Angolino dello scribacchino:
Buona sera maghi, streghe e babbani...questo è il penultimo capitolo, ma...è si, come sempre c'è un ma. Chi mi conosce ormai sa, che una ne scrivo e dieci ne penso. Pertanto, mi piacevano due idee, per concludere questa storia. Vi starete chiedendo, quale ha scelto? Beh ma ovvio, tutte e due! Quindi tenete buono questo capitolo, come il penultimo, ma poi avrete due finali diversi. Il Ballo parte 2 e Il Ballo parte 2 ultimo finale. Spero di sentire qualche vocina, sono curiosa di sapere quale avete preferito! Ah e stellinate!
Buona lettura
Besos
Lady
Erano trascorsi due giorni, un tempo relativamente breve ma che in alcune circostanze può sembrare un'eternità. Questo era il caso sia del prescelto, che del suo insegnante meno favorito. Il primo era impegnato a concepire un piano per riprendersi il suo beneamato libro, l'altro invece cercava di capire se e cosa nascondeva il ragazzo-sopravvissuto-solo-per-dargli-fastidio.
"Allora?" chiese impaziente il moretto mentre spostava il vassoio del pranzo, che era costretto a consumare nella torre.
"Circa 40 minuti, da quando arriva a quando se ne va" rispose Ron.
"Beh non è male...se riesco ad entrare subito, ho tutto il tempo che mi serve".
"Non entrerai." sentenziò Hermione.
"Perché no?" chiese Harry
"Perché Snape è un uomo che ama la sua privacy, pensi sul serio che non abbia messo degli incantesimi di protezione sulla porta d'ingresso?"
Il moretto allora indicò il grosso tomo che giaceva ancora aperto sul suo letto. "E' per questo che vi ho fatto prendere quel libro in biblioteca! Posso farcela!"
"Non lo so amico...voglio dire è Snape"
"Grazie per la fiducia."
Hermione alzò gli occhi. "Io resto dell'idea che se fossi andato da Dumbledore..."
"Dumbledore ha già troppi pensieri, e poi questa è una cosa tra me e lui! Me lo ha sottratto con l'inganno" disse rabbioso il golden boy.
Hermione era fermamente convinta di due cose: la prima che la lontananza da quel libro in realtà fosse una benedizione per il suo amico, la seconda che nonostante lo avesse aiutato a formulare il piano, l'intera faccenda non sarebbe finita bene. "Va bene ripassiamo i passaggi ancora una volta. Io e Ron andremo nella sala grande poco prima dell'ora di cena. Non appena Snape si siede al tavolo degli insegnanti, ti invieremo un segnale attraverso il galeone, per darti il via libera. Solo a quel punto tu andrai giù nei sotterranei, e proverai ad entrate nel suo appartamento. Appena Snape si alza da tavola, ti avviseremo nello stesso modo. Harry non fare scemenze, se senti il galeone bruciare vattene subito dalle segrete, perché se Snape ti scopre...
"Lo so, lo so, sarò prudente d'accordo." rispose Harry
Hermione aveva un'espressione poco convinta e molto preoccupata. "Ora dobbiamo proprio andare, abbiamo difesa, ci vediamo dopo cena."
"Ah fortunato te, che puoi restartene qui" bofonchiò il rosso.
Nel giro di un paio di minuti la torre era tornata ad essere silenziosa e deserta.
-SSS-
Mentre camminavano in direzione dell'aula di difesa, gli altri 2/3 del trio stavano ancora discutendo del piano. "Non funzionerà" mormorò la riccia "...e finiremo nei guai".
"Nah, sei troppo pessimista Mione. Harry non si farà beccare ha il suo mantello. Se proprio non riuscirà ad entrare, gli basterà tornare alla torre"
La riccia lo afferrò per un braccio "Harry non pensa correttamente! E' ossessionato da quel libro e dallo scoprire, chi è il principe mezzosangue. Non sembra anche a te, che sia l'unica cosa che veramente gli interessa? Credo sia una reazione alla morte di Sirius".
"Che c'entra Sirius adesso?"
"Harry si è chiuso dopo la sua morte, di certo lo avrai notato anche tu. Ho pensato molto al perché si sia lasciato prendere così tanto, da questa storia e credo che interessarsi ad una persona che non è reale, gli sia di sollievo". Vedendo che il rosso sembrava non afferrare il concetto, aggiunse "Ron, se il principe è qualcuno che non conosce, o non è reale, non può morire".
"Lo stai descrivendo come se fosse pazzo. Ha solo bisogno di distrarsi un pò! Io dico che dovrebbe venire al ballo. Visto che non gli piace nessuno al momento, potrebbe venire con noi o con una di quelle ragazze che ho ha invitato" vedendo lo sguardo di disapprovazione della ragazza aggiunse "Come amici, no?! Non c'è mica nulla di male se ci va...un paio sono anche carine."
"Te lo ricordi vero che Harry è ga..."
Il loro discorso fu bruscamente interrotto da una voce baritonale inconfondibile.
"Tutti dentro e fate silenzio! " Sibilò il pozionista, mentre sorpassava i due Gryffindor.
Quando aveva visto Granger e Wealsey, che confabulavano proprio vicino alla sua classe, si era volutamente attardato. Così aveva avuto la risposta che cercava, Potter non stava mentendo, almeno sulla parte in cui diceva di essersi innamorato del suo se più giovane. Avrebbe voluto vedere la faccia del ragazzo, se mai avesse scoperto a chi rivolgeva le sue fantasie amorose.
Un'espressione disgustata apparve sul suo volto. Potter era innamorato di lui. Senza indugiare oltre su dei pensieri così infausti iniziò la lezione, avrebbe riflettuto sull'argomento e su come procedere, più tardi.
-SSS-
Il golden boy stava scalpitando vicino al ritratto della signora grassa. Aveva già il mantello sopra la testa, pronto a dirigersi nei sotterrai a tutta velocità, non appena i suoi amici gli avessero dato il segnale. Il tempo passava, ma la moneta restava un freddo pezzo di metallo, stretto nella sua mano destra. Dai perché non ti scaldi! E se fosse rotta? No, le abbiamo provate sia ieri sera che oggi pomeriggio. Ma allora perché non ti scaldi?
Avrebbe voluto camminare su e giù nella sala comune, per scaricare un po' la tensione, ma in giro c'erano ancora parecchi Gryffindor, avrebbe potuto colpire inavvertitamente qualcuno, e lui non voleva ritrovarsi nella condizione di dare spiegazioni, a nessuno.
Dannazione! Se Ron ed Hermione si sono dimenticati di avvisarmi, perché lui si sta ingozzando e lei sta leggendo qualche stupido libro, li strozzo!
Quando ormai si era convinto, che i suoi amici si fossero dimenticati di avvisarlo, li vide passare attraverso il ritratto della Signora Grassa. Non c'era nessuno in giro, così si sfilò il mantello dalla testa e urlò! "Che cosa è successo? Non ho ricevuto nessun segnale! Non vi sarete mica..."
"Calmati, non c'era."
Il moretto, sgranò gli occhi per la sorpresa "Che vuol dire non c'era?"
"Esattamente quello che ha detto. Il pipistrellaccio non si è fatto vedere amico".
Forse allora Snape ha consegnato il libro a Dumbledore...No, per favore Santo Godric.
"E...e Dumbledore?"
Fu Hermione a rispondere "Dumbledore era al suo posto. Non ho notato nulla di insolito nel suo comportamento. L'unico posto vuoto al tavolo dei professori, era quello di Snape".
"Dai amico, forse doveva solo lavarsi i capelli...per una volta. Che sfortuna che abbia scelto proprio stasera per farlo" disse il rosso con espressione sia divertita che schifata.
Il corvino stava per zittirlo, ma osservando la smorfia sul volto del suo migliore amico, non riuscì a restare serio "Impossibile, gli ci vorrebbero secoli e tutta l'acqua del lago Nero, per togliersi tutto quell'unto dalla testa!"
I tre a quel punto scoppiarono a ridere davanti al ritratto.
"Dai su con la vita amico, ci riproveremo domani.".
Harry annuì ai due ragazzi e una volta preso posto davanti al camino, si misero a perfezionare il loro piano.
-SSS-
Nel tardo pomeriggio era stato dal preside, per comunicargli che avrebbe dovuto allontanarsi dal castello, per un paio di giorni. Il vecchio impiccione gli aveva chiesto la motivazione e lui aveva risposto che doveva fare un paio di ricerche, per terminare l'antidoto di Potter. Dumbledore non era il mago più potente e sapiente del loro secolo solo di nome, sapeva che stava nascondendo qualcosa. Tuttavia si fidava di lui e quindi dopo un aver cercato, inutilmente di strappargli qualche indizio, alla fine aveva acconsentito. Così quella sera stessa, aveva lasciato il castello e si era diretto a Spinner End. Aveva bisogno di pace e tranquillità, per decidere il da farsi.
Le informazioni contenute in quella lettera, cambiavano molte cose. Aveva sempre pensato che Potter fosse uguale a quel cretino di suo padre, una persona superficiale, senza arte ne parte, pronta a lanciarsi senza un minimo di riflessione in qualsiasi situazione pericolosa, solo per godere della fama delle sue imprese, ma lo scritto dimostrava l'esatto contrario.
La cosa che più lo aveva sorpreso, era che il ragazzo non aveva condiviso i suoi sentimenti e i suoi problemi con nessuno. Lui, Granger e Weasley sembravano essere un cosa sola. Eppure molto era stato taciuto dal Golben Boy: che scriveva al principe, che non era più in grado di evocare un Patronus e avrebbe scommesso la sua ultima fiala di sangue di unicorno, che i restanti due terzi del trio, avessero un'idea molto vaga della situazione familiare del suo amichetto, quasi quanto lui. Potter si stava isolando e la reclusione forzata, peggiorava la situazione. Doveva fare qualcosa. Lo aveva promesso a Lily. L'unica donna che avesse mai amato, e che una parte di lui avrebbe amato per sempre, nonostante negli anni si fosse reso conto, di essere attratto dagli uomini. L'amore che provava per la rossa dagli occhi di smeraldo, era qualcosa di puro, che trascendeva il fatto che fosse una donna, lei era la sua luce, e per quella luce lui era disposto a fare qualsiasi cosa.
Potter aveva bisogno di ritrovare la fiducia in se stesso, la speranza nel futuro, insomma una motivazione per cui combattere, ma quale? Ringhiò frustrato, forse avrebbe dovuto dire tutto ad Albus e lasciare che fosse lui ad occuparsi della cosa. Motivare le persone non era una sua specialità. E poi il tutto, doveva essere fatto nell'ombra, nessuno doveva supporre il suo coinvolgimento. Se qualcuno avesse sospettato che stava aiutando il prescelto, la voce prima o poi sarebbe arrivata alle orecchie del Signore Oscuro e non poteva permetterlo. Il suo ruolo di spia era fondamentale, per l'ordine della Fenice.
sul libro che aveva requisito al ragazzo. Lo prese tra le mani, lo aprì, e sospirò. Il principe era la soluzione o almeno l'unica che gli fosse venuta in mente.
-SSS-
Non aveva alcuna voglia di andare a quella stupida festa! Era la terza volta, che tentava di fare il nodo a quello stupido farfallino nero! Si buttò sul suo baldacchino e sospirò, mentre fissava la maschera allegata all'invito recapitato da Dumbledore.
Perché ci devo andare? Se Dumbledore mi vuole nella sala Grande, vuol dire che Snape non c'è nemmeno stasera. Uffa , era un'ottima occasione per provare a recuperare il libro. Spero di poter sgattaiolare via ad un certo punto...se non ci vado, mi farà il terzo grado e scoprirà che ho mentito su molte cose.
"Harry sei pronto? Ma quanto ti ci vuole? Ci stai mettendo più tempo di una ragazza!" urlò Ron, dal fondo della scale.
"Sto arrivando!". Prese la maschera che avrebbe dovuto indossare dopo la cena e se la mise in tasca. Certo che le idee di Dumbledore sono davvero folli...metterci delle maschere, cosa siamo Mangiamorte?
I suoi amici lo stavano aspettando nella sala comune. Ron stavolta indossava un abito adatto, molto simile al suo, l'unica differenza era il colore del cravattino, Ron ne indossava uno rosso mentre il suo era bianco. Hermione era bellissima, aveva i capelli raccolti con delle ciocche che le incorniciavano il volto, il vestito era blu notte. Insieme erano proprio una bella coppia.
"Eccomi, sono più o meno pronto" bofonchiò il prescelto.
Mentre uscivano Ron si avvicinò al moro. "Senti amico, solo per stasera cerchiamo di divertirci e prenderci una pausa".
In realtà il Golden Boy avrebbe voluto prendersi una pausa, molto volentieri, ma smettere di pensare a tutti i suoi problemi, era quasi impossibile. Per Ron è facile, stavolta ci sta andando con la persona che gli piace veramente, invece io...alla fine me ne starò tutta la sera in un angolo a fissare gli altri, o a trovare un modo per evitare le ragazze che mi hanno invitato e a subire gli insulti dei Slytherin.
La sala grande era magnifica! Le luci soffuse creavano un'atmosfera molto romantica. Una moltitudine di cuori rosso acceso dominava il soffitto incantato, la zona del buffet era contornata da 4 colonne trasparenti, al loro interno c'erano migliaia di bollicine a forma di cuore che salivano verso l'alto. Si guardò intorno, le decorazioni erano un po' troppo sdolcinate per i suoi gusti, ma lo sguardo sognante delle ragazze raccontava una storia diversa.
Un gruppo di Slytherin capitanato da Malfoy, sorpassò la coppia d'oro di Gryffindor. "Ah Weasley, vedo che stavolta non hai quella specie di tappeto ambulante addosso. Certo non che faccia molta differenza davvero" disse Pansy Parkinson, sghignazzando.
"Non vale la pena, abbassarsi a parlare con quella feccia mia cara. Amanti dei sangue sporco, sangue sporco e traditori del loro sangue...disgustoso" aggiunse il platinato mentre allontanava la ragazza dal gruppetto, prendendola per la vita.
"Rimangiatelo!" ringhiò Ron.
"Fermo Ronald, ci sta solo provocando. Ignoralo e godiamoci la serata, come avevamo programmato, va bene?" disse Hermione mentre gli teneva il viso stretto tra le mani, nella speranza che il ragazzo lasciasse correre.
"Va bene, ma prima o poi me la paga quel brutto furetto!"
"Che succede?" chiese Harry, mentre si avvicinava ai suoi amici, dopo aver schivato una potenziale compagna di ballo.
"Niente, solo quel fottuto idiota di Malfoy" bofonchiò il rosso con uno sguardo truce.
Tutto sommato anche la cena era stata piacevole. Il cibo era ottimo e l'atmosfera allegra lo aveva tirato un po' su di morale. La tensione accumulata tra Ron e Malfoy era scemata velocemente. Chiacchierare con alcuni dei suoi compagni di casa e dell'Esercito di Dumbledore, lo aveva alleggerito. La situazione era drasticamente cambiata, quando ebbe inizio, la parte danzante della serata. A seguito di una richiesta esplicita del Preside, tutti gli studenti indossarono le maschere e ben presto la pista da ballo, fu gremita di persone irriconoscibili. Sospirò mentre osservava la scena in disparte. Potrei andarmene, tanto chi si accorgerebbe della mia assenza? Mentre attendeva il momento più opportuno per squagliarsela, una profonda voce alla sua destra, lo fece trasalire.
"Buona sera. Potrei avere l'onore di questo ballo?"
Il Gryffindor granò gli occhi. Di fronte a lui c'era un ragazzo molto alto e magro, vestito di tutto punto, con indosso una maschera color argento che gli tendeva una mano. Lo guardò attentamente, da testa a piedi, per capire chi fosse. Purtroppo con il volto semi coperto era impossibile stabilire un'identità. Aveva dei capelli lunghi, lisci e di un intenso color corvino, li teneva raccolti in una coda di cavallo bassa, proprio sotto la nuca. Ma il dettaglio che maggiormente lo colpì, furono due magnifici, magnetici, occhi color ossidiana.
"Ehm...io- io, non so...ball...are" riuscì a balbettare, mentre arrossiva furiosamente. Ringraziò Merlino per le luci soffuse.
"E' meno difficile di ciò che si crede. Basta lasciarsi guidare" lo esortò il misterioso ragazzo, rivolgendo lo sguardo alla sua mano, che era ancora protesa verso il prescelto.
Santo Godric, che imbarazzo! Però è...è molto, molto carino! No, non posso. Non so nemmeno chi è. Potrebbe essere solo uno stupido scherzo. Così si guardò intorno per confermare la sua ipotesi e si rese conto che nessuno stava guardando nella sua direzione. Beh forse, mi sto facendo troppi problemi, è solo un ballo. E poi è...cosi emozionante questa cosa. Oh su dai sei un Gryffindor no?! Quindi fatti uscire la voce e accetta, prima che gli venga un crampo o che decida che sei un idiota e lo chieda ad un altro! Avrebbe voluto rispondere qualcosa per fare colpo, ma in realtà riuscì a spiaccicare a mala pena un misero "O...OK grazie." mentre afferrava la mano del giovane sconosciuto.
Il ragazzo, dalla voce calda come il cioccolato fuso, annuì soddisfatto e poi gli fece cenno di seguirlo. Harry notò che aveva una silhouette affusolata. Il suo passo era deciso ma molto elegante. Sembrava essere totalmente a suo agio, tra la folla di studenti. Deve essere un purosangue...Una volta raggiunta la pista, il corvino prese di nuovo il Golden Boy per mano, gli cinse la vita e con un unico gesto deciso lo avvicinò a sè. Harry non sapeva come comportarsi. Non voleva sembrare un imbranato...ma era teso e molto imbarazzato. Una voce profonda vicino al suo orecchio destro, interruppe i suoi pensieri. "Rilassati"
Il Gryffindor fece appena in tempo ad annuire, prima di ritrovarsi a volteggiare in mezzo alla pista. Non aveva idea di come fosse possibile, ma stava ballando! Il giovane che lo teneva tra le braccia, doveva essere un esperto ballerino, perché non si erano scontrati con nessun'altra coppia ed era miracolosamente riuscito a non pestargli i piedi. La sua testa che all'inizio della serata era piena di preoccupazioni, ora era piena di domande. Decise di dare voce alla più ovvia. "Posso sapere chi sei? Sai con queste maschere è impossibile capire..."
"Ha importanza?"
"Beh certo che ne ha. Tu-tu hai scoperto chi sono?"
Il ragazzo ghignò, sapendo che il moretto voleva delle risposte, che non avrebbe ricevuto "Ha importanza?"
"Mi hai invitato senza sapere chi sono!?" esordì sconcertato il Golden Boy "Ma potrei essere qualcuno che non ti piace o di una casa..."
"Penso sia proprio per questo. che il preside le abbia distribuite"
"Si ma..." Harry era scioccato. Era la prima persona, che lo aveva invitato a prescindere, dal fatto che fosse il prescelto. Fece un sorriso genuino. "Ma non sei curioso di sapere chi sono? A quale casa appartengo? Se frequentiamo le stesse classi?"
"Non al momento, Gryffindor e non mi interessa" rispose il ballerino, mentre faceva volteggiare il prescelto.
Harry sbatté le ciglia confuso "Come sai che sono un Gryffindor? "
"Se tu fossi un Slytherin, non avresti mai accettato l'invito, senza conoscere prima la mia identità. Se invece fossi stato un Tassorosso, avresti già iniziato a blaterate ridicolaggini sdolcinate sulla modalità del mio invito. Non sei nemmeno un Corvonero, perché invece di pormi un'infinità di domande, avresti cercato di fare delle deduzioni cervellotiche per conto tuo. Quindi per esclusione, sei un impulsivo Gryffindor."
"Oh, beh...hai ragione sono un Gryffindor, ma sul serio non vuoi sapere altro? Perché sai...ecco a me piacerebbe invece..."
Alzò gli occhi al cielo. Potter era un vero impiastro. Doveva dargli delle informazioni o lo avrebbe tormentato per tutta la sera. E lui voleva che la serata, fosse uno strumento atto a distrarre il ragazzo. Inoltre voleva inculcargli alcuni concetti fondamentali in quella sua testaccia dura, che di certo non avrebbe mai accettato da Severus Snape, l'unto e malvagio pipistrello dei sotterranei.
"Se risponderò alla tue stesse domande, poi la smetterai di farmi il terzo grado?"
"Sono solo curioso" rispose imbarazzato e un po' sulla difensiva.
"Sono un ex studente Slytherin. Sono venuto a conoscenza del ballo casualmente, da mio cugino, che è ancora un allievo di questa scuola come te. Prima che tu lo chieda, la risposta è no. Non ho alcuna intenzione, di rivelarti la sua identità. Sono per così dire in incognito."
Harry si fermò in mezzo alla pista e si allontanò di mezzo passo. "Impossibile! Non sono ammesse persone esterne! Questo vuol dire che ti sei imbucato, e se qualcuno lo scopre?" e poi con lo sguardo un po' imbronciato aggiunse "e comunque non stavo per chiedere, chi è tuo cugino".
Il ragazzo accennò un sorriso beffardo "Nessuno lo scoprirà, ammesso che tu la smetta subito, di attirare l'attenzione di tutta la sala. Voi Gryffindor siete incredibili, pensate mai prima di fare qualcosa? Ragiona, non sono più uno studente. Cosa pensi potrebbero farmi? Mettermi in punizione? Togliermi dei punti?" Vide lo sguardo di Potter, era in parte mortificato in parte infastidito. Dannazione, era stato troppo duro con lui! Doveva incoraggiarlo, non rimproverarlo. Così sospirò e si sforzò di essere meno burbero "Senti occhi di smeraldo, sono qui solo per passare una bella serata, in compagnia di qualcuno d'interessante. Ma se tu, sei un bravo Gryffindor obbediente, troverò qualcuno di più adatto".
Stava per dargli una rispostaccia per averlo preso in giro, ma quando l'ex Slytherin lo aveva chiamato occhi di smeraldo, il fastidio sparì di colpo. E' per questo che mi ha invitato? Per i miei occhi...gli piacciono gli occhi verdi, proprio come al mio principe e se fosse ...No impossibile! "Co-come mi hai chiamato?"
"Se non è di tuo gradimento, ne troverò uno che lo sia".
"Ehm...no. No, mi piace..." rispose sorridendo. Mentre arrossiva come un peperone, si riavvicinò al Slytherin, con l'intenzione di riprendere a ballare ma il giovane dagli occhi d'ossidiana, gli mise una mano dietro la schiena e lo spinse verso il buffet. "Gradirei bere qualcosa, se non ti dispiace."
"Oh sì... no...cioè, certo andiamo"
Harry lo osservò a lungo. Ogni movimento del misterioso cavaliere trasudava sicurezza. Era davvero molto affascinate. Lui invece, era impacciato ed imbarazzato. Però potrebbe essere, è un ex studente, è un Slytherin a cui piacciono i Gryffindor con gli occhi verdi...oh sarebbe magnifico, se fosse proprio lui!
Lo stava fissando di nuovo imbambolato. Se non lo avesse visto con i suoi occhi, non ci avrebbe mai creduto che Potter fosse così: imbarazzato, timido, perfino imbranato! Non c'era una sola oncia dell'arroganza di James Potter in suo figlio, in tale circostanza. Lanciò uno sguardo sulla pista, perfino Paciock se la stava cavando meglio di lui. Merlino santissmo, quando ho stabilito che questo, potesse essere un ottimo modo per motivarlo, dovevo aver inalato dei fumi tossici!
Ignorando le sue riflessioni, riempì due bicchieri di punch, e prima di passarne uno a Potter, li annusò entrambi. "Ora possiamo fare un brindisi"
"Tranquillo non è alcolico. Tu non bevi?" chiese Harry.
"Ne sono consapevole. Ricordo le disposizioni scolastiche. Però, sono stato anche io uno studente fino a qualche tempo fa, e se non ricordo male, questo non ha mai scoraggiato l'aggiunta di pozioni, dagli effetti poco piacevoli o imbarazzanti."
Harry gli sorrise con l'aria di chi la sapeva lunga "Puoi stare tranquillo, gli unici due che avrebbero fatto una cosa simile, sono i fratelli gemelli del mio migliore amico. Ma hanno lasciato la scuola lo scorso anno". Poi portò il bicchiere alle labbra e prima di bere, aggiunse "Sul serio, saresti stato in grado di capire, se c'era qualcosa nel punch solo annusandolo?"
"Certamente. La maggior parte della pozioni in realtà, non si mescola bene con gli altri liquidi. Solo i veleni hanno questa particolarità, ma spesso hanno un odore forte o pungente. Dunque è sufficiente, annusare e controllare l'uniformità di colore e viscosità sulla superficie del punch, per stabilire, se è sicuro ingerirlo o no. Certo questo non vale, per chi è esperto nell'arte del preparare pozioni, in quanto seppur difficile, non è impossibile, evitare la stratificazione stabilizzando gli ingredienti. Il che, consentirebbe anche la mescita dei fluidi più ostici. Vedendo lo stupore sul viso del Golden riprese a parlare "Pozioni è sempre stata una delle mie materie preferite. Infatti sto studiando per diventare un Maestro di pozioni".
"Wow ma è fantastico! Deve essere davvero molto stimolante e impegnativo." Potrebbe davvero essere lui!
Fantastico? Da quando Potter ritiene, che le pozioni siano fantastiche? Decise di divertirsi un pò con il marmocchio, questa situazione si stava rivelando, piuttosto interessante. "A giudicare dal tuo entusiasmo, devo dedurre, che è un argomento che appassiona anche te, occhi di smeraldo?" Severus era curioso di scoprire se il Golden Boy, gli avrebbe mentito nel tentativo di fare bella figura.
"A dire il vero ecco...non proprio. Onestamente non saprei dirti a che livello sono. " rispose completamente imbarazzato. "Comunque, non sono molto bravo".
"Come scusami? Cosa intendi con "non saprei dire a che livello sono?" Di certo avrai un professore, che ti assegna dei voti".
"Beh vedi, fino al quinto anno, le lezioni erano un vero e proprio inferno per me, perché l'insegnate era Severus Snape". Vide il Slytherin inclinare leggermente la testa, segno che si aspettava una spiegazione più dettagliata. "Mi stava sempre con il fiato sul collo e la maggior parte delle volte, senza alcun motivo. Inoltre avevamo lezione con i suoi Slytherin, che si divertivano a sabotare le mie pozioni, consapevoli del fatto, che lui li avrebbe lasciati impuniti. Ecco perché, ancora oggi non ho la minima idea, se sono in grado di distillare qualcosa di decente. Non ne ho mai avuto la possibilità. Quest'anno però le cose vanno molto meglio, ho un nuovo professore e un aiuto extra, molto...speciale". Mise un'enfasi particolare, sull'ultima parte della frase.
Ah, così secondo lui ,sarei io il problema e non la sua completa pigrizia ed inettitudine!
Socchiuse gli occhi e poi con un tono piuttosto secco rispose "Capisco. Quindi sei quel genere di studente. Uno di quelli, che incolpa gli altri per la scarsità del proprio rendimento. Non me sarei mai aspettato da te, occhi verdi. Mi ricordo del professor Snape, ho imparato molto da lui. L'ho sempre reputato un uomo severo ma molto competente."
Harry si mordicchiò il labbro inferiore, l'atmosfera tra lui e il Slytherin si era raffreddata in meno di due minuti, perché diavolo aveva parlato del pipistrellaccio? Idiota, ma con tanti argomenti proprio questo dovevi tirare fuori? Non voleva di certo parlare dell'unto bastardo, quando aveva la possibilità, di stare in compagnia, di questo magnifico ragazzo. Tuttavia lo aveva fatto e probabilmente lo aveva indirettamente offeso. Era evidente, che il ragazzo apprezzava ancora moltissimo, il suo ex capo casa. Doveva rimediare. Doveva spiegare all'ex Slytherin, che non era una questione scolastica, ma personale o avrebbe frainteso. "Non ho mai detto che non è preparato. Solo è complicato... Lui mi odia, dal primo momento che ho messo piede in questa scuola, a causa di mio padre. Pensa, che prima di arrivare al castello, pozioni era la materia che mi affascinava di più. Purtroppo dopo la fine della mia prima lezione, mi sono reso conto, che qualsiasi cosa avessi fatto, lui mi avrebbe detestato a prescindere e quindi mi sono semplicemente concentrato su altro. So che è sbagliato da parte mia comportarmi così, ma ho imparato fin da piccolo ad accettare, che ci sono delle cose che non si possono cambiare, a prescindere dai propri desideri o dall'impegno che uno ci mette. Comunque da allora, la mia materia preferita è Difesa contro le arti Oscure!" Spero che non pensi male di me.
Cosa? Potter interessato a pozioni? Sta mentendo! Avrebbe voluto approfondire, ma poi guardò in quelle iridi smeraldine, erano così simili agli occhi di lei. Non c'era la minima traccia di menzogna, inoltre il ragazzo sembrava ansioso di cambiare argomento. Si diede mentalmente dello sciocco, non era qui per infierire, ma per restituirgli quel dannato libro, che sembrava essere il suo unico conforto. Chiuse gli occhi, aveva promesso di proteggerlo e lo avrebbe fatto. "Capisco, una situazione al quanto spiacevole" e poi prese un sorso di punch.
Vedendo che la tensione tra lui e l'ex studente sembrava essersi dissipata, fece un sospiro di sollievo. Harry a quel punto, cercò di fare appello a tutto il suo coraggio Gryffindor, e mentre arrossiva disse "Bene, visto che ti piace questo alone di mistero tra di noi, se io sono occhi di smeraldo, tu chi saresti?"
Il ragazzo gli aveva servito la riuscita dell'impresa, su un piatto d'argento. Troppo facile, Potter!
"Avevo un ridicolo nomignolo, quando studiavo qui al castello, potremmo usare quello..."
Mentre aspettava di sentire il soprannome, il battito del suo cuore, iniziò ad accelerare. Ti prego, fa che sia lui.
"...il Principe Mezzosangue". Non appena quelle parole uscirono dalle labbra del Slytherin, sentì un tamburo rullargli nella testa. Si rese conto di due cose: primo che quel suono proveniva dalla sua cassa toracica, secondo aveva smesso quasi di respirare. Un enorme sorriso genuino abbellì il viso del Gryffindor. "S-sei davvero... tu" mormorò il Gryffindor, con un impercettibile sussurro.
