Santana corse più velocemente di quanto non avesse mai fatto in vita sua, le piccole gambe martellavano senza sosta sul suolo. Adesso più che mai era veramente grata per i duri allenamenti delle Cheerio. Giù e giù e giù e giù per la scala a chiocciola dalla torre finché raggiunse il suolo e fece un allungo fuori, urtando contro il pubblico che ancora faceva 'Oooh' e 'Aaa' dall'esibizione di Brittany sopra le loro teste. Da qualche parte lì vicino una radio crepitò.

'Piccolo ritardo con i fuochi d'artificio grazie ai tre bambini nel fossato. La sicurezza li ha presi. Procederemo a breve'

Un tonfo dal fossato catturò l'attenzione di Santana mentre passava in fretta. Tre ragazzini stavano cercando di ricreare la scena della battaglia de La Sirenetta ma erano stati trascinati fuori dall'acqua da qualcuno dello staff Disney molto bagnato e imbronciato.

Con un sorrisetto continuò verso la sua destinazione. La guardia di sicurezza all'entrata del tetto di atterraggio di Campanellino lanciò uno sguardo a Santana, che veniva verso di lui come una valanga ed le aprì la porta senza fare domande. Una volta sul tetto Santana trovò ciò che stava cercando.

"Guarda San! E' Barbra!" squittì Brittany, deliziata dalla sua posizione con le braccia strette alla vita della sua fata madrina, col braccio di Barbra attorno alla sua spalla mentre Santana le raggiungeva ansimando.

"Lo so," disse Santana con un sorriso e le stritolò in un abbraccio. "Sei stata meravigliosa, B." Poi si spostò verso il fianco di Barbra opposto a Brittany e la abbracciò cercando il braccio di Brittany dietro Barbra e intrecciando le loro dita. Barbra mise le braccia attorno ad entrambe.

"Okay?" mimò con la labbra Barbra a Santana.

Lei sorrise e annuì. "Grazie."

"Stavo dicendo a Babs, ha detto che posso chiamarla così, della nostra foto di matrimonio che ho messo nella sala del coro."

"Oh Dio sì, grazie per quella. Britt la adora. L'ha messa proprio accanto ai nostri trofei del Glee."

"Come va? Il Glee."

"Andremo alle Nazionali!" gridò Brittany ancora eccitata dal suo volo.

Barbra le guardò genuinamente impressionata. "Voi ragazzi dovete essere proprio bravi."

"Lo siamo," Santana fece spallucce con nonchalance.

"Dovresti decisamente venire e guardarci mentre ci esibiamo," disse Brittany, senza pensare alle implicazioni e ripercussioni di una tale richiesta. "Possiamo prenderti un biglietto! Puoi sederti con mia mamma."

Barbra e Santana si scambiarono uno sguardo divertito. Santana guardò con adorazione Brittany e Barbra le strinse ancor più vicino. "Se ricordo bene, vi ho offerto dei biglietti per il mio spettacolo e avete rifiutato," le prese in giro.

"Non è giusto," considerò Santana seria. "Ci stavamo sposando e stavamo per fare del sensuale e ubriaco sesso da sposate." Barbra sollevò un sopracciglio alla seconda frase. "Troppe informazioni?" le fu chiesto.

Barbra annuì con un sorrisetto. "Controllerò la mia agenda. Niente promesse ma controllerò."

Per Brittany era più di un sì ma ogni discussione fu interrotta da un ronzio muto che si sollevò dalla folla nella piazza sotto di loro e lo spettacolo cominciò.

I fuochi d'artificio esplosero nel cielo notturno creando una tonalità di verde, blu, rosso e oro sopra la folla come una luna tremolante. Colpi e scoppiettii inondarono tutti quanti come onde sonore, deliziando chiunque stesse guardando. Cominciarono dal piano più basso del castello e le fontane di luci scoppiarono illuminando un piano alla volta finché raggiunsero la cime della torre, e poi...

Niente.

'Cosa sta succedendo?' la chiamata venne trasmessa dalla radio di uno dei membri della crew di Disney 'Fate rapporto.'

Ci fu un'esplosione attutita e la cima della torre dalla quale Brittany aveva volato pochi minuti prima esplose in un'accecante eruzione di luci e suoni e rottami. I fuochi d'artificio che avevano distrattamente accantonato sul tetto erano caduti nel magazzino dei fuochi d'artificio e, ancora attaccati alla miccia, avevano dato fuoco all'intero deposito. L'immagine di Brittany che prendeva i fuochi d'artificio e li lanciava lontano attraversò la mente di entrambe le ragazze come un flash, mentre realizzavano quale fosse il loro vero scopo, che non erano semplici tubi di cartoncino a caso che le ostacolavano.

Una scorta di fuochi d'artificio di solito sufficiente per due settimane era esplosa in una volta sola.

Almeno era stata spettacolare.

Il castello tremò, le pareti in pietra sussultarono e polvere che non vedeva la luce del giorno da 40 anni, ovvero da quando la prima pietra era stata posata, scappò. Una fragorosa onda d'urto dalla forza dell'esplosione si propagò nell'aria, tutti quanti guardarono con orrore ciò che volava sopra di loro…

Gli spettatori erano ad una distanza di sicurezza, fuori dalla zona di esclusione solitamente messa in atto per realizzare la distanza minima dal castello del raggio di azione dei fuochi d'artificio. Ora più che mai si dimostrava efficace nel tenere tutti al sicuro. Rigorose procedure di sicurezza assicurarono un'adeguata protezione mentre il castello esplodeva di luci ed implodeva in polvere mentre la struttura si accartocciava su sé stessa.

La temporanea Dannata Trinità guardò inorridita mentre la torre principale dell'emblematico castello Disney, presentato all'inizio di ogni classico cartone realizzato, si sbriciolò sotto il peso dell'esplosione e crollò nel fossato. Barbra sentì Santana e Brittany irrigidirsi dietro di lei e nascosero la testa nelle sue spalle.

"Mio Dio, voi due eravate proprio là sopra! Spero proprio che non ci fosse nessuno," ansimò Barbra sconcertata mentre altra muratura si frantumava e cadeva al suolo, mattoni e malta schizzavano pesantemente nell'acqua.

Una nuvola di polvere cavalcò la restante raffica d'aria e tutti quanti chiusero gli occhi mentre questa li sovrastava. Santana e Brittany si strinsero più forte a Barbra ma in silenzio, tremanti. Non c'era bisogno che parlassero, entrambe sapevano di essere irrevocabilmente e senza ombra di dubbio, totalmente responsabili di questa calamità.

Tranquillamente Barbra assorbì la loro reazione e il senso di colpa attraversò le loro espressioni, poi alzò gli occhi al cielo e le strinse in dolorosa comprensione. "Per l'amor del cielo," lasciò andare un sospiro esasperato realizzando chi in qualche maniera fosse responsabile di quell'enorme fiasco.

Urla e grida riempivano l'aria mentre gli spettatori si allontanavano in fretta dal castello. Qualche bambino stava gridando estasiato dichiarando lo spettacolo, 'La miglior esibizione di fuochi d'artificio che avesse mai visto in vita sua!'. La sicurezza del parco e la crew Disney erano immediatamente entrati in azione ed il loro primo obiettivo era tenere al sicuro la folla, quindi formarono un perimetro attorno al castello caduto e cercarono di calmare il giustamente preoccupato pubblico.

"Cercate di non sembrare troppo colpevoli," sibilò Barbra da un angolo della bocca mentre attorno a loro la crew, dopo aver sganciato Brittany dall'imbracatura da Campanellino, scappò per andare a prestare assistenza. Finalmente le tre rimasero sole sul tetto.

"Come? Come?" farfugliò Barbra incredula. "Ditemelo, come avete fatto?"

Le ragazze non risposero. Ogni compostezza che avevano svanì quando Brittany scoppiò in lacrime e Santana fissò a bocca aperta il disastro. "Oh mio Dio, abbiamo distrutto il castello magico." Le uscì fuori uno strangolato, rotto singhiozzo.

"Cosa facciamo?" gemette Brittany. "Abbiamo appena rovinato il sogni di milioni di bambini nel mondo, San, San, cosa facciamo?" Brittany iniziò a piangere mentre le prendeva il panico.

"Oh cazzo oh cazzo oh cazzo," ripeteva Santana fra sé e sé.

Barbra le guardò mentre Santana stringeva forte Brittany mentre quest'ultima scivolava al suolo in preda a disperati singhiozzi che scuotevano il suo corpo. "Oh buon Dio, voi due! Alzatevi e smettetela di comportarvi come stupide." Una volta ottenuta la loro attenzione proseguì. "Dunque, ecco cosa faremo. Tornate in albergo e lasciate fare a me."

"Potrai essere magica ma non credo tu possa sistemare tutto questo," mormorò Santana.

"Mia cara ragazza, niente sistema tutto questo. Tagliate la corda prima che rompiate qualcos'altro. Non c'è niente che si possa fare eccetto lasciare che queste persone facciano il loro lavoro. Andate e riposatevi. Avete avuto una giornata infernale."

"Ci rivedremo?" tirò su col naso tristemente Brittany. "Credo di no, adesso che abbiamo rotto Disney World."

Santana guardò ansiosa Barbra. Avevano mandato tutto all'aria? Letteralmente.

"Brittany," Barbra mise un dito sotto il mento delle due triste ragazze e sollevò le loro teste in modo che non avessero altra scelta se non guardarla.

"Ho sempre pensato che voi due siate matte e sempre nei guai. Nonostante ciò, o meglio per questo, vi voglio bene, e sarò sempre, sempre vostra amica." Brittany le fece un sorriso bagnato e lasciò andare Santana per abbracciare Barbra. "Non preoccupatevi," mormorò nell'orecchio delle ragazze. "Ho la sensazione che le nostre strade si incroceranno nuovamente. Il destino ha steso una mano." Allungò un braccio verso Santana e la coinvolse nell'abbraccio. "Vieni qui."


Più tardi quella sera, dopo aver saluto Barbra, Santana e Brittany camminavano mano nella mano verso l'hotel, tristemente trincerate in uno stato di stordimento. Si sentivano leggermente tranquillizzate adesso che non potevano vedere la devastazione che avevano causato. Le sirene nella notte impedivano loro di scrollarsi di dosso quel senso di nausea che ancora incombeva su di loro. Erano impreparate per essere accolte dagli amici che si erano fatte il primo giorno. Le papere le riconobbero perché avevano dato loro da mangiare e avevano l'impressione che sarebbe successo di nuovo. Quando non accadde decisero di vedere che sapore aveva un essere umano e le inseguirono attorno allo stagno.

Erano due ragazze molto tristi che volevano soltanto gettarsi a letto quella sera. Brittany seppellì la testa nel cuscino ma Santana poteva sentirla singhiozzare cercando di trattenere le lacrime. Santana sentì come se fosse stata sventrata e non fosse rimasto più niente. Questo era quasi peggio di quando Brittany le aveva detto di andare via. Quasi.

Santana avvolse le braccia attorno a Brittany e la strinse mentre piangeva silenziosamente. Le lacrime di Brittany le spezzavano più il cuore della sua stessa tristezza.


All'alba, dopo una notte insonne, decisero di comune accordo di prendere la via della vergogna. La monorotaia non era in funzione così presto, quindi si fecero largo a piedi lungo le strade del parco con i lavori in corso e si incamminarono dall'hotel verso il Regno Magico. In lontananza la vista di quello che una volta era stato l'emblematico, incombente ed immenso castello, oggi era a malapena un sottile filo di fumo. Non c'era un'anima, il parco era deserto e una volta arrivate al punto in cui c'era il castello avvertirono un senso di desolazione.

Barriere e luminosi e colorati nastri di avvertimenti circondavano il cumulo di macerie. Sembravano i postumi di una guerra. In piedi davanti ai detriti, Brittany scoppiò in lacrime un'altra volta. Santana passò un braccio dietro la sua spalla e la strinse forte mentre Brittany piangeva. Non c'erano parole di conforto. Brittany era un'eterna e irriducibile fanatica Disney e sentiva come se avessero commesso un orribile crimine contro tutto ciò che era Disney.

Erano in piedi insieme davanti al nastro e piangevano.

"FBI, che nessuno si muova!"

Una perfetta espressione da MA CHE CAVOLO attraversò il viso di Santana. Gli occhi di Brittany si spalancarono sorpresi. Si girarono lentamente, Brittany portò le mani in alto con cautela, anche se i cinque agenti dell'FBI non stavano portando nessuna pistola. Più lontano, parcheggiate, c'erano tre SUV neri che le ragazze non avevano notato accostarsi. Accidenti a quei motori super veloci e silenziosi del governo.

"Oh Dio San. Credono che siamo terroristi."

"Shhh. Non dire una parola, B."

"Cosa? Dio?"

"No, l'altra parola."

"Terroristi?"

"Fai parlare me, d'accordo?" Santana snocciolò il suo miglior sorriso da 'Beh, salve agente'. "Quinnndi agente, quale dovrebbe essere il problema?"

Ignorando la sua domanda, il leader apparente, identificabile dal fatto che fosse più vicino a loro rispetto agli altri in divisa nera, si accigliò sospettoso. "Avete detto terroristi?"

"No, nessuno ha detto nulla," rispose velocemente Santana, gli occhi che viaggiavano ansiosi da Brittany all'FBI.

"Io l'ho detto," balbettò Brittany con le mani ancora sollevate.

"B!" Santana si allungò e le abbassò le braccia, Brittany le si avvicinò e guardò in basso, verso i suoi stessi piedi, mordicchiandosi il labbro inferiore come se fosse stata beccata con le mani nella marmellata. Santana si trasformò in modalità 'cazzuta' e mise su la sua miglior faccia da stronza. "Cosa volete?" ringhiò verso i curiosi agenti FBI.

"Cos'è questa cosa dei terroristi?" proseguì lui. "Sapete cosa è successo qui?" Gesticolò verso il recinto dell'area del disastro, il suo obiettivo principale era stato momentaneamente messo da parte ed entrò in azione il suo addestramento "Avete visto qualcosa di sospetto?"

"Non abbiamo visto niente, eravamo impegnate a pomiciare. Lo abbiamo solo visto saltare in aria," disse Brittany gentilmente.

"B." Santana digrignò i denti esasperata.

"Scusa."

"Non dovreste nemmeno essere qui. Il parco è chiuso a causa dell'incidente. Come avete fatto ad arrivare fin qui?"

"Non sta succedendo niente, cosa volete? Abbiamo il permesso di stare qui, vero B?" Brittany annuì solennemente. I suoi amici Disney avevano detto che avrebbe potuto fare un giro nel parco. "Volevate qualcosa?"

"Perché hai detto terroristi?" domandò a Brittany, "E' una parola molto grossa da dire." Sorpresa dalla sua irruenza ed ancora emozionata, Brittany si avvicinò a Santana e deglutì un singhiozzo.

"Che cazzo," ringhiò Santana, perdendo il controllo e facendo un passo avanti e piazzandosi fra Brittany e gli agenti. "Cosa accidenti volete?"

"Rispondete alla domanda!" ordinò lui, ma Santana fece un sorrisetto. "Cosa c'è da ridere?" scattò, già stufo marcio delle due ragazze.

"La tua faccia," replicò lei. Poi, dopo una piccola pausa. "Fra tipo cinque secondi."

"Di cosa stai-"

Una voce li chiamò interrompendolo. "Ehi, allontanatevi da loro."

Tutti e cinque gli agenti si voltarono e d'istinto arretrarono da ciò che stava loro davanti. La testa del gran capo dell'FBI trasalì visibilmente quando vide la persona che si era rivolta a lui. "Cosa?" squittì e fece un ulteriore e nervoso passo indietro.

"Hai sentito, allontanati dalle ragazze."

Il leader dell'FBI prese un profondo e regolare respiro, permettendo al suo buon senso di manifestarsi e arricciò il naso in disgusto. "Cosa caz-OUCH!"

Strillò quando Brontolo gli pestò un piede e cominciò a saltarci sopra. Un piccolo esercito di personaggi Disney li circondava. Tutti i VIP erano presenti: Pocahontas, Mulan, il Grillo Parlante, Belle, Pluto, Jafar, Daisy, la Bestia, Cenerentola, Peter Pan, Alice, il Cappellaio Matto, chiunque ti veniva in mente. Il loro indiscutibile leader, Topolino, marciò diritto oltre gli agenti dell'FBI, accompagnato da Pippo e Paperino. Il topo incrociò le braccia ed attese.

Il capo dell'FBI si limitò a guardarlo. "Cosa?" domandò alla fine, spezzando l'inquietante silenzio.

"Ha detto, 'Cosa cavolo credete di fare?'" sbottò Paperino.

"Davvero?"

Topolino inclinò la testa da un lato come per dire 'sto aspettando'.

"Questo è ridicolo," rise l'agente. Il sorrisetto si cancellò dalla sua faccia più veloce di quanto Santana potesse aprire i rubinetti delle lacrime mentre osservava il suo piccolo gruppo di agenti venire completamente circondati da un intero anello di personaggi Disney che li separava dalle ragazze. Con disagio di Santana, vide anche Campastronza nel gruppo Disney.

Tutti gli agenti si agitarono a disagio. "Cosa diavolo..." Il leader alzò con esitazione un dito e lo puntò oltre il recinto, verso Santana.

"Santana Lopez!" chiamò lui ricordandosi improvvisamente della sua missione originale.

"Cosa?" sbottò lei, stringendo forte Brittany che si stava asciugando le lacrime con la maglietta di Santana.

"Ci manda tuo padre."

Una piccola lampadina si accese sulla testa di Santana. Oh, merda.

"Cosa sta succedendo?" bisbigliò Brittany.

"Vuole sapere perché non hai chiamato a casa," spiegò l'agente tenendo un occhio sospettoso verso Brontolo, che era ancora vicino al suo ancora dolorante piede destro.

"Oh merda, me ne sono proprio scordata."

"Non era per il castello?" domandò Brittany con voce piccola.

"Ssssh," la zittì Santana.

"Cos'è successo al castello?" il capo dell'FBI guardò sospettoso dalle rovine al nano e poi verso gli sguardi colpevoli delle ragazze.

"Non lo sappiamo, okay? La smetta di chiederlo. Non ci sono terroristi."

"Voi tornate con noi. Tuo padre ha insistito, dicendo 'Prima che facciate qualcosa di stupido'."

"Stupido?" farfugliò Santana. Era troppo tardi per quello.

"San, voglio tornare a casa," disse Brittany tristemente, ispezionando le rovine.

"Brittany, stai bene?" domandò Paperino, avvicinandosi. Brittany si lanciò immediatamente fra le sue braccia. Santana si dondolò da un piede all'altro a disagio mentre la famiglia Disney le circondava.

"Va bene, va tutto bene," Grande P confortò la ragazza in lacrime avvolgendola fra le piume.

Pocahontas aprì bocca. "Ragazze rilassatevi. Sapete quante persone sono morte qui? Un sacco! L'assicurazione è ottima. Non preoccupatevi del vecchio castello."

"Lo ricostruiremo," ringhiò Brontolo.

"Davvero?" mormorò Brittany.

Santana faceva attenzione ad evitare il contatto visivo con Campanellino ma non sbraitò quando mise una mano di conforto sulla spalla di Brittany. Tutti gli amici di Brittany la circondavano rassicurandola che tutto si sarebbe sistemato e cercavano di confortare la sconvolta ragazza. Alzò lo sguardo quando Topolino si avvicinò.

"Mi dispiace," sussurrò Santana, indicando il castello con la testa. Topolino alzò le spalle.

"Mio padre ha mandato l'FBI a cercarci." Topolino annuì.

"Si arrabbierà da morire quando scoprirà tutto questo," Santana fece un gesto verso le rovine. "Scopre sempre tutto. Credo che dovremmo andare a casa. Prima che qualcuno muoia o qualcosa del genere."

Topolino restò in silenzio.

"Mi dispiace da morire. Per, sai, tutto. E' tutta colpa mia, Britt non c'entra nulla con tutto questo. Ho fatto piangere Pippo e ho picchiato Campanellino e ho spaventato un sacco di bambini e ho rotto il castello. Mi dispiace."

Lui spalancò le braccia e lei lo abbracciò forte, maledicendo i suoi occhi e trattenendo le lacrime. La stancante emotività dei giorni passati a Disney World investirono Santana e, nonostante i suoi sforzi, non riuscì a fermare le lacrime. Quando non smise di piangere, Topolino si spostò e la piazzò a debita distanza. Brittany guardò dal suo nascondiglio dietro al fianco di Paperino mentre Topolino la raggiungeva, slacciava la sua testa e toglieva la testa del costume. Santana tirò su col naso mentre lo guardava. Un meraviglioso ragazzo con i capelli lisci e scuri e scintillanti occhi color nocciola le rivolse un pigro, tagliente sorriso.

"I tuoi sogni si sono avverati?" le domandò.

Santana tirò su col naso e lo guardò confusa. "Non sei il mio tipo."

La sua smorfia si trasformò in un sorriso abbagliante. Ridacchiò, decisamente stuzzicato dal suo commento. "Hai conquistato la ragazza?" chiarì.

"Oh," Santana guardò in basso verso i suoi ridicoli piedi enormi, sproporzionati rispetto alla sua testa di normali dimensioni umane. "Sì," disse piano mentre un vago rossore attraversava le sue guance.

"Allora tu e io, tu e tutti noi," indicò la famiglia Disney attorno a loro, "Stiamo bene," concluse. "E' la nostra missione. Qui i sogni diventano realtà." Si voltò leggermente in modo da poter vedere Brittany e Santana. "Anche se serve distruggere un castello per riuscirci, è quello per cui noi siamo qui. Per avverare i sogni. Voi due siete molto più che benvenute tutte le volte che vorrete tornare."

"Ma..." protestò Brittany, gli occhi che volavano verso il disastro in bel mezzo del Regno Magico.

"Non preoccupatevi. Quel castello era vecchio e aveva bisogno di riparazioni. Ne costruiremo uno nuovo. Uno migliore."

Un sorriso esitante comparve sul viso di Brittany, guardò Santana che fece un profondo e instabile respiro e ricambiò il sorriso. "Okay, andiamo a casa." Topolino alzò il guanto bianco e con una risata Santana gli diede il cinque. "Disney World è magnifico. Te lo dico io."

Topolino e amici le guardarono camminare tenendosi per i mignoli con Santana che guardava adorante Brittany, la quale stava salutando i suoi amici. L'FBI le scortò ai loro scintillanti SUV neri.

"Ehi Britt!" chiamò Campanellino. "Se non dovesse funzionare. Chiamami!" Fece alle due ragazze uno sfacciato occhiolino e sorrise. Santana si girò e tentò di tornare indietro e picchiare Campastronza ancora una volta per sicurezza, ma Brittany la trattenne per la vita e la trascinò verso gli agenti dell'FBI in attesa.

"Andiamo B, solo una volta, in memoria dei vecchi tempi!"

Campanellino sorrise dolcemente e le salutò, mentre Brittany spingeva dentro la macchina una protestante Santana.

"Quei poveri agenti," rifletté Topolino. "Sarà un lungo viaggio verso l'Ohio con quelle due."

"Andiamo, quanti guai possono causare nel retro di una macchina?" minimizzò Paperino.

Il convoglio di SUV neri cominciò a lasciare il parco. Non si vedeva nessuno dietro ai finestrini neri. Era una strana processione, a giudicare dai voti dei personaggi Disney.

Uno dei SUV cominciò a dondolare leggermente da una parte all'altra. Una frenata improvvisa e il veicolo si fermò, la porta del guidatore si spalancò e un uomo con una divisa nera, il viso dipinto di un interessante rosso, saltò fuori e fece pesanti passi indietro tenendo la porta energicamente aperta. Guardò nel retro del SUV, facendo una pausa visibile per prende fiato, e urlò. "VOI DUE NON LO FARETE NELLA MIA MACCHINA DURANTE IL VIAGGIO VERSO L'OHIO!"

Un piede spuntò e lo allontanò, afferrò la maniglia e gli sbatté la porta in faccia. Rosso in volto, l'agente sbuffò e tornò al posto di giuda. Le ruote sgommarono quando la macchina si rimise in moto.

"Ha ha ha hahaaaa" ridacchiò Paperino schiaffeggiando la spalla di Topolino con l'ala."Dobbiamo amare quelle ragazze. Non mi divertivo così tanto da quando alla Principessa Jasmine cadde il top durante la parata."

"Ehi," brontolò seccata Jasmine.

"Qualcuno ha il numero di Brittany?" domandò Campanellino al gruppo.

"Lascia stare Campa" ordinò Minnie "Se continui così prima o poi Santana ti ucciderà."

"Andiamo boss," disse Paperino a Topolino. "Immagino che abbiamo il giorno libero. Tutti al pub in Epcot! Ha detto Barbra che offre lei."


"Fuori," ordinò il sofferente agente dell'FBI incaricato di essere l'autista di Brittany e Santana direttamente dalla Florida fino all'Ohio. Sentiva di essere invecchiato di dieci anni durante il viaggio.

Vedendo di sfuggita suo padre sulla porta di casa sua con le braccia incrociate e il cipiglio dei Lopez sul viso, Santana rifiutò di muoversi dal sedile posteriore sul quale, assieme a Brittany, aveva passato un viaggio davvero comodo. "No."

"Fuori."

"Voglio unirmi all'FBI. Portatemi con voi!"

"FUORI DALLA MIA MACCHINA!"

"Mio padre mi ucciderà. Non è tipo il vostro lavoro o qualcosa del genere, protegge le persone? Dagli assassini!"

"Tutti sanno che l'FBI da la caccia agli alieni S," spiegò Brittany a Santana che era aggrappata saldamente ad una delle maniglie mentre un agente tentava fisicamente di spostarla.

"NON CI SONO ALIENI!" urlò lui frustrato per la milionesima volta durante il viaggio. Brittany lo aveva incessantemente ricoperto di domande su UFO, alieni, cerchi nel grano e Area 51, finché Santana aveva avuto pietà di lui e aveva distratto Brittany con le sue abilità manuali.

Fortunatamente, prima che venisse versato del sangue, il Dottor Lopez intervenne e portò via la figlia dai tremanti agenti. La sua pazienza era finita, i suoi nervi rovinati e non voleva vedere mai più un adolescente.

"Va bene, le prendo i,." disse il Dottor Lopez con la voce tranquilla che usava con i suoi pazienti.

"Le loro cose vi saranno inviate al più presto," balbettò l'agente, poi tornò in macchina, chiuse le portiere e si allontanò.

Il padre di Santana afferrò ciascuna delle due per il gomito e le guardò. Entrambe abbassarono lo sguardo al suolo e si rifiutarono di incontrare il suo sguardo. "Non posso credere di esserci cascato di nuovo. Brittany qua e Brittany là. Sei in punizione. Per sempre."

"Ma posso ancora vedere Brittany, vero?" domandò Santana, pensando che tutto fosse una punizione accettabile. Tutto ma non questo. Suo padre fece l'errore di guardare Brittany.

Brittany aveva lo sguardo innocente e gli occhi spalancati e si mordicchiava il labbro inferiore: quando lo vide indeciso si trasformò nel broncio alla Brittany S. Pierce.

"Non credo che ci sia un dannato modo per separarvi," ammise con un sospiro.

"Come mai conosce l'FBI?" domandò Brittany all'improvviso.

"Già, come?" intervenne Santana assieme ai suoi sospetti.

"Mi dovevano un favore. Ho fatto alcuni lavori per loro."

"Con gli alieni?"

Lui le spinse in casa. "E' una discussione per un altro momento, insieme al perché Barbra Streisand mi ha chiamato ieri spiegando qualcosa a proposito di esplosivi e di non essere troppo duro con voi. Tu Brittany, sei agli arresti domiciliari finché non arrivano i tuoi genitori."

"Cosa? Davvero?" Le ragazze si scambiarono un sorriso felice, ignorando tutto ciò che aveva detto il Dottor Lopez.


Aula Canto del McKinley High

La favola di Brittany giunse al termine mentre l'intero Glee club, compreso il signor Shue, era seduto attorno a lei sul pavimento dell'auditorium, come bambini che ascoltano la maestra che legge una storia. Erano completamente stregati dalla loro fiaba personale. Una storia di amore e perdita, cuori infranti e problemi di gestione della rabbia, di topi giganti e papere, agenti dell'FBI ed esplosioni e vero amore che trionfa su tutto.

"Avete distrutto Disney World?" chiese Finn con il solito sguardo confuso.

"Voi... voi... voi..." farfugliò Rachel con emozione, incapace di finire la frase.

"Quindi nessun posto è sicuro?" Mercedes scosse la testa stupita.

Quinn carezzò le orecchie di Minnie del suo cerchietto. Disney World non sarebbe stato più lo stesso, e lei ne aveva un pezzo.

"Barbra Streisand, ANCORA! Non è giusto!" Rachel ritrovò la voce e cominciò a camminare su e giù per la stanza mormorando fra sé e sé.

"Cosa? Come? Perché? Perché? Come è possibile?"

Kurt sedeva con la testa fra le mani. "Barbra. Chiamami Babs. Barbra."

"Hai il numero di Campanellino, B?" domandò Puck sospettoso. "Puoi sempre darlo a me."

"No, ma ho quello della Principessa Jasmine," sorrise Brittany.

Puck annuì.

Brittany guardò oltre le teste del suo incantato pubblico fino alle sedia dell'ultima fila, dove era seduta Santana, impegnata a limarsi le unghie mentre alzava gli occhi al cielo ai commenti dei loro amici. Incrociando gli occhi con quella della felice biondina, Santana ricambiò il perfetto sorriso di Brittany.


Nota del Team: Con questo capitolo si conclude anche la seconda parte della Barbra Trilogy! Un enorme grazie va a Tempe per la traduzione e l'impegno nel proporvi questa storia.

Non temete però… ci sono ancora vicende da raccontare sulle nostre due "sposine", e non dovrete aspettare molto prima di poter leggere il primo capitolo dell'ultima parte della trilogia: Glee, Modern Warfare!

Stay Tuned!

Evey