5.
POSTA IN ARRIVO!
Quando il giorno dopo Penelope si svegliò, le venne un colpo: era appena l'alba ed era sdraiata su un divano della Sala Comune. Qualcuno le aveva messo una coperta addosso ed un cuscino sotto la testa. Bombarda, il suo gattone nero, era acciambellato sui suoi piedi come al solito. Si mise seduta, cercando di non svegliarlo, e in un lampo si ricordò della sera prima "Per tutte le sirene, mi sono addormentata sulla spalla di Percy! Che stupida, avrà pensato che mi stessi annoiando! Devo scusarmi con lui appena lo vedo!" Corse ai dormitori per darsi una lavata e cambiarsi.
Scese a colazione insieme a Katie Bell "Mi dispiace che non siamo riuscite a parlarci per bene prima, Kat!"
"Anche a me, ma non preoccuparti, ho visto quanto sei stata impegnata! Angelina mi ha detto che ti piace Percy, è vero?"
"Possibile che quella là non riesca mai a tenere la bocca chiusa?"
Katie ridacchiò "Sai com'è fatta: le dici di tenere un segreto e resiste al massimo mezzora. Comunque l'ha detto solo a me, Alicia, Fred, George e Lee."
"SOLO? Mezza Torre lo sa! I ragazzi mi rideranno in faccia per mesi!"
"Fred e Lee stavano già pensando a mille prese in giro da farti a colazione, ma George li ha zittiti." Varcarono la soglia della Sala Grande, ormai piena. Quando arrivarono al fondo del loro tavolo, Alicia sorrise per la prima volta a Penelope e la salutò. La strega dai capelli rossi ricambiò, poi, senza farsi vedere dalla bionda, si girò verso Katie sussurrando "Ma che diavolo...?"
"Te l'ho detto, Angelina le ha detto di Percy."
"Oh..." Prese posto tra Harry e Fred. Il fratello le sorrise, felice di vederla, il gemello le tirò una gomitata nel fianco e le indicò Percy dalla parte opposta del tavolo. Ignorando il secondo, chiese "Tutto bene, Harry? Che lezioni hai oggi?"
"Due ore di Pozioni coi Serpeverde."
"Buona fortuna allora!" Commentò sarcastica "Non per spaventarti, ma qualsiasi cosa dica Piton, ignoralo, e cerca di non rispondergli, altrimenti toglierà punti a Grifondoro, non perde un'occasione per farlo. I Grifondoro gli piacciono meno di tutti. Io invece coi Serpeverde ho Storia della Magia, la prima ora. Credo proprio che mi farò una bella dormita in ultima fila!" Fece l'occhiolino a Harry. Non aveva nemmeno finito di dire quella frase, che Percy si era avvicinato a loro "Dormire durante la lezione di Storia? Sei impazzita? È una delle classi più interessanti!" Penelope scambiò uno sguardo a dir poco perplesso con George "L'ho detto solo per scherzare...A proposito di dormire: mi dispiace per ieri sera, ma ero stravolta! Pensavo che magari potremmo riprendere stasera il ripasso del secondo capitolo, se puoi."
Percy fece un saltello, entusiasmato "Ma certo che posso!"
Fred aggiunse "Cercatevi una classe deserta, però, stavolta!"
George gli tirò un calcio sotto il tavolo e cercò di giustificare il commento del gemello "Perché ieri era un po' noioso sentirti leggere, mica per altro."
A quanto pareva anche Baston aveva ascoltato la conversazione "Veramente io ho prenotato il campo di Quidditch stasera alle nove, speravo venissi, Penny."
Percy si voltò verso di lui, scocciato "Certo, perché uno stupido gioco è più importante dello studio, vero?"
"Non è questione di importanza, signor prefetto! Il Quidditch è divertente, fa bene alla salute e, dopo una giornata fermi sui libri, è un'ottima possibilità di svago. Poi, nel caso non l'avessi notato, sono un po' di anni che non vinciamo la Coppa delle Case, e col Torneo di Quidditch possiamo conquistare punti molto più velocemente e facilmente che a lezione!" La gente attorno iniziava ad incuriosirsi alle urla dei due ragazzi, Penelope avrebbe voluto nascondersi sotto il tavolo "Sentite, avete ragione entrambi, che ne dite se..."
Ma fu interrotta da Percy "Penny ha detto che stasera vuole studiare con me, quindi fatti da parte, Baston!"
"Penny, lo sai che è importante allenarci, fallo ragionare, studiate domani! Giorno più, giorno meno..."
La strega scattò in piedi, rossa in faccia quasi quanto i suoi capelli "Statemi a sentire, tutti e due! Percy, studierò con te alle sei, se ti va bene, poi alle nove andrò all'allenamento, così siete soddisfatti entrambi." I due ragazzi si squadrarono ancora arrabbiati, ma non discussero oltre. Per fortuna, a distrarli, arrivò la posta. Una miriade di gufi entrò dagli alti finestroni ed invase la Sala Grande in un turbinio di ali. Harry aveva ricevuto una lettera per la prima volta; Penelope si vide scaricare davanti niente meno che quattro buste. Impaziente, ne afferrò una e riconobbe subito la scrittura da gallina di Charlie Weasley; passò alla seconda, da Molly e Ginny Weasley; alla terza, una busta argentata con l'inconfondibile scrittura ordinata di Andromeda; chi altro poteva averle scritto? Prese l'ultima busta, color verde chiaro, e lesse il retro "Narcissa Malfoy, Malfoy Manor, Wiltshire, Inghilterra" con sotto lo stemma di famiglia verde e nero dei Malfoy. Non vedeva Narcissa da anni, da prima di finire in ospedale; la donna le aveva scritto solo per farle gli auguri per le festività, per questo fu stupita di trovare ora una sua lettera. Fred la distolse dai suoi pensieri "Hey ti ha scritto Charlie! Perché non ha spedito una lettera a noi? Siamo suoi fratelli!"
"Forse perché siete due fratelli rompiscatole e lo prendete sempre in giro."
George scrollò le spalle con aria innocente "Ma quelle sono le nostre dimostrazioni d'affetto..." I professori si alzarono con calma dal tavolo e uscirono dalla Sala Grande. Un altro giorno di lezioni stava per iniziare!
Appena arrivata al quarto piano, insieme ai compagni Grifondoro, Penelope corse in ultima fila e si sedette tra George e il muro. Alcuni Serpeverde erano già arrivati; Adrian Pucey, cacciatore della squadra di Quidditch di Serpeverde, si girò dal banco davanti verso Penelope "Hey bella professorina, perché non ti siedi qui vicino a me così parliamo della nostra Storia della Magia?" La ragazza rimase a bocca aperta, non sapendo decidere se essere scandalizzata, schifata o semplicemente stupita. George tirò il suo libro in testa al Serpeverde "Taci, Pucey! Prova a girarti un'altra volta e..."
"E cosa? Non mi fai paura, lenticchia."
"Smettetela! Sto bene qui dove sono e non ho nessuna intenzione di spostarmi." Per fortuna entrò in aula il professor Rüf e, senza nemmeno salutare, iniziò a spiegare. Come se non fosse successo nulla, Penelope tirò fuori le quattro lettere, ignorando gli sguardi allibiti di George, che avrebbe voluto che l'amica fosse stata meno cortese col Serpeverde. Aprì subito la lettera da casa:
Cara Penelope,
com'è stato l'arrivo ad Hogwarts? Hai incontrato Harry? Ninfadora vuole che le scrivi il prima possibile di lui, per sapere come vi siete trovati, e anch'io devo ammettere di essere piuttosto curiosa, hai aspettato questo momento per così tanti anni!
Stamattina è passato Remus, per sapere se la tua partenza era andata bene.
Ted ti manda un abbraccio, è qui dietro che controlla cosa ti scrivo per essere sicuro che ti parli di lui.
Scrivi presto, bambina mia, manchi già molto a tutti. Studia e fai la brava, anche se in realtà non ci sarebbe bisogno di dirtelo.
Con affetto,
Andromeda
Passò la lettera a George, che da prima tentava di leggerla, ed aprì la busta di sua mamma e sua sorella:
Penny cara,
com'è stato il rientro a scuola? Harry come sta? Pensi che per Natale gli farebbe piacere se gli facessi una maglia di lana come ai miei figli? Percy se la cava bene, vero, come prefetto? Non riesco ancora a crederci che lui sia stato bravo come Charlie e Billie! Invece quelle due pesti di gemelli cos'hanno già combinato? E anche per Ron sono così contenta, anche lui in Grifondoro! Così sta insieme a Harry, no? Ora lascio scrivere un po' Ginny, che è da quando siete partiti che lo vuol fare. Arthur ti saluta. Scrivi presto e tieni d'occhio Fred e George! Un bacio, Molly
Ciao Penny! Allora è simpatico Harry? Non vedo l'ora di conoscerlo! E non vedo l'ora di venire ad Hogwarts, così potremo finalmente stare tutti insieme a divertirci! Tienimi informata su tutto quello che succede e spero che quest'anno vinca Grifondoro! A presto,
Ginny
Passò anche quella lettera a George e prese quella di Charlie. Inspirò a fondo poi la aprì:
Cara Penny,
come stai? Sono arrivato ieri in Romania, qui è tutto bellissimo! La mia casa è sul limitare di una foresta e a poche miglia da qui c'è il campo dove lavoro. Vedessi quanti bei draghi ci sono! Domani mi porterò la macchina fotografica, così poi ti spedisco qualche foto.
Pensavo di tornare per Natale, mi mancate tutti. Non avrei mai detto che mi sarebbero mancate le feste in famiglia, ma è così. Ti ricordi quando, finita la cena, trovavamo sempre un modo per defilarci e farci due risate io e te da soli? Quelli sono alcuni dei momenti che mi mancano di più. Per non parlare della partenza, credevo di morire quando il treno è partito. Non sono mai stato così male. Vederti in lacrime quella notte mi ha sciolto il cuore, non ci ho capito più nulla e quando mi sono accorto di quello che stavo facendo era ormai troppo tardi. Ti prego di scusarmi, non ho mai voluto fare niente contro la tua volontà, mi dispiace davvero tanto, sono stato un troll!
Arrivata a questo punto Penelope non riuscì a continuare. Le tornò in mente quel giorno, una settimana prima di partire per Hogwarts, quando ad andarsene era stato Charlie. A parte George, lui era sempre stato il suo Weasley preferito, nessuno l'aveva mai capita come lui, senza bisogno di dire o spiegare niente. Erano sempre stati inseparabili, infatti George spesso era geloso, perché voleva essere lui l'unico suo vero amico. Ma che ci poteva fare lei se Charlie la capiva così bene? George riusciva sempre a farla ridere e stare bene, ma era il fratello maggiore quello che le offriva una spalla su cui piangere, quello che la aiutava sempre a capire cos'era meglio fare in una certa situazione, quello a cui poteva confidare tutto senza paura di essere presa in giro o derisa, quello con cui si poteva parlare seriamente. La notte prima della partenza, non era riuscita a chiudere occhio...
...Non riusciva ad accettare l'idea che l'amico partisse. Scese in cucina, a bere un bicchiere di latte, e poi andò in cortile. Fu sorpresa di trovare Charlie sdraiato sul prato a guardare le stelle. Non appena udì qualcuno avvicinarsi, il ragazzo si alzò e quando la riconobbe nel buio fu stupito di trovarla lì "Problemi a dormire anche tu?"
"Sì." Regnò per un attimo il canto delle cicale, poi lei trovò il coraggio di chiedere "Devi proprio partire?"
Charlie sospirò, proprio come se avesse temuto quella domanda "Ne abbiamo già parlato, piccola. Non posso restare qui. I miei genitori fanno fatica a mantenere i miei fratelli, io che ho la possibilità di lavorare e essere ben pagato là, è meglio se vado." La ragazza annuì nel buio. Se avesse parlato, Charlie si sarebbe accorto che stava piangendo. Lui le prese una mano e si accorse che era bagnata "Penny, ma cosa..? Che mi azzannasse un drago, stai piangendo!" La stritolò in un abbraccio prima che lei potesse muoversi e le accarezzò i capelli finché non si fu sfogata e calmata. Quando sentì che aveva smesso di singhiozzare, le prese delicatamente il viso tra le mani e la guardò negli occhi. I suoi dolci occhioni verdi erano lucidi e un po' gonfi per il pianto, ma ciò li rendeva in qualche modo ancora più belli del solito, ora che non erano nascosti dietro gli occhiali, erano ben visibili e quasi luminosi al chiarore delle stelle. Le accarezzò il viso coi pollici e, perso nel suo sguardo, senza battere ciglio, la baciò leggiadro sulle labbra. Lei sgranò gli occhi e gli portò le mani al collo, infilandogli le dita nel colletto della maglia, come per sorreggersi mentre lo guardava. Quel bacio era stato troppo leggero, in quel turbinio di emozioni Charlie non riuscì a pensare ad altro se non a baciarla di nuovo. La tirò piano verso di sè e la baciò ancora: stavolta le sue labbra si soffermarono sulle altre più a lungo, finché Penelope non si ritrasse. Restarono a guardarsi per un po', col cuore che batteva forte, poi Charlie la ritirò a sè, con più forza stavolta, e la baciò con passione. Penelope rimase immobile, troppo sorpresa per reagire; quando si riscosse, si staccò dall'amico. Si guardarono un attimo, col fiatone per quel bacio da togliere il respiro, poi Charlie sgranò gli occhi "Penny, mi dispiace, non so cosa mi sia preso..."
Lei gli appoggiò l'indice sulle labbra e con la voce spezzata disse "Charlie, è stato il mio primo bacio questo..." Abbassò gli occhi per la vergogna.
Il ragazzo la guardò stupito "Oh cielo, non lo sapevo, io...io sono mortificato... maledizione ho rovinato tutto!"
"Perché dici così? Non ho detto che non mi sia piaciuto...è solo che tu domani parti e sei mio amico e..." Scattò in piedi e corse via.
George urlò sottovoce "Per la barba di Merlino, ti ha baciata?" A Penelope ci volle un attimo per ricordarsi che era a Storia di Magia. Rüf si era accorto che il ragazzo aveva detto qualcosa "Signor Weasley, è tutto a posto là in fondo?"
"Sì, certo, sono solo rimasto stupito di una tale reazione dei goblins, nel 1568..." Il professore si accontentò di quella risposta e riprese a spiegare. Penelope si voltò arrabbiata verso George "Vuoi farti sentire da mezza classe?"
"Allora è vero che ti ha..."
"Shh! Ti ho detto di stare zitto!"
"Ma non eravate solo amici?"
"Lo siamo ancora!"
"E allora quel bacio?"
"È stato un incidente..."
"Ma non ti piaceva Percy?"
"Mi piace ancora e anche tanto! Puoi smettere ora di fare domande? Mi stai infastidendo!"
"Scusa...è solo che non capisco!"
"Nemmeno io ho capito perché l'ho fatto, ok? Cioè, è stato lui che ha baciato me, io ho contraccambiato, è vero, ma è stato lui a iniziare."
"Quindi ti è piaciuto..."
"Sì, ma resterà sempre un amico per me."
"Quindi non lo vuoi baciare di nuovo."
"No. Hai finito ora di fare il terzo grado?" L'amico annuì, così lei continuò a leggere la lettera:
Spero solo che quanto successo non abbia rovinato la nostra amicizia, che in qualche modo forse potrebbe uscirne rafforzata. Ti voglio un mondo di bene, Penny, non troverò mai un'amica speciale come te, non voglio perderti.
Sempre tuo, Charlie
Penelope sorrise. Era certa anche lei che la loro amicizia ne sarebbe uscita più forte di prima. Controvoglia aprì l'ultima busta, quella di Narcissa Malfoy:
Cara Penelope,
immagino che questa lettera fosse inaspettata. Ho sentito il bisogno di scriverla, perché, se Draco ne avesse bisogno, volevo sapere se saresti disponibile ad aiutarlo con la scuola. È un ragazzo sveglio, ma potrebbero esserci materie per cui non è portato. Ovviamente verresti pagata per dargli ripetizioni, decideremo la somma se ve ne sarà la necessità, ma sai bene che noi Malfoy non abbiamo problemi economici.
Ti auguro un sereno anno scolastico. Distinti saluti,
Narcissa Black Malfoy
"Ci mancava solo questa! Spero che il bamboccio sia il primo della classe, non mi importa niente dei loro soldi, meno ho a che fare con loro, meglio è!"
A pranzo, Penelope trovò Harry con l'umore sotto le scarpe "Cos'è successo?"
"Tu hai detto che a Piton non piace nessuno, ma me proprio mi odia!"
La ragazza quasi si strozzò con un pezzo di arrosto "Perché dovrebbe?" Quella domanda suonò altamente ironica, così cercò di raddrizzare il tiro "Quello che intendo è che ce l'ha a morte con tutti i Grifondoro, e tra di noi se la prende sempre con qualcuno in particolare, come per metterci gli uni contro gli altri."
"Ha tolto punti a Grifondoro per colpa mia!"
"Li avrebbe tolti comunque, non starci male, non prenderla sul personale, cerca di non farci caso e tieni duro. Se riesci ad andare bene nella sua materia non potrà più dirti niente. E in ciò ti posso aiutare io!" Il sorriso a trentadue denti della sorella lo mise subito di buon umore.
