Capitolo 20: Repulisti

Rodolphus Lestrange gettò il mozzicone dell'ennesima sigaretta nel camino, quasi senza far caso a Lucius Malfoy che lo osservava con le sopracciglia aggrottate; sollevò il calice di vino che un Elfo solerte aveva lasciato per lui e mandò giù una sorsata generosa.
- Dovresti assaporarlo di più.
- Dal momento che stasera non riuscirò ad evitare mia moglie, la mia ex moglie, non ho voglia di assaporare un bel nulla. – borbottò.
- Ti manca la vita coniugale? – Lucius sorrise con aria saputa, ma Lestrange gettò indietro la testa e scoppiò in una risata priva di allegria.
- Questa non sarebbe una novità.
Narcissa Malfoy si mosse a disagio sul divanetto, deponendo il libro che aveva tenuto in mano e finto di leggere sino ad un istante prima – Non dovresti parlare in questo modo di mia sorella.
Rodolphus fece spallucce – E perché? Lo sanno tutti come andavano le cose con Bellatrix. Dove andavano le sue preferenze.
Malfoy scosse il capo – Sembri un uomo disperato, Rodolphus. Non riesci a convincermi che…
Lestrange si alzò di scatto – No, eh? Beh, è così. Convincitene o no, non sono affari miei.
- Bellatrix è stata qui negli ultimi due mesi. – Narcissa sbuffò – Non mi sembra che abbia fatto nulla di sconveniente.
- Piantala, Narcissa! – Rodolphus si arruffò i capelli striati di grigio – Parli proprio tu in sua difesa? Se avesse potuto Bellatrix avrebbe venduto la pelle di Draco per un po' di attenzione da parte di…
- Ma Lui non le concede nessuna attenzione.
Rodolphus si concesse il primo, vero sorriso trionfale della serata – Già! Non più. – i suoi occhi tornarono ad oscurarsi – Ma se facesse anche un solo cenno…
Dei passi risuonarono lungo le scale, zittendoli tutti e tre.
Severus Piton attraversò la stanza senza curarsi della neve sciolta che, scivolando giù dal mantello, macchiava i preziosi tappeti di Narcissa.
- Buona sera, Severus. – Malfoy sorrise – Grazie per i regali.
Piton annuì e si avvicinò al caminetto scoppiettante. Vestito di nero, con occhi e capelli dello stesso colore, aveva un'aria alquanto lugubre. Ma era soprattutto la sua espressione, la totale mancanza di calore nei suoi gesti a dargli un aspetto malsano.
- Beh, Severus? Sei così allegro anche tu perché oggi il nostro Signore vorrà sfogarsi contro di noi? Anche se non ha saputo fare meglio? – Lestrange ridacchiò – Ma guardate un po': Harry Potter è sfuggito di nuovo, e proprio tra le dita dell'Oscuro!
- Stasera Rodolphus è alquanto insoffribile. – Lucius vuotò il suo calice – Vuoi qualcosa da bere, Severus?
Piton annuì senza scomporsi.
- Eppure l'Oscuro non ci ha convocati subito. Dubito che avrebbe aspettato se ci fossero state delle possibilità di… punire. – Malfoy richiuse la caraffa e porse il calice al nuovo venuto.
- Alcune fonti… - Severus arricciò le labbra – Alcune fonti sostengono che l'Oscuro Signore sia stato molto impegnato dopo il piccolo incidente a Godric's Hollow. Si dice che il suo giocattolo gli abbia fornito un motivo per non crucciarsi troppo della perdita di Harry Potter, che lo abbia compensato.
Rodolphus sorrise ed allungò i piedi verso il fuoco – Davvero, Severus? – gli scoccò un'occhiata furba – Allora non dovremmo preoccuparci. Dimmi, cosa hai fatto per Natale? Personalmente credo che il modo migliore per trascorrere quei giorni sia andare in campeggio. In campeggio in qualcuna delle nostre godibili foreste, cosa ne pensi?
Severus scrollò le spalle – Non ho tempo per spostarmi da Hogwarts.
- Preside scrupoloso. – Lestrange si umettò le labbra – Sai che, di recente, ho proprio pensato ad Hogwarts?
- Davvero? Ne hai sentito ancora la… nostalgia? – gli occhi di Piton erano ridotti a due fessure.
- Oh, no. Dovevo semplicemente fare una commissione alla Gringott ed ho ripensato a quella cosa

che… beh, era nel tuo ufficio prima di finire nella mia camera di sicurezza.
Piton annuì.
- E non ne senti mai la mancanza? Un così bell'oggetto, una spada di pregio. – Rodolphus tese il calice ad un incredulo Lucius – Posso avere un altro po' di quel vino delizioso, per favore?
- Non capisco.
- E' difficile capire Rodolphus.
Lestrange si voltò di scatto, incapace di resistere al richiamo che il suono di quella voce esercitava su di lui – Bellatrix… - soffiò.
La donna lo ignorò, avvicinandosi al divano e sedendo accanto a Narcissa – Potrei quasi dire che sei ubriaco, Rodolphus. Quasi.
- Vorrei tanto esserlo. – Lestrange si concentrò sul fuoco che scoppiettava nel caminetto.
Per un po' rimasero tutti in un silenzio assorto e, in qualche caso, imbarazzato.
- Potrebbe darsi che siamo qui solo per scambiarci qualche frivolo convenevole. – Narcissa arricciò le labbra – Per il nuovo anno.
Lucius Malfoy fece spallucce – Suppongo che sia inutile preoccuparsi prima del tempo.
- Perché, chi è preoccupato? – Lestrange passò in rassegna i presenti con lo sguardo, soffermandosi su Severus – Tu sei preoccupato?
- Dovrei esserlo?
- Non saprei, era tanto per discutere.
Con un colpetto di tosse per annunciare la propria presenza, Flubby attraversò la stanza a testa bassa – L'Oscuro Signore è al cancello, padrone.
Malfoy si infilò una mano tra i capelli – Mia cara, andiamo a riceverlo.
Bellatrix si era già alzata ed avviata alla porta prima che Narcissa potesse rispondere – Muovetevi, volete far attendere l'Oscuro Signore? – sibilò.
- Dovremmo andare tutti. – Rodolphus si sollevò, spolverandosi la marsina. Le labbra incurvate in un sorrisetto furbo – Meglio mostrarsi ossequiosi. – superò Bellatrix e si avviò verso le scale di pietra – Come mi è stato insegnato dalla mia ex moglie.
- Ma… -
- Niente ma. – Lestrange ridacchiò, tornando a voltarsi verso i suoi amici. Con un pizzico di sorpresa pensò che Bellatrix volesse gettarsi tra le sue braccia; era una cosa assurda… ma il suo corpo reagì comunque slanciandosi in avanti, e provando una fitta di delusione quando lei si limitò ad inginocchiarsi, seguita da tutti gli altri.
Rodolphus non poté far altro che girarsi e rendere omaggio all'Oscuro Signore che incombeva su di loro.
- Siamo imperdonabili, mio Signore. Avremmo voluto tributarti un'accoglienza ben più degna. – Malfoy si morse le labbra in attesa di una qualche reprimenda.
Voldemort, tuttavia, non disse nulla. Limitandosi a sfilare tra i suoi servi inginocchiati per accomodarsi nel salone.
Rodolphus sollevò la testa abbastanza da cogliere il passaggio di un'altra persona, lo sventolio del mantello che indossava Maya; pensò di arrischiarsi a tirarlo un po', solo per trasmetterle un segnale di vicinanza.
Sospirò, sopraffatto ancora una volta da un'ondata di rimorsi. Nonostante tutto, nonostante i piani a lungo termine e tutte le cose che avevano stabilito… la aveva lasciata sola. Racimolando un briciolo di onestà si disse che, almeno all'inizio, non avrebbe scommesso un soldo bucato sulla sua sopravvivenza.
Lentamente i Mangiamorte seguirono l'Oscuro Signore; disponendosi intorno a lui e senza riuscire a mascherare la paura che quel genere di riunioni suscitava in tutti loro. Lestrange gettò un'occhiatina a Bellatrix con la coda dell'occhio; più che spaventata sembrava sul punto di esplodere. Seguì il suo sguardo e sorrise alla Babbana che, con il cappuccio quasi completamente calato sul viso, se ne stava placidamente in piedi, alle spalle di Voldemort. Incolume.
La voce dell'Oscuro lo costrinse a concentrarsi su quello che stava succedendo.
- …Dobbiamo prendere provvedimenti. Ho lasciato a voi buona parte delle scelte, e libertà d' azione con il Ministero. Eppure avete osato deludermi profondamente, ignorando la mia generosità, lasciando quello che è mio di diritto nelle mani di incapaci, di creature inferiori e prive di intelletto.
Lestrange non riuscì ad evitare di inarcare un sopracciglio: si trattava di un discorso un po' troppo pretenzioso per l'uomo che aveva deciso di assegnare i Carrow ad Hogwarts. Non proprio il massimo esempio di intelligenza e capacità.
- Ma mio Signore… credevo che fossi soddisfatto delle disposizioni di Yaxley, e del modo in cui dirigiamo O'Tusoe… - Voldemort interruppe Lucius Malfoy con un gesto brusco della mano.
- Ti prendi gioco di me, Lucius?
Malfoy si inchinò – No, no! Mai!
- Dovrei essere soddisfatto della gestione di Dolores Umbridge? Ma sono stato negligente, è colpa mia.
- Mio Signore. – Severus Piton mosse un passo in avanti – Faremo tutto il necessario contro chi ti ha deluso. Ma mi sto chiedendo… come e quando questo sia accaduto. Ultimamente non ci sono stati problemi al Ministero. Dovremmo essere messi a conoscenza di qualcosa?
- No. – Voldemort sibilò minaccioso, alzandosi e battendo la mano sul ripiano del tavolo.
- Liberatevi della Umbridge. E di Yaxley, e di O'Tusoe e di ogni altro idiota al Ministero. Di ogni ingrato, incapace, patetico essere che con la sua cecità minacci il mio potere.
Rodolphus sussultò, non riuscì ad evitare di scoccare un'occhiata incredula alla donna Babbana che continuava a restare tranquillamente immobile; per un istante ebbe l'impressione di scorgere un baluginio color sangue al di sotto del cappuccio.
(...continua.)