Capitolo 13: Per Un Bacio Mai Dato
Rodolphus Lestrange fece scorrere le dita tra i capelli bagnati della Babbana, incredulo.
La allontanò quel tanto che bastava a guardarla in faccia – Maya… non riesco a crederci.
La sospinse verso il pianerottolo, senza darle il tempo di dire nulla. E senza smettere di scrutarla con preoccupazione e sorpresa nella stessa misura.
- Ti ha portata qui Lui? – sussurrò, guardandosi intorno.
- Non ti preoccupare, non c'è nessuno qui. – Maya si asciugò gli occhi ed il naso sulla manica del suo raffinato abito di seta – C'era Draco, ma adesso è andato via. Oh, Rodo! Ho un mare di cose da dirti.
Lestrange annuì – Anche io. Un mare di cose.
- Sei riuscito a far tutto? – Maya tirò su con il naso un'ultima volta – Dimmi di sì, ti prego.
Rodolphus le scoccò un sorriso malandrino che lo ringiovanì di parecchi anni, cancellando i segni delle rughe dal suo viso affilato.
Scostò i lembi del mantello nero da Mangiamorte e le mostrò una borsetta pelosa molto simile a quella che le aveva regalato – Facciamo in fretta.
Armeggiarono entrambi con i lacci, e poi Maya infilò a viva forza un pacchettino di velluto dentro la borsa di Mokessino.
- Credo che sia davvero tutto. – Rodolphus le scostò una ciocca di capelli dal viso – Adesso dovrò semplicemente cavarmela da solo.
- Le cose tenderanno ad affrettarsi. – Maya si aggrappò al suo mantello – Cambieranno.
L'Horcrux allacciato intorno al collo della donna protestò. La Babbana ne avvertì la pulsazione minacciosa, decidendo di ignorarla.
Perché, perché, perché…
Maya scosse la testa, tentando di far svanire l'eco di quella voce petulante e metallica.
- Rodo, puoi farmi avere la tua copia di Segreti dell'Arte più Oscura? E senza che Lui lo sappia?
Lestrange scosse la testa – Troppo rischioso. Se intercettasse la spedizione potrebbe capire tutto.
- Accidenti. – Maya si passò una mano sulla fronte – Se soltanto potessi spiegarti tutto! Stanno succedendo delle cose incredibili; se solo non rischiassi di morire ogni quindici secondi…
Rodolphus si irrigidì, attraversato da una fitta di vergogna e rimorso – Mi spiace tanto.
Lei lo bloccò sollevando una mano – No, no, per favore. Non trattarmi come una povera vittima.
- Ma sono stato io a portarti qui.
- Ed io ad organizzare il piano. – la donna fece spallucce – Non parliamone, ok? Non abbiamo tempo da perdere. Piton ti ha creato dei problemi?
Lestrange arricciò le labbra – Non lo so. Non apertamente, voglio dire. Ma ha capito che sto combinando qualcosa.
- Dannatamente perspicace da parte sua. – la Babbana sbuffò – Tienilo a distanza. Ci sarà modo di farlo ragionare più avanti.
Il Mago annuì.
- E Bellatrix?
Lestrange aprì la bocca e la richiuse. Maya fu subito convinta di non averlo mai visto così indeciso.
- Ecco, credo di averla lasciata.
- Cosa?
- Non importa, adesso non importa. Dimmi di te. – Rodolphus gettò un altro sguardo al lungo corridoio di pietra, innervosito – Sei sicura che siamo al sicuro? – le fece passare un braccio intorno alla schiena, guidandola verso un divanetto immerso nell'ombra.
Maya si divincolò, premendosi una mano all'altezza del cuore.
- Qualcosa non va?
La donna abbozzò una risatina – No, perché? Ho solo un medaglione piuttosto possessivo.
Lestrange inclinò il capo e socchiuse gli occhi – Maya, tu non avrai indossato uno di quegli affari… vero?
- Non proprio. E' diverso da così.
Rodolphus si infilò le mani tra i capelli, arruffandoli in un gesto decisamente teatrale.
- Maledetto Merlino! – sibilò, e l'imprecazione risuonò tra i ritratti appesi alle pareti non senza suscitare un coro di esclamazioni sdegnate – Toglilo!
- Ora non darmi ordini anche tu. – Maya incrociò le braccia sul petto – Non permetterti di farlo, Rodolphus Lestrange!
- Non fare la Babbana; toglilo subito.
La donna si allontanò con uno scatto rabbioso – Io sono una Babbana. Te ne ricordi?
- Quello che vuoi. – Lestrange agitò una mano in aria – Come se mi importasse. Il punto è che quell'affare è insano. Non puoi indossarlo.
- E non posso neanche toglierlo!
- Che vuol dire? Stai cercando di esasperarmi, Maya? E' il tuo modo di punirmi?
- Oh, per carità. Non si toglie, non si toglie, non si toglie. Ci ho provato, ma a lui piace stare dove sta. E, francamente, dopo essere stato per tutto quel tempo sul petto di Dolores Umbridge non posso dargli torto.
- Non gli dai torto? – Lestrange si umettò le labbra – Magari è stato lui a dirti che preferisce questa sistemazione.
- Più o meno.
Rodolphus si prese il viso tra le mani – Maledetto Merlino tre volte!
- Davvero, è un Horcrux abbastanza innocuo, Rodo. Mi ha dato anche una mano…
L'uomo la afferrò per le spalle, scuotendola senza grazia – Hai mai sentito quelle storielle sulla gente che si vende l'anima e fa un patto con il diavolo? Ti vengono promesse delle cose, ma poi non ottieni nulla.
Maya sibilò, aizzata dall'Horcrux.
- Lasciami andare!
Rodolphus imprecò, sicuro di aver visto una scintilla rossa negli occhi grigi della donna.
- Non vedi che sta provando a possederti?
- No! Sono perfettamente padrona di me stessa. E' te che non sopporta. Non vuole che ti avvicini troppo.
- Davvero? Bene, allora digli che mi avvicinerò di più. Perché ho tutte le intenzioni di togliertelo con le buone o con le cattive.
- Stai scherzando…
Lestrange replicò con un grugnito, tentando di tenerla ferma e nello stesso tempo di afferrare i bottoncini sul colletto dell'abito della donna.
- Rodolphus, stai esagerando. Questo non è affatto corretto. Ragioniamo in modo civile.
Lui sbuffò, riuscendo a passarle un braccio intorno alla vita e premendola contro il proprio corpo. Si avvicinò tanto da posare la fronte contro quella di Maya, due dita infilate nella castigata scollatura del suo vestito.
- Credimi Maya, non è una cosa personale. – sibilò.
La Babbana accostò ancora di più il viso a quello di lui – Giuro che ti stacco il naso con un morso se non togli quelle dita bastarde dal mio cavolo di Horcrux…
- Provaci.
Rimasero in silenzio per un po', fissandosi in cagnesco, tesi e furibondi.
Troppo tardi Lestrange riacquistò la padronanza necessaria per rendersi conto di qualcosa al di fuori di sé stesso e della donna tra le sue braccia.
Il sibilo soffocato e sdegnato di sua moglie lo colpì con la stessa violenza di un pugno nello stomaco.
Scambiò un'ultima occhiata con Maya, sfilando le dita dal suo abito e lasciandola andare.
Si voltò, aprendo la bocca per tentare di mettere in piedi una spiegazione decente, ma un paio di occhi color sangue lo trapassarono e lo ammutolirono. Lord Voldemort mosse pochi passi, il suo sguardo appuntato ben oltre Lestrange.
Maya deglutì – Io…
Bellatrix scattò in avanti, senza che Rodolphus avesse il tempo di fermarla e nell'indifferenza di Voldemort.
Agitò la bacchetta, e ne scaturirono delle corde scure e viscide che si avvinghiarono al collo della Babbana, togliendole il fiato.
- Puttana! – ringhiò la Strega, mettendo da parte la bacchetta e schiaffeggiandola – Stramaledetta puttana…
Maya avvertì in bocca il sapore del sangue, il battito dell'Horcrux impazzito come quello del suo stesso cuore. Avvertì il calore del medaglione, la collera furibonda che ne promanava, e indovinò con devastante certezza che se quella collera fosse esplosa tutti loro sarebbero stati perduti.
Non reagire, ti prego. Non reagire. Non reagire. Non mi ucciderà…
No, no, no.
Ebbe l'impressione che la voce petulante dell'Horcrux le potesse perforare il cervello. Che la sua possessività non potesse essere trattenuta.
Solo io posso punire. Solo io posso punire. Solo io posso punire.
Se quella rabbia doveva venire fuori, si decise, non sarebbe stato attraverso la magia.
- Sarei io la puttana? – sibilò con un sorriso crudele – Credevo che fosse quello che tutti dicono di Bellatrix Lestrange. O meglio, di Bellatrix Black.
Rodolphus si mosse per dividerle, ma la Strega agitò la bacchetta – Se fai una sola mossa manderò questo sudiciume in fumo.
Lestrange imprecò tra i denti e sollevò le mani – Ragiona, Bella. Non è come sembra.
Maya ignorò ostentatamente il loro scambio, cercando lo sguardo di sangue di Voldemort.
C'era così tanto disprezzo nei suoi occhi. Così tanta rabbia.
- Per favore… - lo supplicò, muovendo le labbra ma senza emettere suono.
L'Oscuro Signore le voltò le spalle, concedendo la sua attenzione ad uno dei ritratti dei Malfoy.
- La Babbana è di proprietà dell'Oscuro Signore. – Rodolphus afferrò il polso di sua moglie – Non spetta a te decidere.
Bellatrix ululò la propria collera. Maya non riuscì ad evitare di pensare che fosse totalmente, completamente pazza e fuori controllo. Tuttavia temeva molto di più l'ostentata indifferenza di Voldemort che non la sconnessa furia della Mangiamorte.
Rimase in attesa della vera punizione anche dopo che Lestrange fu riuscito a trascinare via sua moglie.
(...continua.)
