Hoshi e Uhura attraversarono le porte scorrevoli che si erano appena aperte di fronte a loro, restando entrambe stupite da quanto vasto - e vuoto - fosse l'ambiente nel quale erano entrate. Da quello che avevano appreso dal computer della nave - oltre a come arrivare alla porta giusta - quel locale, la Sala Ologrammi, era usato principalmente a scopo ricreativo, e per questo era ad accesso libero; esso poteva far comparire a comando ogni ambiente, reale o immaginario che fosse, presente nella memoria del computer della nave, persone comprese, e quindi le possibilità di utilizzo erano quasi illimitate. Dopo pochi passi delle due giovani all'interno dell'ambiente, la porta della sala si richiuse dietro di loro.

"Bene, ehm…" cominciò a dire la ragazza di colore, nuovamente vestita con l'uniforme della flotta stellare, guardandosi intorno. "…adesso cosa si fa? Non vedo pannelli qui intorno…"

"Uhm… forse erano all'esterno…" rispose la giovane asiatica, anch'essa di nuovo coperta dalla sua divisa, osservando le spoglie pareti della stanza. "…oppure… Computer, ricrea la plancia dell'astronave NX-01 Enterprise." disse Hoshi subito dopo, a voce un po' più alta.

Immediatamente il locale intorno alle due terrestri scomparve, venendo sostituito un secondo più tardi da un ambiente più ristretto, comprensivo di diverse console e schermi. Entrambe le ragazze rimasero stupite dalla subitanea trasformazione che aveva subito la Sala Ologrammi, ma la vista della stanza appena comparsa provocò in loro reazioni diverse: Nyota non aveva mai visto quell'ambiente, e la sua improvvisa apparizione l'aveva fatta sentire insicura e leggermente spaventata, mentre Hoshi non poteva che sentirsi tranquillizzata dalla vista del luogo dove aveva passato così tanto tempo, dopo il suo imbarco sull'Enterprise… anche se vedere la plancia così vuota le trasmetteva un leggero senso di solitudine.

"Computer, aggiungi i membri dell'equipaggio." disse ancora la giovane asiatica, osservando subito dopo le figure dei suoi amici materializzarsi, ciascuna seduta al proprio solito posto, compresa la replica olografica di sé stessa, tutte immobili come statue. Una tale scena era forse anche più inquietante del locale vuoto.

"S-sono loro i tuoi compagni?" chiese Nyota, ancora evidentemente turbata dal livello raggiunto nel futuro dalla tecnologia olografica.

"Si." rispose Hoshi, felice di poter finalmente presentare i suoi amici all'africana. "Il Capitano Jonathan Archer," iniziò ad elencare l'asiatica, indicando brevemente le varie figure presenti nel locale, spostandosi al contempo lentamente verso la sua postazione. "il timoniere, guardiamarina Travis Mayweather, l'addetto alle armi, Tenente Malcolm Reed e il consigliere scientifico, sub-comandante T'pol. Ah, e me stessa, ovviamente." disse infine, fermandosi di fronte alla sua copia olografica, la quale era voltata verso lo schermo principale della plancia. "Non credi mi abbiano fatta un po' troppo grassa?" chiese la giovane orientale ad Uhura, che scoppiò in una risatina.

"Beh, si in effetti l'originale è molto meglio." rispose la giovane di colore, ampliando il suo sorriso.

Hoshi si voltò verso la ragazza con la quale aveva appena condiviso momenti molto intimi e piacevoli, sorridendole di rimando, per poi allontanarsi dalla sua versione olografica, tornando a fianco della sua amante e prendendole le mani, guardandola dritto nei suoi grandi occhi neri.

"Beh…" disse Hoshi, quasi sussurrando. "…neanche tu sei niente male."

Un secondo più tardi le due giovani iniziarono a baciarsi, ormai indifferenti all'ambiente in cui erano entrate o agli individui (seppur olografici) presenti in esso. Dopo alcuni secondi le due naufraghe dello spazio-tempo si separarono, continuando comunque a sorridersi a vicenda.

"Senti…" disse Uhura, spostando brevemente lo sguardo sulla copia virtuale di T'pol, per poi tornare a guardare Hoshi. "…non ti è mai capitato di… insomma… fare qualcosa con lei?"

La ragazza asiatica si voltò ad osservare la figura della donna dietro di lei, per poi girarsi nuovamente verso la giovane di colore. Il suo sorriso imbarazzato e la difficoltà nel mantenere il contatto visivo fecero capire a Nyota che aveva visto giusto.

"No!" esalò la ragazza di colore, esterrefatta. "Cioè… io scherzavo, ma… con una vulcaniana?" disse ancora, ponendo una maggiore enfasi sull'ultima parola.

"Si, in effetti…" rispose Hoshi, alzando gli occhi al cielo in modo gongolante. "E' successo due o tre volte, credo… ah, senza contare quella volta in cui siamo rimaste entrambe incinte..."

Uhura sembrava diventata a sua volta una statua olografica: la sua bocca era aperta e i suoi occhi erano fissi sul volto dell'amante. Sembrava non respirasse neanche.

"Ah..." disse infine la giovane, ricominciando a muoversi. "…penso che mi dovrai raccontare un po' di cose, Hoshi… ma adesso… che mi dici di lui?" continuò Nyota, indicando il giovane di colore alla postazione di timoniere. "Con lui è mai successo niente?" concluse la ragazza, evidentemente intenzionata a riportare il discorso ad un livello per lei gestibile.

"Uhm… si, è successo." disse Hoshi, ancora sorridente, dopo aver osservato brevemente la figura di Travis. "L'abbiamo fatto nella stanza antigravità della nave… ricordo che è stato molto rilassante… e molto romantico… ah, c'era anche T'pol." concluse la giovane asiatica, tornando ad osservare il volto di Nyota, ora nuovamente pervaso dall'incredulità.

Uhura era stupita da quello che stava scoprendo sulla sua compagna di stanza e amante: non avrebbe mai creduto che una giovane così delicata e insicura avesse alle spalle un tale numero di esperienze imbarazzanti, e meno che mai una cosa a tre. Inoltre, nonostante ciò che Hoshi aveva detto in precedenza, sembrava che le donne fossero effettivamente le sue preferite, visto che quella T'pol continuava a saltare fuori… probabilmente doveva avere qualcosa di speciale…

"Senti…" disse la ragazza di colore, ritrovando il controllo. "ma quella vulcaniana li… che tipo è? Insomma, è una vulcaniana standard o è in qualche modo… non so…?"

Uhura lasciò la domanda a metà, ma fu sufficiente per far capire ad Hoshi dove la sua amante voleva andare a parare. Un secondo più tardi il sorriso dell'asiatica si ampliò ulteriormente.

"Computer," cominciò a dire la giovane orientale. "è possibile interagire con i personaggi del ponte ologrammi, come se fossimo effettivamente nell'ambiente ricreato?"

*Il programma può adattare gli schemi comportamentali dei personaggi olografici affinché rispondano ad azioni e parole dei presenti, con un margine di errore del 2,75%.* rispose la voce femminile del computer della Voyager.

"Bene!" esclamò Hoshi, soddisfatta. "E… è possibile prendere il posto dei personaggi presenti?"

*Questo è possibile.* disse ancora la voce metallica.

"Fantastico… allora… Computer, rimuovi i personaggi del Tenente Reed e del Guardiamarina Sato, e fai assumere ad Uhura e me le loro identità." disse la ragazza del ventiduesimo secolo, ancora più eccitata.

Un istante più tardi le figure indicate dalla giovane asiatica svanirono nel nulla, e Hoshi si andò velocemente a posizionare alla sua solita postazione.

"Su, Nyota, che aspetti?" chiese la ragazza orientale all'amica e amante. "Mettiti al suo posto, forza."

Uhura, seppur confusa, si andò lentamente a posizionare nel punto in cui fino a poco prima si trovava la figura dell'uomo sconosciuto. "Che intendi fare?" chiese poi all'asiatica.

"Tu sta a guardare." rispose Hoshi. "Computer, attiva la modalità interazione con i personaggi."

*Data stellare della simulazione?* chiese il Computer.

"Ehm… vediamo… il ventitré novembre 2154. Mi pare fosse un giorno tranquillo…" disse la ragazza orientale, leggermente insicura.

*Eseguo.* disse la voce femminile, e poi tacque.

Improvvisamente le figure olografiche cominciarono a muoversi: T'pol iniziò a premere alcuni bottoni sulla sua console, così come Travis, e il capitano Archer si chinò a leggere un D-Pad che gli era comparso in mano. Hoshi sembrava essere al settimo cielo, mentre Uhura era ancora evidentemente dubbiosa su cosa fare.

"Capitano Archer." disse la ragazza asiatica, che subito dopo dovette sforzarsi per non emettere un gridolino eccitato, tanta era la verosimiglianza della reazione della copia olografica dell'uomo rispetto a quella che avrebbe avuto l'originale nel sentirsi chiamare.

"Si, Hoshi?" disse la copia di Archer, con la sua stessa identica voce, cosa che causò alla giovane un risolino soffocato.

"Mpfff…ecco… io… mi chiedevo che cosa stava leggendo." disse Hoshi, nel tono più calmo che poté.

"Oh, questo? E' solo un promemoria della flotta, non ho avuto il tempo di leggerlo stamattina… nulla di importante, comunque." rispose il capitano Archer, tornando poi ad osservare lo schermo dell'oggetto rettangolare.

Per la giovane orientale, trovarsi in quella situazione era più di quanto avesse mai osato sperare: era in una stanza che poteva concretizzare le sue fantasie, con un realismo incredibile, permettendole di sperimentare situazioni che nella realtà non si sarebbe neanche mai sognata di mettere in pratica. Comprese quelle di natura piccante.

"Capitano." disse ancora Hoshi, facendo nuovamente interrompere all'ologramma la lettura del comunicato. "Mi dica, ha mai desiderato vedere T'pol nuda?"

A quella domanda tutti gli individui nella stanza, olografici o no, si voltarono verso di lei con un'espressione stupita sul volto - compresa T'pol. Nel sentirsi osservata in quel modo dai suoi amici e compagni di equipaggio, la ragazza asiatica dovette sforzarsi di reprimere l'imbarazzo per ciò che aveva appena detto, ricordando a sé stessa che l'ambiente in cui si trovava era fittizio. L'eccessivo realismo aveva i suoi svantaggi, dopotutto.

"Ehm… non credo sia un argomento appropriato, Guardiamarina." rispose Archer, evidentemente imbarazzato, tornando poi a concentrarsi sul suo D-pad.

"Certo, ma…" insistette Hoshi. "…se volesse potrebbe ordinarle di spogliarsi, no? Qui e ora."

Questa volta l'espressione che comparve sui volti dei personaggi olografici - almeno quelli umani - era di completo stupore, misto a preoccupazione. L'unico dei presenti a non essere sbalordito dalle parole dall'ufficiale addetto alle comunicazioni era il responsabile dell'armeria - o presunto tale - che invece sfoggiava un sorrisetto divertito ed eccitato.

"Hoshi… che cosa ti prende?" chiese con sincera preoccupazione il guardiamarina Mayweather, girandosi quasi completamente verso la compagna di equipaggio.

La giovane orientale rimase in silenzio per alcuni secondi, pensierosa, finché non esclamò "Computer, abbassa il livello di inibizione dei personaggi dell'80%."

*Eseguo.* rispose la fredda voce del computer, e un secondo più tardi i contorni degli individui presenti si annebbiarono per un istante, ritornando subito dopo alla piena definizione. Le espressioni degli ufficiali di plancia erano ora più tranquille, quasi rilassate.

"Allora, Capitano?" disse nuovamente la ragazza asiatica alla replica del suo comandante e amico. "Che cosa ne pensa?"

"Uhm…" disse Jonathan Archer, mettendosi in una posizione più scomposta e portandosi una mano al mento. "…sai, non è una cattiva idea, Hoshi. T'pol," continuò l'ologramma, rivolto alla replica della donna vulcaniana. "che ne dice di togliersi l'uniforme?"

"Non vedo la logica di un simile comportamento, Capitano…" rispose l'ufficiale scientifico della nave, impassibile come sempre.

"T'pol…" la interruppe l'uomo, sorridendo sardonicamente. "E' un ordine."

L'ologramma dell'aliena emise un leggero sbuffo di disapprovazione, per poi alzarsi in piedi. "Se la mette in questi termini…" disse poi, iniziando subito dopo a sbottonarsi l'uniforme.

Gli sguardi di Hoshi e Uhura, così come quelli degli altri due membri olografici dell'equipaggio, rimasero fissi sul corpo della donna vulcaniana per tutta la durata della sua svestizione: T'pol si levò uno dopo l'altro tutti gli strati della sua uniforme scientifica, scoprendo sempre più centimetri di pelle ambrata, fino a che non rimase completamente nuda. Nyota restò stupita dalla mancanza, sul corpo dell'aliena, di capi di biancheria intima, e si voltò verso la sua compagna di naufragio temporale, osservando così il suo sguardo felice ed eccitato, ma per nulla sorpreso. Evidentemente - pensò la ragazza di colore - Hoshi era già al corrente di quella particolarità dell'abbigliamento vulcaniano e, da quanto aveva detto poco prima, non era difficile intuire come ne fosse venuta a conoscenza. Una volta terminato di spogliarsi, l'ologramma di T'pol ritornò a sedersi alla sua postazione, riprendendo a lavorare come se nulla fosse.

"Uhm… già che ci sono, penso che mi spoglierò anch'io." disse la ragazza orientale, alzandosi in piedi a sua volta. "Nulla in contrario, spero." aggiunse poi, con una punta di malizia, rivolta al suo capitano.

"Certo che no, procedi pure." rispose quest'ultimo, sorridendo e mettendosi più comodo, evidentemente intenzionato a godersi lo spettacolo.

Hoshi provò una fortissima eccitazione mista ad imbarazzo mentre iniziava a slacciare la parte superiore della sua divisa, facendo scorrere la lampo lentamente e sensualmente lungo il petto e il ventre: si stava spogliando sul ponte di comando, davanti a tutti, dopo aver appena visto fare la stessa cosa all'altro membro femminile dell'equipaggio addetto alla plancia. Una simile situazione era stata, per lungo tempo, una delle fantasie segrete della giovane asiatica, sulla quale aveva fantasticato più e più volte, specialmente in occasione delle sue docce mattutine; la giovane era attratta e al contempo spaventata da ciò che avrebbe potuto provare se si fosse posta per davvero in una simile situazione, e il pensiero di stare finalmente per assaporare quelle sensazioni, seppur in un ambiente fittizio, era abbastanza per mandarla in brodo di giuggiole. Hoshi continuò a togliersi i vestiti, sfilandosi del tutto la tuta della Flotta Astrale per poi passare ai capi azzurri sottostanti, togliendo per prima la parte superiore, mostrando così a tutti il suo seno (e qui la ragazza sentì un brivido di puro piacere attraversarle il corpo), per poi passare all'indumento intimo inferiore. Una volta sfilato anch'esso, la ragazza rimase completamente nuda.

Quella che Hoshi stava provando ora era una sensazione strana quanto meravigliosa: essere completamente esposta alla vista dei suoi amici più cari, per di più in un ambiente dove solitamente erano il rigore e la disciplina a farla da padroni, era semplicemente inebriante. La giovane orientale, in quel momento, si sentiva come una ragazzina, eccitata di infrangere le regole per il puro gusto di farlo. Ma sapeva bene che la cosa non sarebbe finita li. Voleva fare di più. Molto di più.

"Mi dica, sub-comandante…" disse Hoshi girandosi verso T'pol, con un sorriso eccitato sul volto. "…ha mai avuto rapporti sessuali di natura saffica?"

"Intende oltre a quello intercorso tra noi due, al quale ha partecipato anche il Guardiamarina Mayweather?" chiese la donna aliena, nel suo solito tono inespressivo.

*Lo sa!* pensò la giovane asiatica, mentre sul suo volto compariva un'espressione di puro stupore. *Il Computer è a conoscenza di ciò che ho fatto con T'pol!*

"S-si." rispose Hoshi, dopo alcuni secondi di silenzio stupefatto. "Si. Ha mai… ecco… fatto altro?" concluse la giovane, eccitata all'idea di poter scoprire possibili 'segretucci' della sua superiore in grado.

"No, in effetti quella è stata l'unica volta in cui mi sono cimentata in simili… pratiche." disse T'pol in tono pragmatico.

"Oh." disse Hoshi, leggermente delusa. "E… le è piaciuto?"

L'ologramma della donna vulcaniana rimase pensieroso per un istante, per poi dire "E' stata un'esperienza interessante." e poi tacque.

Hoshi stava ora provando emozioni contrastanti: la vergogna di sapere che le sue scappatelle amorose sarebbero state registrate e tramandate ai posteri, la sorpresa nell'apprendere che era stata la prima donna con cui la sua superiore aveva fatto sesso, e l'orgoglio per aver scoperto che quell'esperienza non era stata del tutto priva di significato per T'pol. Nonché l'eccitazione per ciò che intendeva ancora fare.

"E… le andrebbe di rifarlo?" chiese ancora la ragazza, facendo voltare la testa dell'ologramma di T'pol verso di lei. "Qui e ora?"

Ora il cuore della giovane orientale stava correndo all'impazzata, il suo respiro si era fatto più pesante, e stava iniziando anche a sudare leggermente. Hoshi si voltò brevemente verso Uhura, come a cercare conforto nel suo sguardo, solo per scoprire, dall'espressione comparsale sul volto, che la ragazza di colore sembrava essere eccitata almeno quanto lei.

"Sarebbe illogico rifiutare l'opportunità di poter studiare ulteriormente la sessualità umana." disse T'pol, distogliendo lo sguardo dal volto della compagna di equipaggio. "Ma per quanto riguarda l'eseguire un rapporto sessuale in plancia, per di più durante il turno di servizio…"

A quelle parole la giovane terrestre si sentì leggermente delusa: era ovvio che T'pol, anche se disinibita artificialmente, non avrebbe mai accettato di prestarsi a qualcosa di tanto trasgressivo senza una motivazione logica. In fondo era pur sempre una vulcaniana…

"…credo ci sia bisogno dell'autorizzazione del capitano." concluse il consigliere scientifico dell'Enterprise.

Ad Hoshi ci vollero alcuni istanti per elaborare il significato delle parole della sua superiore, provando subito dopo un'istintiva gioia, come una bambina a cui è stato dato il permesso di marinare la scuola. Un secondo più tardi la ragazza si voltò verso l'ologramma del suo capitano, giusto in tempo per vederlo annuire sorridendo. "Permesso accordato." aggiunse subito dopo il capitano Archer, evidentemente eccitato dalla prospettiva che gli si offriva.

La giovane orientale era al settimo cielo.

"Allora," disse Hoshi, avvicinandosi a T'pol e prendendola per mano. "andiamo?"

"Se lo ritiene opportuno…" rispose la donna aliena, alzandosi nuovamente in piedi e uscendo da dietro la sua postazione, camminando mano nella mano con la sua sottoposto.

"Computer," disse Hoshi, rivolta al soffitto. "aggiungi un materasso al centro della plancia."

Un istante dopo, con un leggero fruscio, un oggetto rettangolare di colore grigio scuro comparve ai piedi della sedia del capitano Archer, anche se nessuno dei personaggi olografici parve accorgersi di quell'improvvisa apparizione.

Hoshi guidò T'pol sopra al giaciglio improvvisato, voltandosi subito dopo verso di lei ed iniziando a baciarla. La giovane orientale sentì la donna vulcaniana rispondere quasi subito al bacio, cosa che la eccitò ancora di più, iniziando così ad accarezzare le spalle, la schiena e i glutei della sua superiore, percependo le mani di questa fare lo stesso con lei. In poco tempo le due donne si ritrovarono in ginocchio, continuando a baciarsi con passione, le loro mani intente a vagare lungo i rispettivi corpi, dalle gambe ai capelli, scambiandosi l'un l'altra delicate carezze.

Dopo quello che parve un tempo interminabile, Hoshi e la replica olografica di T'pol - *fatta estremamente bene* pensò l'asiatica - si separarono, rimanendo poi per alcuni secondi a guardarsi negli occhi a vicenda, respirando pesantemente. Subito dopo Hoshi si sdraiò di schiena sul materasso, mentre la donna vulcaniana si portava tra le gambe aperte della terrestre, avvicinando poi senza esitazione il suo volto al fiore della giovane ed iniziando a leccarlo.

La ragazza umana non poté evitare di emettere una leggera esclamazione di sorpresa e di piacere nel sentire le labbra dell'ufficiale scientifico della nave venire a contatto con la sua parte più intima, cominciando poi a mugolare senza ritegno, iniziando al contempo ad accarezzarsi i seni. Ad un tratto Hoshi si rese conto che le repliche olografiche del capitano Archer e di Travis erano entrambe voltate verso di lei, e i loro sguardi vagavano sui corpi nudi di lei e T'pol. Entrambi gli uomini - od ologrammi che fossero - erano evidentemente deliziati da quella vista.

La consapevolezza di essere nuda, sulla plancia della sua nave, nel bel mezzo di un rapporto lesbico e di stare venendo osservata dai suoi compagni di equipaggio, quasi portò la giovane asiatica all'orgasmo, tanta era l'eccitazione che l'aveva pervasa. Inoltre, sotto lo strato di esaltazione e imbarazzo che stava provando, Hoshi era felice di aver potuto realizzare una delle sue fantasie erotiche e, non appena si fu voltata in direzione della postazione tattica della plancia, la sua gioia non poté che crescere ancora di più.

"Capitano… ah…" cominciò a dire l'ufficiale addetto alle comunicazioni della nave, rivolta alla figura olografica dell'uomo alla sua sinistra. "…crede che il tenente Uhur… Reed," si corresse la giovane. "potrebbe assisterci nella nostra…. ah… sperimentazione?" concluse la ragazza, continuando a gemere per via della stimolazione del suo sesso da parte di T'pol.

"Io non ho nulla in contrario." rispose Archer, sorridendo e alzando le spalle in un gesto affermativo, per poi voltarsi verso la donna di colore. "Lei cosa ne pensa, Tenente?" chiese poi il capitano dell'Enterprise.

Nyota non rispose, ma si limitò a sorridere e, una volta uscita da dietro al pannello, iniziò a sfilarsi la sua uniforme da sopra la testa, rivelando a tutti le sue mutandine bianche, visione a cui poco dopo si aggiunse la pelle del suo ventre e del suo seno, fino a che la ragazza del ventitreesimo secolo si ritrovò nuda dalla vita in su.

Hoshi incrociò lo sguardo dell'amica e amante, sorridendo divertita ed eccitata dalla reazione della giovane al suo invito ad unirsi a lei e alla donna olografica, quest'ultima ancora impegnata a procurarle piacere con la lingua. La ragazza asiatica chiuse gli occhi, affondando le dita nei corti capelli di T'pol, concentrandosi unicamente sulle sensazioni piacevoli che la sua amante virtuale le stava trasmettendo.

Pochi secondi più tardi Hoshi percepì un nuovo tocco femminile all'altezza del seno, cosa che la fece sorridere istintivamente: anche senza guardare, sapeva bene a chi appartenevano quelle mani, e quindi non si sorprese più di tanto quando sentì le labbra di Nyota entrare a contatto con le sue, iniziando a baciarla. La giovane orientale spostò una mano dalla testa di T'pol al corpo della terrestre di colore, andando ad accarezzarle il seno, i fianchi, il ventre, fino a raggiungere il fiore dell'africana, cominciando poi a stimolarlo.

Ora, sul ponte di comando della prima Enterprise, tre donne - di cui una olografica - si stavano dando reciprocamente piacere, sotto lo sguardo di due individui di sesso maschile che, nonostante fossero anch'essi olografici, sembravano essere particolarmente interessati a ciò che stava accadendo di fronte a loro: sia il Guardiamarina Mayweather sia il Capitano Archer, infatti, avevano aperto spontaneamente le cerniere poste nella zona inguinale delle loro uniformi, estraendo poi dalle stesse i loro membri quasi completamente eretti ed iniziando a stimolarli, senza smettere di osservare le figure femminili nude stese sul pavimento della plancia.

Hoshi si accorse delle azioni dei suoi compagni di equipaggio solo dopo alcuni secondi, tanto era pervasa dal piacere che le sue amanti - reali o virtuali che fossero - le stavano trasmettendo. Non appena il suo sguardo cadde sul membro eretto del Capitano, comunque, nella mente della giovane asiatica comparve il ricordo di un'altra delle sue fantasie erotiche, un'idea che aveva trovato da sempre attraente ed eccitante, anche più di quello che stava facendo ora. E ora che aveva l'opportunità di realizzarla, non aveva intenzione di lasciarsela scappare.

"Uhm… T'pol… Nyot…cioè, Malcolm." disse Hoshi, correggendosi nuovamente. "Perché non continuate la… 'sperimentazione' tra di voi? Io… credo che anche al Capitano spetti un po' di attenzione… non trovate?"

A quelle parole, la donna vulcaniana interruppe le sue attività sul sesso della ragazza asiatica, alzando poi leggermente la testa e voltandosi in direzione dell'uomo seduto sulla poltrona al centro del locale, girandosi poco dopo in direzione della giovane sdraiata sotto di lei.

"Come desidera, Guardiamarina." rispose la T'pol olografica, arretrando leggermente per permettere ad Hoshi di alzarsi in piedi. Non appena la ragazza si fu spostata dal materasso, comunque, la donna dalle orecchie a punta si avvicinò carponi alla giovane di colore e, senza dire una parola, posò una mano su uno dei suoi seni, iniziando subito dopo a baciarla. Nyota rimase stupefatta per una frazione di secondo, per poi iniziare a ricambiare il bacio della vulcaniana, andando al contempo ad accarezzare i fianchi e il fondoschiena di quest'ultima.

"Capitano." disse Hoshi rivolta all'uomo seduto di fronte a lei, sorridendo eccitata. "Chiedo il permesso di avere un rapporto sessuale con lei."

Nel pronunciare quelle parole la giovane orientale sentì un brivido di pura eccitazione scorrerle lungo la spina dorsale. Nella sua mente si era immaginata quella scena chissà quante volte, ma ora che aveva avuto modo di farlo per davvero rimase stupita di quanto intense fossero le sensazioni che stava provando: il suo cuore batteva fortissimo, il suo respiro era irregolare e si sentiva bagnata tra le gambe come non mai - questo probabilmente anche a causa del lavoro eseguito poco prima sul suo fiore da T'pol.

L'ologramma del capitano Archer allargò ulteriormente il suo sorriso, dicendo poi "Permesso accordato.", come se la richiesta appena rivoltagli non fosse diversa dal permesso di poter parlare liberamente.

Hoshi sorrise a sua volta - un sorriso pieno di felicità - per poi avvicinarsi all'ologramma di Jonathan Archer, girandogli subito dopo le spalle. La giovane orientale portò una mano tra le sue gambe, andando ad afferrare la virilità dell'uomo al comando della nave astrale e, dopo alcuni movimenti volti a sistemarsi più comodamente, portò la punta del sesso del Capitano a contatto delle proprie grandi labbra. L'emozione per quello che stava per accadere stava facendo battere il cuore della ragazza all'impazzata e, quando le mani di Archer si andarono a posare suoi suoi fianchi, Hoshi si abbassò lentamente sull'asta di carne dell'uomo, accogliendola tutta dentro di lei.

La giovane orientale non riuscì a trattenere un gemito di piacere e soddisfazione nel sentirsi riempita dal membro del Capitano dell'astronave Enterprise: l'idea di stare venendo posseduta dall'uomo più alto in grado sulla nave, per di più in plancia e in presenza dei suoi colleghi di equipaggio, la eccitava enormemente. A quel pensiero lo sguardo di Hoshi si spostò sulle figure nude davanti a lei, constatando con gioia che Uhura e l'ologramma di T'pol si erano stese sul materasso, appoggiate su un fianco in direzioni opposte, e che erano passate dal baciarsi allo stimolarsi vicendevolmente i seni con la bocca, cosa che evidentemente entrambe gradivano. Poco più tardi la ragazza asiatica andò ad appoggiarsi con i piedi sulle ginocchia del Capitano, sorreggendosi al contempo ai braccioli della poltrona con le mani, e un secondo dopo iniziò a sollevarsi e abbassarsi sul membro di Archer, facendolo penetrare più e più volte dentro di lei.

Ora Hoshi si sentiva veramente in paradiso: era nuda, seduta sopra la sedia del Capitano, intenta ad accoppiarsi con quest'ultimo, con una cascata di stelle che le scorrevano davanti agli occhi sullo schermo principale. Era come se in quel momento l'intero universo esistesse solo per il suo piacere, come se lei fosse la regina della nave e il resto dei membri dell'equipaggio - capitano compreso - fossero ai suoi comandi, pronti a soddisfare qualsiasi sua richiesta.

Ciò che accadde poco più tardi sembrò quasi confermare le fantasie di Hoshi: Uhura infatti, dopo aver guardato brevemente verso di lei, avvicinò la bocca all'orecchio di T'pol, sussurrandole evidentemente qualcosa, poiché l'ologramma della donna vulcaniana si allontanò quasi all'istante dal corpo della giovane di colore e, gattonando, si portò esattamente di fronte al fiore della ragazza asiatica; l'istante successivo, prima che questa potesse dire alcunché, la donna aliena ricominciò a stimolare il sesso della terrestre con la lingua.

Quel gesto ebbe l'effetto di portare la giovane orientale all'apice del piacere: l'idea di stare venendo posseduta dal Capitano Archer mentre T'pol contribuiva attivamente al suo piacere, il tutto sulla plancia della nave, era troppo eccitante per Hoshi, che sentì il suo orgasmo esplodere in profondità dentro di lei, facendola gridare senza ritegno, la sua testa inarcata all'indietro come per uno spasmo.

Nonostante l'estasi che l'aveva avvolta, la ragazza continuò a percepire il tocco delle mani del Capitano sui suoi fianchi, così come i colpi di lingua che T'pol stava continuando a dare alla sua intimità: tali sensazioni, provenienti da persone così vicine a lei - rappresentazioni olografiche o no - la fecero sentire appagata, protetta , felice come non mai.

Pochi secondi più tardi la felicità di Hoshi crebbe ancora di una tacca, ovvero quando i movimenti e i gemiti dell'ologramma del Capitano Archer le fecero comprendere che quest'ultimo aveva appena depositato il suo seme dentro di lei. Per quanto la ragazza sapesse perfettamente che quel liquido, essendo olografico, non avrebbe mai potuto metterla incinta, l'idea che il capo della nave astrale avesse appena eiaculato dentro di lei contribuiva a dare corpo alla sua fantasia di essere al comando dell'intero vascello; era un ragionamento illogico e basato sull'istinto, ma comunque piacevole.

Un'altra conseguenza di tale ragionamento, inoltre, era la posizione della donna vulcaniana nella scala gerarchica di quel mondo generato dalla mente della ragazza asiatica: nella realtà T'pol - la vera T'pol - era il sub-comandante della nave, mentre Hoshi era un semplice guardiamarina; li invece, in quel mondo fittizio, la donna dalle orecchie a punta era inferiore a lei, la compagna del capitano, e il fatto che in quel momento fosse inginocchiata di fronte alla giovane e si stesse impegnando per trasmetterle piacere rendeva solo più realistico tale pensiero. Di fatto, in quel mondo Hoshi poteva comandare su di lei, così come su tutti i membri dell'equipaggio; e l'idea di poter dire a T'pol quello che doveva fare - compreso come e dove darle piacere - era un pensiero assai eccitante.

Nel pensare al resto delle persone della nave, la giovane asiatica si ricordò della presenza, a poca distanza da lei, della copia olografica del Guardiamarina Mayweather e del tenente Malcolm Reed… o meglio, della sua amica e amante Uhura, sotto le mentite spoglie dell'addetto alle armi della nave. Una volta spostata la sua attenzione di fronte a lei, il sorriso di Hoshi si allargò nuovamente: la ragazza di colore del ventitreesimo secolo era appoggiata alla console del timone, piegata in avanti, e l'addetto alla console in questione si trovava in piedi dietro di lei, intento a muovere il bacino avanti e indietro, all'altezza dei glutei della giovane. Era chiaro che la stesse penetrando.

La ragazza asiatica provò un nuovo moto di felicità nel vedere la sua amica che traeva piacere da quella che era, in fondo, una sua fantasia personale, e pensò che non le sarebbe dispiaciuto fare provare alla giovane di colore sensazioni ancora più forti.

Così si ripromise di farlo. Ma prima c'era una cosa che voleva fare.

Un secondo più tardi Hoshi si alzò dalla poltrona del Capitano, facendo fuoriuscire il sesso di quest'ultimo da dentro di lei e, al contempo, interrompendo il lavoro di T'pol sulle sue parti intime. Non appena si fu rimessa in piedi, la giovane orientale si voltò ad osservare il volto della copia olografica della sua superiore in grado, nonché occasionale amante, trovandolo privo di emozioni come al solito. Il volto della ragazza, invece, esprimeva eccitazione e aspettativa.

"Beh, arrivati a questo punto…" cominciò a dire Hoshi, rivolta alla vulcaniana nuda di fronte a lei. "… penso che il Capitano gradirebbe eseguire un amplesso anche con lei. Non trova, sub-comandante?"

T'pol non disse nulla, ne cambiò espressione. Semplicemente, si voltò ad osservare il viso dell'uomo al comando della nave stellare, trovandolo intento a fissarla a sua volta. L'espressione dell'ologramma era più che sufficiente a capire cosa quest'ultimo - o meglio, il programma che lo controllava - si aspettava che succedesse ora.

"Non credo di doverglielo ordinare, giusto T'pol?" chiese Jonathan Archer, alzando al contempo le mani in un lieve gesto ironico, sorridendo tra sé.

"Non credo sia necessario, Capitano." rispose la vulcaniana, alzandosi in piedi e avvicinandosi ancora di più alla poltrona, piegandosi poi in avanti e appoggiandosi alla stessa con una mano, mentre con l'altra iniziò a stimolare lentamente il sesso dell'uomo.

Hoshi rimase ad osservare mentre l'ologramma di T'pol, a poco a poco, riportava al massimo splendore il sesso del Capitano, e al contempo quest'ultimo spostava lo sguardo dal volto della vulcaniana al suo seno prosperoso, portando poi entrambe le mani ad accarezzarlo. In plancia ora si udivano solo i gemiti di Uhura e il fruscio dovuto ai movimenti di Mayweather dentro di lei, e una tale combinazione di stimoli visivi e uditivi riportò l'eccitazione della giovane asiatica ai massimi livelli. Poco più tardi T'pol interruppe il suo lavoro sull'organo genitale dell'umano, andandosi poi ad inginocchiare sulla sedia del Capitano, con le sue mani appoggiate sulle spalle dell'uomo e, lentamente, si abbassò sull'organo genitale di quest'ultimo, accogliendolo dentro di sé con un lieve sospiro.

Hoshi, nel vedere i suoi due superiori in grado cominciare un rapporto sessuale di fronte a lei, provò un misto di eccitazione e di felicità: la ragazza si era resa conto già da tempo dell'attrazione che il Capitano provava nei confronti di T'pol, e l'idea che fosse stata lei a permettergli di concretizzare i suoi desideri - anche se solo come fantasia - la faceva sentire orgogliosa di sé stessa. Comunque, tra le sensazioni che la ragazza stava provando in quel momento, mentre osservava ciò che somigliava sempre di più ad un'orgia, la più intensa era senza dubbio l'eccitazione.

E aveva anche un'idea su come sfogarla.

"Computer, aggiungi il personaggio del Comandante Charles Tucker." disse Hoshi a voce alta, rivolta al soffitto. Un secondo più tardi la porta del turbo-ascensore si aprì, facendo entrare in plancia la copia olografica dell'ingegnere capo della nave, perfetta in ogni dettaglio. Compresa la sua espressione di stupore quando vide ciò che stava accadendo.

"Capitano!?" disse Trepe in un tono assolutamente genuino, mentre il suo sguardo correva dal corpo nudo di T'pol a quello di Hoshi - trovandola intenta a fissarlo, sorridente -, spostandosi poi sulla schiena di Travis e sul corpo della ragazza che stava penetrando per ritornare infine su T'pol, ripetendo poi il cerchio varie volte.

"John, ma che cosa diavolo…" cominciò a dire il Comandante Tucker, in tono ora quasi arrabbiato, mentre si portava con pochi passi accanto alla poltrona del capitano.

"Computer, abbassare le inibizioni del Comandante Tucker dell'80%." disse ancora la giovane asiatica. Un istante più tardi la figura del ragazzo biondo tremolò per un istante, per poi risolidificarsi: Charles Tucker Terzo ora sfoggiava un'espressione sorpresa, ma per nulla scandalizzata.

"Buongiorno, Comandante." disse Hoshi in tono gioviale, avvicinandosi al nuovo arrivato. "Speravo si potesse unire a noi in questa… sperimentazione." La giovane sorrise ancora di più. "Che ne pensa?"

Non appena Trepe si voltò a guardarla, la ragazza orientale portò le mani all'altezza della zona inguinale della sua tuta, iniziando a massaggiarla sensualmente e, al contempo, cominciando ad abbassare la zip li situata. Hoshi sentì la virilità del Comandante Tucker crescere a poco a poco, prova dell'eccitazione che quest'ultimo stava iniziando a provare, e pochi secondi più tardi si inginocchiò a terra, davanti all'uomo, estraendo infine il suo sesso quasi del tutto eretto.

Charles Tucker sembrava essersi ammutolito, anche se i suoi occhi si spostavano ancora da una all'altra delle donne nude presenti nel locale. Hoshi trovò divertente tale reazione.

"Unisciti anche tu, Trepe." disse all'improvviso il capitano Archer, intento a tenere i fianchi di T'pol mentre quest'ultima si alzava e abbassava sul suo sesso con gli occhi chiusi. "Non c'è niente di male a svagarsi un po', ogni tanto."

Un secondo più tardi l'espressione sorpresa sul volto del ragazzo biondo sparì, venendo sostituita da un sorrisetto divertito. "In effetti non mi dispiacerebbe partecipare, capitano." disse l'ingegnere capo dell'astronave Enterprise, abbassando poi lo sguardo sul volto di Hoshi e, al contempo, iniziando a spingere con una mano la nuca della ragazza, come per avvicinare il volto di quest'ultima al proprio inguine. La giovane asiatica non si oppose a tale movimento, anzi, si affrettò ad aprire la bocca e, un secondo dopo, accolse tra le labbra l'asta dell'ologramma, iniziando poi a stimolarla.

Nella riproduzione olografica della plancia della nave Enterprise, ora, tre coppie di umanoidi erano impegnate in attività sessuali - nello specifico due amplessi ed una fellatio - in un silenzio quasi assoluto, interrotto unicamente dai sospiri e dai gemiti di piacere dei presenti. Tale situazione andò avanti finché i gemiti di T'pol, finora appena udibili, non iniziarono ad aumentare di volume, e contemporaneamente i suoi movimenti si fecero più veloci e decisi. Pochi secondi più tardi il corpo della donna vulcaniana si irrigidì, con la testa piegata all'indietro e la bocca semiaperta.

Hoshi si voltò a guardare la sua superiore in grado, e si stupì di quanto, pur con le inibizioni abbassate, T'pol riuscisse a mantenere una tale compostezza anche durante il proprio orgasmo: il volto della donna, difatti, non mostrava alcun segno del piacere che indubbiamente l'aveva appena attraversata - se non leggeri indizi che sarebbero sfuggiti praticamente a chiunque.

Ma non a lei.

Non era la prima volta, infatti, che la giovane asiatica aveva modo di assistere al momento in cui la donna vulcaniana raggiungeva il picco del piacere, e Hoshi aveva ormai imparato a interpretare i messaggi inviati dal linguaggio del corpo della sua compagna di equipaggio. In fondo - pensò la ragazza - anche quella era una forma di comunicazione, seppur involontaria.

La visione dell'orgasmo di T'pol, inoltre, ebbe l'effetto di riportare l'eccitazione di Hoshi ad un livello elevato, facendole desiderare di sperimentare nuovamente lo stesso piacere appena provato dalla vulcaniana.

Un secondo più tardi, la giovane asiatica interruppe il suo lavoro di stimolazione sulle parti intime del comandante Tucker, voltandogli poi le spalle e andandosi ad appoggiare alla console della postazione scientifica della nave, girando subito dopo la testa per osservare il volto segnato dal piacere dell'ingegnere capo dell'Enterprise.

"Vieni…" disse Hoshi con un sorriso, accantonando al contempo l'ormai inutile tono formale e, un secondo dopo tornò a guardare nuovamente di fronte a lei.

La ragazza asiatica percepì le mani del Comandante Tucker posarsi sui suoi fianchi, accarezzandole poi dolcemente la pelle dei glutei e delle gambe, per spostarsi poi verso il suo seno. Hoshi sentì la sua eccitazione crescere ulteriormente a causa di quel tocco gentile e sensuale e, quando avvertì la comparsa di una nuova sensazione all'altezza del suo fiore, il desiderio la indusse ad inarcare ancora di più la schiena e ad allargare le gambe, come ad invitare l'uomo olografico dietro di lei a possederla.

La risposta di quest'ultimo non si fece attendere: Hoshi percepì il membro del Comandante Tucker penetrare dentro di lei, strappandole un gemito di piacere, per poi cominciare a muoversi ritmicamente avanti ed indietro. Le mani dell'ologramma erano ora appoggiate saldamente ai fianchi della giovane, come a voler intensificare i movimenti dell'organo genitale dell'uomo dentro di lei, e Hoshi non poteva che essere felice di una tale sensazione.

La ragazza asiatica, al pensiero di aver appena incominciato il secondo amplesso della sua vita con un'entità olografica - il terzo, contando anche la riproduzione di T'pol - si ritrovò a chiedersi come se la stesse cavando Nyota nella sua personale sperimentazione della sessualità olografica. Un secondo più tardi Hoshi si voltò verso la postazione del timoniere, dove fino a poco prima Travis e Uhura erano impegnati in attività molto simili a quella che stava sperimentando lei ora, solo per trovare la console deserta. Voltandosi ancora un poco, la giovane asiatica si poté rendere conto che la sua amica e la copia del suo compagno di equipaggio avevano cambiato posizione, andando a sdraiarsi sul materasso fatto comparire da lei stessa poco prima: Nyota era sdraiata di schiena, e Travis la stava possedendo alla missionaria; i due, inoltre, sembravano molto impegnati anche a baciarsi e accarezzarsi con passione, quasi come se si fossero estraniati dall'ambiente circostante.

Nell'osservare i due corpi dalla pelle scura uniti in un amplesso, però, Hoshi notò anche un'altra cosa: sulla sedia del capitano, dove fino a poco prima quest'ultimo e T'pol erano impegnati ad accoppiarsi, si trovava ora soltanto il suo legittimo occupante, mentre la donna vulcaniana era scomparsa.

Un istante dopo aver constatato ciò, Hoshi percepì un nuovo tocco all'altezza del suo seno, cosa che le fece voltare la testa di scatto nella direzione opposta, trovandosi così di fronte all'aliena in questione: evidentemente T'pol si era alzata dalla poltrona del Capitano e si era portata al suo fianco passando alle spalle di Trepe. La leggera sorpresa di Hoshi per quell'improvvisa apparizione aumentò ancora di una tacca quando l'ologramma di T'pol cominciò a baciarla, cosa che, pochi secondi più tardi, fece rilassare nuovamente la giovane asiatica, che ritornò a concentrarsi sulle sensazioni che le labbra della vulcaniana ed il sesso del comandante Tucker le stavano trasmettendo.

Tale situazione si protrasse per alcuni minuti, cioè fino a quando i movimenti pelvici dell'ologramma di Charles Tucker terzo non si intensificarono ulteriormente, per poi interrompersi di colpo; tale evento fu accompagnato da alcuni forti gemiti dell'uomo biondo, nonché dalla comparsa, all'altezza del fiore di Hoshi, di alcune gocce di liquido biancastro. La ragazza orientale, percependo la sensazione di calore comparsale nel basso ventre, comprese di aver appena accolto dentro di lei il seme olografico del secondo in comando dell'astronave Enterprise, cosa che la rese nuovamente felice.

Una volta fatto fuoriuscire il membro di Trepe da dentro di lei ed interrotto il suo bacio con T'pol, Hoshi si voltò ad osservare la coppia di individui dalla pelle scura ancora stesa sul materasso al centro della stanza, trovando i loro corpi ora immobili. Evidentemente anche il loro amplesso era giunto al culmine e, in quel momento, la giovane asiatica si ritrovò a pensare due cose: la prima era la speranza che Nyota fosse riuscita a raggiungere l'orgasmo, e la seconda fu che non le sarebbe dispiaciuto affatto approfittare della situazione per concedersi nuovamente al giovane di colore. In fondo si era già accoppiata con due dei tre uomini presenti nel locale… non aveva senso saltare il terzo.

Hoshi si avvicinò al materasso - rendendosi al contempo conto, seppur solo istintivamente, del fatto che il comandante Tucker si era avvicinato a T'pol e aveva cominciato a baciarla - per poi inginocchiarsi accanto all'amica e a Travis, proprio nel momento in cui quest'ultimo faceva fuoriuscire il suo membro dal corpo dell'africana, insieme ad alcune gocce di liquido bianco.

"Com'è stato?" chiese la giovane asiatica a Uhura, la quale le sorrise dolcemente, evidentemente spossata dall'amplesso, per poi risponderle "Vorrei avere una stanza così anche a casa… e con il file di questo stallone nel database."

Hoshi scoppiò in una risatina, poi si avvicinò al volto dell'amica e, sussurrandole, le chiese "Non ti dispiace se lo provo anch'io per un po'?"

Uhura ampliò il suo sorriso, e le rispose, sempre sussurrando: "Certo che no. In fondo è un tuo amico, no?"

"Guardate che vi sento." disse l'ologramma di Travis Mayweather, facendo voltare entrambe le ragazze verso di lui, trovandolo in piedi, sorridente ed intento a stimolarsi il membro, il quale aveva già recuperato buon parte della sua baldanza. Un'istante dopo sia Hoshi che Nyota scoppiarono a ridere e, al contempo, la ragazza asiatica poté notare che Trepe aveva fatto appoggiare T'pol alla console scientifica, e che in quel momento le stava sorreggendo una gamba mentre avvicinava il suo sesso al fiore della vulcaniana. Un secondo più tardi il membro del comandate Tucker scomparve nel corpo dell'ufficiale scientifico della nave, strappando a quest'ultima un leggero gemito.

Quella vista fece rafforzare i propositi di Hoshi, spingendola quindi ad afferrare la mano di Travis per tirarlo nuovamente in ginocchio, mentre Nyota si alzava dal materasso guardando divertita la scena. Un secondo dopo la giovane asiatica spinse il ragazzo di colore a sdraiarsi di schiena nel posto lasciato libero da Uhura, mettendosi poi immediatamente a cavalcioni del corpo del giovane. Gli occhi della ragazza orientale erano fissi in quelli del timoniere della nave, e la sua espressione era evidentemente divertita ed eccitata.

"Ti ricordi quando l'abbiamo fatto nella stanza priva di gravità?" chiese la giovane all'ologramma, desiderosa di verificare fino a che punto il programma che lo animava fosse stato impostato correttamente.

"Certo che mi ricordo." rispose Travis dopo un istante di sorpresa. "Devo ammettere che non credevo che saresti stata d'accordo, all'inizio… eri così spaventata… ma per qualche ragione ho pensato che proprio la tua paura ed imbarazzo ti rendevano incredibilmente carina… e fare l'amore con te è stato davvero stupendo, quasi magico."

Tutto si sarebbe aspettata Hoshi, tranne quelle parole. Non credeva che un ologramma potesse risultare così realistico, così poetico, così… umano. Poi la ragazza comprese una cosa: probabilmente quelle frasi erano state inserite nel programma di Travis a partire dai diari personali del vero Guardiamarina Mayweather, e che quindi quelle espressioni erano qualcosa che Travis - il vero Travis - aveva davvero scritto, e pensato.

Voleva dire che lei era davvero importante per il giovane nero.

Quel pensiero indusse Hoshi ad andare a baciare l'ologramma di Travis con passione, facendole al contempo desiderare che ci fosse il vero Travis al suo posto, che lei potesse davvero nuovamente abbracciarlo, baciarlo, fare l'amore con lui.

Ma per il momento poteva anche accontentarsi di una copia.

Senza smettere di baciarlo, Hoshi andò ad afferrare il sesso dell'ologramma e lo avvicinò alla propria femminilità, inserendovelo con pochi movimenti ed infine abbassandosi su di esso, facendosi così penetrare profondamente. La giovane asiatica emise solo un mugolio soffocato in risposta a quell'intrusione desiderata, e subito dopo iniziò a muovere il bacino in su e in giù, cercando di ottenere con quei gesti il maggior piacere possibile.

Pochi secondi più tardi Hoshi si alzò in ginocchio, senza ormai più guardare il volto del suo amante, concentrata unicamente sulle sensazioni che stava provando. I movimenti della ragazza orientale si fecero a poco a poco sempre più selvaggi: i suoi capelli raccolti in una coda ondeggiavano in ogni direzione, la sua testa si muoveva in modo inconsulto, i suoi occhi erano semichiusi ed il suo volto era evidentemente pervaso dal piacere.

In quell'oblio dei sensi, Hoshi si poté rendere conto solo di alcune cose: la figura di Uhura inginocchiata accanto alla poltrona del capitano e intenta a fissarla sorridente, i movimenti e i gemiti soffocati prodotti dall'amplesso tra Trepe e T'pol dietro di lei, nonché le carezze che le mani dell'ologramma di Travis le stavano regalando all'altezza dei fianchi e del seno.

L'orgasmo travolse Hoshi cogliendola di sorpresa, facendole aprire la bocca e sollevare di scatto la testa, i suoi occhi ora spalancati e fissi nel vuoto. La ragazza percepì la scarica di piacere attraversarle ogni fibra del corpo, facendola sentire come se si trovasse di nuovo in quella stanza, priva di peso e libera da ogni costrizione, e tale sensazione la rese felice come non mai.

Un secondo più tardi si accasciò sul petto di Travis - 'il mio Travis', pensò -, svenendo l'istante successivo.