4– Sul cornicione

–Sei certo di volerlo fare?
E tu sei certo di volermi fermare?
–In realtà prima di decidere vorrei sentire cos'hai da dire.
Andiamo. È la solita storia. Proprio come nei film. Tu che mi fai parlare, io che intuisco e cerco di scattare, tu che mi blocchi… può finire in due modi. O scoppio a piangere, scendo di qui e ci abbracciamo, oppure premo il pulsante ed è finita. Cosa credi che succederà? Non sei un po' stanco del solito copione?
–Credo che questo non sia un film. Anche quella gente di sotto è vera. Tu comunque… come credi che andrà a finire?
In realtà non lo so. Può essere che sia salito quassù… proprio per scoprirlo. So solo che sono stanco. Tanto stanco…
–Stanco di cosa, amico? Non trovi che anche questa sia un po' una frase da film? Stanco del mondo che non cambia mai, stanco del mondo che cambia troppo in fretta…
Stanco che tutto sia sempre così prevedibile… o così imprevedibile…
–Già. E questa situazione, quale delle due cose è?
Immagino che lo scoprirò soltanto quando sarà finita…
–Quando sarà finita non potrai scoprire più niente. Non potrai sapere più niente. Kaputt, amico. Non ci sarai più.
Non credi nell'aldilà, dunque?
–Tu ci credi?
Non lo so più. Forse voglio controllare di persona. Anche l'inferno… penso sarebbe comunque un miglioramento rispetto ad ora…
–Pensi, non sai, vuoi scoprire… mi sembra che non sappia neanche tu bene perché sei qui.
Forse no.
–E ciononostante vuoi farlo lo stesso.
Sì.
–O forse vuoi che qualcuno ti spieghi perché non dovresti farlo?
Sì…
–Certe volte è proprio strano il nostro modo di chiedere aiuto, vero? Invece di salutare qualcuno per strada e invitarlo a bere qualcosa, dobbiamo salire quassù e fare paura agli altri… perché solo così pensiamo che si accorgeranno della nostra esistenza.
Noi, dici. Anche tu hai fatto qualcosa del genere?
–No. Ma a volte anch'io sono stato tentato di fare follie per riuscire a entrare in contatto con qualcuno. So come ci si sente quando ci si crede così disperatamente soli. E ci sono state anche volte in cui ho pensato di farla finita. Sparire nel nulla e non soffrire più... oppure scoprire che tutto quanto aveva un senso comunque, anche se dovrai scoprirlo dall'inferno…
Per questo sei quassù con me? Anche questa è una frase da copione. Io non sono te…
–No. Io infatti non ho mai pensato di farla finita in questo modo.
E ora mi dirai che vuoi essere mio amico… che andremo insieme a mangiarci una bistecca, e altre bugie del genere… mi racconterai qualche evento strappalacrime della tua vita e io mi commuoverò… mi tirerai giù, mi consegnerai alla polizia o agli strizzacervelli e sparirai… magari verrai qualche volta a trovarmi e dirai che è stato per il mio bene… e ti sentirai tutto orgoglioso di aver salvato qualcuno, mentre per me ricomincerà tutto come prima. Anzi, peggio di prima.
–Se ti assicurassi che non andrà così non mi crederesti. Dunque?
Tu non vuoi veramente salvare ME… vuoi solo che non muoia nessuno…
–Non mi sembra poco. D'altra parte… tu ora mi dirai che non ti capisco e non so niente di te, e anche se provassi a capirti non ci riuscirei e comunque sarebbe una menzogna… però intanto continuerai a parlare con me e non premerai quel pulsante, non è vero?
È probabile… già.
–Allora io potrei dirti che tutta quella gente là sotto può non essere d'accordo con la tua idea. Che non si merita che tu decida al suo posto. Però non ti interesserebbe, giusto? In questo momento t'importa solo di te.
Per tutta la vita mi sono preoccupato solo degli altri. E non ho mai ricevuto niente in cambio. È così sbagliato aver bisogno che qualcuno ti presti attenzione?
–Non so che dirti. Forse no. Forse sì… se non puoi vivere senza.
Qualcuno può?
–Anche questa è una domanda difficile. Non credo che ci sia una sola risposta giusta.
Sei strano, come soccorritore.
–Non ho voglia di soccorrere un caso disperato. Devo solo capire se tu lo sei. Certo… adesso l'attenzione ce l'hai. Però è solo perché fai paura.
Meglio di niente.
–Ma non è questo che vorresti, vero? Vorresti qualcuno che ti stesse vicino anche senza che tu debba costringerlo.
Te l'ho già detto. Se mi dici che quello sei tu… non ci credo.
–Hai così poca fiducia in te stesso?
Non è questo. È che ci ho provato in tutti i modi… ed è sempre stato inutile.
–Ma non potrai star qui per sempre. E non vuoi davvero farla finita… o l'avresti già fatto. Io non posso convincerti che non ne vale la pena, se tu non te ne convinci da solo. Non posso metterti in testa che la vita è degna di essere vissuta. Devi crederci tu. E non saprai mai se mi interesso davvero a te… finché avrai quella minaccia tra le mani.
Anche questo è vero. Ma non ho già…
–Rischiato abbastanza? Amato abbastanza? Fatto abbastanza? Senti. Non mi hai raccontato niente della tua vita. Non so cosa ti abbia fatto tanto male da portarti qui. E non m'interessa neanche saperlo. Però… credo che in certe cose non sia mai abbastanza. Non puoi aspettarti di dare tanto, ricevere tanto in cambio e poi smettere quando ti fa comodo. E neanche puoi dire che non è giusto. La vita non è un libro contabile.
Cos'è allora?
–Ci credi se ti dico che bisogna semplicemente viverla per scoprirlo?
Io… non me ne sento più la forza.
–Ascolta… togliti quella roba di dosso. Scendi di sotto. La forza può passare ma può anche tornare.
Non trovi… che anche questo sia un finale un po' da film?
–Nessuno ha detto che i finali da film siano necessariamente i peggiori.

«Stanno scendendo! Stanno uscendo! L'uomo che ha fermato il misterioso suicida rifiuta ancora di essere inquadrato, mentre la popolazione tira un sospiro di sollievo…»
–Indietro. Lasciatelo stare.
Ora cosa pensi che succederà?
–Chissà, amico. È la vita.
Con quella bomba avrei potuto radere al suolo l'intera città. Almeno dopo si sarebbero ricordati il mio nome. Ma tu non lo racconterai a nessuno, vero? Ho perso la mia occasione di diventare famoso. E anche tu… non sapranno mai che li hai salvati tutti.
–Capita. È la vita.
Sei davvero un tipo strano per essere un soccorritore.
–Mai detto il contrario. Allora… con tutto 'sto parlare mi è venuta fame... vogliamo andare a prenderci sul serio una bistecca o qualcosa del genere al bar?