Un ansito collettivo si alzò dalla folla riunita che osservava Santana mentre si inginocchiava davanti a Brittany e le prendeva una delle mani fra le sue. Santana fece un sorrisetto ed arricciò il naso mentre guardava l'altra ragazza. "Credono che ti chiederò di sposarmi," mormorò affinché soltanto Brittany e Paperino, guardia papera, potessero udirla.

Brittany sorrise consapevole. "Ma siamo già sposate."

"Lo so." Santana abbassò anche l'altro ginocchio in modo da inginocchiarsi del tutto davanti a Brittany, in un'appropriata posizione per implorare il suo perdono. "Scusami. Siamo sposate e ti amo e mi dispiace se faccio schifo a dirtelo." Avvolse le braccia attorno alla vita di Brittany e alzò lo sguardo verso di lei. "Oggi mi sono successe un sacco di cose brutte e voglio dirti tutto ma questi ragazzi," fece cenno verso la folla dietro di lei, tutti in punta di piedi cercando di origliare la conversazione privata. "Stanno seriamente mettendo alla prova i miei nervi e faccio fatica a controllarmi senza di te." Fece un respiro profondo. "Quello che sto cercando di dirti è che Disney World fa schifo. No, cioè, fa schifo senza di te. Cioè, io faccio schifo, ma meno se tu sei con me."

"Che romantica," la schernì sarcastico Paperino. "Non riesco a immaginare cosa tu ci veda in lei."

"Chiudi quel forno papero," Santana lo fulminò con un'occhiataccia. "Perché tu parli? Topolino sta zitto."

"Pft-favore, con patetico parassita non ha fatto film per venti anni."

"Basta!" Brittany interruppe decisa il litigio prima che potesse sfociare in violenza, li conosceva entrambi molto bene. Entrambi si zittirono un poco imbarazzati.

Brittany si inginocchiò specchiando la posizione di Santana e gentilmente sollevò una mano sul livido sullo zigomo dove Campastronza l'aveva colpita. "San, stai bene? Ti stai comportando un po' stranamente."

"Perché tutti quanti me lo chiedono? Non posso dirti che ti amo senza essere strana? Voglio dirlo! Ci ho messo anni per essere capace di dirlo e adesso è strano?"

"So che lo intendi, l'ho sempre saputo. Lo sai che stai parlando davvero veloce e dondolando con la testa?"

"Non sono io, sono i Pixy Stix. Ho trovato gli Stix, questo posto è davvero magico."

"No!" gridò Brittany inorridita. "Sai che sono proibiti dopo l'ultima volta! San, ti sei rotta tre costole!"

"Va tutto bene. Non ne mangerò più, giurin giurello. Santana strinse solennemente il mignolo. Brittany non esitò a prenderlo. "Sei ancora arrabbiata con me?" Santana fece la sua miglior imitazione del broncio di Brittany ma Brittany ridacchiò semplicemente.

Brittany posò la fronte contro quella di Santana. "No, non lo sono. Mi dispiace di averti detto di andartene, non volevo. Mi sei mancata."

Santana avvertì la tensione dissiparsi adesso che si era comodamente sistemata vicino alla quiete di Brittany. "Cosa è successo ai tuoi sette nani dell'apocalisse?"

"Dovevano andare al lavoro."

'Hi ho, hi ho/ it's off to work we go'

(Ei oh, ei oh/ Andiam andiam andiamo a lavorar)

La banda calypso riattaccò con la musica, si unì anche il pubblico curioso che chiedeva disperatamente cosa stesse succedendo e se fosse parte dell'esperienza al parco Disney. Santana alzò gli occhi ed emise un ringhio. "Possiamo andarcene prima che debba tappargli la bocca per sempre?" Ho così tante cose da dirti," implorò Santana."Ed ho una sorpresa per te," sorrise scioccamente sentendosi leggermente ubriaca sotto il potere del sorriso di Brittany.

'Hi ho, Hi ho/ It's home from work we go/ Hi ho, hi ho, hi ho, hi ho.'

(Ei oh, ei oh/ A casa a riposar/ Ei oh, ei oh, ei oh, ei oh)

Notando il guizzo di fastidio negli occhi di Santana, Brittany decise che sarebbe stata una buona idea allontanarsi dall'influenza della folla ficcanaso e canterina. Probabilmente era meglio non sforzare più Santana per quel giorno. Si alzò, trascinando con sé Santana in modo da trovarsi in piedi insieme a lei. "Allora andiamo." Brittany abbracciò Paperino. "Grazie grande P." Lui le sussurrò qualcosa nell'orecchio e lei gli picchiettò sulla spalla. "Non preoccuparti, so gestirla io."

Santana guidò Brittany fuori dall'esasperante folla, la banda fece per seguirle ma ci pensò due volte quando Paperino esplose in un arrabbiato starnazzamento. "Non dimenticatevi dei baci del vero amore," gridò loro la banda.

Santana mostrò loro il dito medio.

"Cosa ci vedi in quel papero? E' un lunatico del cavolo e sclera senza motivo. Invece Topolino è un figo. Così rilassato e tranquillo e felice di vivere."

Brittany alzò un sopracciglio realizzando che Santana aveva appena descritto loro due senza però rendersene conto. "E' il mio preferito," replicò con un consapevole sorriso. "Dove stiamo andando?" La mano di Brittany era saldamente stretta in quella di Santana mentre camminavano verso il negozio di Pixy Stix e l'entrata segreta dei tunnel sotterranei. Ouch, sì, Santana non l'avrebbe lasciata di nuovo andare.

"Uh, in realtà ti ho tipo offerto volontaria per volare dal castello prima dei fuochi d'artificio."

Gli occhi di Brittany si spalancarono e la guardò incredula a bocca aperta. Un altro sogno Disney che diventava realtà. Era stato sulla sua lista ma non si sarebbe mai aspettata che succedesse davvero. Santana era come magica. Poi doveva andare avanti e rovinare tutto. Santana proseguì, "Col fatto che Campas-, ehm, nellino è malata."

"Malata?"

"A causa di ferite subite provando..." Santana deglutì nervosamente. "Ehm, uh... provandoci con te."

Si guardarono. Il petto di Santana ansimava con profondi e nervosi respiri. Merda, dopo tutte le seccature di oggi sto di nuovo rovinando tutto.

"Dobbiamo parlare," sospirò Brittany.

"Ancora? Non è andata benissimo l'ultima volta che l'hai detto."

"Questa volta ti impegnerai di più, vero?"

Santana si leccò le labbra nervosamente, la bocca le si era improvvisamente seccata. "Mmmm. Voglio dire, certo."

"E Campanellino?"

"E Campanellino cosa?" borbottò Santana con un lento respiro, preoccupata di cosa stava per accadere. "Ti ha colpito. Non è permesso. E comunque, le fate sono stupide cazzo."

"Ogni volta che qualcuno dice così una fata muore."

Santana grugnì. "Pazienza."

Il labbro di Brittany cominciò a tremare. "Devo spiccare il volo da un castello delle favole e tu non mi credi?"

"Cosa? No, no no no no no. Non intendevo assolutamente questo!" Cinque secondi dopo Santana stava battendo le mani, tutto tranne che appassionatamente, con uno sguardo di rimprovero sul viso che se fosse stato intravisto da qualsiasi fata rianimata, sarebbe morta di nuovo sul colpo. "Io credo nelle fate io credo nelle fate davvero davvero davvero," ringhiò con la mascella serrata.

"Ci devi credere davvero," disse Brittany guardando freddamente i suoi tentativi di salvare le fate.

Santana non era sicura al cento percento che Brittany credesse a tutta questa merda. Non poteva, vero? Ma sicuro come l'inferno che non avrebbe rischiato. "Felice adesso?"

Brittany sorrise con sufficienza. Poteva far fare a Santana di tutto, era vero. Santana si rese conto di essere stata appena presa in giro ma si limitò a sorridere felice a Brittany come una scema.

Fuori dalla finestra un cartello recitava 'Pixy Stix - SOLD OUT' mentre giravano intorno verso il retro del negozio. Appoggiato contro il muro vicino alla porta d'ingresso della crew dove era entrata di nascosto quel giorno, c'era Pippo. Santana lo guardò con espressione accigliata, avrebbe dovuto eliminarlo o prenderlo a calci nel culo? Entrambi o nessuno.

"Signorine," annuì lui apparentemente indisturbato dalla loro presenza. "Ehi Britt," disse. Santana lanciò a Brittany uno sguardo confuso mentre lei e Pippo si abbracciavano.

"Ciao Pippo," sorrise Brittany. Lui si voltò verso Santana. Brittany le dette un colpetto col gomito cercando di suggerirle una specie di risposta socialmente accettabile.

"Ehm ciao? ...Pippo."

Lui annuì bruscamente. Brittany le dette un'altra piccola gomitata. Santana alzò gli occhi ricevendo il messaggio. "Dunque. E' davvero meraviglioso che tu sia proprio qui, adesso. Perché volevo dirti, sai, a proposito dell'altro giorno. Mi dispiace da morire. Non volevo che succedesse tutto quello che è successo con la tua testa che rotolava via e tutto. Oh, e sono davvero felice che quel branco di bambini non ti abbiano cavato gli occhi."

"Non ti preoccupare. Brittany mi ha spiegato," disse Pippo. "Siamo a posto."

"Davvero? L'ha fatto? Oh, l'ha fatto. Grandioso, credo." Santana sollevò un sopracciglio, confusa. "Aspetta. Torniamo un secondo indietro. Come fai a conoscere Brittany?" domandò sospettosa. "E sono abbastanza stufa

"Tutti qui a Disney conoscono Brittany," spiegò Pippo, "E te," concluse minaccioso. Pippo alzò due dita e le mostrò il gesto del 'ti tengo d'occhio. "La vostra cosiddetta 'fata madrina' mi ha imbrogliato e mi ha fatto aspettare qui per portarvi a destinazione. Perché ci avete messo così tanto? Hai avuto problemi nel convincere Brittany che non sei pazza? Ci avete messo anni e mi stanno aspettando al Norway per un party vichingo, quindi seguitemi che vi porto al castello." Pippo aprì la porta ed entrò mentre le ragazze lo seguivano.

"Fata madrina?" Brittany afferrò il braccio di Santana eccitata. "Di cosa sta parlando?"

"Fa parte della sorpresa."

"Ma mi hai già detto che volerò dal castello."

"Sì, la sorpresa è quando guarderai giù dal tetto," brontolò Pippo.

Santana scosse la testa con uno sguardo da 'chiudi il becco'. Passò i successivi dieci minuti camminando nei tunnel con Brittany saldamente aggrappata al suo braccio che blaterava di quanto fosse eccitata e quanto sarebbe stato magnifico e degli effalumpi e delle posate danzanti che aveva incontrato nel parco. Santana annuiva soltanto e sorrideva e assorbiva tutto quanto, ridicolamente felice di avere la sua complice proprio dove apparteneva. Nessuna delle due prestò attenzione a Pippo finché lui si fermò di colpo e loro sbatterono contro la sua schiena. Un altro membro dello staff Disney era in attesa vicino ad una porta con un cartello sul quale era scritto 'Castello delle favole'. "Eccoci qua, vi lascio con Brad."

"Ehi Brad," Brittany gli sorrise felice.

"Ehi Britt," rispose lui abbracciandola, troppo per la confusione ed irritazione di Santana. Soprattutto irritazione. C'erano troppi abbracci fra le altre persone e Brittany.

"Tu non vieni?" domandò Santana a Pippo, che stava scorrendo il dito sul suo Blackberry.

"Nah. La mia testa si incastra sulle scale. Stammi bene, Santana."

Uh, anche tu fratello."

"A dopo Brittz"

"Ciao Pippo, stai attento, ti voglio bene," Brittany lo abbracciò ancora e fece un cenno di saluto con la mano mentre lui spariva nel tunnel.

Brad le condusse attraverso una porta e su una scala a chiocciola verso la torre principale del castello. Mentre arrancavano sugli scalini il walkie talkie segnalò l'arrivo di una chiamata.

'Ci sono dei bambini che nuotano nel fossato. Qualcuno li faccia uscire.'

I tre uscirono sul tetto del castello delle favole ritrovandosi su un piccolo balcone, grati dell'incredibile panorama dall'alto sul Regno Magico. I lampioni delle strade brillavano alla luce del tramonto, una folla di persone aspettavano felicemente nella piazza davanti al castello e lungo le strade principali, pronte per lo show serale. L'atmosfera della notte era colma di brusii di conversazione e trepidante attesa. C'era magia nell'aria ed entrambe le ragazze potevano avvertirla. A Santana venne la pelle d'oca e si strofinò le mani sulle braccia nonostante la notte calda. Avvertendo la sua reazione, Brittany le strizzò la mano e le sorrise, sporgendosi verso di lei.

"Okay," disse Brad, spezzando la magia nella quale erano cadute le due ragazze. "Devo andare a ripescare quei bambini. Tutto ciò che devi fare è metterti il costume di Campanellino che è lì" Agitò la mano in direzione dei vestiti di Campanellino appesi sul tetto in attesa del volo notturno. "L'imbracatura è già pronta all'interno. Si collega in questo modo al cavo metallico." Fece una dimostrazione, poi la sganciò e la porse a Brittany. "Capito?"

"Certo," confermò Santana, quando Brittany non aveva nemmeno ascoltato, totalmente rapita dalle luci scintillanti sotto il castello e quanto alto e lontano fosse il suolo.

"Non preoccuparti. Brittany?" Santana le diede un colpetto per attirare la sua attenzione. "Scivolerai lungo il cavo che termina su quel tetto." Lui puntò il dito verso un edificio sul lato opposto della piazza dove luccicava una luce verde. "Ci sarà qualcuno quando atterrerai e ti aiuteranno con l'imbracatura e tutto il resto. Poi tu," indicò Santana "Devi scendere immediatamente dal tetto dopo che lei ha volato perché spareranno i fuochi d'artificio, in grande stile. Hai cinque minuti dal momento del volo." La sua radio gracchiò di nuovo.

'Hanno attraversato il fossato e stanno scalando il muro del castello. A tutte le stazioni, siamo sotto attacco.'

"Sono tutti comici," mormorò Brad fra sé e sé, "C'è un interfono sul muro, ti diranno quando volare. Devo correre adesso. Buona fortuna, Brittany. Sarai meravigliosa," le fece un gran sorriso e si abbracciarono ancora molto con disgusto di Santana.

"Cos'è tutto questo abbracciare?" farfugliò gelosa Santana dopo che Brad se ne fu andato lasciandole sole sul tetto.

"Sono miei amici. Mi sono fatta un sacco di amici Disney quando ho portato Campanellino, che si chiama Hailey fra l'altro, all'area dello staff per far controllare il suo naso."

Santana aggrottò le sopracciglia e non poté fare a meno di grugnire, non le importava un accidenti di come si chiamasse Campastronza. Il cipiglio venne spazzato via dal suo viso e rimpiazzato da un respiro stupefatto quando Brittany si avvicinò e la abbracciò forte, sussurrandole nell'orecchio. "Continua quello che stavi dicendo prima. Hai detto che sono... cosa? Cosa sono io per te?"

Oh mio Dio me lo fa fare ancora. "Lo sai cosa sei per me."

"Dillo." Il suo respiro le solleticò dolcemente l'orecchio.

"Tutto."

"E' dolce ma dillo."

"Mia," ammise Santana appassionatamente, e la strinse ancor più stretta. Per la prima volta dall'Incidente di Las Vegas, Santana voltò la testa ed iniziò un bacio, al quale Brittany rispose felice.

Un minuto e chissà quanto tempo dopo per le due amanti, un riflettore si accese e tutta la folla sottostante le vide. Santana non sentiva altro che Brittany, Brittany, Brittany, finché un rumore di sottofondo aumentò progressivamente e insistette per avere la loro attenzione.

'Riesci a sentire l'amore stanotte?/ La pace della sera porta/ Il mondo, per una volta, in perfetta armonia/ Con tutti i suoi esseri viventi'

La banda di Santana le aveva trovate.

Facendo una risatina le ragazze scesero dal tetto per uscire dalla luce del riflettore, fermandosi quando colpirono il terreno mentre Brittany si agitava goffamente. "Sono seduta su qualcosa." Si alzò da un tubo di cartone con un coperchio di plastica legato con uno spago ma lo gettò lontano disinteressata mentre Santana la baciava di nuovo avidamente. Il tubo rotolò sul pavimento indisturbato ad attraverso la porta dalla quale era uscito Brad qualche minuto prima. Fece un suono delicato mentre rotolava giù per le scale verso il magazzino e si fermò quando colpì una cassa, che sul lato riportava la scritta, in grosse lettere nere ATTENZIONE: ESPLOSIVI. Era la stanza dei fuochi d'artificio.

'2 minuti al volo'

"Devo andare a lavorare," mormorò Brittany nella piega del collo di Santana mentre l'altra tracciava una scia di baci lungo la sua mascella.

"Hmmm," Santana emise un vago suono senza prestarle attenzione. Il rumore colpì la pelle di Brittany facendola fremere in anticipazione. "Domani faremo le giostre sulla tua lista e faremo sesso sopra ognuna di esse. Stile luna di miele".

Brittany squittì eccitata e si scostò per sorriderle in adorazione. "Davvero? Luna di miele?"

"Sì, luna di miele," sospirò Santana felicemente.

"E quella che va a testa in giù?"

Il sorriso vacillò per un secondo. "Potrebbe essere un problema," ammise Santana. "Ma se tu mi distrai, posso andare su tutte le giostre spaventose. Non so perché non ci ho pensato prima."

"Perché eri ancora in fase di negazione." Prima che Santana potesse protestare il volume si alzò e la radio vibrò ancora...

Riesci a sentire l'amore stanotte?/ Avete bisogno di non guardare troppo lontano/ Rubare attraverso le incertezze della notte/ L'amore è dove sono

'Un minuto al volo'

Brittany dovette respingere le mani di Santana per 'aiutarla' ad indossare il costume da Campanellino. Sbriciando sotto la torre Brittany affrontò il nervosismo dell'ultimo minuto.

"Sai quella sensazione che hai quando sei su qualcosa di veramente alto e vuoi soltanto saltare giù?"

"Certo."

"Non me la sento." Si voltò verso Santana con gli occhi spalancati e preoccupati. "S, non so se ce la posso fare."

"Devi volare B, devi. Tutti stanno aspettando il volo di Campanellino. Guarda tutte quelle persona laggiù. Ce la puoi fare!"

"Sembrano formiche. Potrei schiacciarle. N-non posso."

"Sì che puoi."

"Non sono una fata, non posso volare. Non voglio morire, sto per morire?"

"Sì...ma non oggi. Pensa a Dumbo. Dumbo pensava di non poterlo fare e l'ha fatto. La nostra fata madrina ti sta aspettando all'altro capo del cavo e c'è la magia Disney che sgorga da ogni parte qui a Disney World."

"San..."

"Ti fidi di me?"

"Sempre."

"Mi ci è voluto un po' ma sto capendo questa cosa della magia Disney. C'è qualcosa nell'aria qui, posso sentirla. So che ce la puoi fare e so che lo adorerai una volta volato. Sarò giù più in fretta che posso, correrò."

"Chi è?" La curiosità di Brittany ebbe la meglio sul suo nervosismo.

Santana fece un sorrisetto. "Vedrai."

'Preparasi al volo. Dieci. Nove.'

"Ti amo," dichiarò Santana.

'Otto. Sette.'

"Ti amo anch'io. Non lo stai dicendo solo perché sto per morire, vero?"

'Sei. Cinque.'

"Cosa? No! Non lascerò che niente ti faccia del male e non permetterò che tu muoia. Che razza di promessa folle è mai questa, Lopez? le gridò la sua stessa testa.

Sollevò la mano per sostenere Brittany mentre saliva sulla piattaforma di lancio.

'Quattro. Tre.'

"Devi badare al mio gatto dopo la mia morte." Santana afferrò Brittany costringendola a piegarsi da dove era appollaiata e le diede un veloce bacio sulle labbra.

'Due. Uno, e volo!"'

E con un abbagliante sorriso Brittany volò via nel cielo notturno circondata da stelle e grida e amore mentre tutti la stavano guardando.