2– All'ospedale
–Ci vieni spesso qui?
–Ah? Sì… tre o quattro volte l'anno… a volte anche di più. E tu… sei qui per lo stesso motivo?
–No, in realtà no. Mi siedo solo a leggere un po' il giornale. E a vedere la gente che passa.
–Ma hai qualcuno ricoverato… che vieni a trovare?
–No.
–Ah…
–Mi credi matto, vero? In realtà… mi piace questo posto. Ci tira una bella aria. Vorrei anche partecipare più attivamente… purtroppo sono impossibilitato.
–Hai paura degli aghi?
–No. Si tratta di un'impossibilità fisica.
–Non hai passato la visita medica? Eppure mi sembri in forma…
–Grazie. Però l'apparenza a volte inganna. Effettivamente ti invidio. Molte volte cerco di rendermi utile al mio prossimo… modestamente forse in un paio di casi ci sono anche riuscito… ma credo che quelli come te siano veri eroi.
–Eh eh… mi lusinghi. In effetti non è una cosa che avevo premeditato. Mi ci sono ritrovato dentro del tutto per caso. Quando mio padre ha avuto bisogno di un intervento piuttosto serio. Ero l'unico che poteva aiutarlo. È stato così che ho scoperto di avere un gruppo sanguigno raro. Una persona su diecimila, mi hanno detto… e c'erano pazienti che non trovavano facilmente un donatore e dovevano soffrirne… così ho pensato che se potevo fare qualcosa per aiutare altri che stavano male come papà… be', non mi ritengo un tipo molto coraggioso, ma eccomi qui. E vengo ogni volta che mi chiamano.
–E oggi è una di quelle volte?
–Sì. Per una bambina leucemica. Ha bisogno di trasfusioni regolari. A seconda dei casi, forse potrei essere chiamato anche come donatore per il trapianto. Ho paura, ma… come potrei tirarmi indietro?
–Sei un bravo ragazzo. Come pensavo.
–Sono uno come tanti.
–Vuol dire che ci sono tanti bravi ragazzi. La cosa mi consola. Sai, tempo fa… anch'io sono stato salvato da qualcuno generoso come te. Avrei voluto restituire il favore, quando ne ho avuto l'occasione. Non potere… mi ha fatto star male.
–Non puoi proprio…
–No. Purtroppo è fuori questione.
–Ma ci saranno altri modi in cui puoi ricambiare.
–Sì, forse. Però… poter concedere una parte della propria vita… una parte del proprio corpo… è qualcosa che invidierò sempre a chi ha la possibilità di farlo. Ho fatto una promessa e non ho potuto mantenerla… anche se non per colpa mia. Ma soprattutto…
–…Soprattutto?…
–Tu sei fortunato… perché puoi concedere una parte della tua fragilità umana. Tutti gli esseri umani devono fare i conti col fatto che la loro vita è limitata… che un giorno, forse anche prima di quanto se l'aspettano, dovranno morire. E quelli che nonostante ciò riescono a sacrificarsi per gli altri, a regalare parte del poco che hanno… sono veramente grandi. Se esistono degli esseri superiori… ho sempre pensato che avrebbero molto più da dare, ma un loro dono non avrebbe lo stesso valore. Perché non costerebbe nulla. Non sarebbe un sacrificio.
–…Tu dici?… Ehm… non so se ti seguo bene… è un ragionamento troppo profondo per me. Comunque… a parer mio… ecco…
–Spara pure.
–Non so… se io ricevessi aiuto da qualcuno, certo lo apprezzerei se quella persona avesse dovuto fare un sacrificio per me… ma ne sarei grato comunque. In realtà, non mi piacerebbe molto pensare che tutti devono scomodarsi e soffrire per aiutarmi. Dopo un po' mi verrebbe fatto di non chiedere più nulla a nessuno. E anche a me non costa poi tanto venire qui per un prelievo ogni pochi mesi. Non credo che il valore di un'azione si misuri dalla rinuncia… ma soltanto da quanto effettivamente è utile agli altri.
–…Non l'avevo mai vista in questo modo.
–E poi… cosa ne so io di cosa costa a qualcuno fare qualcosa per me? Come posso giudicare? Magari anche chi sembra tanto superiore soffre dentro di sé e si finge allegro, oppure ha faticato per diventare bravo o ricco e adesso dà quello che ha guadagnato… oppure ha rinunciato a qualcos'altro per quello che mi sta dando, in passato. Sai, io non sono particolarmente religioso… ma ci sono molte fedi dove gli esseri superiori, dei, angeli o come li chiami… non sono grandi tanto perché possono tutto, ma perché sono disposti a dare tutto, a condividere tutto con gli umani… anche sacrificando se stessi, a volte.
–Già. In effetti, i miei vecchi erano cattolici.
–Quindi alla fine… be'… credo che siamo tutti nella stessa barca… chiunque siamo, fragili o no. Anche chi sembra forte… un superuomo… avrà le sue debolezze… e avrà bisogno dell'aiuto degli altri, anche se magari in altri modi… quello che conta è essere tutti disposti a darci una mano.
–L'avevo detto. Sei davvero un gran bravo ragazzo.
–Ma no… è solo…
DING DING
–Ah… questo è il segnale di entrare per me. Scusa, mi stanno chiamando.
–Non ti preoccupare. Vai, vai pure a fare la tua buona azione.
–Magari finiamo il discorso quando esco.
–Mi piacerebbe. Ma, sai, è possibile che chiamino anche me prima che tu abbia finito. Vedi, il padre di quella bambina che sei venuto ad aiutare… è una persona importante. Uno scienziato che sta per scoprire un carburante ecologico rivoluzionario. E io sono la sua guardia del corpo. Nel caso ci sia un attentato proprio quando viene a trovare la piccola in ospedale… da parte di gente non ancora pronta a rinunciare al potere petrolifero.
–Io… non lo sapevo.
–Sai com'è. Anche i superuomini devono fare la loro parte e trovare qualcosa da dare.
–Come?
–Niente. Vai. Devo dire che oggi è stata una giornata migliore di quanto mi aspettassi. Ho conosciuto una brava persona. E ho imparato qualcosa. Mi hai fatto riflettere. Chissà, forse ci rivedremo ancora da queste parti.
–In realtà mi hai fatto riflettere anche tu. Ci vediamo, amico.
