Miki servì il caffè a Kaori, seduta al suo solito sgabello.

- Allora Kaori come va la tua collaborazione con Mick?
- Direi bene! Effettivamente non abbiamo ancora scoperto chi minaccia Myaki e Kogi però non hanno ricevuto più nessun tipo di lettere e neanche attentati.
- Si bene, ma non è di questo che volevo parlare!
- Ah si? E di cosa?
- Come balla il tango Mick? E voglio tutti i particolari!

Kaori divenne rossa. Con un colpo di tosse cerco di schiarirsi la voce.

- Balliamo bene insieme...
- E...
- Ecco si... insomma... Mick ci sa fare con il tango...
- Oh la la
- Dai Miki!
- Che c'è di male, Mick è un bell'uomo! E' normale esserne attratti!
- Però lui sta con Kazue e non lo trovo giusto!
- Oh Kaori! Mica lo stai sposando è solo un ballo! O mi nascondi qualcosa?!

Miki si sporse sul bancone, appoggiando i gomiti sopra e guardando negli occhi Kaori

- No, no. Che vai a pensare! E' solo che c'è stato un momento in cui..
- In cui?
- Stavamo ballando, no, ecco mi ha fatto fare un casché e lui ha soffiato sul mio collo e insomma io... io... non ho capito più niente. E Ryo ci ha visto!

Disse Kaori paonazza

- Vi ha visto? E come l'ha presa?
- Bé ha fatto una delle sue battutine sul fatto che sono un uomo, però lo ha fatto freddamente.
- E tu che hai fatto?
- Ni-en-te! Sono passata davanti a lui e l'ho ignorato!
- Ah-ah lo Stallone prova sulla sua pelle la gelosia.
- Non lo so, però da quando faccio la gnorri lo vedo più imbronciato.
- Brava Kaori! Capitolerà ai tuoi piedi!
- Dici?
- Dico, dico! Quando sarà la gara?
- Tra una settimana, speriamo vada tutto bene, Mick dovrebbe arrivare tra poco, andiamo alla sala per fare le prove e facciamo un po' di domande in giro.

Il campanello del Cat'Eye tintinnò e Ryo fece la sua entrata, niente di più normale, solo che erano le 10 della mattina.

- Saeba, cosa ci fai qui a quest'ora?
- Ciao Miki, niente ero in giro e sono venuto a fare colazione visto che qualcuno è troppo impegnato.

Kaori arricciò il naso e non diede peso alle parole di Ryo, continuando la sua linea dura. Miki guardò i due amici esterrefatta, Ryo era lì alle dieci della mattina e non aveva allungato le zampe e Kaori non lo aveva spiaccicato col martello. Chi erano quei due davanti a lei?! E poi rise di gusto lasciando Ryo e Kaori a guardarla stralunati.

- Saeba, povero, abbandonato a sé stesso
- Che abbandonato anzi vivo meglio!
- Sarà... ma ti lamenti sempre. Ammettilo senza Kaori ti senti solo
- Figuriamoci, finalmente un po' di respiro!
- Allora la lasci a me come socia, Ryo?

Mick entrò seguita da Kogi e Myaki.

- Damerino dei miei stivali, i casi che segui tu non hanno bisogno di un gran dispiegamento di forze, li risolverebbe anche un bambino.
- Ma non hai risposto
- Pff... Ma non avete altro da fare che rompere le palle a me?
- No sei troppo divertente! Kaori che dici andiamo?
- Si certo! Ciao Miki ci vediamo domani! Ah verrai alla competizione, vero?
- Certo! E non vedo l'ora. Tu Ryo vai?
- Io sono già impegnato, ho l'agenda strapiena e una ragazza mokkori mi aspetta!

Disse Ryo sbavante. Gli occhi di Kaori mandavano fulmini da tutte le parti, stava per esplodere e voleva tirare fuori il martello. Mick le mise una mano sulla spalla e le fece l'occhiolino.

- Andiamo mia cara.

Prendendo sotto braccio Kaori, uscì salutando Ryo che quando li vide borbottò qualcosa.

- Ryo hai detto qualcosa?
- Chi io? Niente niente.
- Faccio finta di crederti.
- Vado a vedere se ci sono incarichi alla stazione, grazie per il caffé Miki.
- Vai alla lavagna a vedere se c'è lavoro?
- Si
- Oh no, avrai sicuramente la febbre!
- Ma che dici!
- Se stare lontano così da Kaori ti riduce in questo stato faresti bene ad andare a riprendertela!

Ryo uscì dal Cat's facendo un gesto di saluto con la mano e le spalle curve. Miki sorrise, forse si sarebbero finalmente sistemati.

Kaori e Mick entrarono allo Star Light. Fecero un giro di sopralluogo, sembrava tutto apposto.
Andarono negli spogliatoi e incontrarono gli altri partecipanti. Con loro alla gara partecipavano altre sei coppie, compresi Kogi, Myaki e Roxy con Shun. Kaori, di suo, fece in modo di prendere confidenza un po' con tutti, ma nessuno le destava sospetti.
Mick ispezionò il retro dei locali e le cantine, niente di niente. Ma il suo istinto gli diceva che qualcosa non quadrava. Kaori accompagnò Myaki e Kogi a fare le prove nella sala principale.

La sala era sfarzosa, gli strumenti musicali erano in fondo al salone. Il soffitto era adornato da lampadari enormi con motivi in goccia, ogni luce si rifletteva e creava scie luminose cosparse per tutto l'ambiente. Il pavimento era lucido. Tutto intorno c'erano tavolini dove gli spettatori si sarebbero goduti lo spettacolo, ogni tavolo aveva una rosa e una candela per creare l'atmosfera giusta. Era un salone bellissimo in tinta bianca e dorata. Una vera sala da ballo. Kaori rimase meravigliata.

Myaki e Kogi cominciarono le prime prove. Di nuovo la musica pervase la sala e i due ballerini si contorcevano nel ballo dando uno spettacolo unico.

- Kaori, novità?
- No nessuna Mick. Tu?
- Niente di niente. C'è troppa tranquillità per i miei gusti.
- Già è quello che penso anche io, però ho fatto quattro chiacchiere con gli altri partecipanti ma non mi hanno dato nessuna impressione. Hai fatto delle ricerche su di loro?
- Si, ma non è uscito niente di eccezionale.
- Neanche su quella Roxy?
- No, almeno niente di rilevante. Anche se su Shun, il suo compagno, ho trovato davvero poche informazioni. Troppo poche.
- Pensi che centrino qualcosa?
- Non so, mi serve un po' di tempo e risolveremo il rebus! Dopo tocca a noi provare!
- Si! Mi tremano le gambe!
- Darling ci sono io con te!

Myaki e Kogi stavano terminando le prove. Erano in fase di chiusura.

- Kogi è andata meglio, vero?
- Si Myaki! Siamo a buon punto! C'è la faremo!
- Ah ti immagini ad imparare il tango in Argentina?!
- Si non vedo l'ora!

Myaki e Kogi si stavano dirigendo verso Mick e Kaori al fondo del salone.

- Kogi, Myaki. Siete stati fantastici!
- Grazie Kaori.

Kaori si stava incamminando verso Myaki. Kogi era dietro di lui. Si sentì il rumore di un vetro rotto, tutti e quattro si girarono verso il cameriere che aveva rotto un bicchiere e si inchinò in un gesto di scuse. Mentre tutti erano girati, una mano inguantata di nero tagliò di netto una corda. Uno dei lampadari cominciò a precipitare a forte velocità verso il suolo. Mick e Kaori corsero verso Kogi e Myaki, Myaki guardava con gli occhi sgranati il lampadario che stava per finirle addosso, non riusciva a muoversi dalla paura. Kogi spinse Myaki. Kaori si era precipitata a prendere Myaki che stava cadendo al suolo e si scivolò tra lei e il pavimento, arrestandone la caduta. Mick cercò nella sua corsa di spostare Kogi, ma il lampadario era troppo veloce. Schiantò al suolo facendo rompere tutti i vetri. Fortunatamente Mick e Kogi avevano fatto a tempo a spostarsi, il lampadario li aveva solo sfiorati, solo che il viso di Kogi era contratto dal dolore.

- Kogi! Kogi che ti è successo?

Myaki andò verso Kogi.

- Myaki la gamba, mi fa male. Ho paura di aver preso una distorsione.
- Kaori pensa tu a loro provo a vedere in giro
- Si certo Mick. Sarà il caso di portare Kogi in ospedale.
- Oh no Myaki come faremo con la gara.
- Kogi devi pensare a rimetterti e poi alla gara.
- Myaki non devi rinunciarci!
- Ragazzi sta arrivando l'ambulanza.

Mick corse verso il retro, vide un ombra fuggire.

- Fermati!

Lanciò una delle sue frecce senza colpire. Mick imprecò. Continuò ad inseguire l'ombra ma davanti a lui si stagliavano una serie di corridoi e l'uomo poteva averne preso uno qualsiasi.
Decise di tornare indietro. Si apprestò a guardare le corde dove erano appesi i lampadari. Una era penzolante, la prese tra le mani e vide che era tagliata di netto.

- Come sospettavo, è stato un agguato.

Mick ritornò nel salone principale. I primi soccorsi erano arrivati e stavano portando Kogi in barella verso l'ospedale.

- Kaori, come sta Kogi?
- Lo stanno portando via, è una distorsione al ginocchio. Tu hai scoperto qualcosa?
- Si purtroppo non è stato un'incidente.
- Cosa?!
- La corda era tagliata, sicuramente con un coltello.

Myaki cominciò a singhiozzare. Kaori l'abbracciò.

- Vedrai prenderemo chi ti ha fatto tutto questo.
- Kaori ormai hanno vinto, povero Kogi. Per colpa mia si è fatto male e poteva succedere molto di peggio.
- Non è colpa tua.
- Invece si! Se non avessi insistito Kogi non si sarebbe fatto male.
- Myaki non piangere.

Mick porse un fazzolettino a Myaki per asciugarle le lacrime.

- Troverò chi ha provato a farvi del male. Di questo ne puoi essere certa. Mi spiace di non avervi protetto come si deve.
- Mick non è colpa tua, tu hai fatto del tuo meglio. E comunque ormai la gara è andata.
- Non ti abbattere Myaki! Troveremo una soluzione! Ora raggiungiamo Kogi in ospedale, ok?

Kaori cercò di rassicurare Myaki e si diressero verso l'ospedale.

Mick condusse la sua macchina all'ospedale. In sala d'attesa aspettavano che il medico visitasse Kogi. Il medico uscì dalla stanza seguito da un paio di infermiere. Kaori trasportava Mick per la collottola in modo che non corresse dietro alle crocerossine.

- Kogi allora come stai?
- Tutto sommato bene, ho preso una distorsione.
- Non sai quanto mi dispiace Kogi.
- Myaki è stato un incidente, e poi il medico ha detto che tra un paio di mesi, dopo la riabilitazione, potrò riprendere a ballare.
- Bravo Kogi non bisogna demoralizzarsi!
- Esatto Kaori! Ma ora come facciamo con la gara?
- Vuol dire che non parteciperemo, io e te, Kogi, siamo una squadra e se tu non ci sei non me la sento di partecipare.
- Myaki non dire così! Non possiamo arrenderci. L'Argentina è il nostro sogno.
- Si ma io sono comunque senza partner!

Myaki era davvero abbattuta, ma Mick continuava a pensare.

- E se trovassimo un sostituto?
- Ma dove lo troviamo, Mick?
- Io un'idea c'è l'avrei...
- Non penserai di...
- Si Kaori, proprio lui!
- Mick dai non accetterà mai!
- Io ti dico di sì!
- E poi lui saprà ballare il tango?
- Ne sono certo! Ne ha rimorchiate tante con questa scusa!
- Quel farabutto!
- Dai Kaori, vedrai che lo convincerò!

Myaki guardava i due con molta perplessità. Di chi stavano parlando? Chi poteva sostituire il povero Kogi?

- Mick e come pensi di convincerlo?
- Metodo Angel!

Mick sorrise sornione guardando Myaki. Kaori si batté la mano sopra la fronte.
Mission Impossible: convincere Ryo Saeba a ballare.

Ormai erano arrivate le venti. Di Kaori neanche l'ombra. Ryo girava per la casa in non sapendo più cosa fare. Aveva fatto un giro, cercato di rimorchiare, ma gli era andata buca. Aveva dato fastidio a Umibozu però aveva solo rimediato un colpo di bazooka che, non si sa come, non aveva rovinato il bar e se l'era filata a gambe levate. Alla stazione nessun incarico e ancora non poteva infilarsi in uno dei suoi localini, in parte perché era stato bandito in quanto non pagava i conti e in parte perché era davvero troppo presto.
Il suo stomaco brontolava. E anche tanto.

- Ma dove diavolo si saranno cacciati! Ormai non mi prepara neanche da mangiare! Ma dico io!

Ryo scese le scale per dirigersi verso il poligono. Il portone si aprì e incontrò Myaki e Kaori che salivano le scale.
Ryo si fermò. Kaori e Myaki confabulavano tra loro e lo guardarono. Sospirarono all'unisono, poi ripresero a parlare tra loro sottovoce con facce sconsolate. Gli passarono davanti senza degnarlo di una parola.

Ryo si guardò. Non aveva niente di strano, almeno credeva.

- Donne, chi li capisce è bravo...

Intanto continuò a scendere per andare al poligono. E poi apparve Mick con sorriso smagliante.

- My friend! Dove stai andando? Non abbiamo tempo da perdere! Vieni con me!
- E dove dobbiamo andare?
- Ma su dalle ragazze, non ti hanno detto niente?
- No, a dirla tutta non mi hanno neanche parlato.
- Non preoccuparti! Saliamo!

Mick spinse Ryo su per le scale con il suo solito fare gioioso senza dargli tempo di dire una parola.

- Kaori, dici che ci si potrà fidare?
- Non lo so, Mick dice di si. Ma io lo conosco bene!
- Dovremo metterlo alla prova, devo capire se davvero lo balla il tango.
- Non è quello il problema, è un uomo dalle mille risorse, io credo che lo sappia ballare e lo abbia imparato apposta per dare sfogo alle sue perversioni.

Kaori disse le ultime parole facendo a metà una lattuga con un solo taglio e digrignando i denti.

- Allora qual'è il problema?
- E' il suo mokkori! Quello non starà buono! Ma fosse l'ultima cosa che faccio glielo trancerò se non si comporta come si deve!

E fece a pezzetti la cipolla con fare rabbioso.

- Il problema e che devo chiederlo io a lui!
- Purtroppo non abbiamo altra scelta. Se glielo chiedessi io non direbbe di si.
- Dovrò promettergli davvero quel...pagamento?
- Solo prometterlo Myaki! Al resto penserò io con il mio arsenale!

Kaori, dall'impeto di schiacciare Ryo se solo avesse provato a toccare Myaki, si fece sfuggire il coltello dalle mani che con molta velocità si impiantò nel muro facendo sobbalzare Mick che entrava in cucina. Mick sudò freddo vedendo il coltello ad un paio di centimetri dal suo naso.

- Kaori è tutto apposto?
- Si Mick.

Rispose Kaori arrabbiata.

Ryo entrò in cucina. Nessuno ancora aveva parlato. Erano seduti tutti insieme al tavolo e cenavano. Myaki e Kaori si lanciavano strani sguardi e facevano segno di diniego con la testa. Mick invece sorrideva come un beota nella direzione di Ryo. Il povero malcapitato si sentiva al centro di questa discussione muta. Alla fine Myaki, stanca di tutti quei gesti, prese parola alzandosi in piedi

- Ryo le devo parlare!
- Va... va bene Myaki.
- Il mio compagno, Kogi, oggi si è fatto male e io ho bisogno di un partner per la competizione e io voglio assumerla.
- Per me va bene, Myaki, ma io voglio essere pagato a mio modo.

Myaki deglutì guardando Kaori che aveva i pugni stretti e borbottava sottovoce.

- D'accordo, qual'è la sua ricompensa?
- Ebbene come ricompensa chiedo...
- Chiede...?
- Tre mokkori!

Ryo sorrise a bocca larga! Myaki spalancò gli occhi. Ryo si planò in volo con lingua penzolante.

- E voglio l'anticipo!

Kaori, non sopportando la vista del socio, si alzò in piedi e brandendo il tavolo lo fece balzare sulla testa di Ryo. Il socio sbatté al suolo con faccia a terra.

- Maledetto pervertito!

Ryo si alzò e si risistemò i lividi nel giro di poco. Però si piantò davanti alla socia.

- Eh no! Questa volta non puoi metterti di mezzo, tu hai già un altro incarico e io mi sono impegnato con Myaki!

Le disse scuotendo il dito sotto il naso. Kaori fece fumare le narici. Mick mise al riparo Myaki prevedendo la reazione di Kaori.
Kaori era circondata da un' aura nera pece, la rabbia stava montando a dismisura, Ryo si fece piccolo piccolo davanti ai suoi occhi preparandosi al peggio e stava già prostrandosi per chiedere perdono.
Kaori si alzò in piedi, pugni stretti e a passo di marcia uscì dalla cucina gridando con rabbia:

- D'accordo Ryo, hai ragione. Questa volta te la vedrai tu.

Ryo strabuzzò gli occhi. Cosa avevano sentito le sue orecchie?! Aveva accesso libero con Myaki?! Ryo balzò dalla gioia urlando "hurrà!" e ritorno vicino Myaki.

- Cara Myaki allora vogliamo parlare dell'anticipo?

Si rivolse alla ballerina con labbra a cuore. Myaki di tutta risposta gli mise le mani sul viso per allontanarlo.

- Ryo la prego, avrà la sua ricompensa a fine incarico.
- Ma come facciamo se no a prendere confidenza? Lasciati trasportare dalla passione con me questa notte e vedrai poi come balleremo il tango!
- No no deve rimanere concentrato! Se farà il bravo gliene prometto quattro di mokkori!
- Davvero?!
- S...sì!
- D'accordo! Allora vada per quattro! Quando cominciamo?
- Do..domani mattina! Si alleneranno con noi anche Mick e Kaori.
- Ma non ci servono quei due.
- Invece sì!
- Allora neanche un bacino?
- No assolutamente!
- Ma...
- Niente ma o così o niente.
- E va bene per il momento il piccolo Ryuccio si ritira, ma solo per il momento! Quattro mokkori! Yahoo! Mick andiamo a festeggiare!
- Good my friend! Ogni scusa è buona per festeggiare! Kaori non aspettarci!

Ryo e Mick presero la porta e uscirono per fare bagordi.