Itachi fu svegliato nel cuore della notte da qualcuno che stava respirando forte con il naso in mezzo ai suoi capelli, ancora mezzo addormentato e sognante vide le iridi azzurre e il sorriso di Naruto.
"Naruto..." biascicò ancora nel dormiveglia.
La persona che aveva la faccia immersa nei suoi capelli sobbalzò fermandosi un attimo, poi riprese a respirare forte mentre due mani burbere gli scioglievano la coda iniziando a scavare nella massa corvina così maldestramente da strappare e fargli male. Improvvisamente gli venne in mente di essere tornato da Kisame, non doveva essere molto cosciente quando lo aveva messo a letto, d'altronde ultimamente era stato costretto ad aumentare le dosi delle sue medicine ragione per cui Kisame era riuscito a colpirlo duramente cogliendolo alla sprovvista. Gli arrivava un tanfo di alcol tremendo: il suo amico doveva aver esagerato come al solito. Kisame smise di colpo di occuparsi dei capelli per afferralo saldamente ai fianchi, iniziò a leccargli i glutei con la sua enorme lingua bagnata, mordicchiava sforzandosi di essere delicato con le sue zanne appuntite, Itachi rimaneva immobile fingendo di non essersi accorto di niente. Kisame gli infilò brutalmente la faccia in mezzo alle natiche, spingeva per farsi spazio, leccava apertamente la sua fessura bagnandolo tutto di saliva scivolosa. Itachi sentiva il calore salirgli dal collo, quel fare animalesco iniziava a piacergli, ma non era amore, no, l'amore è diverso, ora era semplicemente in preda agli istinti della carne, lo aveva finalmente capito grazie a Naruto. Il respiro di Itachi si fece veloce, Kisame se ne accorse e lo voltò di scatto con le sue robuste mani, iniziò a leccare il suo sesso irrigidito usando la lingua come un pennello respirando forte con le narici dilatate, la sensazione del suo fiato sulla pelle aumentava il piacere; a ogni passata Itachi aveva un sussulto.
"Sei proprio una bestia, Kisame!"
Itachi insinuò una mano tra i duri e spessi capelli a spazzola del compagno, la lingua enorme e calda di Kisame insisteva sul suo punto più sensibile come se ci fosse della panna da leccare via.
Itachi gemeva con la mente annebbiata dal piacere, ormai al limite, venne in faccia al compagno. Forse Kisame non se lo aspettava così all'improvviso, riemerse dalle coperte: "Ma allora ti piace eh, mascalzone? Dimmi un po', il tuo Naruto lo sa fare questo?"
Itachi non disse niente, non era il caso, lo fissava ansimante con i capelli davanti alla faccia e gli occhi lucidi.
"Ora tocca a me, tesoro!"
Kisame lo afferrò saldamente anche se Itachi avvertiva sempre che cercava di controllare la sua forza fisica per timore di fargli male; lo voltò entrando dentro di lui con il suo sesso enorme.
Itachi gemette forte, Kisame gli aveva fatto un po' male. Si sentiva in colpa: alla fine quel burbero gli voleva bene, lo dimostrava in mille modi, anche da come lo toccava preoccupandosi di essere delicato, ma erano troppo diversi. Si era accorto che la sua vita ormai era giunta alla fine, i dolori al petto sempre più forti, la debolezza, la vista molto annebbiata, presto Kisame si sarebbe liberato comunque di lui, non era necessario farlo soffrire.
Kisame lo teneva serrato in un abbraccio molto dolce che contrastava con i colpi decisi con cui si faceva strada nel suo corpo, mentre ansimava nei suoi lunghi capelli neri. Kisame lo inondò di liquido caldo mentre mandava dei gemiti primitivi, si era reso conto di avergli fatto male entrando, per questo lo leccò e baciò in quel punto per lenire il dolore; poi lo abbracciò teneramente: "Sei molto dimagrito, io qui sento solo un mucchietto di ossa, domani mi prometti che mangiamo qualcosa insieme?"
Itachi gli accarezzò i capelli, gli baciò la fronte rude: "Promesso" non voleva farlo soffrire per il poco tempo che gli restava, non lo meritava.
"Ora dormiamo un po'" disse Kisame liberando quel viso pallido dai capelli. Si addormentarono con le fronti attaccate.
