Capitolo 05: Spiegazioni e gas
Mentre nella Ducklair Tower si svolgeva la battaglia tra i due supereroi, Oliver, Della, Paperina e Gastone rimasero a casa di Paperino, su richiesta dell'eroe mascherato.
"Quindi voi siete i genitori di Qui, Quo e Qua." Disse infine Paperina, non riuscendo più a reggere quel silenzio.
"Già. E ormai credevo tu fossi ufficialmente loro zia, ma a quanto pare hai preferito la fortuna."
"Chi non lo farebbe?" Ridacchiò Gastone. "E aggiungerei anche la bellezza."
"Ho dato a Paperino fin troppe possibilità. Ha scelto lui di perderle."
"Non ti sei mai chiesta perché non arrivava mai in tempo ai vostri appuntamenti, vero?" Intervenne Oliver, sospirando. "Odio chi non va a fondo alle questioni…"
"Beh, caro, non tutti sono come la tua famiglia." Osservò Della, sorridendogli. "È stato tuo nonno dopotutto a dar via a questa tradizione."
"Oh, giusto!" Esclamò il marito, battendosi un pugno sulla mano. "Gastone Paperone!"
"Presente. Vuoi un autografo, vero? Dopotutto, sono abbastanza famoso."
"Sì, in effetti voglio una tua firma. Su un assegno con diversi zeri, possibilmente." Aggiunse Oliver, mostrando un ghigno sul proprio volto quando vide la sorpresa su quello di Gastone.
"Prego?"
"Villa Rosa. Mi è giunta voce che sia stato tu a farla saltare in aria, corretto?"
"Beh, sì, ma non è stata colpa mia. Qualcuno ha sostituito una candela con della dinamite… ma perché ti interessa?"
"Perché ero io il legittimo erede di quella villa. È stata messa all'asta e poi spedita come premio per un errore." Spiegò, ben sapendo che in realtà faceva tutto parte del piano di suo nonno John. "Quindi mi aspetto un sostanzioso risarcimento."
A quella frase i due paperi sgranarono gli occhi.
"N-Non dire assurdità. Quella villa apparteneva a Lord Quackett, un gentilpapero di inizio secolo, di cui si sono perse le tracce negli anni venti."
"Forse dovrei dirvi il nome completo di mio marito." Intervenne Della. "Vi presento Oliver 'Duck' Quackett, nipote di Lord John Lamont Quackett e Dolly Papera Quackett."
Gastone e Paperina restarono in silenzio, cercando di assimilare le nuove informazioni.
"Q-Quindi Qui, Quo e Qua… in realtà sono gli eredi di una famiglia nobile?" Dedusse incredula l'ex di Paperino, mentre Gastone scoppiava a ridere.
"Incredibile! E pensare che il cuginastro probabilmente non lo sa neppure! Altrimenti non passerebbe la vita come uno squattrinato e vi chiederebbe i soldi solo per divertirsi e-"
Non ebbe tempo di finire la frase che si beccò uno schiaffo in faccia dalla cugina, che lo fece cadere dritto sul didietro.
"Mio fratello potrà avere tanti difetti, ma di certo con è un approfittatore come te. Credi che non gli abbiamo proposto di usare i nostri soldi, anche solo per il disturbo che si è preso con i nostri figli? Ma ha sempre rifiutato. Ha sempre detto che è suo dovere di zio insegnare ai suoi nipoti che cosa significa superare le difficoltà della vita! Inoltre, chi credi che abbia sempre evitato che lo zio Paperone li buttasse fuori di casa?"
Paperina sgranò gli occhi. Si era sempre chiesta come mai alla fine Paperone non avesse mai davvero sfrattato i nipoti, ma si era convinta che fosse perché alla fine non voleva dar loro un simile problema. Non poteva, però, dimenticare come negli ultimi tempi il suo ex fosse diventato sempre più distaccato. Inoltre, gli era capitato diverse volte di vederlo parlare con quella giornalista… quella Lyla Lay.
"Questo però non cambia nulla." Disse. "Alla fine, ha dimostrato che non gli importava nulla degli altri."
"Oh, davvero?" Continuò Della, guardandola. "Pare che mio fratello ti sopravalutasse: non lo conosci per niente."
"Come?" Replicò Paperina, cominciando ad alterarsi. "Siamo stati insieme per anni! Certo che lo conosco, e anche bene! È un pigrone, incapace di trovare un lavoro fisso e-"
"E perché non hai cercato di aiutarlo allora?" La interruppe l'altra. "Paperino mi ha parlato della vostra relazione. Lo portavi sempre in giro a fare shopping, a guardare film, spettacoli o mostre che sapevi benissimo che a lui non interessavano. Eppure ha sempre fatto di tutto per accontentarti! E tu come l'hai ricambiato? Abbandonandolo nel suo momento di bisogno."
"Cosa? Come osi?!" Sbraitò ormai totalmente infuriata Paperina. "È stato lui a cominciare a saltare i nostri appuntamenti! È sempre stato lui a trovare scuse sempre più assurde, come che doveva fare un viaggio al Polo Nord o simili!"
"E dimmi: quando ha cominciato a saltare i vostri incontri? Se ci tenevi davvero a lui, avresti fatto due più due, proprio come farebbe qualsiasi fidanzata!"
"Cara, calmati." La interruppe Oliver, prendendole una mano. "Adesso abbiamo altre questioni da risolvere. Prima di tutto, dobbiamo andarcene da Paperopoli il prima possibile."
"Ve ne andate?" Intervenne Gastone, che era rimasto in silenzio a contemplare la discussione tra le due papere. "Non volete nemmeno vedere i vostri figli?"
Della spostò lo sguardo. "Non possiamo… è per il loro bene."
"Davvero? Ti metti a farmi la predica e poi abbandoni proprio loro… Non sei molto coerente, sai?"
"Con noi sarebbero in pericolo." Rispose Oliver. "Il nostro lavoro non è adatto a loro. E non possiamo rinunciarvi. Non ancora."
"E qual è questo lavoro? È davvero così importante da dover abbandonare i vostri figli?!"
"Tu non sai nulla! Tu te ne stai qui tranquilla, con il tuo pseudo-fidanzato, ignorando i pericoli attorno a voi! Non ti sei nemmeno resa conto della verità!" Replicò Della, perdendo la calma.
Ma la loro discussione s'interruppe bruscamente quando sentirono tre piccoli tonfi.
Presi com'erano, nessuno di loro si era accorto che tre paperotti erano entrati in casa, e avevano appena fatto cadere a terra i loro zaini, guardando ora increduli i quattro adulti di fronte a loro.
Della e Oliver spalancarono gli occhi. "Qui… Quo… Qua…"
I tre ragazzi però non risposero, limitandosi a fare un paio di passi indietro, fissando i genitori.
Poi, senza alcun preavviso, scapparono via.
"Aspettate!" Urlò Della, inseguendoli, imitata subito dagli altri.
Paperinik e Pikappa entrarono nel piano segreto grazie a un'entrata nascosta sul tetto.
"Non sapevo ci fosse anche qui un ingresso." Borbottò Pikappa.
"Ci sono molte cose che non sapete sulla Ducklair Tower." Rispose la voce di Uno, mentre apriva la porta del rifugio, lasciando entrare i due supereroi. "Cose che probabilmente non rivelerò nemmeno in futuro."
"Uno…" Mormorò Pikappa, guardando la testa verde galleggiante. "Almeno stai bene…"
"Okay, ora che ne dici di darci una valida spiegazione? Come fai a sapere così tante cose su di me?" Chiese Paperinik.
"Sai, comincio a pensare che tu non sia davvero il mio clone futuristico."
"Aspetta, eri serio prima?"
"Sì. In passato ho ricevuto la visita di me stesso proveniente dal futuro. Uno era stato disattivato, così era subentrato il suo backup, Due."
"Due prendere il posto di Uno?!" Esclamò spaventato Paperinik. "Questa sarebbe la peggiore delle eventualità possibili. Anche peggio dell'invasione Evroniana!"
Fu il turno di Pikappa di guardarlo sorpreso. "Beh, okay, mi ridurrà a essere un droide con decine di corpi di ricambio che combatterà per mille anni, però essere peggio degli Evroniani…"
"Temo non stiamo parlando dello stesso Due." Intervenne Uno. "Quello che conosciamo noi ha tentato di cancellare sia me che Paperinik. Desidera prendere il mio posto perché sente che appartiene a lui di diritto. Ha anche ingannato gli Evroniani per poter lanciare un attacco su Paperopoli."
"Cosa? Ma no, è impossibile! Due è stato programmato proprio da te! E si dovrebbe attivare solo nel momento in cui tu non possa più occuparti di me. Fa parte del protocollo dei Guardiani, me l'hai fatto imparare a memoria."
"Guardiani? Lyla mi ha detto che li hai nominati… Però temo di non averli mai sentiti prima."
"E dove l'hai preso quel costume allora?"
"In una vecchia villa abbandonata. Apparteneva a un ladro degli anni venti. Io l'ho solo aggiornato un pochino e usato per motivi diversi."
"Un ladro? Mi prendi in giro?"
"Considerando che il suddetto ladro non molto tempo fa è stato costretto a farci una visitina, direi di no."
"Non era un po' vecchio?"
"Lo zio Paperone è ancora arzillo come un ragazzino ed è molto più vecchio. Ma ad ogni modo, è stato portato qui da un pirata spazio temporale."
"Kronin?" Lo interruppe Pikappa. "È l'unico che mi viene in mente in grado di farlo."
"E dire che non mi sembrava questo granché quando l'ho incontrato… No, è stato il Razziatore. L'ha portato qui, probabilmente nella speranza di impedirmi di diventare Paperinik. Peccato per lui che tra i miei amici ho anche un'agente della Tempolizia."
"Lyla ha detto qualcosa su questo… Ma è strano. La Lyla che conosco io è un droide che non ha ricordi antecedenti alla sua riattivazione per opera di Lyo. E la Tempolizia non è proprio facile da contattare."
"Okay… non è possibile che tu sia a conoscenza di informazioni distorte e che le dica così convinto. Uno, hai idea di cosa sta succedendo?"
"Sto analizzando il tuo doppio dal momento che è entrato nella torre, ma ancora non riesco a venire a capo di questo mistero. Il DNA è identico al tuo, le tracce tachioniche sono le stesse… È il tuo gemello perduto in tutto e per tutto. E visto che è andato a casa tua, presumo che anche la sua seconda identità sia la stessa."
"Paolino Paperino, super indebitato con Paperon de' Paperoni, alla perenne ricerca di un posto di lavoro e pigrone instancabile. Attualmente fidanzato con Paperina." Rispose Pikappa, togliendosi la mascherina.
Sentendo ciò Paperinik fece una risatina, imitandolo. "Paolino Paperino, da oggi libero dalla lista dei debiti di Paperone, fattorino di 00 Channel e single forzato."
"Single? Che cos'è successo con Paperina?"
Paperinik indossò nuovamente la maschera. "L'invasione, è successa. Non sono più riuscito ad avere molto tempo libero, e quando lei ha dovuto scegliere tra un ritardatario buono a nulla e il cuginastro fortunato… Beh, ovviamente ha scelto il secondo. E io non ho detto nulla per contestare questa scelta. Dopotutto, l'unico modo sarebbe stato dirle la verità, e non potevo metterla in pericolo."
A quelle parole Pikappa spalancò gli occhi.
"Giusto! La città!" Esclamò, attirando su di sé gli sguardi sorpresi degli altri due. "Prima di risvegliarmi qui, Paperopoli era sotto attacco degli Evroniani e di Vendor! Uno ha detto qualcosa su un'alterazione temporale… E poi… non riesco a ricordare altro…"
"Vendor?!" Ripeté Paperinik. "Vulnus Vendor?"
"Lo conosci anche tu?"
"Solo quando dormo. È da qualche giorno che continua a intrufolarsi nei miei sogni e a renderli strani."
"Tuttavia non esiste." Intervenne Uno. "Ho controllato ogni database e non c'è nessuna corrispondenza." Aggiunse. "Questo è interessante, però… penso di aver capito cos'è successo."
"Allora illuminaci, Uno!" Esclamarono assieme i due supereroi, per poi guardarsi.
La testa virtuale volò verso uno degli schermi, sul quale apparve un'immagine del pianeta.
"Questo è il nostro mondo così come lo conosciamo. Secondo alcune teorie, questa è solo una delle tante realtà possibili. Per quanto ne sappiamo, esistono infinite realtà alternative. In alcune di queste, tu potresti essere il cattivo e gli Evroniani i buoni. In altre potresti non avermi mai incontrato. In altre ancora i paperi e i topi potrebbero non essere le specie dominanti."
"Stai dicendo che io vengo da una di quelle realtà alternative?" Domandò Pikappa, mentre l'immagine della Terra si sdoppiava.
"Esatto. Un po' come quando si cambia un evento del passato. Da quel che ci hai detto, da te tu sei un Guardiano della Galassia, che presuppongo sia un ordine di guerrieri scelti per difendere i pianeti."
"Corretto. Viene nominato un Guardiano per pianeta. Io sono il prescelto della Terra. Il mio Uno era incaricato di scegliere il più adatto per il ruolo, e dopo aver passato anni a scansionare il pianeta, sono saltato fuori io."
"Qui invece io e Paperinik ci siamo incontrati per puro caso. E probabilmente è stato solo grazie a questo che la nostra Terra non è stata conquistata dagli Evroniani. Anche se Xadhoom forse ci avrebbe salvati."
"Xadhoom?"
"Era un'amica, che combatteva Evron per vendicare il suo mondo." Spiegò Paperinik. "Si è sacrificata per salvare i suoi compagni sopravvissuti."
"Mi dispiace molto… Però ora è meglio risolvere questa situazione. Per quanto il tuo esercito Evroniano potrebbe essere tentato di scappare non appena scoprirà che ci sono due di noi, è meglio che io torni da dove vengo."
"Questo potrebbe essere un problema." Ammise Uno. "Non abbiamo modo per risalire a quale dimensione appartieni. Rischiamo solo di mandarti in una a cui non appartieni, proprio come qui e-"
Uno si interruppe, voltandosi verso un altro schermo, con un'espressione preoccupata.
"Che succede?"
"Guai, socio. Grossi guai. Dovete muovervi! I vostri nipoti sono in pericolo!"
Mentre i due supereroi cercavano di risolvere il mistero che li aveva circondati, Qui, Quo e Qua stavano correndo lungo il marciapiede, decisi ad allontanarsi da casa.
La casa dove erano convinti di trovare lo zio.
La casa dove hanno visto i loro genitori.
Gli stessi genitori che hanno urlato che non li volevano.
"Perché sono tornati?" Chiese Qui ai fratelli, con le lacrime agli occhi.
"Se non ci volevano, potevano anche evitare!" Aggiunse Quo, con Qua che annuiva.
Presi com'erano dalla loro corsa, non si accorsero di una persona che scese da un taxi, contro la quale andarono subito a scontrarsi, cadendo a terra.
"C-Ci scusi…" Dissero assieme, alzando lo sguardo e ritrovandosi di fronte a un uomo dai folti capelli castani con un principio di calvizie al centro del capo, e con un grosso zaino sulle spalle, che rivolse loro un ghigno.
"Bene, bene, bene… Sembra sia la mia giornata fortunata dopotutto…" Asserì divertito.
"Qui! Quo! Qua!" Chiamò Della, raggiungendoli.
I tre paperotti si girarono, solo per sentirsi venire presi di forza da un braccio.
Della, Oliver, Paperina e Gastone si fermarono, non appena l'uomo tirò fuori un tubo dallo zaino con la mano libera, che puntò sulla testa contro i tre paperotti.
"Mamma! Papà!" Urlarono terrorizzati..
"Lasciali andare!" Esclamò Oliver.
"Chi sei?" Domandò invece Della.
"Oh, che maleducato. Dimentico che qui nessuno è a conoscenza del più grande genio dell'universo." Sogghignò l'uomo, per poi fare un mezzo inchino. "Il mio nome è Vulnus Vendor. Al vostro servizio… parenti di Pikappa."
A quella frase Della e Oliver spalancarono gli occhi, mentre Paperina e Gastone lo guardarono sorpresi.
"Pikappa?" Ripeté il fortunato. "Che cosa centra Paperinik con noi?"
Sentendo ciò, il sorriso di Vendor si fece ancora più largo. "Così non lo sapete, eh? Meglio così… la mia vendetta sarà ancora più dolce."
"Che cosa vuoi da lui?!" Gridò Della. "Lascia andare i nostri figli e prendi noi piuttosto!"
Lo scienziato la guardò divertito. "E perché dovrei? Questi tre sono l'esca perfetta per lui. Sono sicuro che non esiterebbe a consegnarsi per salvare loro la vita. In fondo, in passato mi ha quasi ucciso perché un suo amico era morto a causa mia. Per i suoi adorati nipotini, farà di tutto."
A quella frase Paperina lo guardò incredulo, mentre nella sua mente cominciava a mettere insieme i pezzi.
"Non se abbiamo qualcosa da dire!" Replicò Oliver, tirando fuori la pistola e puntandogliela contro. "E non pensare di usare i miei figli come scudo. La mia mira è una delle migliori!"
"Oh, ma non ne ho bisogno. Io sono andato oltre l'uso di armi banali come le pistole."
Dicendo ciò si voltò verso Della. "E direi di cominciare dalla sua cara sorellina!"
Non appena finì la frase puntò contro la papera il tubo, dal quale cominciò a uscire del gas marrone.
"Della!" Chiamò Oliver, abbassando la pistola e spingendola di lato, venendo colpito al suo posto.
"Oliver, no!" Urlò spaventata, osservando il suo compagno cominciare a tossire.
Poi, sotto gli occhi terrorizzati di tutti i presenti, ad esclusione di Vendor, la sagoma del ladro cominciò a ingigantirsi.
I vestiti si lacerarono mentre delle scaglie verdi cominciarono a ricoprire le piume. Il becco si munì di denti affilati e si spalancò per lasciare uscire un urlo di dolore, che si trasformò presto in un ruggito.
Gastone gridò spaventato, scappando a gambe levate, mentre Paperina e Della, assieme ai nipotini, osservarono impotenti il papero trasformarsi in un mostro, che aprì i suoi occhi rossi e li puntò verso di loro.
-
Ed eccomi con il nuovo capitolo!
E finalmente ha fatto la sua apparizione l'unico personaggio per cui vale la pena leggere la terza serie di Pk!
E gli effetti che lascerà saranno devastanti...
(Vi chiedo scusa, ma purtroppo non sono riuscito a preparare l'immagine come per i primi capitoli)
