3.
LA CERIMONIA DI SMISTAMENTO
Era passata quasi un'ora dall'arrivo alla stazione di Hogsmeade. Penelope era seduta insieme a tutta la scuola ai tavoli delle quattro case, aspettando l'ingresso degli studenti del primo anno. Percy, alla sua destra, si dondolava avanti e indietro, nervoso: finita la cerimonia e la cena, avrebbe dovuto scortare i nuovi Grifondoro alla Sala Comune; alla sua sinistra Oliver Baston parlava a macchinetta di tecniche di allenamento con Fred e George, seduti davanti a loro. Vicino a Fred sedeva Angelina Johnson, loro compagna di classe. Penelope chiamò "Psst, Angelina?"
"Oh ciao Penny! Scusa se non ti sono venuta a cercare sul treno, ma George mi ha detto che eri con tuo fratello, così ho preferito non disturbarti. E lo stesso hanno pensato Alicia e Katie."
Penelope si alzò e corse dall'altra parte del tavolo per sedersi tra Angelina e Katie "È vero che Oliver e Alicia hanno litigato di nuovo?"
Katie annuì "Alicia ha detto che lui le ha dedicato poca attenzione quest'estate: rispondeva a mala pena ai suoi gufi e non ha voluto che si incontrassero manco una volta!"
Angelina aggiunse con aria pettegola "A quanto pare, però, Oliver ha scritto gufi a un'altra. Alicia non sa chi, ma ha trovato delle lettere nel cassetto della sua scrivania. Purtroppo non ha fatto in tempo a leggerle."
Penelope arrossì "Non ha notato nessun particolare delle lettere, che possa farle intuire chi le ha spedite?"
"A noi non ha detto niente. Perché?"
"No, così, per sapere..." Ma a Katie non sfuggì il suo imbarazzo, lo capì dal modo in cui corrugò la fronte. Le porte della Sala Grande si aprirono per far entrare la professoressa McGranitt "Gli studenti del primo anno sono nella stanza qui accanto. Siete pregati di tornare ai vostri posti e attenderli in silenzio." Penelope corse al suo posto. Non appena si sedette, Oliver le prese la mano sotto il tavolo e gliela strinse "Nervosa per Harry?"
"Un po'. Spero tanto sia in Grifondoro. Sia perché lo vorrei io, sia perché mi pareva di aver capito che lui volesse venire con noi."
"Andrà tutto bene, vedrai." Le porte della Sala Grande si riaprirono: la professoressa McGranitt stavolta era seguita da una fila di studenti del primo anno. Quando la donna arrivò davanti al tavolo degli insegnanti, Penelope scorse Harry tra Ron e un ragazzo dai capelli color sabbia e lo salutò, cercando di incoraggiarlo: il fratello aveva un'aria sperduta...L'insegnante di Trasfigurazione sistemò uno sgabello davanti al tavolo dei professori con sopra il Cappello Parlante. Questo iniziò a cantare. Era divertente ogni volta guardare le facce stupite degli studenti del primo anno quando capivano che quello non era un semplice vecchio cappello rattoppato. Quando il Cappello ebbe finito, la professoressa srotolò una pergamena ed iniziò a chiamare gli studenti "Abbott Hannah?" La bambina finì in Tassorosso; la prima Grifondoro, invece, fu una certa Lavanda Brown. Fu poi il turno di Seamus Finnigan, Hermione Granger e Neville Paciock. Dopo un paio di ragazzi, venne chiamato "Malfoy Draco?" Penelope alzò un sopracciglio e, quando udì il Cappello urlare "SERPEVERDE!" dopo aver appena sfiorato la testa del biondino, emise un sospiro di sollievo "Proprio come il paparino." Ormai rimanevano in pochi da essere chiamati. Quando la McGranitt esclamò "Potter Harry?" la sala fu percorsa da un forte brusio. Penelope odiava che facessero così: anche quando avevano saputo che era sua sorella, le avevano mormorato alle spalle per settimane, figurarsi ora che Harry Potter in carne ed ossa, il 'bambino sopravvissuto', era lì! Strinse più forte la mano di Oliver e lui intrecciò le dita alle sue, sorridendole incoraggiante. Stavolta il Cappello ci mise più tempo del solito a decidere, sembrava quasi lo facesse apposta per tenerla sulle spine. Poi finalmente esclamò "GRIFONDORO!" Penelope schizzò in piedi applaudendo; Fred e George si misero a fischiare con due dita in bocca e ad urlare "Abbiamo i Potter, abbiamo i Potter!" Percy strinse la mano ad Harry con fervore, sorridendo e facendogli posto vicino a Penny; anche Baston gli strinse la mano; Nick-Quasi-Senza-Testa, il fantasma di Grifondoro, gli diede quella che sarebbe dovuta essere una pacca sulla spalla; Hagrid, dal tavolo dei professori, gli mostrò i pollici verso l'alto e, in mezzo al tavolo, Albus Silente gli sorrise, facendogli l'occhiolino. Penelope sorrise radiosa al fratello "Hai visto che sei in Grifondoro? Sono così felice! Vediamo dove viene smistato Ron!" Come tutti i fratelli, anche Ronald venne mandato in Grifondoro e, prima di lui, un certo Dean Thomas, un ragazzo di colore. Percy era entusiasta per il fratello "Ben fatto, Ron, ben fatto!"
Quando anche l'ultimo ragazzo, Blaise Zabini, fu smistato, in Serpeverde, la McGranitt portò via il Cappello e lo sgabello ed il preside si alzò in piedi per il suo solito discorso d'inizio. Non appena ebbe finito, ad un suo battito di mani, i piatti dorati si riempirono di cibo e il banchetto ebbe inizio. Harry era rimasto colpito dal concetto di Silente di dire due parole, cioè "Pigna, pizzicotto, tigre, manicotto", così chiese a Penelope "Ma è matto?"
"Chi? Silente? Certo che no! Lui è un genio! Il miglior mago del mondo! Però sì, in effetti è anche un po' matto. Vuoi un po' di arrosto?" Harry parve accorgersi delle montagne di cibo che erano sul tavolo solo in quel momento. Penelope gli chiese "Qualcosa non va? Non hai fame?"
"Ne ho molta, è solo che non sono abituato a vedere così tanta roba buona. I Dursley poi mi obbligavano a fare le diete di mio cugino Dudley, non potevo mangiare molto."
"Allora dacci dentro ora che puoi! Per tutti i folletti, queste patate sono ottime!" La sorella aveva ragione, era tutto delizioso. Sir Nicholas si rivolse ai nuovi Grifondoro "Spero che ci aiuterete a vincere la Coppa delle Case quest'anno! Grifondoro non è mai stata così tanti anni senza vincerla, i Serpeverde l'hanno vinta sei anni di fila! Il Barone Sanguinario, il fantasma di Serpeverde, sta diventando insopportabile!"
Quando ormai quasi tutti avevano la pancia piena, iniziarono a parlare delle proprie famiglie. Seamus Finnigan disse "Mia mamma è una strega, mio padre un babbano. Lei gli ha detto di essere una strega solo quando si sono sposati. Per lui è stato uno shock!" Tutti, nelle vicinanze, scoppiarono a ridere. Ron domandò "E tu, Neville?" Il sorriso di Penelope si spense, mentre il ragazzino rispondeva "Beh ecco mi ha cresciuto mia nonna. Lei è una strega, ma in famiglia hanno tutti pensato per anni che fossi un magonò. Il mio prozio cercava sempre di prendermi alla sprovvista per farmi usare la magia istintivamente, ma non succedeva mai nulla. Poi, a 8 anni, mi stava tenendo per una caviglia fuori dalla finestra, quando la mia prozia gli offre una meringa e lui, per sbaglio, lascia la presa. Per fortuna non mi sono fatto niente. Erano tutti così sollevati, mia nonna era talmente felice che è scoppiata a piangere. Il mio prozio invece mi ha regalato il rospo." Dall'altra parte del tavolo Percy e Hermione stavano parlando a macchinetta delle lezioni. Harry si girò verso Penelope e le chiese "Tu come ti trovi nella famiglia dove sei ora?"
"Molto bene. Sono stata decisamente più fortunata di te. Andromeda è una strega, ma suo marito è babbano. Hanno anche una figlia, che ha tre anni più di me e andiamo molto d'accordo, anche se lei è una pasticciona!" Baston, che non aveva staccato gli occhi di dosso a Penelope per tutta la sera, le disse in un orecchio "Che dici, è ora di andare a letto? Domani volevo alzarmi alle sei per correre sul lago. Vieni con me?" La ragazza guardò Harry, incerta se stare con lui o con Oliver. Harry le sorrise "Vai pure, se vuoi. Io resto qui con Ron, non ti preoccupare. Non voglio che trascuri i tuoi amici per me."
"Ma ho atteso così tanto per stare con te..."
Harry notò quanto fosse arrossita nel dire ciò "Beh anch'io non vedo l'ora di conoscerti completamente, ma sei libera di fare cosa vuoi. Domani sarò di nuovo qui e tu anche." Penelope abbracciò Harry, che subito rimase stupito per tutto quell'affetto, ma poi ricambiò sorridente. Non era stato abituato ad essere coccolato dai Dursley. Penelope disse ad Angelina che la aspettava ai dormitori. Stava per dirlo anche ad Alicia, un paio di posti più avanti, ma lo sguardo inferocito di lei le fece cambiare idea, così si incamminò con Oliver verso i dormitori senza aggiungere altro. Forse Alicia aveva capito che il suo ragazzo aveva scritto a lei durante l'estate. Non voleva litigare con lei: è vero, Oliver le era sempre piaciuto, aveva dei modi molto gentili ed era un ragazzo molto bello, ma, essendo il ragazzo di una sua amica, cercava di non prendersi una cotta per lui, anche se ciò a volte era davvero difficile. In realtà, in quel momento, le piaceva Percy. Non aveva ancora avuto il coraggio di confidarlo a nessuno, perché sapeva che l'avrebbero presa tutti in giro. Percy pensava quasi sempre alle lezioni, ai compiti e ai doveri di prefetto ora, però con lei parlava spesso di altro. Erano quelli i momenti in cui le faceva battere il cuore all'impazzata. I suoi pensieri furono interrotti da Baston "A cosa pensi? Sei così seria!"
La ragazza avvampò "A niente! Sono solo stanca."
"Stai mentendo, non mi freghi!"
"E va bene: uscendo dalla Sala Grande non mi è sfuggito lo sguardo pestifero di Alicia rivolto a me. Si può sapere che hai fatto stavolta? Le ragazze mi hanno detto che ha visto le mie lettere nella tua scrivania."
"Per tutti i Leprecauni, ha capito che erano tue?"
"Per fortuna no, ma quando me l'hanno detto l'ho capito io! Ma dallo sguardo di prima credo che ci sia arrivata. Perché avete litigato?"
"Beh lei voleva che andassi a dormire da lei il trentuno, così potevamo venire a Kings' Cross insieme, ma io le ho detto di no, perché sai com'è mia madre, no? Mi vuole a casa il più possibile!"
"Io lo so, ma Alicia anche?"
"Gliel'ho detto, ma ha pensato che fossi io che non volevo stare con lei, visto che non ho voluto vederla per tutta l'estate."
"Perché non l'hai voluta incontrare? È la tua ragazza, Oliver!"
"Volevo un po' di tempo per pensare ad alcune cose...E poi con lei ultimamente non mi trovo molto bene, tende ad essere troppo soffocante."
"So che a volte è molto insistente e ha un carattere un po' difficile, ma è comunque la tua ragazza, dovresti accettarla così com'è."
"Caput Draconis. Buonasera signora, la trovo bene, non è cambiata di una virgola dall'anno scorso! Dopo di te, Penny." Offrì una mano a Penelope e la aiutò a salire l'alto gradino per entrare nella Sala Comune di Grifondoro "Forse hai ragione o forse dovrei prendermi una pausa e riflettere se vale davvero la pena sopportare così tanto per Alicia."
"Qualunque decisione prenderai, spero sia quello giusta. È meglio andare a dormire ora. Ci vediamo domani mattina, alle sei qui?"
"Perfetto! Sogni d'oro, Penny!"
"'Notte, Oliver!"
