2.
SUL TRENO
Appena si furono allontanati abbastanza da Harry, Penelope si fermò e si voltò ridendo come una pazza verso George "Per tutti i folletti, non ci posso credere, finalmente ho incontrato Harry!"
Il ragazzo le sorrise, scrollando le spalle "Te l'avevamo detto che dovevi essere paziente."
"Chissà che impressione gli ho fatto. Voglio dire, ha appena scoperto di avere una sorella, non è una cosa facile da digerire dopo aver creduto di essere solo con quei babbani per undici anni!" Sentì due mani che si appoggiavano sulle sue spalle. Si voltò e vide Percy che le sorrideva "Il ragazzino con cui parlavi poco fa è chi penso?" Lei annuì sorridendo, mostrando i suoi denti perfettamente bianchi, e lui commentò "Non vedo l'ora di conoscerlo, allora! Sei nervosa?"
"Un po', ma dubito di esserlo quanto te, prefetto!"
"Hai visto la medaglia? Oh la mamma ci sta chiamando, andiamo a salutarla!" Si allontanò tutto impettito. George scosse la testa "Hai visto la medaglia? Impossibile non notarla, guarda come cammina!"
"Oh smettila, George! La tua è tutta invidia!"
"Se essere prefetto significa essere smorfioso come lui, no grazie! Contentissimo di essere come sono!"
La signora Weasley stava cercando di togliere una macchia dal naso di Ron, ma lui si divincolò. Sentirono Percy dire "Devo andare, madre, sono in testa al treno, nella carrozza dei prefetti."
"Perché, sei un prefetto, Percy?" chiese ironicamente Fred.
George continuò "Avresti dovuto dircelo, non ne avevamo idea!"
"Aspetta un attimo. Mi sembra che avesse accennato qualcosa una volta..."
"...o due..."
"Aspetta..."
"PER TUTTA L'ESTATE!" esclamarono in coro. Penelope diede una leggera sberla in testa ad entrambi, mentre il fratello maggiore, arrossito per la vergogna, diceva loro di stare zitti. Fred protestò "Non è giusto che a lui avete comprato vestiti nuovi!" A Molly si illuminarono gli occhi per l'orgoglio "Ma lui è prefetto! Comunque ragazzi, è meglio che andiate. Buona scuola! Mandatemi un gufo quando arrivate." Baciò Percy su una guancia e poi si rivolse ai gemelli "Voi due comportatevi bene quest'anno! Se ricevo un altro gufo perché avete fatto saltare in aria un gabinetto..."
"Saltare in aria un gabinetto? Non abbiamo mai fatto una cosa del genere!"
"Buon'idea però! Grazie mamma!"
"Non è divertente! E badate a Ron!" Si udì il fischio che annunciava la partenza imminente del treno. Molly strinse forte Penelope e la baciò su entrambe le guance, poi disse a tutti di sbrigarsi a salire. I cinque ragazzi si precipitarono a bordo, chiusero la porta e poco dopo il treno partì. Si sporsero dai finestrini per salutare la signora Weasley e Ginny. Quest'ultima scoppiò in lacrime, così le gridarono "Non piangere, Ginny, ti manderemo un sacco di gufi!"
"Ti manderemo la tavoletta di un gabinetto!"
"GEORGE!"
"Scherzavo, mamma!" Il treno aumentò la velocità e Ginny, ridendo e piangendo allo stesso tempo, iniziò a correre per vedere il più possibile i suoi fratelli e la sua amica, finché il marciapiedi non finì e li salutò con la mano.
Penelope appoggiò la schiena al finestrino e sospirò "Un altro anno ad Hogwarts sta per iniziare. Chissà cosa ne sarà di noi quest'anno!" Ron, un po' impacciato dal peso delle valige, si avviò alla ricerca di un posto per sedersi, mentre Fred corse a cercare Lee e il suo ragno. L'unico a rimanere con lei fu George, come sempre, il suo migliore amico "Ne vedremo delle belle, di quello puoi stare certa! E poi c'è Harry quest'anno, no?"
La ragazza sorrise "Ho aspettato tutto questo tempo di incontrarlo e ora che è qui non so che dirgli. Sono proprio una stupida!"
"Non è vero, credo sia normale. Siete fratello e sorella, ma in fondo non vi conoscete ancora. Tu però non ti preoccupare, qualcosa da dire lo troverete. Chissà quante domande sulla vostra famiglia e su di te avrà da farti e tu su di lui!"
"Il problema è che non potrò dargli tutte le risposte che cerca: sai che Silente mi ha fatto giurare di non dire alcune cose."
"Quel vecchietto a volte sembra matto, gli piace fare spesso il misterioso, lo sai, ma poi risulta sempre che ha ragione. Quando Harry sarà pronto, potrai dirgli tutto, vedrai. Ma ora basta parlare con me, va' a cercare tuo fratello!" Sorridendo, spinse la ragazza nel corridoio. Lei si voltò, gli sorrise riconoscente, e corse a cercare Harry.
Quando trovò il suo scompartimento, notò che era insieme a Ron. Stava dicendo"Non sapevo nulla della magia, o dei miei genitori o di Voldemort..." Ron trasalì, così domandò "Ho detto qualcosa di male?"
Penelope ridacchiò e si inserì nella conversazione "La maggior parte dei maghi non pronuncia il nome di Tu-Sai-Chi. Personalmente la trovo una cosa stupida, si ingigantisce solo la paura di lui, ma vabe, ognuno è libero di pensare come vuole." Harry le sorrise e spiegò "Non è che voglio sembrare coraggioso è che non sapevo non pronunciaste il suo nome. Vedi che ti dicevo prima, Ron? Ho ancora un sacco di cose da imparare, scommetto che sarò il peggiore della classe."
La ragazza cercò di consolare il fratellino "Ma no! Ci sono un sacco di ragazzi che vengono da famiglie babbane e poi guarda che nessuno della tua età ha mai usato una bacchetta, partite tutti dallo stesso livello! E poi per qualsiasi cosa io sono qui. Comunque, di che stavate parlando? Spero di non avervi interrotto!"
Ron scosse la testa "Gli stavo raccontando dei miei fratelli. Harry mi ha parlato dei suoi zii babbani."
Penelope si rabbuiò "Non erano brava gente, vero?"
Harry scosse la testa "Non mi hanno mai parlato di te. Mi dispiace davvero tanto."
"Silente mi aveva detto che non erano persone troppo gentili, ma credevo che almeno di me ti avessero detto qualcosa."
"No, purtroppo. Ma io credo sia perché loro non volevano avere nulla a che fare con la magia. Mi hanno tenuto nascosto per tutti questi anni che ero un mago, anche se ancora stento a crederci, e dei nostri genitori mi avevano solo detto che erano morti in un incidente stradale."
"UN INCIDENTE STRADALE? Come hanno potuto...Ma tu la sai la verità, Harry? Cioè, Silente mi ha fatto promettere di non parlarti di alcune cose...Io vorrei dirti tutto quello che vuoi sapere, ma lui vuole che tu sia pronto alla verità."
"Questo Silente sembra avere molte cose sotto controllo...è il preside di Hogwarts, giusto?"
"Sì, il migliore che potessimo avere! È un po' strano, ma molto divertente. Poi vedrai!"
Harry le sorrise, poi però si intristì "Hagrid mi ha detto che i nostri genitori sono stati uccisi da Vol...da Voi-Sapete-Chi."
"Erano degli ottimi maghi, Harry! Pochi erano bravi come loro a quei tempi."
"Anche Hagrid ha detto così. Ma se erano davvero così bravi, perché Tu-Sai-Chi è riuscito a uccidere loro e non me?"
Penelope arrossì violentemente "Ehm...diciamo che lui li ha colti di sorpresa. Anche lui era un mago molto potente, corrotto dalle arti oscure."
"Capisco. Tu dov'eri quella notte? Io non ricordo niente, solo un lampo di luce verde."
La sorella lo guardò tristemente e si limitò a rispondere "Io non ero in casa quella notte." Calò il silenzio, interrotto poco dopo dall'aprirsi della porta dello scompartimento. Un ragazzo dai capelli castani corti e una corporatura piuttosto possente entrò sorridendo "Penny, finalmente ti ho trovata!"
La ragazza si riscosse e sfoderò uno dei suoi sorrisi straordinari "Oliver! Come sono andate le vacanze?"
Il ragazzone stritolò la sorella di Harry in un abbraccio "Molto bene, grazie. Mi sono allenato un sacco e ho formulato nuove tecniche per le partite di quest'anno. Non vedo l'ora ricomincino gli allenamenti!"
"Lo so, Oliver, me l'hai scritto con almeno cinque gufi delle nuove tecniche, non me n'ero dimenticata. Quando pensavi di iniziare gli allenamenti? La seconda settimana?"
"Ma sei matta? Io pensavo domani sera." Proprio in quel momento sopraggiunse Percy. Il prefetto salutò con un certo distacco Oliver e poi si rivolse a Penelope, parlando tutto d'un fiato "Pensavo fosse meno dura stare dietro a quelli del primo anno. Oh Ron, sei qui! E tu sei Harry? Ciao, molto piacere. Beh è ora che continuo i giri di controllo prima che qualcuno si faccia male. Ci vediamo quando torno indietro." Sparì tutto trafelato. Oliver scoppiò a ridere "Ma non ha ancora capito che non ha a che fare con bambini dell'asilo?"
Penelope scrollò le spalle, ammiccando a Ron "Sai com'è fatto: si fa prendere dal senso del dovere e vi si attiene in modo troppo stretto."
Il ragazzone si guardò alle spalle ed esclamò "Per la barba di Merlino, sta arrivando Alicia, devo andare!"
"Non mi dire che avete di nuovo litigato..."
Allontanandosi, l'altro rispose sottovoce "Poi ti spiego." Ed anche lui sparì in corridoio. La ragazza scrollò la testa e si rivolse a Harry "Il prefetto è uno dei fratelli maggiori di Ron, mentre l'altro ragazzo si chiama Oliver Baston, è il portiere e capitano della squadra di Quidditch di Grifondoro. Conosci il Quidditch? E le quattro case di Hogwarts?"
Harry annuì "Sì, anche se non nei minimi dettagli. A Diagon Alley ho incontrato un ragazzo che mi diceva che non è il massimo entrare in Tassorosso, è vero? Tu sei in Grifondoro?"
"Sì. Anche tutti i fratelli di Ron sono in Grifondoro. Ora però non dovete sentirvi sotto pressione per la casa di cui farete parte. Non c'è nulla di male a essere Tassorosso. Diciamo che la peggiore è Serpeverde, perché tutti i prepotenti finiscono lì. Ma immagino ci siano delle eccezioni per ogni casa."
"Intanto però Voi-Sapete-Chi era un Serpeverde, giusto? Il ragazzo che ti dicevo voleva entrare anche lui in Serpeverde, lui non mi piaceva molto, spero solo di non capitare con lui. Tu a che anno sei?"
"Al terzo, insieme ai fratelli gemelli di Ron."
"Hai solo tredici anni? Mi sembravi più grande..."
Penelope arrossì "Beh ecco, io ho perso due anni di scuola, cioè, ho iniziato due anni dopo perché sono stata all'ospedale in coma per più di un anno..."
"Oh mio Dio, mi dispiace, non lo sapevo!"
"Non fa nulla, non potevi sapere. Ora sto bene, quindi direi che non c'è nessun problema a parlarne." Ma Harry capì che in realtà la sorella sembrava restia sull'argomento, quindi scelse di non chiederle altro a proposito. In quel momento una signora aprì la porta dello scompartimento e chiese loro "Desiderate qualcosa dal carrello?" Harry, che aveva saltato colazione, saltò in piedi per vedere cosa comprare, ma Ron arrossì e mugugnò che aveva dei panini. Penelope tirò fuori alcune monete dalla sua borsa nera e fece l'occhiolino a Harry "Offro io! Ci dia un po' di tutto, credo che mio fratello non abbia ancora assaggiato i nostri dolci." Ed era vero, Harry non aveva mai visto caramelle e cioccolatini simili! Assaggiò una Cioccorana e poi fu incuriosito dalle Gelatine Tutti i Gusti più Uno. Ron gli spiegò che tutti i gusti significava davvero tutti i gusti, una volta suo fratello George ne aveva mangiata una che sapeva di caccole.
Dopo pranzo, per l'ennesima volta, si aprì la porta dello scompartimento: un ragazzo un po' grassoccio, quasi in lacrime, domandò "Avete per caso visto un rospo? Non lo trovo più!"
Harry gli sorrise per incoraggiarlo "No, ma vedrai che salterà fuori!" E l'altro, giù di morale, richiuse la porta. Penelope disse che l'animale di Harry, la civetta bianca, era molto bella, mentre lei aveva un vecchio gatto nero, in giro sul treno da qualche parte. Ron mostrò loro il suo topo, Crosta, nonostante la ragazza l'avesse già visto, essendo appartenuto a Percy, e poi provò a farlo diventare giallo con un incantesimo. Di nuovo si aprì la porta dello scompartimento: era di nuovo il ragazzino del rospo, accompagnato stavolta da una bambina con già indosso l'uniforme di Hogwarts "Avete visto un rospo? Neville l'ha perso." Aveva un tono di voce da saputella, capelli castani cespugliosi e denti davanti piuttosto sporgenti. Ron scrollò la testa "Gli abbiamo già detto di no."
"Hey, stai facendo un incantesimo! Vediamolo!" Ma, nonostante la formula magica pronunciata da Ron, non accadde nulla. La bambina gli chiese "Sicuro che quello sia un vero incantesimo? Io ne ho provati un paio a casa e mi sono riusciti tutti, nonostante nella mia famiglia sia l'unica ad essere una strega! Ho imparato tutto a memoria dai libri. Comunque, sono Hermione Granger e voi siete...?"
"Ron Weasley."
"Io sono Penelope Potter e lui è mio fratello Harry!"
La ragazzina si voltò a bocca aperta verso Harry "So tutto di te, naturalmente! Ho comprato un paio di libri in più, per interesse personale, e tu sei citato in Storia moderna della magia, Grandi Eventi magici nel Ventesimo secolo e Ascesa e declino delle Arti oscure!"
Harry rimase stupito "Sono davvero in quei libri?"
"Ma certo! Com'è possibile che tu non li abbia letti? Voglio dire, parlano di te, sei direttamente interessato!"
Penelope aggrottò la fronte, seccata per quel commento "Hermione, non stavate cercando il rospo di Neville?"
"Giusto, è meglio andare. Ci vediamo ad Hogwarts! Forse sarebbe meglio se vi cambiaste, non dovrebbe mancare molto all'arrivo." Non appena i due furono usciti, Ron esclamò "In qualunque casa saremo, spero non sia la sua!" Tutti e tre scoppiarono a ridere. Penelope andò in bagno a cambiarsi, intanto Ron iniziò a spiegare a Harry cos'era il Quidditch, mentre anche loro indossavano la divisa di Hogwarts.
I due amici avevano appena finito di cambiarsi, quando la porta si aprì. Pensavano fosse Penelope di ritorno, invece erano tre ragazzi: uno era il biondino che Harry aveva incontrato a Diagon Alley, gli altri due invece avevano un'aria piuttosto stupida ed erano di corporatura a dir poco spessa. Il biondino esclamò "È vero quello che dicono allora: Harry Potter è in questo scompartimento. Sei tu, vero?"
"Sì, sono io." Harry squadrò gli altri due ragazzi: a guardarli bene avevano un'aria minacciosa. Il biondo spiegò "Loro sono Tiger e Goyle. E io sono Malfoy, Draco Malfoy. " Ron soffocò una risatina con un colpo di tosse, ma Draco se ne accorse "Credi che il mio nome sia buffo, vero? Capelli rossi, lentiggini, e più figli di quelli che possono permettersi: tu devi essere un Weasley, in base a quanto mi ha detto mio padre." Tornò a rivolgersi ad Harry "Scoprirai presto che alcune famiglie di maghi sono migliori di altre, Potter. Non vorrai mica fare amicizia con le persone sbagliate! In questo posso aiutarti io." Gli porse la mano, per stringere quella di Harry, ma quest'ultimo non si mosse "Credo di poter riconoscere da solo le persone sbagliate, grazie."
Malfoy non arrossì, ma le sue guance si tinsero appena di rosa "Attento Potter, se non sarai più gentile, farai la stessa misera fine dei tuoi genitori. Anche loro hanno scelto di stare dalla parte sbagliata. Continua a frequentare..." Ma si intterruppe non appena vide Penelope entrare "Buonasera, Draco."
Il rosa sulle guance di Malfoy divenne più intenso "Penelope. Stavo giusto salutando tuo fratello."
"Così ho sentito. Fuori di qui ora. Porgi i miei saluti a tua madre." Il biondo, tornato del suo colorito pallido normale annuì, abbassando lo sguardo, e fece cenno alle sue 'guardie del corpo' di uscire. Non appena mise un piede fuori dalla porta, Penelope aggiunse in tono altamente ironico "Oh e naturalmente anche i miei più sentiti saluti al paparino!" Quando il trio si fu allontanato, Harry domandò a Penelope "Conosci Malfoy?"
"Purtroppo sì. Sua madre è la sorella della donna che mi ha cresciuta. Lei è a posto, ma il marito, Lucius, era un sostenitore di Tu-Sai-Chi. E Draco, come ho già avuto modo di notare in più occasioni, sta ripercorrendo le sue stesse orme." Una voce riecheggiò in tutto il treno "Tra cinque minuti arriveremo ad Hogwarts. Siete pregati di lasciare i vostri bagagli sul treno, verranno trasportati alla scuola separatamente." Penelope sfoderò un sorriso a trentadue denti "Siamo arrivati!"
