Visita al castello
Quando i maghi di Fairy Tail giunsero nuovamente al castello le guardie li condussero senza troppi indugi da Chefka e Lyra. Il Primo Ministro e sua nipote li stavano aspettando in una splendida sala, finemente decorata con degli arazzi. Le figure ricamate raccontavano la storia della fondazione del regno ma nemmeno loro potevano prevedere quale sarebbe stato il futuro.
- Che piacere rivedervi! A quanto pare il mio messaggio vi ha raggiunti in tempo! - Cominciò Chefka, ma ogni parola che diceva era una farsa per darla a bere alle guardie che li ascoltavano - Sarebbe stato un peccato se foste partiti senza aver prima visitato il castello. Sarete nostri ospiti fino a che gli ultimi preparativi per la missione non saranno stati completati. Consideratelo pure come un piccolo ringraziamento per l'aiuto che ci avete dato in passato. - L'uomo sorrise e fece segno alle guardie di lasciarli da soli ed in breve gli unici rimasti in sala furono loro - Voglio occuparmi personalmente di questo impegno. Tuttavia ... - Aggiunse Chefka - Perché non fai tu da guida ai ragazzi, Lyra? Io scorterò il nostro cavaliere. -
Chefka indicò la strada ad Erza e la donna lo seguì immediatamente, senza nemmeno voltarsi a salutare i suoi compagni. Avrebbero dovuto davvero visitare il castello soltanto con la guida di Lyra?
- Io non ci vengo con te. - Sbottò Natsu e la ragazza si girò a stento verso di lui - Come se me ne importi qualcosa. -
- Perfetto! Perlustrerò da solo questo posto! Col mio fiuto troverò il cristallo prima di tutti voi! - E detto questo il dragonslayer si allontanò a grandi passi lungo il corridoio mentre Happy gli svolazzava dietro.
- Aspetta Natsu! Vengo con te! -
- Quell'idiota. - Sbuffò Gray - Di sicuro distruggerà qualcosa. -
- Se vuoi puoi andare con lui. - Borbottò ancora Lyra, ma Gray non le rispose nemmeno, le lanciò uno sguardo gelido e poi si allontanò anche lui facendo attenzione ad imboccare la direzione opposta a quella di Natsu. Lucy adesso era l'ultima rimasta. - Io ... Io vengo con te! -
Non aveva altra scelta ma quella era davvero una situazione imbarazzante: Lucy si sentiva a disagio. Che cosa doveva fare? Non sapeva distinguere le illusioni e non sapeva percepire l'aura degli oggetti. Non aveva l'intuito e gli occhi di Erza, non aveva il naso di Natsu e nemmeno la freddezza di Gray. Le sue abilità erano completamente inutili in quella missione. E soprattutto cosa poteva mai dire per allentare la tensione? Lyra procedeva in silenzio senza nemmeno indicarle il nome dei posti che visitavano oppure la loro posizione nel castello.
Era terribilmente chiaro che la ragazza non gradiva la loro presenza ad Alyssa ma Lucy non riusciva a farsi una ragione del suo comportamento. Se era stata parte di Fairy Tail e se aveva stretto dei forti legami con i suoi compagni, allora non poteva essere tanto diversa da lei. Se li aveva amati non poteva davvero aver cambiato così drasticamente opinione! Era vero che erano tutti un po' matti e spesso anche molto fastidiosi, ma erano tutti delle persone magnifiche.
Doveva fare qualcosa per spezzare quel silenzio.
- La città di Alyssa è davvero molto bella, ha un fascino straordinario. Qual è la parte più interessante secondo te? - Lucy non ottenne alcuna risposta. E va bene, forse l'idea di aggirare la questione non era delle migliori. Doveva essere più diretta, se si fosse aperta un po' magari avrebbe spinto anche l'altra a farlo.
- Bhè, Alyssa è suggestiva ma anche Magnolia mi piace molto, benché ci viva da poco. Sono entrata a far parte di Fairy Tail solo qualche mese fa. - Forse era un po' sciocco il modo in cui stava parlando da sola ma Lucy si costrinse a farsi forza - Sono molto riconoscente al Master per avermi ammessa. Ho sempre sognato di fare la maga ma mio padre non voleva lasciarmi andar via di casa. L'unica cosa che potevo fare era studiare e fantasticare sul mondo esterno, chiusa nella biblioteca della villa. -
Ancora nessuna risposta, ma se quello che Miraajane le aveva detto era vero, allora quella parte della sua storia non doveva essere poi tanto diversa da quella di Lyra.
- E' stato solo grazie a mia madre che sono riuscita a mettermi in viaggio. Senza la sua complicità non sarei arrivata da nessuna parte. Mi ha anche donato le chiavi degli spiriti che porto con me. - Lucy si fermò per un attimo, rimuginando su quel pensiero - Ma anche tua madre doveva essere una maga eccezionale, visto il modo in cui ha protetto il cristallo. Non credo di avere alcuna speranza nello sciogliere il suo incantesimo. -
- Mia madre era davvero la migliore. - Quando Lyra scandì quelle parole Lucy per poco non ebbe un colpo.
- Ma anche mio padre era un mago incredibile. Purtroppo l'unica cosa che mi è rimasta di loro è questo regno in pericolo ed il ciondolo che mi porto dietro. -
- E' questo? - Lucy si affrettò ad affiancarsi a Lyra, lasciando il suo posto a qualche passo di distanza e sfoggiando un gran sorriso - E' lacryma quella? -
- Si, ma è lacryma blu, non ha alcun potere. -
Nel frattempo Natsu stava ancora vagando senza meta tra le stanze del castello.
- Dove diavolo è quello stupido cristallo? -
Dannazione! Quella storia lo stava facendo impazzire! Perché Lyra si comportava in quel modo? Quanto avrebbe voluto risolvere la questione con un serio duello tra maghi. Si era spinta troppo oltre, lo aveva offeso ma aveva offeso anche i suoi compagni e la gilda.
Oltretutto Erza era strana. L'aveva vista stendere il Demone per aver sparlato di Fairy Tail, eppure non sembrava avere alcuna intenzione di alzare una mano su Lyra. Natsu sapeva che la donna le voleva bene ma sapeva anche quanto teneva alla gilda.
La testa gli stava scoppiando, non poteva trattenersi di più. - BASTA! HO DECISO! SE RADO AL SUOLO QUESTO POSTO IL CRISTALLO PRIMA O POI VERRA' FUORI, NO? -
- Natsu, aye Natsu! - Happy gli strattonò il lembo del pantalone - Non senti qualcosa? -
Il ragazzo si fermò di colpo rimangiandosi le parole infuocate di prima. C'era qualcosa nell'aria, un certo profumo ... L'espressione di Natsu si illuminò di colpo - Le cucine! Happy abbiamo trovato la sala del tesoro! Pistaaaa! - I due amici sfondarono letteralmente la porta più vicina e si fiondarono in mezzo ai fornelli e ai cuochi.
- Che cosa volete? Che ci fate qui? -
- C'è del pesce? -
- Pussa via gattaccio! -
- Non essere scortese: siamo ospiti! -
- E che cosa volete voi ospiti? -
- Non è ovvio? - Natsu scostò una pentola e sotto gli occhi increduli del cuoco risucchiò via tutto il fuoco della fornace - Questo sì che è buono! -
Anche Gray stava passeggiando per il castello senza sapere né dove fosse né come rintracciare la lacryma. L'unica cosa certa era che i suoi pensieri non erano molto diversi da quelli del suo rivale. Quella missione non gli piaceva, c'erano troppe cose che non tornavano.
- Altolà! -
- Prova a fare solo un altro passo e ti affettiamo, brutto maniaco! -
Il mago fu strappato di colpo dalle sue riflessioni da un picchetto di guardie posto a sorveglianza degli appartamenti del Consiglio.
- Ma che state dicendo? Non lo vedete lo stemma? Sono di Fairy Tail! - Gray si accorse troppo tardi di aver puntato il dito sul petto senza che la camicia lo ostacolasse. Dov'erano i suoi vestiti?
Le guardie gli furono subito addosso urlando - Pervertito! -
- Disgraziato! -
- Atti osceni in luogo pubblico! -
- Come fate a chiamarli atti osceni in luogo pubblico se ho ancora le mutande? -
Nello stesso momento, completamente ignara di quello che stavano facendo i suoi compagni, anche Erza stava visitando il castello. Ma mentre camminava lungo le mura insieme al Primo Ministro, non riusciva a percepire alcuna distorsione nello spazio. Non c'era da stupirsi: se nemmeno i migliori maghi di Valeria erano riusciti a trovare il cristallo, allora le sue capacità erano davvero troppo limitate per farlo.
- Scommetto che in questo momento ti stia domandando per quale ragione stia pretendendo una cosa tanto assurda. - Sospirò Chefka tutto d'un tratto, come se le avesse letto nei pensieri.
- Sì. Onestamente mi stavo chiedendo perché ha richiesto proprio il mio intervento. - Pian piano avevano raggiunto la spaziosa torre di sud - est che ospitava al suo interno l'arsenale del castello.
- Chiunque volesse trovare il cristallo cinque anni fa, sperava di usare la connessione di Lyra con l'energia pura per aggirare l'illusione della madre. Sono preoccupato: mia nipote è in pericolo sin da quando è tornata a Valeria ma è troppo ostinata per ammetterlo e per accettare aiuto. - L'uomo si girò verso di lei con uno sguardo implorante - Anche se sono diventato Primo Ministro i miei poteri non sono così grandi come si possa immaginare. Ho bisogno di qualcuno che possa proteggerla e chi meglio della sua insegnante? -
- Il nemico è molto vicino? -
- Temo di sì. Forse in questo momento ci sta addirittura guardando. Sono spiacente per avervi costretti a far parte di questa storia. -
Chefka non riuscì nemmeno a terminare la frase prima che un brivido gelido percorresse tutto il castello. Erza lo sentì passare distintamente dentro la spina dorsale e non poté fare a meno di estrarre Redemption. L'aria si era saturata rapidamente a causa di una terribile aura oscura. C'era qualcosa di familiare in quella sensazione ma prima che la maga potesse realizzare di cosa si trattasse, l'intero castello venne percorso da un nuovo brivido, anzi da un terremoto. Tutte le guardie li oltrepassarono correndo a più non posso, lasciando cadere le armi e gridando: sembravano terrorizzate.
- Il ... Il nostro nemico d ... deve essere già qui! - Quando Erza si girò scoprì che il Primo Ministro era crollato in ginocchio e stava tremando così forte da non riuscire a rialzarsi. Poi la sua attenzione venne richiamata di colpo da qualcos'altro. Una serie di passi metallici riecheggiò per qualche istante lungo la torre, poi una misteriosa figura apparve dalla parte opposta della stanza. Era una donna, una donna dai capelli rossi. Indossava un'armatura viola ed un elmo con due lunghe corna, ma aveva anche uno scudo tondo ed un spada gigantesca e acuminata come una zanna. Il suo sguardo scuro era terrificante ed il suo ghigno aveva un'aria sadica. - A quanto pare ci sono ancora dei mortali qui dentro. -
Quando la sferza di quell'aura oscura raggiunse Gray, le guardie che lo stringevano si bloccarono di colpo, poi, lasciarono cadere le armi e scapparono via come guidate da un istinto irresistibile. Anche i ministri, uno dopo l'altro si precipitarono fuori dai loro appartamenti correndo come matti. In men che non si dica Gray si ritrovò da solo, ma questa volta non era a causa della sua nudità. Perfino lui, che era un esperto di ice make magic, aveva sentito l'aria farsi più gelida.
- Chi sei? Fatti avanti! - Non c'erano passi: non c'era alcun suono, ma non c'era bisogno di sentire rumore per percepire la presenza di qualcuno lì intorno.
- Giovane mago, ti stavo aspettando. - Di colpo una figura imponente e oscura si fece largo tra le tenebre lungo il corridoio. Era un cavaliere dotato di una terrificante armatura nera e una lunga spada affilata. Tuttavia c'era qualcosa che non andava in lui: gli mancava una gamba e sotto l'elmo col pennacchio Gray non riusciva a scorgere nessun volto.
Natsu ed Happy si stavano divertendo un mondo a frugare nella cucina quando improvvisamente tutti i fuochi si spensero. I cuochi si immobilizzarono di colpo ma poi sfrecciarono fuori dalla cucina ad una velocità supersonica.
Natsu gli gridò dietro - Ehi! Non c'è bisogno di corre così, non volevo mangiare anche voi! -
- Aye Natsu! - Gridò invece Happy agitando le zampine - Che sta succedendo? -
La cucina che fino ad un attimo prima era stata calda, piena di vita, di colori e di profumi, adesso era diventata scura e gelida. Sembrava una cella frigo.
- Io non capisco. - Borbottò Natsu - Non sento niente di strano. -
- Sicuro? -
Il ragazzo incrociò le braccia. Ci stava ancora pensando quando i suoi sensi sopraffini lo avvertirono che c'era un pericolo. Natsu riuscì a scansarsi giusto in tempo.
- Hishihishihishi! - Adesso, appeso al soffitto a testa in giù, c'era un uomo dai lunghi capelli bianchi e gli occhi rosso rubino. Il suo corpo era avviluppato da un paio di lunghe ali membranose. Happy capì subito di che si trattava - UN PIPISTRELLO! -
Quella raffica gelida raggiunse anche Lyra e Lucy. La prima si mise subito all'erta ma la seconda non poté fare a meno di stringersi le braccia intorno al corpo e di cadere in ginocchio, rabbrividendo. Non era colpa del freddo, in realtà la temperatura era sempre la stessa: ciò che l'aveva paralizzata era il terrore. Un terrore ceco e inspiegabile, senza alcuna ragione, senza alcun motivo, ma così forte da serrarla in una morsa. Ma quella morsa non aveva serrato soltanto lei.
In men che non si dica, l'intera popolazione del castello le sfrecciò accanto spintonandosi per guadagnarsi una via di fuga. Che cosa stava succedendo?
- Maledizione. - Lyra estrasse con un gesto fulmineo la sua spada. La estrasse praticamente dal nulla, dall'aria, come a volte faceva anche Erza.
- I mortali sono creature patetiche. - Una voce fredda le fece eco e pian piano l'ombra cominciò ad addensarsi al centro della stanza, raccogliendosi dagli oggetti circostanti. Era stata l'oscurità a parlare? No, era stata una donna. La sua figura emerse lentamente dal pavimento. Aveva la pelle candida, così candida da sembrare quasi fatta di porcellana ma aveva allo stesso tempo i capelli più neri e gli occhi più scuri che si fossero mai visti. I capelli le scendevano lisci fin sotto le scapole ma dietro la schiena teneva fissato un mantello di piume di corvo. Al posto del braccio destro aveva una specie di dispositivo meccanico con dei lunghi artigli di metallo mentre con la mano sinistra stringeva una gigantesca falce.
- Chi sei? - Gridò Lyra.
- Il mio nome è Lotus Ravenmoore dei Cavalieri dell'Apocalisse e vi do il benvenuto allo spettacolo finale della caduta di Valeria. -
