Quando Hoshi si svegliò si ritrovò sdraiata sul materasso al centro del ponte di comando dell'astronave Enterprise, completamente nuda.

Alla ragazza occorsero alcuni istanti per ricordare che il luogo in cui si trovava era un ambiente fittizio e non la vera plancia della sua nave, e tale processo cognitivo fu velocizzato dalla vista di una ragazza dai lunghi capelli neri e dalla pelle scura, che di certo non aveva mai visto a bordo. Un ulteriore aiuto nel comprendere la natura fittizia del locale fu il fatto che la ragazza in questione era anch'essa nuda, inginocchiata sulla poltrona del Capitano ed evidentemente impegnata ad accoppiarsi con quest'ultimo. Per non parlare della vista di T'pol, nuda anche lei, piegata a novanta gradi e intenta ad accogliere contemporaneamente dentro di lei i membri del Comandante Tucker e del Guardiamarina Mayweather, rispettivamente nel suo fiore e nella sua bocca.

Hoshi rimase immobile ad osservare i suoi amici - vecchi e nuovi, reali od olografici che fossero - mentre si accoppiavano tra loro, restando in silenzio, intenzionata a non disturbare le loro 'attività'. La giovane orientale, in quel momento, non provava ne eccitazione ne imbarazzo, ma solo una profonda felicità e pace, dovuta sia alle sensazioni che gli amplessi appena conclusisi le avevano lasciato, sia alla consapevolezza di trovarsi al sicuro, tra amici - per quanto la maggior parte di essi non fossero che copie degli originali.

A quell'ultimo pensiero, Hoshi si ritrovò a domandarsi se sarebbe mai riuscita a rivedere i volti dei suoi veri compagni di equipaggio, la plancia della vera Enterprise, la Terra, i suoi studenti, la sua famiglia…

L'idea di dover passare il resto della sua vita separata dalle persone che amava, persa in un futuro remoto, provocarono un moto di paura e tristezza nella giovane orientale, che si raggomitolò in posizione fetale sul materasso, mentre i suoi occhi si inumidivano di lacrime.

Pochi secondi più tardi, comunque, Hoshi notò che i movimenti e i gemiti di Uhura si erano intensificati e, una volta che si fu voltata a guardarla, poté osservare i lunghi capelli neri di Nyota ondeggiare e sparpagliarsi, mentre la sua amica e amante raggiungeva l'orgasmo ad opera dell'ologramma del Capitano Archer - e allo stesso tempo, come intuì la ragazza osservando le mani e il volto dell'uomo, anche quest'ultimo raggiungeva il picco del piacere dentro di lei.

La visione della sua compagna di naufragio spazio-temporale intenta a sperimentare lo stesso piacere che anche lei aveva provato pochi minuti prima, fecero comprendere ad Hoshi di non essere sola in quella situazione, che anche Nyota doveva sentirsi triste e spaventata, lontana da casa. Probabilmente era stato proprio quel desiderio di conforto, di avere accanto qualcuno che condividesse i propri dubbi e le proprie paure, ciò che aveva spinto le due ragazze l'una tra le braccia dell'altra, poco prima. E, allo stesso modo, era la consapevolezza di poter dividere le proprie pene con qualcuno che potesse comprenderle, ciò che rendeva Hoshi, nonostante tutto, felice di trovarsi in compagnia della giovane di colore.

Quest'ultima, in quel momento, si alzò dalla sedia del Capitano, facendo fuoriuscire il sesso del suo occupante da dentro di sé; quasi allo stesso tempo, Trepe cominciò a muoversi con maggiore foga dentro T'pol - ancora intenta a stimolare oralmente il membro di Travis - per poi irrigidirsi e sospirare, indubbiamente intento a depositare il suo seme olografico nel corpo della vulcaniana.

Hoshi provò un nuovo moto di felicità nel vedere un altro dei suoi amici mentre realizzava - seppur virtualmente - una delle proprie fantasie erotiche, e fu ancora più felice quando Uhura si portò accanto a lei, sdraiandosi poi al suo fianco sul materasso: la vicinanza e il calore della giovane africana erano ciò di cui la ragazza asiatica aveva più bisogno in quel momento.

"Stai bene?" le chiese Uhura, e Hoshi capì che si riferiva ai suoi occhi umidi di lacrime.

"Si, si… non è niente." disse la giovane orientale, asciugandosi gli occhi con le mani. "E' stato solo un momento di debolezza, tutto qui…"

Nyota, dopo un secondo di silenzio, piegò le sue labbra in un sorriso gentile, andando poi ad abbracciare il corpo nudo della giovane asiatica.

"N-Nyota, ma cosa…" balbettò Hoshi, sorpresa e imbarazzata da quel gesto inaspettato.

"Non avere paura, Hoshi." la interruppe la ragazza africana, in un tono dolce, quasi sussurrato. "Qualunque cosa accada, noi lo affronteremo insieme. Mi hai capito?"

Hoshi rimase interdetta ancora per alcuni secondi, poi il suo corpo si rilassò, e anche sul suo viso comparve un sorriso felice e sereno.

"Ho capito." disse la giovane, andando ad abbracciare a sua volta il corpo dell'amica e amante.

Le due naufraghe temporali rimasero immobili per un tempo indefinito, perse nel reciproco calore e profumo, fino a che alcuni rumori attirarono nuovamente l'attenzione della ragazza orientale: un gemito, un cigolio, un rumore come di sfregamento.

Voltandosi a guardare alle spalle di Uhura, Hoshi vide che Travis si era seduto su uno degli scalini della plancia, accanto alla sedia del Capitano, e che aveva fatto inginocchiare T'pol sopra il suo sesso, iniziando poi a penetrarla. Il gemito che la giovane aveva udito era sicuramente il suono che la donna vulcaniana aveva emesso quando aveva accolto il membro del guardiamarina Mayweather dentro di lei, così come il cigolio era stato indubbiamente causato dalla sedia del Capitano, che quest'ultimo aveva girato verso i protagonisti dell'amplesso in corso, senza dubbio intenzionato a godersi lo spettacolo - così come lo era anche l'ingegnere capo, visto che si era appoggiato alla ringhiera alle spalle della plancia ed era intento a stimolare il proprio sesso.

L'unico suono che Hoshi non riusciva ad identificare era quello strano sfregamento…

"Dunque eravate qui, Tenente Uhura, Guardiamarina Sato." disse una voce femminile da un punto fuori dalla visuale della ragazza asiatica, la quale, nell'udire quel richiamo, provò un brivido gelato lungo la schiena, immediatamente seguito da un'ondata di vergogna e imbarazzo senza pari. Inoltre, dallo spasmo che aveva avuto il corpo di Nyota - dedusse Hoshi -, anche lei doveva aver avuto la stessa sua reazione.

Le due ragazze sciolsero il loro abbraccio e si alzarono il più velocemente possibile in ginocchio, tentando al contempo di coprire le proprie zone intime con le mani. Non appena si furono sistemate, entrambe le giovani poterono confermare quello che già avevano intuito: una persona aveva aperto le porte della sala ologrammi - causando il rumore di poco prima - ed era penetrata in essa, sorprendendole in atteggiamenti particolarmente intimi e delicati.

E questa persona era una donna alta, bionda, vestita con un'uniforme aderente e dotata di un impianto cibernetico sopra l'occhio sinistro, che ora le stava fissando con un'espressione imperturbabile sul volto.

"S-signorina Sette di Nove…" cominciò a dire Uhura, evidentemente imbarazzata oltre ogni dire.

"Sette di Nove è più che sufficiente come designazione." disse la donna del ventiquattresimo secolo, mentre le porte alle sue spalle si richiudevano con lo stesso suono di quando si erano aperte, scomparendo nel nulla un secondo dopo.

"C-che ci fa qui?" disse Hoshi, imbarazzata allo stesso modo della sua amica - se non di più, visto che la comparsa della nuova arrivata non sembrava aver indotto T'pol e Travis ad interrompere le loro 'attività'.

"Ero venuta a cercarvi per informarvi delle ultime scoperte del nostro ingegnere capo." disse Sette, spostandosi al contempo da dietro la console tattica della plancia olografica e scendendo gli scalini che la separavano dalla coppia di ragazze nude. "Non trovandovi nel vostro alloggio ho chiesto al computer di rintracciarvi, e poi sono venuta qui… anche se" continuò la ragazza bionda, voltandosi verso gli altri individui nudi presenti nel locale e, al contempo, mostrando per la prima volta un accenno di sorpresa per la scena che aveva di fronte agli occhi "…non mi aspettavo di trovarvi in una situazione così… insolita."

Hoshi sentì il suo imbarazzo salire fino ad un livello mai raggiunto prima, ed era certa che anche Uhura, in quel momento, stesse sperimentando le sue stesse sensazioni. Cosa che però, in questo caso, non la faceva sentire affatto meglio.

"Comunque sia…" disse Sette di Nove in tono nuovamente asettico, inginocchiandosi al contempo di fronte alle due naufraghe temporali. "…il nostro ingegnere capo, B'elanna Torres, ha scoperto che i vostri corpi sono ancora carichi di cronotoni a causa del viaggio temporale attraverso l'anomalia, quindi le possibilità di invertirne l'effetto e rimandarvi nei vostri rispettivi segmenti temporali è molto alta. Dobbiamo solo calcolare le variabili del processo, ma ci vorranno al massimo ventiquattr'ore."

Hoshi era ancora stordita dalla vergogna per essere nuda, in presenza di una sconosciuta e a poca distanza da due individui, seppur olografici, intenti ad accoppiarsi come se niente fosse - per non parlare degli altri due uomini intenti a masturbarsi -, ma a questo si era ora aggiunta una nuova sensazione, come di irrealtà: la donna bionda stava parlando delle possibilità che lei e Nyota avevano di poter tornare a casa, un argomento che al momento era di primaria importanza nelle loro vite… e lo stava facendo tranquillamente, con nonchalance, come se l'ambiente in cui si era venuta a trovare non la turbasse minimamente. Nonostante le notizie che la donna del futuro aveva appena riferito loro fossero positive, Hoshi non riusciva a non trovare… insensata quella situazione. Quasi inquietante.

"Ah… bene… ne siamo felici…" disse Uhura, evidentemente sollevata ma ancora fortemente imbarazzata.

"Comunque, dato che mi trovo già qui…" la interruppe Sette di Nove, guardando poi le due giovani dritte negli occhi. "Sareste disponibili a spiegarmi alcuni dettagli di ciò che stavate facendo?"

Quella domanda ammutolì le due giovani nude, facendole restare come pietrificate, a bocca semiaperta. Gli unici rumori che si udivano erano i leggeri gemiti dei due ologrammi ancora impegnati ad accoppiarsi.

"Sapete…" riprese la giovane bionda, sistemandosi un po' più comodamente sulle ginocchia. "… la sessualità umana è qualcosa che ho ancora difficoltà a comprendere… il fatto di essere basata sull'istinto e sul desiderio, invece che sulla logica e l'efficienza, non mi permette di comprenderne le sfumature, o anche solo capire l'attrattiva che esercita sui singoli individui…"

*Ma chi è questa, la versione futura di T'pol?* fu il pensiero che esplose nella mente del Guardiamarina Sato, anche se sul suo volto non comparvero segni del suo rinnovato stupore.

"La questione, inoltre, mi risulta ancora più incomprensibile in situazioni come questa," riprese Sette di Nove, distogliendo lo sguardo dalle due giovani e facendolo vagare velocemente per il locale. "ovvero l'utilizzo di ambienti e personaggi olografici per sperimentare accoppiamenti fittizi, privi persino della finalità procreativa. Dal punto di vista Borg, sarebbe considerabile solo come un inefficiente uso delle risorse della nave."

Hoshi stentava a credere che potessero esistere individui incapaci di comprendere il concetto di desiderio sessuale, come quella donna affermava di essere. Persino T'pol, con tutta la sua logica vulcaniana, sapeva a cosa servissero - e anche come funzionassero - i rituali di accoppiamento delle specie umanoidi, anche se non si cimentava spesso in tali pratiche. Per un istante la giovane orientale pensò che la ragazza bionda stesse scherzando, ma poi si rese conto - dal suo tono di voce, dal suo sguardo - che la sua domanda era seria. Voleva davvero che lei e Nyota le spiegassero le motivazioni per cui si faceva sesso. E lei non aveva idea di che cosa dirle.

"Ehm… ecco…" cominciò a dire Uhura, attirando su di sé l'attenzione della ragazza orientale. "…ci…ci sono molti motivi per cui si desidera… ehm… restare in intimità con altri individui…"

"E… è piacevole." si intromise Hoshi, sperando che quella risposta, seppur generica, fosse sufficiente alla donna del futuro.

"Si, ero già a conoscenza di questo fattore." rispose con calma Sette di Nove. "Ma ancora non mi spiego l'utilità di una simile reazione fisiologica…"

"Beh… non è facile da spiegare…" riprese Nyota, che evidentemente non sapeva più come cavarsi d'impiccio da quella situazione. "L'…l'unico sistema è provare."

"Già!" esclamò Hoshi, convinta che una simile risposta avrebbe posto fine a quel contesto imbarazzante. "L'unico modo che hai per capire queste cose… è sperimentarle." concluse, sorridendo.

"Capisco…" disse la ragazza bionda, assumendo per alcuni istanti un'aria pensierosa.

Hoshi interpretò quell'atteggiamento come una conferma delle sue speranze, ovvero che quella conversazione inquietante si sarebbe conclusa li, che la donna chiamata Sette di Nove se ne sarebbe andata, liberando lei e Nyota da quella situazione paradossale. In seguito - pensò la giovane - la donna del futuro avrebbe potuto sperimentare la sessualità umana in tutti i modi che voleva: in fondo aveva quell'ottimo locale a disposizione…

"In effetti, data la situazione contingente…" riprese la ragazza bionda, alzandosi nuovamente in piedi. "…non mi dispiacerebbe poter partecipare a questa simulazione."

"Si, certo… cosa?" chiese Uhura, evidentemente convinta di aver capito male.

Hoshi, invece, capì fin da subito ciò che Sette di Nove intendeva dire con quelle parole. E il suo imbarazzo crebbe - se possibile - ancora più di prima.

"N-no, non intendevamo ora, volevamo dire…" cominciò la ragazza orientale, interrompendosi però poco più tardi: Sette aveva già cominciato a sbottonarsi il colletto della sua uniforme, evidentemente intenzionata a rimuoverlo. Probabilmente le due naufraghe temporali avrebbero cercato ancora di dissuadere la giovane bionda dai suoi propositi, ma in quel momento Sette cominciò a parlare, impedendo così alle due ragazze di opporsi ulteriormente.

"Devo ammettere che le mie esperienze pratiche in questo campo sono estremamente scarse…" cominciò a dire Sette, senza smettere di spogliarsi. "Tempo fa avevo proposto al guardiamarina Kim di copulare, dato che lui stesso sembrava avere sviluppato un certo interesse nei miei confronti… ma per qualche motivo che ancora non mi spiego aveva declinato il mio invito, comportandosi anche in maniera alquanto bizzarra… comunque sia, successivamente mi sono documentata sulle pratiche di accoppiamento umanoidi, trovandole piuttosto complesse e, talvolta, incomprensibili… "

Mentre diceva questo, la giovane bionda aveva continuato a rimuovere la sua tuta aderente, andando così a scoprire la pelle delle braccia, della schiena e del petto, lasciando così ammirare alle due giovani nude i suoi seni prosperosi. Un tale spettacolo, per quanto imbarazzante, era comunque evidentemente gradito da Hoshi e Uhura, visto che lo sguardo delle due amiche era fisso sul corpo seminudo di Sette, sui suoi fianchi snelli e sulla sua pelle bianchissima, interrotta solo sporadicamente da strani congegni bionici, il più consistente dei quali era quello presente sulla mano sinistra della donna.

"Ammetto anche" continuò la ragazza del futuro, iniziando al contempo a rimuovere la parte inferiore del suo vestito. "di aver sperimentato un amplesso completo con un maschio Anrallaxiano, durante una sosta della Voyager ad una stazione di commercio. L'ho fatto solo perché il Dottore mi aveva invitato più volte a cercare di espandere i miei rapporti sociali, ma non volevo dover poi incontrare il mio… partner… ogni giorno qui sulla nave."

La svestizione di Sette era ormai quasi completa: il sesso della ragazza, sovrastato da un ciuffo di peli biondi, era ormai perfettamente visibile agli occhi delle due naufraghe temporali, ancora immobilizzate ad osservarla.

Hoshi, comunque, oltre ad essere esterrefatta da ciò a cui stava assistendo, non riusciva nemmeno a credere alle sue orecchie: quella donna si era davvero concessa - per di più per la prima volta, a quanto pareva - ad un alieno, un perfetto sconosciuto incontrato per caso? La giovane orientale non aveva neanche mai pensato di fare una cosa del genere… anche se - ammise a sé stessa - anche lei aveva avuto le sue 'scappatelle' aliene, soprattutto con quel ragazzo incontrato su Riza…

"La scelta dell'individuo con cui accoppiarmi" proseguì Sette, finendo di rimuovere la sua uniforme. "è stata basata sull'incompatibilità genetica, per evitare… conseguenze indesiderabili, nonché su una pregressa conoscenza dell'anatomia di quella specie. Ciò nonostante" concluse la ragazza bionda, sfilandosi gli stivali e lasciando cadere il suo ultimo capo di vestiario alla base sella console tattica. "la mia esperienza è risultata essere… di scarso effetto sui miei centri sensoriali. Nonché piuttosto veloce, a dire il vero."

Hoshi non dubitava che il 'partner' della giovane bionda avesse incontrato delle difficoltà durante l'amplesso - o qualunque cosa fosse avvenuta - con Sette; quasi riusciva ad immaginarselo, quell'alieno sconosciuto, mentre una donna umanoide dalla pelle rosa, nuda, gli chiedeva in tono formale e asettico il permesso ad un incontro intimo di natura piccante. Chiunque sarebbe rimasto quantomeno confuso da una simile situazione.

La facilità con cui la ragazza del ventiduesimo secolo aveva visualizzato la scena dell'episodio appena descritto da Sette, era perché anche lei, ora, si trovava nella medesima situazione di quell'alieno: di fronte ai suoi occhi si trovava una ragazza bionda, alta, nuda, bellissima e - a quanto aveva detto lei stessa - intenzionata ad accoppiarsi con gli individui presenti nel locale. Chiunque si sarebbe eccitato ad una simile prospettiva.

E Hoshi, sotto lo strato di imbarazzo che ancora la avvolgeva, si accorse di esserlo.

"Dunque," disse Sette di Nove, accovacciandosi nuovamente di fronte alle due ragazze nude. "come mi consigliate di procedere?"

"C-come?" chiese Uhura con voce impastata, e la ragazza asiatica comprese, dal tono di voce dell'amica, che anche lei stava provando i suoi stessi sentimenti contrastanti.

"Attualmente" riprese la donna bionda. "in questo locale sono attivi tre personaggi olografici di sesso maschile e uno di sesso femminile. Mi chiedevo se, a vostro avviso, fosse più consigliabile per me accoppiarmi con uno di loro oppure richiamare un nuovo programma più adatto ai miei scopi. Anche se…" aggiunse la ragazza nuda, guardando con più attenzione le altre due ragazze nelle sue stesse condizioni, nonché il materasso su cui erano ancora inginocchiate. "…sarebbe altrettanto istruttivo per me sperimentare un rapporto intimo di natura omosessuale. Sempre che voi siate d'accordo, s'intende."

Il fatto che una ragazza praticamente sconosciuta, priva di vestiti, intenta ad osservarla mentre era anch'essa nuda, stesse proponendo di avere un rapporto saffico con lei, gettò Hoshi nella confusione più totale: da un lato la giovane del ventiduesimo secolo era ancora pervasa dall'imbarazzo e dalla vergogna per essere stata scoperta in un contesto estremamente intimo e, in qualche modo, irriguardoso nei confronti delle persone che la stavano ospitando sulla loro nave, ma al contempo quelle parole avevano fatto aumentare ulteriormente l'eccitazione della ragazza orientale, già piuttosto elevata per via dello strip-tease che la donna bionda aveva appena eseguito di fronte ai suoi occhi, nonché per il racconto pronunciato da quest'ultima.

"Ah…ecco… io…" cominciò a balbettare la giovane asiatica, incapace di formulare una risposta di senso compiuto.

"S-se davvero ti interessa… sperimentare quel tipo di sessualità," cominciò a dire Uhura, e Hoshi si voltò immediatamente verso di lei, stupita per la presa di posizione dell'amica ma insieme riconoscente per averla cavata d'impaccio. "beh… ecco… perché non lo chiedi a lei?" concluse la ragazza nera, indicando un punto alle proprie spalle.

Hoshi spostò quasi in automatico lo sguardo nella direzione indicata dalla sua compagna di naufragio temporale, e vide che la 'lei' cui si riferiva Uhura non era altro che l'ologramma di T'pol, in quel momento ancora impegnato ad accoppiarsi con la copia di Travis, anche se - comprese istintivamente Hoshi - sembrava essere sul punto di raggiungere l'orgasmo. La ragazza orientale provò un momentaneo mix di sensazioni - piacevoli e non - nel comprendere la proposta dell'amica e amante, ma, una volta giratasi nuovamente in direzione della donna del futuro, vide che anche questa aveva spostato gli occhi verso la figura femminile indicatale, e il suo viso - nonostante la quasi totale inespressività - dimostrava ora un vago interesse.

"Uhm… si, capisco." disse la bionda pochi secondi più tardi. "In effetti dai vostri schemi vocali posso dedurre che la mia presenza qui sia fonte, per voi, di uno stato emotivo poco idoneo alla condivisione di informazioni. Quindi rivolgermi ad un programma olografico, per di più raffigurante una vulcaniana, sembra essere una scelta ben più adatta ai fini della ricerca che mi prefiggo. La ringrazio per l'idea, tenente." concluse Sette di Nove, alzandosi poi nuovamente in piedi e dirigendosi verso il punto in cui T'pol e Travis erano ancora uniti in un amplesso.

Hoshi seguì con lo sguardo il corpo nudo della ragazza bionda mentre si avvicinava alla riproduzione della sua superiore in grado, accorgendosi al contempo - per via degli spasmi e della rigidità del corpo di T'pol - che quest'ultima era appena giunta all'apice del piacere. Se Sette di Nove si accorse di quel particolare non lo diede a vedere, in quanto superò la poltrona del Capitano, passando davanti a quest'ultimo e al comandante Tucker, e si accovacciò al fianco della vulcaniana, dando così le spalle alle due ragazze in carne e ossa presenti nel locale.

"Che cosa facciamo adesso?" chiese Uhura a Hoshi a bassa voce, distogliendo l'attenzione di quest'ultima dalla scena che si stava svolgendo a poca distanza da lei e inducendola a riportare lo sguardo sul volto dell'amica e amante, trovandolo perplesso e parzialmente spaventato.

"Che vuoi dire?" chiese la giovane orientale, ancora confusa da quell'inaspettata sequela di avvenimenti.

"Beh, non so tu, ma io avrei una mezza idea di rivestirmi e andarmene." disse la ragazza di colore, girandosi brevemente in direzione del gruppo di ologrammi - e di Sette. "E' stato divertente restare qui per un po'… ma quella donna mi mette soggezione, in qualche modo. Potremmo prendere i nostri vestiti e sgattaiolare via mentre… Hoshi?" chiese infine la giovane nera, in tono leggermente sorpreso.

La ragazza del ventiduesimo secolo, infatti, si era nuovamente girata verso il punto in cui Sette di Nove e T'pol erano a stretto contatto, e, a differenza dell'amica, non aveva ancora distolto lo sguardo: anzi, sembrava addirittura attratta da quella scena.

"Nyota…" cominciò a dire Hoshi, senza smettere di guardare verso i corpi delle due donne. "…non sarebbe meglio restare, invece?"

"Cosa?" chiese la ragazza di colore, facendo al contempo comparire sul suo volto un'espressione di evidente stupore.

"Beh, ecco, vedi…" riprese la giovane orientale, sentendosi ora nuovamente in imbarazzo, anche se per un altro motivo. "…sono curiosa di vedere come si evolverà la situazione. Tu no?"

Uhura rimase a bocca semiaperta per alcuni secondi, spostando velocemente più volte lo sguardo dal viso di Hoshi al gruppo di personaggi poco distanti, evidentemente indecisa su cosa dire. La ragazza orientale, dal canto suo, sperava che l'amica acconsentisse alla sua proposta di restare nel locale ologrammi: nonostante ciò che aveva appena detto, infatti, la giovane non sapeva se avrebbe avuto il coraggio di rimanere in quel posto da sola - o meglio, in compagnia della sola Sette - senza il sostegno della compagna di naufragio temporale. D'altra parte, la curiosità e - soprattutto - l'eccitazione di Hoshi erano arrivate ad un punto tale da mettere in secondo piano l'imbarazzo della ragazza. Ora che ci pensava, in effetti, non le sarebbe dispiaciuto 'sperimentare' un po' con la bionda…

"Hoshi…" disse infine la giovane nera, avvicinandosi di più all'amica e abbassando ulteriormente la voce. "…davvero vuoi… che noi…"

La implicazioni del significato di quel 'noi' pronunciato da Uhura comparvero per un'istante nella mente della ragazza asiatica, per poi svanire di colpo, soppiantate da un nuovo avvenimento inaspettato: Sette di Nove, infatti, aveva appena pronunciato alcune parole a voce più alta, anche se Hoshi, concentrata com'era ad ascoltare l'amica, non era riuscita a comprenderle. Non appena lei e Uhura si furono voltate in direzione della ragazza del futuro, comunque, le due giovani poterono osservare le figure del Capitano Archer, del Comandante Tucker e del Guardiamarina Mayweather - quest'ultimo quasi del tutto nascosto dai corpi delle due donne - svanire nel nulla, lasciando così la ragazza bionda e l'ologramma di T'pol da sole.

"Che è successo?" chiese a voce più alta la ragazza di colore, portandosi poi velocemente una mano alla bocca, segno di come quella domanda fosse stata evidentemente involontaria. Hoshi, comunque, avrebbe voluto chiedere la stessa cosa, quindi si sentì leggermente sollevata del fatto che l'amica avesse formulato quella frase al suo posto.

In ogni caso, la risposta non tardò ad arrivare.

"Ho deciso di rimuovere dalla simulazione gli ologrammi di sesso maschile." disse con semplicità Sette di Nove, voltando la testa in direzione delle altre due giovani in carne ed ossa. "Dato che per il momento ho deciso di focalizzarmi sulla sessualità… femminile, diciamo, la loro presenza sarebbe stata d'intralcio. Spero comunque" continuò la bionda, girandosi maggiormente verso Hoshi e Uhura, mostrando loro così un'ottima visone laterale del proprio seno. "di non aver interferito eccessivamente con la vostra simulazione…"

"Oh, no, no, non ti preoccupare." la interruppe la giovane asiatica, ancora leggermente tesa ma ormai tranquillizzata dai modi educati della donna del futuro - nonostante la situazione restasse ancora in buona parte surreale. "Fai… fai pure come credi." concluse Hoshi.

"La ringrazio, guardiamarina." fu la semplice risposta di Sette di Nove, prima che questa si voltasse nuovamente verso l'ologramma di T'pol - ora intenta a guardarla - e le appoggiasse le mani sulle guance, avvicinandosi poi a lei e iniziando a baciarla.

Nonostante le intenzioni della donna bionda fossero già chiare - anche fin troppo - a Hoshi, la ragazza orientale rimase esterrefatta da quella visione: una sua conoscente, collega, superiore in grado e, occasionalmente, amante, stava venendo baciata da quella che sarebbe dovuta essere - e in fin dei conti era - una perfetta sconosciuta; inoltre, sia T'pol che la ragazza bionda erano completamente nude, e il tutto stava avvenendo nel bel mezzo della plancia della nave - per quanto insolitamente vuota. La giovane del ventiduesimo secolo sapeva come stavano le cose in realtà, riguardo alla simulazione olografica e tutto il resto, ma ciononostante non poteva evitare di provare un istintivo stupore nell'osservare una simile scena.

Nonché - apparentemente - di esserne eccitata.

Hoshi sentì un piacevole formicolio cominciare a diffondersi nel suo corpo a partire dalle sue parti basse, e non ci volle molto perché la ragazza asiatica cominciasse a desiderare di avvicinarsi alle due donne - che nel frattempo avevano cominciato ad accarezzarsi a vicenda - per potersi unire alle loro effusioni, toccarle, baciarle, e venire baciata a propria volta.

"Hoshi?" disse una voce femminile, proveniente da un punto alla sinistra della ragazza, facendola voltare in quella direzione. Uhura la stava guardando con un'espressione leggermente preoccupata, anche se ciò che traspariva dal linguaggio del corpo della ragazza nera - notò Hoshi - denotava una certa tensione… e non di tipo sgradevole, a quanto sembrava.

"Sto bene, Nyota." disse la giovane orientale, abbozzando al contempo un sorrisetto volto a tranquillizzare l'amica. "Allora," aggiunse poi, in un tono di voce ora quasi completamente privo di imbarazzo. "che cosa hai deciso di fare?"

A quella domanda, Uhura rimase immobile per alcuni secondi, la sua bocca semiaperta e intenta ad emettere leggeri suoni inarticolati. Un istante più tardi la giovane nera si voltò in direzione delle due donne - una reale, l'altra olografica - inginocchiate sul pavimento della plancia ad alcuni metri di distanza, osservandole mentre si baciavano e accarezzavano, e poco più tardi riportò il suo sguardo sul volto della compagna di naufragio temporale.

"Beh... ecco..." cominciò a dire Nyota, evidentemente nervosa. "se... se va a te... potrei anche restare, perché no..." concluse, tendendo le labbra in un sorriso forzato.

Hoshi fu felice che l'amica e amante, nonostante il manifesto disagio, avesse deciso di restare al suo fianco: la sola presenza della ragazza del ventitreesimo secolo era sufficiente per tranquillizzare la giovane asiatica, per farla sentire protetta e al sicuro. Anche se, oltre a questo, il corpo nudo di Nyota non poteva non avere l'effetto di risvegliare gli istinti di Hoshi - specialmente per via della scena che si stava svolgendo a poca distanza da lei.

"Mi dica, sub-comandante..." disse la voce di Stette di Nove, facendo voltare entrambe le giovani del passato verso di lei: evidentemente la bionda aveva smesso di baciare l'ologramma della vulcaniana, anche se le sue mani non avevano interrotto il loro contatto sulla pelle della finta T'pol. "...ha mai sperimentato rapporti intimi di tipo omosessuale, in vita sua?"

"Come stavo dicendo poco fa al guardiamarina Sato," rispose quasi immediatamente la riproduzione olografica della vulcaniana. "il rapporto sessuale intercorso tra me e lei è stato l'unico atto copulativo di quel tipo che io abbia mai avuto... fino ad oggi almeno." concluse la donna aliena.

Hoshi si sentì nuovamente in forte imbarazzo nell'udire quelle parole: la sua compagna di equipaggio e occasionale amante - vera od olografica che fosse - stava rivelando uno dei suoi segreti più intimi ad una perfetta sconosciuta, per di più durante quello che era a tutti gli effetti un rapporto lesbico con quest'ultima. Probabilmente anche quella schiettezza era dovuta all'abbassamento del livello di inibizione della donna - anche se, conoscendo T'pol, forse l'avrebbe rivelato comunque - ma comunque la ragazza orientale non poté non provare un moto di stizza nel vedere violata in modo così plateale la sua privacy.

"Capisco." continuò Sette, andando al contempo ad appoggiare le mani sui glutei della vulcaniana. "E oltre a ciò, ha mai avuto modo di sperimentare situazioni intime in cui fossero coinvolte altre figure femminili?"

"Ah... si, mi è capitato." rispose semplicemente T'pol, causando con quelle parole sia ad Hoshi che a Uhura un rinnovato moto di eccitazione, così come di sorpresa - specialmente in Hoshi.

"Potrebbe parlarmene?" domandò ancora la ragazza bionda, e in quel momento la giovane orientale si accorse di stare letteralmente pendendo dalle labbra dell'ologramma di T'pol.

"Ah... la prima volta è avvenuto in occasione del mio primo Pon-Farr." riprese la vulcaniana, chiudendo al contempo gli occhi, evidentemente pervasa dal piacere che le carezze dell'umana le stavano regalando. "All'epoca mi trovavo su Vulcano, e per quanto fossi già a conoscenza dell'imminenza di un tale evento fisiologico, quando avvenne mi trovai... ah... impreparata ad affrontarlo."

Mentre parlava, T'pol aveva inarcato leggermente la testa all'indietro, apparentemente sempre più rapita dalle sensazioni che le carezze di Sette le stavano procurando, anche se il suo tono di voce era rimasto calmo e impassibile - tranne che per alcuni rari gemiti. Hoshi, invece, era sempre più eccitata da ciò che stava vedendo e sentendo e, quando sentì la mano d Nyota andare ad afferrare la sua, la ragazza asiatica comprese che anche la sua compagna di naufragio temporale stava provando delle sensazioni molto simili alle sue.

"Mia madre comprese subito a cosa fossero dovuti i miei... ah... sintomi," continuò la vulcaniana, emettendo un lieve ansimo di piacere quando una mano della giovane bionda si andò a posare su uno dei suoi seni. "e in poco tempo organizzò un Pan-Te-Lor, un incontro di fidanzamento, con il figlio di alcuni conoscenti, anch'egli prossimo al Pon-Farr. Così... ah... il ragazzo, Kos, venne a casa mia ed effettuammo il rito sotto la supervisione di mia madre..."

"Ha fatto sesso davanti a sua madre?" chiese d'impulso Hoshi, prima di portarsi una mano davanti alla bocca, evidentemente imbarazzata.

L'ologramma di T'pol, nell'udire quelle parole, si voltò in direzione della giovane asiatica nuda, rivolgendosi poi a quest'ultima: "Su Vulcano è usanza consumare il proprio primo rapporto sessuale in presenza della madre della donna, così che questa possa attestare l'avvenuta unione tra la figlia e il suo futuro compagno."

"Comunque sia," proseguì la vulcaniana, come se gli eventi che aveva descritto fossero semplice routine. "una volta conclusosi il mio rapporto con Kos, anche mia madre richiese di poter... ah... partecipare al nostro incontro intimo e, alla nostra risposta affermativa, si spogliò e... ah... permise al mio fidanzato di penetrarla... e non nego di aver contribuito al raggiungimento del suo orgasmo, anche se solo in minima parte."

Nell'udire quelle parole sia Hoshi e Uhura si ritrovarono con gli occhi spalancati dalla sorpresa, nonché con la bocca semiaperta: la giovane asiatica non immaginava che la sua superiore in grado avesse perso la verginità in una situazione simile, così come, apparentemente, la ragazza di colore non credeva che su Vulcano potessero avvenire atti così... illogici. Persino Sette di Nove sembrava stupita dalle rivelazioni dell'ologramma, visto che la sua espressione era ora leggermente più accigliata del normale, oltre al fatto che aveva smesso di accarezzare il corpo di T'pol.

"La... la ringrazio per queste informazioni." disse infine Sette di Nove, riprendendo ad accarezzare i fianchi e il seno della vulcaniana. "Non nego di essere ora curiosa di... sperimentare un rapporto multiplo come quello da lei descritto, sub-comandante... sempre che ce ne sia la possibilità, ovviamente."

Un secondo più tardi, le labbra della bionda ex-borg si unirono nuovamente con quelle della donna olografica, ricominciando a baciarla con una foga evidentemente superiore a prima, segno di come il racconto di T'pol non avesse lasciato indifferente la ragazza.

La stessa cosa poteva dirsi delle due giovani poco distanti, ancora immobili nella posizione in cui si trovavano. Infatti, più della sorpresa o dell'incredulità, ciò che le due naufraghe del tempo stavano provando ora era eccitazione: una semplice, istintiva, viscerale eccitazione che le spingeva ad avvicinarsi alle due donne intente ad accarezzarsi, ad unirsi alle loro effusioni, a dare loro piacere e riceverne a propria volta.

Tale improvviso desiderio non era scaturito solo dalle parole della vulcaniana, ma anche da quelle pronunciate dalla ragazza del futuro: oltre alla velata eccitazione presente in esse, infatti, nonostante non vi fosse stato alcun cenno della giovane bionda nella loro direzione, sembrava quasi che quest'ultima, con quella frase, avesse invitato le due 'ospiti' della nave ad unirsi alla sua 'sperimentazione' - o almeno questo era ciò che le due naufraghe temporali avevano inteso.

E quindi lo fecero.

Prima che se ne potessero rendere conto, sia Hoshi che Uhura si alzarono in piedi, le loro mani strette ancora l'una nell'altra, e lentamente, quasi come se fossero in trance, si avvicinarono a Sette e all'ologramma di T'pol. Solo quando le due giovani si trovarono esattamente alle spalle della ragazza bionda si resero conto di stare tenendosi ancora per mano; quindi, dopo essersi voltate l'una verso l'altra ed essersi rivolte vicendevolmente un sorriso, le due ragazze si separarono: Hoshi si portò alle spalle di T'pol, ancora intenta a baciare la donna del futuro, mentre Nyota si inginocchiò dietro quest'ultima, portando poi le mani sui seni dell'ex-borg e iniziando a massaggiarglieli.

Sette di Nove, percependo quel tocco delicato, interruppe nuovamente le sue effusioni con l'ologramma di T'pol, voltandosi ad osservare la nuova arrivata, e allo stesso tempo anche Hoshi si inginocchiò alle spalle della vulcaniana, la quale si voltò verso di lei non appena le mani dell'asiatica iniziarono ad accarezzarla da dietro.

Uhura non era ancora del tutto certa di stare facendo la cosa giusta: oltre all'evidente imbarazzo di essere nuda in presenza di una sconosciuta anch'essa priva di indumenti, infatti, c'era ancora la possibilità che lei e Hoshi avessero male interpretato le parole della donna del futuro, e che quindi la loro intromissione nell'incontro intimo tra lei e T'pol potesse risultare sgradita. Ciononostante, l'eccitazione della giovane del ventitreesimo secolo aveva ormai superato in intensità i suoi dubbi, rendendola disposta ad accettare il rischio di una figuraccia pur di assecondare i propri istinti.

Risultò subito chiaro, comunque, che una simile ipotesi non aveva fondamento: non appena Sette si fu resa conto dell'identità della ragazza, infatti, le labbra della bionda si andarono a posare su quelle della giovane di colore, confermando oltre ogni dubbio che la sua presenza, così come quella di Hoshi, era più che gradita.

Nel vedere la sua amica e amante intenta a baciare la persona che fino a poco prima aveva messo entrambe in soggezione, il guardiamarina Sato si sentì attraversare da un moto di ilarità e di sollievo, andando subito dopo a baciare le labbra dell'ologramma, intensificando al contempo le sue carezze su di lei.

Ora, nella sala ologrammi, erano visibili quattro donne nude, di carnagione diversa l'una dall'altra, inginocchiate a terra sulla plancia della NX-01 Enterprise, tra la poltrona del capitano e la postazione scientifica della nave, intente a baciarsi e accarezzarsi vicendevolmente.

La prima a rendersi conto della scomodità della situazione fu Nyota, non appena cercò di posizionarsi in modo da poter meglio stimolare il corpo della ragazza dotata di impianti cibernetici: il suo tentativo di sistemare meglio le gambe, infatti, ebbe come conseguenza quello di andare a urtare lievemente il supporto della poltrona del capitano, senza contare la sensazione di freddo e duro trasmessale dal pavimento. Anche Hoshi, poco dopo, mentre T'pol si girava verso di lei per poterla baciare meglio, andò a sbattere la testa contro la postazione scientifica della vulcaniana in questione, causandole un moto di stizza.

"Ehm... chiedo scusa..." cominciò a dire Uhura, interrompendo le sue effusioni con Sette. "...forse dovremmo trovare un luogo più confortevole per... ecco... 'sperimentare', non trovate?"

La ragazza di colore si era resa conto, infatti, del piccolo disguido occorso ad Hoshi, e tale vista, unito al leggero fastidio che provava ancora alla gamba, l'aveva convinta a esporre i suoi dubbi alla ragazza bionda, nonostante il suo timore di poter rovinare l'atmosfera che si era creata.

Fortunatamente, quest'ultima non parve risentirsi dell'interruzione.

"Credo abbia ragione, tenente." disse la bionda ex-borg, sollevando poi la testa verso l'alto. "Computer, attiva il programma Sette di Nove gamma dodici, mantenendo attivo in esso l'ologramma del sub-comandante T'pol." asserì Sette, a voce un po' più alta.

Immediatamente la plancia dell'Enterprise si dissolse di fronte agli occhi delle due naufraghe temporali, venendo sostituita un istante dopo da un ambiente sconosciuto a entrambe: si trattava di un locale dalla luminosità piuttosto bassa, molto vasto e arredato disordinatamente da paratie metalliche, con alcune fonti luminose di vario colore in lontananza; le quattro donne nude - olografiche o no -, inoltre, si trovavano ora su di un largo materasso, illuminato dall'alto da un cono di luce bianca.

"Credo che questo ambiente sia più congeniale per la nostra... sperimentazione." disse Sette di nove, e Hoshi fu sorpresa e divertita dal plurale usato dalla donna bionda.

"Che posto è questo?" chiese Uhura.

"E' la riproduzione di un locale di una stazione commerciale che la Voyager ha visitato tempo fa. I clienti, generalmente maschi, vi si recano per cercare... compagnia femminile." rispose la bionda.

"Ah." disse Hoshi, sorridendo. "E quando lo attivi la 'compagnia femminile'... sei tu?" domandò poi a Sette, riprendendo al contempo ad accarezzare i seni di T'pol.

"L'idea è quella, in effetti." rispose la donna del futuro, ricominciando a sua volta ad accarezzare la pelle scura di Nyota.

Hoshi si sentì nuovamente eccitata da quella rivelazione: la donna bionda doveva essere molto meno rigida di quanto sembrasse, se per svagarsi si metteva nei panni di una prostituta spaziale, accoppiandosi poi con diverse specie aliene. Alla giovane asiatica non sarebbe dispiaciuto vedere il programma in azione, ma per ora aveva un'altra idea su come sfruttare la tecnologia olografica della nave del futuro.

"Computer, fai comparire due dildo strap-on."disse Hoshi, e subito dopo accanto a lei si materializzarono due finti membri maschili, collegati a delle cinghie a forma di mutanda.

"Che cosa ha intenzione di fare, guardiamarina?" chiese T'pol, mentre la ragazza orientale afferrava uno dei due oggetti, iniziando ad indossarlo.

"Oh, adesso lo vedrà, sub-comandante." le rispose Hoshi sorridendo, voltandosi poi verso Uhura e Sette, ancora intente ad accarezzarsi a vicenda, anche se gli occhi azzurri della ex-drone borg erano fissi su di lei. "Uhura." disse la ragazza del ventiduesimo secolo, e quando la sua compagna di naufragio temporale si voltò verso di lei, Hoshi le lanciò il secondo strumento di piacere, che la giovane nera afferrò al volo.

"Falle vedere quanto può essere piacevole la compagnia femminile." disse infine l'asiatica, voltandosi poi nuovamente verso l'ologramma della sua superiore in grado, ora intenta a fissarla con la sua solita espressione priva di emozioni.

"Stenditi sul materasso." le ordinò Hoshi - provando un brivido per aver appena dato disposizioni ad una sua superiore, copia o non copia.

L'ologramma di T'pol si stese di schiena sul materasso, come ordinatole, e subito dopo la giovane asiatica si inginocchiò davanti a lei, aprendole forzatamente le gambe e avvicinandosi poi al suo inguine, finché la punta del finto membro che indossava non venne a contatto delle grandi labbra della vulcaniana.

"Bene, sub-comandante... vediamo se trova interessante anche questa esperienza." disse Hoshi sorridendo, e un secondo più tardi mosse in avanti il bacino, facendo così penetrare il suo giocattolo sessuale nel corpo della donna vulcaniana. T'pol per un istante assunse un'espressione di sorpresa, ricomponendosi subito dopo, ma quella seppur momentanea perdita di controllo fu sufficiente a perché la giovane asiatica provasse un moto di orgoglio per aver fatto breccia nella corazza della sua superiore - oltre che nella sua intimità.

Hoshi iniziò a muoversi avanti e indietro, concentrata su ogni minima reazione del corpo di T'pol: l'idea di stare possedendo la sua superiore in grado - ologramma o no - era già eccitante di per sé, ma la giovane orientale desiderava provare nuovamente la sensazione di poco prima, legata alla consapevolezza di essere in grado di smuovere la solitamente impassibile logica vulcaniana. Poco più tardi, comunque, un nuovo gemito attirò l'attenzione del guardiamarina, non proveniente però dalla bocca di T'pol: voltatasi verso la fonte di quel rumore, Hoshi poté così constatare che Uhura aveva indossato il suo finto membro maschile e aveva appena penetrato la bionda donna del futuro, sdraiata sulla schiena allo stesso modo di T'pol.

Le due naufraghe temporali si guardarono in volto a vicenda, scambiandosi un cenno di divertimento e intesa, continuando nel frattempo a penetrare le rispettive partner. Sette di Nove, per quanto fosse risultata finora impassibile, sembrava risentire degli stimoli causati dalla penetrazione molto più di T'pol, in quanto muoveva la testa avanti e indietro, mugolando di piacere. Fu quindi con una certa sorpresa di Hoshi che, poco più tardi, l'ologramma della vulcaniana proruppe in una sorta di lungo lamento, reclinando la testa all'indietro mentre il suo corpo si irrigidiva. All'asiatica occorsero alcuni secondi per comprendere che T'pol aveva appena raggiunto l'orgasmo, e che era stata proprio lei a procuraglielo.

Nuovamente pervasa dall'orgoglio, Hoshi lasciò scemare il climax della sua superiore, estraendo poi il proprio finto membro dal suo fiore e alzandosi poi in piedi, lasciando la vulcaniana rilassata e appagata. Subito dopo la giovane del ventiduesimo secolo si avvicinò all'altra coppia di amanti, inginocchiandosi a fianco della donna del futuro e, non appena questa si voltò verso di lei, le indirizzò il suo giocattolo al volto.

Sette di Nove parve comprendere cosa le si stava chiedendo di fare, e andò quindi ad afferrare il dildo indossato da Hoshi e se lo portò alla bocca, iniziando poi a succhiarlo come se fosse un pene vero. La giovane asiatica si voltò nuovamente verso Uhura, sorridendo, e fu felice di vedere la medesima espressione sul volto della sua compagna di naufragio temporale: la ragazza orientale era eccitata e felice di stare praticamente dominando la donna che, fino a poco prima, le incuteva soggezione; era come se avesse sottomesso la sua stessa paura, traendone per di più piacere, e questo pensiero la riempiva di autostima; allo stesso modo, apparentemente, della giovane nera.

Poco tempo più tardi anche il corpo di Sette si tese, a riprova dell'orgasmo che stava sperimentando, e il suo grido di piacere venne soffocato dal finto fallo ancora presente nel suo cavo orale. Una tale vista, comunque, portò nuovamente l'eccitazione di Hoshi ai massimi livelli, facendole desiderare di venire posseduta a sua volta da un membro maschile, così da provare la medesima sensazione della donna bionda.

Per un attimo Hoshi pensò di chiedere a Uhura di usare il suo giocattolo su di lei, ma poi decise che una simile scelta sarebbe stata banale: si trovava in una stanza che poteva realizzare ogni sua fantasia, e sarebbe astato quindi stupido non sfruttarla appieno, visto che avrebbe avuto tutto il tempo che voleva per 'giocare' con quella che, in fondo, era la sua compagna di stanza.

Una volta che le due ragazze ebbero estratto dal corpo della bionda le loro false appendici, quindi, Hoshi lasciò che la donna del futuro riacquistasse un respiro regolare, per poi domandarle: "Mi dica, Sette... ha detto che in questo programma sono presenti diversi ologrammi... maschili di specie aliene, è corretto?"

Sette di Nove si voltò verso la giovane asiatica, ansimando ancora leggermente. "Si." rispose poco dopo. "Intende forse attivarli?"

"L'idea è quella, in effetti." rispose Hoshi, voltandosi brevemente a guardare l'ologramma di T'pol, ora nuovamente seduta sul materasso e intenta ad osservarla, inespressiva. "Ma se permette vorrei fare una piccola modifica al suo scenario... un'aggiunta per essere precisi."

Uhura e Sette di Nove assunsero per un'istante un'espressione di curiosità, cosa che fece venire voglia alla ragazza orientale di sorridere, e poco più tardi la programmatrice del locale in cui le quattro donne nude si trovavano disse "Faccia come desidera."

Sorridendo riconoscente, Hoshi alzò la testa al soffitto e disse a voce alta "Computer: aggiungi il personaggio del Dottor Phlox della simulazione dell'astronave NX-01 Enterprise a questo programma, abbassando le sue inibizioni dell'80%. Ah, e rimuovi i suoi vestiti."

*Modifica eseguita* rispose la voce metallica del computer di bordo.

"Bene" disse la ragazza orientale. "Ora attiva il programma Sette di Nove gamma dodici."

*Numero degli ologrammi attivi?* chiese la voce femminile.

"Uhm... quattro." rispose Hoshi dopo un momento. "E includi il dottor Phlox tra di essi."

Un istante più tardi quattro figure maschili si materializzarono nell'ambiente olografico, tutte prive di vestiti e rivolte verso le donne nude distese sul materasso. Anche nella semioscurità, Hoshi riuscì a riconoscere l'inconfondibile struttura facciale di un Tellarite tra di loro: per quanto gli individui di quella specie non fossero tra i più gradevoli alla vista, l'idea di potersi accoppiare - o meglio ancora, vedere una delle sue compagne accoppiarsi - con lui non dispiacque affatto alla giovane asiatica. Spostando lo sguardo sugli individui restanti, Hoshi notò che uno era un personaggio non molto alto, dalla pelle arancione e lo sguardo maligno, caratterizzato principalmente da grandi lobi ai lati della testa, che la giovane riconobbe dalle registrazioni della sicurezza dell'Enterprise come un Ferengi; poco distante si trovava un essere di statura eccezionale, alto quanto massiccio, dalla pelle di color grigio ocra e una struttura cranica particolare, i cui occhi erano fissi su di lei come se sesse scrutando una preda. Hoshi era certa di non aver mai visto quella specie.

La presenza di quegli alieni nudi fece quasi dimenticare alla giovane orientale il quarto membro del gruppo: una figura per lei ben più rassicurante e familiare - tranne che per la mancanza di indumenti. Il dottor Phlox era intento a fissare lei e le altre donne nude con un sorrisetto stampato sul volto, come se la situazione in cui si trovava non fosse affatto strana, e la cosa rese Hoshi ancora più felice ed elettrizzata all'idea di 'sperimentare' un po' il medico di bordo.

"Guardiamarina!" esclamò in modo gaio il Denobulano non appena la giovane orientale si mise in piedi, avvicinandosi poi a lei. "Che sorpresa trovarla qui! Non credevo avesse simili... gusti in fatto di svago."

Le parole dell'amico e collega fecero tentennare la giovane asiatica per un istante, prima che questa si rendesse conto che l'ologramma del dottore si stava sicuramente riferendo all'ambiente in cui si trovavano, considerandolo reale e non una riproduzione virtuale. Per un istante Hoshi si trovò comunque a considerare la reale situazione in cui ora si trovava: nuda, su di un ponte ologrammi, in una nave del futuro, in compagnia di un'altra viaggiatrice del tempo, di una donna del ventitreesimo secolo e di un ologramma con le fattezze di T'pol, tutte reduci da vari accoppiamenti saffici e non con individui con cui - nel suo caso - non si sarebbe mai comportata in quel modo nella realtà. Subito dopo, però, nella mente della giovane orientale si fece strada un altro pensiero, ovvero che il dottore si stava rivolgendo a lei in maniera cordiale nonostante l'avesse appena scoperta in un locale alieno, priva di indumenti e in veste di prostituta: Hoshi si trovò a chiedersi cosa avrebbe fatto il vero Phlox in una situazione simile - o se lei si sarebbe mai prestata a fare una cosa simile nella realtà - e la somma di tutte queste riflessioni ebbe l'effetto di eccitare enormemente la giovane guardiamarina, che decise quindi di stare al gioco e 'servire' il dottore come se fosse davvero un suo 'cliente'.

"Beh, che posso dirle?" disse Hoshi con nonchalance, comportandosi come se anche per lei la situazione fosse normale. "Ogni tanto anche io ho bisogno di divertirmi... e a quanto pare anche lei gradisce questo tipo di relax."

"Beh," iniziò il dottore, piegando le labbra in un'espressione naturale quanto ridicola. "...trovo piacevole sfogare un po' della tensione accumulata al lavoro con qualcosa di semplice, naturale e innocuo come il sesso."

Hoshi trovò improbabile che un individuo come il dottor Phlox potesse conoscere il significato della parola 'tensione', ma dal punto di vista logico le parole dell'ologramma non erano sbagliate, in fondo.

"E' vero." rispose la giovane. "E... non le da alcun fastidio l'idea di... 'sfogarsi' con me?" chiese con un certo imbarazzo Hoshi, curiosa di vedere quale sarebbe stata la reazione dell'ologramma.

"Ma certo che no." disse Phlox in tono gioviale. "Sinceramente l'ho sempre trovata una persona affascinate e attraente... anche se sarebbe stato inopportuno chiederle di... entrare in intimità con me sull'Enterprise, per via del nostro rapporto di lavoro."

Hoshi, a quella parole, si sentì ancora più eccitata e felice: se il programma del dottore, come quello di T'pol, era basato sulle annotazioni dell'originale registrate nel computer di bordo, ciò che aveva appena detto il falso Phlox era la conferma che anche il suo amico e collega era intimamente interessato a lei, e l'idea di poter realizzare - anche se in maniera indiretta - i desideri del Denobulano era un'idea estremamente piacevole.

"Uhm, capisco..." cominciò a dite la ragazza asiatica, inginocchiandosi al contempo per terra. "...in tal caso, ora lasciamo perdere i gradi o la deontologia professionale... e vediamo di godere della reciproca compagnia. Le va?"

Prima che l'ologramma di Phlox potesse rispondere, Hoshi andò ad afferrare il membro del dottore - trovandolo di dimensioni non indifferenti, tra l'altro - e se lo portò alla bocca, iniziando poi a stimolarlo. Il gemito di piacere dell'amico fece capire alla giovane che stava facendo la cosa giusta, facendole quindi incrementare la velocità dei suoi movimenti. Poco più tardi altri gemiti giunsero alle sensibili orecchie dell'ufficiale alle comunicazioni dell'Enterprise, facendo spostare lo sguardo di quest'ultima su ciò che stava avvenendo attorno al materasso centrale della stanza: Uhura stava venendo accarezzata tra le gambe dal Tellarite, che la stava al contempo leccando il seno, e apparentemente la giovane del ventitreesimo secolo era del tutto persa in quelle sensazioni, con la testa reclinata all'indietro e i capelli raccolti in una coda dondolanti nel vuoto; Sette era stesa a terra e stava subendo le attenzioni del Ferengi, inginocchiato sopra di lei e intento a massaggiarle i fianchi e il seno, cosa che non sembrava turbare la donna bionda in quanto teneva le braccia tese sopra la testa, senza tentativi di ribellarsi; T'pol, invece, era letteralmente tra le grinfie dell'alieno misterioso, che la stava tenendo sollevata per i fianchi davanti a sé, mentre con la lingua le stimolava la zona inguinale, causandole evidentemente un grande piacere visto che l'ologramma scuoteva la testa a destra e a sinistra con gli occhi chiusi.

A Hoshi sarebbe piaciuto continuare a osservare le piacevoli torture a cui stavano venendo sottoposte le sue compagne, ma in quel momento aveva un altro compito: soddisfare il suo cliente - e amico - Phlox.

Una volta che il sesso del dottore fu del tutto eretto, Hoshi lo liberò dalla prigione del suo cavo orale, alzandosi poi in piedi e afferrando la mano del Denobulano, conducendolo fino al materasso e voltandosi infine verso di lui.

"Prego, si stenda." disse la giovane orientale come avrebbe fatto una massaggiatrice professionista ad un avventore. Non appena Phlox si fu sdraiato di schiena sul giaciglio, Hoshi si portò gattonando sopra di lui, fino a che i loro inguini non furono allineanti.

"Allora..." disse ancora Hoshi, afferrando l'asta del dottore e indirizzandola verso la sua femminilità. "...da quanto tempo desiderava vedermi così? Nuda, disponibile ed eccitata... magari sul suo tavolino per le analisi?" chiese Hoshi, sentendosi felice e eccitata per il suo comportamento trasgressivo.

"Ammetto che ho avuto più volte il pensiero di accoppiarmi con lei... specialmente sotto la doccia, se posso aggiungere." disse il dottore in un tono meno gioviale e più eccitato, ma comunque gentile. "E non posso che essere felice di poter finalmente realizzare le mie fantasie con lei."

Quell'ultima frase, detta come se fosse stata pronunciata dal vero Phlox, fece sentire Hoshi felice e appagata come non mai: solo in quel momento infatti la giovane orientale si rese conto che, con quella simulazione, era come se stesse facendo emergere la vera natura dei suoi compagni di viaggio, liberandoli da tutte le regole e i formalismi a cui erano da sempre costretti, permettendo loro di vivere le esperienze che da sempre desideravano compiere.

Lei compresa.

"Anche io ne sono felice." disse Hoshi sinceramente, senza pensare alla simulazione o al suo ruolo fittizio. "E ora, divertiamoci... un po'... insieme... ah!" concluse la ragazza, abbassandosi lentamente sull'asta di Phlox fino a che questa non fu tutta dentro di lei.

Hoshi iniziò ad andare su e giù ad occhi chiusi, concentrandosi sul piacere che l'amplesso con l'amico le stava procurando, emettendo ad ogni movimento un gemito di piacere. Poco più tardi la ragazza sentì le mani di Phlox iniziare ad accarezzarla sui fianchi, sul seno, passando ai glutei per poi risalire, in una danza sensuale e piacevole che rese la giovane ancora più felice.

Ricordandosi delle sue compagne di 'sperimentazione', Hoshi si voltò a cercarle, trovandole impegnate a loro volta in rapporti intimi con esseri alieni: Uhura era inginocchiata supra il pube del Tellarite, impegnata a muovere il bacino avanti e indietro ad occhi chiusi, mentre il suo partner era seduto e impegnato ad accarezzare e leccare il petto e i fianchi della ragazza; Sette di Nove era sdraiata supina e con le gambe piegate, mentre il Ferengi la penetrava con forza muovendosi avanti e indietro sopra di lei; T'pol invece stava venendo posseduta dall'alieno gigante come se fosse una bambola di pezza, ancora sorretta dall'essere per i glutei e con le braccia intorno al suo collo. I gemiti della vulcaniana erano ben udibili, a riprova del piacere che l'amplesso le stava procurando.

Nel vedere le altre donne pervase dal piacere Hoshi sentì un nuovo fiotto di felicità attraversarla, percependo poi le avvisaglie del suo imminente orgasmo. Poco più tardi il respiro della giovane orientale aumentò di frequenza, e infine il suo corpo si tese come una corda di violino, piegandosi all'indietro, mentre veniva attraversato dall'estasi del climax. Quasi nello stesso momento anche il volto di Phlox si corrugò e le mani del Denobulano andarono a stringere con più forza i fianchi del guardiamarina, mentre diversi fiotti di seme olografico fuoriuscivano dal membro dell'uomo e si riversavano nel corpo di Hoshi.

La ragazza asiatica percepì la presenza dentro di lei dell'essenza dell'amico poco più tardi, non appena i postumi del suo orgasmo si dissiparono, e una tale sensazione fece sorridere la giovane, felice di aver realizzato un'altra delle sue fantasie erotiche - nonché una di quelle di Phlox.

Poco dopo altri gemiti fecero voltare Hoshi verso le altre donne presenti, potendo così assistere al raggiungimento del piacere sia loro che degli ologrammi intente a possederle: il primo a raggiungere il climax fu il Ferengi, che si tese sopra il corpo di Sette; immediatamente dopo fu la bionda ex-borg ad conseguire l'orgasmo, spalancando la bocca in un urlo silenzioso e piegando la testa all'indietro; il Tellarite e Nyota giunsero all'apice del piacere quasi in contemporanea, mentre l'alieno intento a penetrare T'pol emise un verso animalesco mentre si scaricava dentro di lei, cosa che apparentemente fece scattare anche l'orgasmo della vulcaniana, visto che si piegò all'indietro in una posa quasi innaturale, gridando silenziosamente ad occhi chiusi.

Poco più tardi tutte le donne vennero liberate dalla stretta dei loro rispettivi 'clienti', che si separarono da loro lasciandole ansimanti sul materasso o - nel caso di T'pol - venendo adagiate su di esso con poca delicatezza.

"Che cosa gliene è parso, guardiamarina?" chiese l'ologramma di Phlox a Hoshi, che tornò a guardarlo in volto.

"E' stato magnifico." rispose la ragazza, piegandosi sull'amico e baciandolo velocemente sulle labbra. "Grazie."

"Ne sono lieto." disse Phlox. "Ora... che ne dice di andare ad occuparsi degli altri avventori? Credo la stiano aspettando..."

A quelle parole Hoshi si voltò verso gli altri alieni, constatando che il Tellarite e il Feregi si stavano scambiando di posto, rivolgendosi un cenno di intesa nel frattempo, mentre l'individuo della specie sconosciuta stava venendo verso di lei. D una tale vista, Hoshi piegò le labbra in un sorrisetto divertito. Aveva un lavoro da compiere, in fondo.

"Va bene," disse la giovane orientale alzandosi da sopra Phlox. "Lei invece dovrebbe andare a vedere come sta T'pol. Sembra che l'amplesso con quell'alieno l'abbia piuttosto provata..."

L'ultima frase pronunciata da Hoshi, comunque, era rivolta più che altro a sé stessa, visto che era chiaro che sarebbe stata lei la prossima ad accoppiarsi con l'individuo in questione.

"Non si preoccupi, mi occuperò io di lei." disse l'ologramma del Denobulano, alzandosi poi in piedi.

Mentre Phlox si dirigeva verso la falsa T'pol, la giovane asiatica si volto ad osservare l'alieno gigante, provando un brivido di paura misto ad aspettativa quando lo vide torreggiare sopra di lei.

"S-salve." disse la giovane, sorridendo forzatamente. "Ecco... come desidera..."

"Silenzio, umana." tuonò l'individuo in un tono che non ammetteva repliche. "Tu sei solo una preda degli Irogeni ora, quindi non tentare di ribellarti."

Hoshi non avrebbe tentato di opporsi in ogni caso, in quanto era evidente che non avesse alcuna possibilità di fuggire contro un colosso del genere. Inoltre non aveva alcun motivo per farlo: la ragazza asiatica aveva visto quanto forti fossero state le reazioni di T'pol durante il coito con l'alieno e, sotto il velo di titubanza dovuto all'imponenza dell'individuo in questione, la giovane orientale desiderava sperimentare le stesse sensazioni della sua superiore in grado.

Per questo motivo non si oppose quando l'alieno la afferrò per i fianchi, sollevandola poi in aria, ma anzi si affrettò a piegare le gambe e a portare le braccia attorno al collo dell'Irogeno, sentendo un brivido di eccitazione attraversarle le membra quando si sentì muovere con estrema facilità dal gigante, venendo infine a contatto con il suo torace, trovando la sua pelle rigida ma calda. Un secondo più tardi, con un movimento fluido, l'alieno abbassò Hoshi fino a far venire il contatto la punta del suo sesso con il fiore della ragazza, che provò per un'istante un moto di paura all'idea di stare per venire penetrata dal membro del gigante - di dimensioni proporzionate alla sua statura. Un istante dopo la paura cedette il passo al dolore quando l'asta dell'Irogeno penetrò dentro di lei, sostituita nuovamente subito dopo da un senso di riempimento e di piacere mai sperimentato prima, cosa che fece assumere ad Hoshi un espressione di pura estasi. Un secondo dopo L'alieno cominciò a muovere il corpo della ragazza su e giù, facendo entrare e fuoriuscire il suo sesso nel fiore della giovane, causando a quest'ultima un piacere indescrivibile che il giovane guardiamarina cominciò ad esternare emettendo suoni inarticolati, a metà tra gemiti di dolore e grida di felicità.

Mentre Hoshi veniva sottoposta a quell'amplesso forzato, il Tellarite si era posizionato tra le gambe ancora aperte di Sette, penetrandola subito dopo, mentre il Ferengi aveva fatto mettere Uhura a quattro zampe, con il volto appoggiato al materasso, e aveva poi iniziato a possederla da dietro, senza risparmiare le energie dei suoi colpi. T'pol e Phlox si erano invece intrattenuti a parlare per circa un minuto, prima che il Denobulano facesse distendere la vulcaniana di schiena per poi posizionarsi tra le sue gambe, iniziando poi a possederla sorridendo.

Hoshi nel frattempo aveva perso la cognizione del tempo: il piacere che stava provando tramite l'amplesso con l'Irogeno era troppo per lei, tanto che non era riuscita a capire se avesse già raggiunto l'orgasmo o meno, e se si quante volte. La cosa di cui si accorse, però, fu quando l'alieno raggiunse l'orgasmo, muggendo come un toro mentre depositava diversi fiotti di liquido seminale dentro di lei. In quel momento Hoshi comprese perché T'pol aveva reagito in quel modo poco prima: era come se stesse venendo riempita con un caldo fluido rinvigorente, sensazione che già da sola l'avrebbe condotta al culmine del piacere. Oltre a ciò, il pensiero che un tale liquido - olografico o meno - avrebbe potuto metterla incinta causò ad Hoshi l'orgasmo più squassante di sempre, facendole estrarre la lingua e girare gli occhi all'indietro, mentre veniva completamente sommersa dal piacere.

Un secondo più tardi tutto si fece buio.