dandogli delle dritte per vincere. In cambio cercò ogni ultimo progetto di quel progettista, tale Alex Meier…"

Trixie si dovette fermare perché stanca,

"...stava portando avanti due progetti prima di suicidarsi. Uno è questo dell'hotel futuristico nella montagna, l'altro era la progettazione di una serie di abitazioni. Il fondo di quelle abitazioni, roccia durissima, proveniva da qui. Guardando le bolle dei vari camion, partivano tutte da qui. Però secondo il progetto di questa montagna non avevano mai scavato. Soprattutto in una di quelle abitazioni viveva Cain. Ancora meglio, risulta nei rapporti della polizia, che il progettista riferiva a un amico che aveva fatto un vero capolavoro, volendo dirlo a tutti…"

Trixie ricominciò con colpire la roccia con il martello, continuando

"...Sono più che certa che Cain abbia ucciso il progettista per non farlo parlare…"

Trixie si fermò nuovamente, mostrando al drone un altro foglio

"...Il foglio mostrato prima era la cosiddetta mappa di Cain per arrivare al suo magazzino. Fu trovata in una cartellina nell'armadietto di Cain alla centrale di polizia di mia madre, con la scritta proprio: mappa del magazzino…"

Trixie scosse la testa

"...Io ricordo che Cain indicava come mappa un promemoria per lui stesso. Ammirava anche Leonardo per la scrittura a specchio. Quindi mettendo in un programma di grafica questi codici al rovescio, esce questo…"

Trixie indicò quel foglio al drone

"...si tratta di una guida sul magazzino di Cain, mancando solo il luogo dove si trova…"

Trixie diede altri colpi di martello alla parete di roccia. Il suono fu piuttosto metallico. C'era una parete di ferro sotto la roccia.

Trixie si rivolse al drone, indicando il metallo

"Ecco la prova. Ora potrei tentare di entrare da qui. Però ricordo un consiglio di zia Maze: non entrare mai dalla porta principale…"

Trixie indicò un disegno nel foglio rivelato il manuale del magazzino, spiegando

"...Esiste un apertura laterale. Usata, come scritto nel foglio per uscire senza problemi. Perché credete che Cain lo abbia scritto? Perché aveva posto delle trappole all'ingresso. Era così sicuro di sé, neanche nascondeva questo foglio. Cerchiamo questa apertura"

Si diresse alla parete laterale.

Qualche ora dopo.

La moto di Trixie era quasi nascosta da una sporgenza della parete laterale della montagna. L'aveva usata per staccare una grata di un condotto, nascosto sotto una falsa parete di roccia. Il condotto gli permise di camminare in piedi, solo leggermente piegata.

Nel condotto Trixie procedeva con il drone dietro di lei, una torcia nella mano sinistra e un coltello demoniaco nella destra. Giunse in meno di un minuto, senza problemi in quella che sembrava una vera stazione di comando. C'erano molte telecamere accese e strumentazioni. Dopo aver guardato dei sensori, Trixie disse al drone

"Quel Cain. Questo magazino usa da sempre l'energia solare per tenere in funzione ogni cosa. Un'energia infinita, essendo in una zona desertica"

Trixie notò una porta aprendola. Ciò che vide la lasciò incredula. Da una piattaforma di ferro subito dopo la porta vide infinita di scaffali e scaffali di ferro pieni di ogni tipo di oggetto. Cercando di non perdere nessun particolare, Trixie disse al drone

"Secondo quegli aggeggi, questo magazzino sarebbe grande come tre campi di football…"

Indicò qualcosa alla loro destra

"...ecco perché neanche quelli del paradiso trovavano questo posto. Artefatti appesi alle pareti"

Trixie decise di fare sapere a qualcuno in particolare la sua scoperta. Videochiamo il suo padre del cuore Lucifer.

Nello stesso momento, attico.

Lucifer seduto alla sua scrivania vicino al balcone era intenta in una videochiamata con Trixie. Le disse

"Trixie ragiona, non posso non dire agli altri la tua eccezionale scoperta"

Lucifer odiava dover contraddire la sua figlia del cuore, ascoltandola dirgli

"Papà Lucifer io voglio bene ai miei genitori ma li conosci. La mamma fin troppo, sempre verso la legalità. Poi papà ora è un angelo, ancora di più verso il paradiso. Invece tu…"

Lucifer conosceva quello sguardo da cucciola di Trixie, così simile alla sorella Rory quando speravano nel suo aiuto

"...sei sempre solo dalla mia parte. Papà…"

Ogni volta che Trixie lo chiamava papà il cuore di Lucifer si riempiva di affetto e orgoglio, soprattutto di orgoglio perché era riuscito nel farsi chiamare papà da qualcuno non sangue del suo sangue, solo per i meriti del suo comportamento con lei

"...tu invece sei sempre solo e completamente dalla mia parte. Per favore non abbandonarmi proprio ora"

Lucifer si trattenne dal volare da solo da Trixie, infatti era pronto a tutto per lei ma si ricordò che doveva portarla verso un risultato migliore

"Trixie sono felice della tua fiducia. Quindi ti chiedo di accordarmi nuovamente questa fiducia. Prima di tutto, devi renderti conto che tua madre crede in te. Infatti lei vuole parlare con te in modo sincero appena ti vedrà…"

Lucifer era felice che Trixie lo ascoltasse attentamente, annuendo positivamente

"...sulle cose nel magazzino, per quanto non creda che tutti gli oggetti possono portare un brutto karma, deve essere proprio magico e maledetto per questo, le cose nel magazzino sono frutto delle peggiori cose fatte da Cain. In ultimo, seppure per il libero arbitrio tuo zio Dio Amenadiel non può setacciare quello che si trova sulla Terra, lo saprebbe prima o poi. Capisco anche che tu vorresti un premio o qualcosa del genere. Se vuoi, potrei avere un idea su questo"

Trixie desiderava veramente fidarsi.

Qualche ora dopo, vicino al magazzino.

Trixie uscì dal cunicolo sentendo il rumore di un elicottero. Vide atterrare vicino la montagna l'enorme elicottero di suo padre Lucifer. Saltò sulla moto per raggiungerli.

La prima che scese dell'elicottero fu Maze che disse guardando attorno con un enorme sorriso

"Degno di Cain, una zona semi desertica. Mi piace questo clima"

La demone prese al volo Rory che urlava

"Voglio vedere anch'io la montagna paurosa…"

Fermandosi appena percepì il caldo fuori

"...zia Maze mettimi dell'elicottero. Che caldo"

La demone passò la bambina alla madre Chloe che la rimise sulla scaletta che dava nell'enorme elicottero. Sempre Maze si accorse del nervosismo dell'amica Chloe guardando la figlia Trixie avvicinarsi in sella alla moto. Le disse

"Basta sotterfugi e mezza verità. Vai da lei, ti ascolterà. Conosco la mia nipotina"

Scese dalla scaletta dell'elicottero anche Lucifer che annuì positivamente alla sua amata Chloe che si incamminò per parlare con la figlia Trixie. Nel frattempo dal cielo planavano vicino l'elicottero Dio Amenadiel, l'angelo Charlotte e l'angelo Dan. Tutti furono felici di vedere Chloe e la figlia Trixie abbracciarsi. Le due si diressero all'elicottero, dicendo una più serena Trixie

"Tutto chiarito con la mamma…"

Guardando il padre del cuore Lucifer

"...papà Lucifer dimmi tutto"

Dio Amenadiel le rispose

"Puoi essere fiera di tuo padre Lucifer e di tuo padre Dan. Hanno fatto per te un accordo perfetto. Ora ti spiego"

Qualche giorno dopo. Attico, mattina di domenica.

Dalla tv dall'ingresso dell'attico, Lucifer seduto nel divano con alla sua destra la figlia Rory guardavano la registrazione di un tg nazionale. Lucifer disse alla figlia

"Rory ma l'avrei visto miliardi di volte"

La bambina battè le mani felice, dicendo al padre

"Mi piace così tanto vedere la mia sorellona Trixie aprire insieme a me il forziere"

Lucifer dovette ammettere che non gli dispiaceva neanche a lui. La notizia fu la prima del tg, Un sorpreso giornalista informò che

"Incredibile scoperta di una studentessa di Harvard dal nome Beatrice Espinoza Decker Morningstar. A New York sembra abbia trovato nientemeno che il tesoro del gangster Dutch Schultz. Il gangster che operò a cavallo tra gli anni Venti e Trenta prima di essere arrestato nascose parte della sua fortuna in un posto segreto a New York. Poi venne ucciso improvvisamente. Ecco ci colleghiamo con la nostra inviata che si trova con la scopritrice del tesoro"

L'immagine passò alla bruna inviata che era in un parcheggio

"Proprio vero. La giovane Beatrice si accinge ad aprire qui con noi una delle varie casse di ferro trovate sotto la pavimentazione di questo parcheggio. Ricordo che qui si trovava un locale del gangster Dutch Schultz"

Rory rise felice vedendosi accanto a sua sorella Trixie vicino a una delle casse di ferro. Con il colpo di un grosso martello, Trixie tolse l'enorme lucchetto. Aperta la cassa trovarono dei lingotti d'oro e monete. Quelle immagini rendevano felice Lucifer. L'idea di far trovare il tesoro del gangster a Trixie fu di Dan. Lui, Lucifer, tempo prima aveva chiesto a Dan il favore di parlare con alcune anime in paradiso che avevano conosciuto il gangster in terapia proprio con lui. Una terapia che stava funzionando così bene che quando Lucifer gli chiese dove era il suo tesoro, il gangster non più attaccato alle cose terrene, glielo rivelò.

Un accordo che aveva soddisfatto tutti ma soprattutto Lucifer. Perché il terapeuta delle anime dell'inferno era più tranquillo sapendo il magazzino di Cain in paradiso, fuori dal pericolo per chiunque.

Lo sguardo di Lucifer si posò su un'enorme cornice color oro appesa alla parete. In quella cornice c'era tutta la famiglia speciale come definiva Trixie la sua famiglia. Non mancavano Dan e Charlotte che a tutti veniva detto erano inseriti con il fotomontaggio. Quella era una cornice fotografica voluta da Trixie fondendo dei lingotti d'oro del gangster, dicendo una frase che emozionava Lucifer quando la ricordava

"Una cornice di poco valore comparata alla foto con la mia famiglia speciale, più preziosa dell'oro"

La voce della figlia Rory risvegliò Lucifer dai suoi ricordi, sorprendendolo non poco

"Papà! Guarda, sono uscite le mie ali"

Con piccole ali rosse dietro la schiena di Rory.

Poco dopo. Università di Harvard, aula di nanotecnologie.

Un professore disse alla classe

"...per questo i microrobot potranno aiutare nel creare un habitat sulla luna"

Una voce gridò

"Sì! Meraviglioso!"

Dicendo il professore a Trixie che era saltata in piedi

"Felice che la entusiasmi così tanto la notizia"

Trixie sorrise imbarazzata, tornando seduta. Però non diminuì la sua gioia per aver visto in un video che erano uscite le ali di sua sorella.

FINE