E il mattino arrivò. La luce si propagava attraverso gli infissi e il nuovo giorno venne a svegliare Kaori. La ragazza aprì gli occhi e decise di alzarsi. Alla fine aveva dormito davvero poco. Le vecchie abitudini non riuscivano a morire, aveva aspettato che i due decerebrati tornassero a casa dopo la notte di baldoria. Si guardò allo specchio, le occhiaie la segnavano, ma se lei era conciata in questo stato anche quei due dovevano svegliarsi!
Kaori si defilò in cucina, preparò la colazione dove la raggiunse Myaki.

- Buongiorno Kaori
- Buongiorno anche a te Myaki, dormito bene?
- Si! Invece tu?
- Non molto ma passerà.
- Ryo e Mick?
- Quei due dormono ancora. Ma vedrai come presto saranno giù in cucina.

Rispose Kaori sogghignando.

- Myaki tra tre minuti mettiti questi tappi per le orecchie.
- Perché?
- Tra poco vedrai il perché, mettili, è un consiglio.

Myaki guardò i due tappi e poi il sorriso di Kaori, aveva capito che quando facevo quel sorriso era meglio fare quello che diceva e così infilò i due tappi.

DONG DONG DONG DONG

Ryo e Mick si alzarono di botto nel sentire nelle orecchie suoni di una campana da tempio, gli occhi spalancati, ritti come due arbusti.

- Ecco la tua dea della sveglia! Kaoooori maledizione!

Ryo e Mick scesero dopo la brutale sveglia in sala, le occhiaie si facevano vedere, l'odore dell'alcol aleggiava su di loro.

- Ah ecco perché i tappi.
- Esatto Myaki, quei due dovevano svegliarsi con le buone maniere!

Myaki rise di una risata sghemba, quella donna ne sapeva una più del diavolo!

Ryo si avventò sulla sua compagna di ballo.

- Buongiorno dolce Myaki! Che ne dici di cominciare questa splendida giornata con un dolce bacio
- Ryo, lei odora ancora di whisky e di fumo, non si avvicini!

Kaori stava già cominciando a vedere nero, quel cretino stava cominciando il suo spettacolo già di prima mattina, il martello era pronto, però Mick si mise alle spalle della rossa.

- Buongiorno Kaori

E sorrise languido, posò di nuovo un bacio del buongiorno su una guancia di Kaori.

- Così si comincia meglio la giornata, vero Kaori?
- Si.. si Mick. Ah ehm buongiorno anche a te...
- Facciamo colazione? Ho una fame da lupi!
- Certo, siediti che è pronto!

Kaori dimenticò il martello, Mick rise dentro di sé. Sapeva che, se Kaori avesse tirato fuori il martello, il suo amico non avrebbe ceduto le armi. Tutto sommato poi non gli dispiaceva il ruolo di cupido, anche perché poter mettere Kaori al centro dell'attenzione e far friggere Ryo era davvero gratificante e spassoso.

Ryo frenò il suo istinto animale nei confronti della povera Myaki, guardò la scena di quel bacio casto di Mick. Storse il naso e si accomodò per la colazione, ecco di nuovo il malumore.
Accidentaccio!

Kaori si ricordò improvvisamente la linea dura che doveva tenere con Ryo, che sembrava dare i suoi frutti, menomale che Mick la riportò sulla retta via e il suo socio, lo sapeva, non aveva digerito molto bene il buongiorno di Mick. Si mise a canticchiare muovendo un po' i fianchi, non ricordandosi di essere sotto bella vista di tutti. Soprattutto dei due sweeper.
Kaori canticchiava e si muoveva davanti ai fornelli, le lunghe gambe si muovevano, i fianchi ondeggiavano, Mick sbavò senza pudore, mentre Ryo strabuzzò gli occhi. Di nuovo, quel calore che gli partiva dalla schiena, doveva fare qualcosa o lo avrebbero scoperto in flagrante come un quindicenne.

Myaki, spettatrice muta, si godeva questo spettacolo di due leoni che si contendevano la preda: Kaori.

Ryo, nella fretta di fermare quel muoversi di Kaori, sbatté violentemente un pugno sul tavolo. Gli altri tre sobbalzarono.

- Ryo ma che ti prende? Sei impazzito?
- C'era un.. un moscerino e l'ho schiacciato si!
- C'era bisogno di fare tutto questo caos?
- Forse ho usato troppa forza.
- Dai che servo la colazione.

Kaori si avvicinò al tavolo con i piatti per tutti e quattro. Che diavolo era successo a quella donna? Camminava, si, ma ancheggiando. Da quando lei ancheggiava?! Da quando usava bene quelle gambe?! Ryo continuava a fissarsi su quelle gambe. E di nuovo l'ondata di caldo lo pervase. Quando Kaori si chinò per posare i piatti sulla tavola, la canotta del suo pigiama fece vedere la scollatura. Kaori aveva una scollatura?! Lo sentiva, lì da basso qualcosa si stava muovendo. Stava cercando di trattenerlo con tutte le sue forze ma il suo amico sembrava dotato di vita propria. Lo sentiva, doveva fare qualcos'altro per distrarsi. IMMEDIATAMENTE.
La bottiglia dell'acqua, la vide. Fece finta di voler prendere il pane. Sfiorò di proposito la bottiglia, che si rovesciò direttamente sui suoi pantaloni.

- Ryo ma sei ancora rintronato? Che hai questa mattina?
- Niente Kaori, sto ancora dormendo.
- Aspetta devi asciugarti.

Kaori fece il giro del tavolo con un panno in mano, si avvicinò a Ryo e cominciò a tastargli le gambe per asciugarlo.

- Sei peggio dei bambini! Non puoi stare più attento?

Kaori era vicino, troppo vicino, troppo vicino ai suoi pantaloni, ne sentiva il profumo. E la scarica gli attraversò nuovamente la schiena. Si alzò di scatto come una saetta. Prese il panno dalle mani e . a passo svelto, si defilò dalla cucina.

- Ma che diavolo gli prende?

Myaki e Mick si stavano tenendo la pancia a furia di ridere, la scena era stata davvero comica, lo Stallone di Shinjuku che non sapeva trattenersi.

Kaori e Mick stavano provando la loro coreografia sotto gli occhi di Myaki e Ryo.
Mick prendeva Kaori con naturalezza tra le sue braccia, confabulavano complici sui passi da seguire, ridevano. Mick accarezzava Kaori. Mick tastava la vita di Kaori. Mick sfiorava il ginocchio di Kaori.
Mick faceva troppe cose a Kaori.

- Kaori sei migliorata tantissimo!
- Grazie Myaki, diciamo che ballare davanti allo specchio da sola è servito!

Ryo deglutì. E Mick lo vide.

- Che c'è amico mio. Tutto apposto?
- Si certo.
- Ti vedo, non so, disturbato
- Ma che vai dicendo!

Ryo percosse con una forte manata la spalla dell'americano tanto da farlo quasi cadere a terra.

- Forza Myaki, ora vedrai come si balla veramente il tango!

E i Gotan Project cominciarono a suonareTango Cancion nello stereo.

Ryo, potente, camminò verso Myaki. Occhi neri come la brace, passo scandito, possente, imperioso. Prese Myaki per la vita senza cerimonie, le accarezzò il fianco. Le prese la mano. La fece scendere lentamente con la schiena, la riportò contro di lui. E cominciò a danzare, guidando Myaki, i passi erano lenti e precisi, ma magnetici. I suoi occhi non lasciavano gli occhi di Myaki. Myaki aveva trovato pane per i suoi denti. Allora decise di dimostrare al suo nuovo partner di che pasta era fatta. Ryo si fermò al centro della pista. Myaki si attaccò al collo di Ryo con le braccia e addossò il suo busto su di lui, ecco i primi incroci. Le gambe di Myaki e Ryo si destreggiavano tra loro, Myaki mosse il bacino al ritmo della musica, Ryo la seguì posando le mani su di essi, la fece voltare, schiena contro petto, le prese un braccio e se lo portò sopra il collo, cominciò di nuovo a danzare con lei così, Myaki si faceva condurre come un'onda, da fuori era un tango malinconico.

Solo che Myaki sentiva che Ryo posava le mani in maniera strana.

Continuarono a ballare così schiena contro petto, Ryo ad ogni giro allungava il piede in avanti e Myaki di risposta aderiva la sua gamba su di lui. Myaki sporse il busto e Ryo la teneva in bilico con un braccio facendole fare una giravolta e Ryo la riportò di nuovo davanti a lui, le prese la mano, accarezzò di nuovo il fianco e la gamba di Myaki arrivò sul bacino di Ryo.

Ryo dalla sua espressione seria passò a modalità maniaco, bocca larga, schiuma alla bocca e occhi lucidi.
Myaki non aveva fatto i conti con il Mokkori Power che svettò come un eruzione vulcanica.
Myaki spalancò gli occhi e poi urlò...

- Myaki tu mi fai questo effetto! Che ci posso fare! Anzi dovresti esserne orgogliosa!
- Ecco cosa sentivo mentre ballavamo! Porco! Come facciamo a presentarci in queste condizioni?!
- Su, su Myaki, non fare così. Il mio mokkori, in piena mostra di sé, ti farà vincere sicuramente
- Quale vincere, farò una brutta figura! Ryo deve controllare i suoi istinti
- Si ma stando così attaccati non posso controllarmi facilmente! Non sei mica Kaori che non mi eccita!

Kaori stava vedendo rosso. Eccolo come al solito non perdeva tempo a denigrarla. Mick riprese la sua compagna di ballo e le fece fare una giravolta. E cominciò a parlarle piano mentre la stringeva e facevano qualche passo a ritmo della musica che aleggiava ancora nella sala.

- Darling se ti arrabbi fai solo il suo gioco.
- Mi fa innervosire.
- Lo fa apposta, ma tu devi giocare sullo stesso piano e io mi sto rendendo utile e tu lo sai
- Avevi già capito tutto allora
- Certo e ti appoggio. Capitolerà.
- Ne sei sicuro?
- Guarda lo specchio e dimmi se quello non è la faccia di uno geloso...

Kaori osservò lo specchio, Myaki discuteva con Ryo del suo mokkori, lui alzava lo sguardo ogni tanto verso lo specchio e faceva una faccia dura, per subito tornare a fare il buffone.

- Visto?!
- Si

E Mick e Kaori risero insieme.

Ryo vide i due ridere e sentì ancora quella sensazione sconosciuta, quella sensazione di fastidio che provava sempre quando Mick era vicino a Kaori.

- Ora gli diamo il colpo di grazia Kaori.
- Che intendi?
- Riproviamo la chiusura.

Mick, sotto gli occhi di Ryo, fece scendere di nuovo il braccio di Kaori sul fianco. Tenendola per la vita, cominciò una carezza a partire dal collo, passando per lo sterno, toccandole l'ombelico; Kaori era tutta rossa e si sentì fremere davanti a questa carezza, Mick tenendola ancora per la vita, la fece abbassare di schiena, Kaori rialzò di nuovo la gamba, Mick la prese da sotto la coscia e la fece ondeggiare con la schiena. La riportò in piedi, Mick piegò il ginocchio destro in avanti, Kaori ci accavallò la sua gamba destra mostrando interamente tutto lo spacco della gonna e, infine, Mick posò le sue labbra sul collo di Kaori.

Kaori era esterrefatta. Mick soddisfatto. Ryo aveva spiato tutto il tempo.

- Kaori questa chiusa si addice meglio di quell'altra, vero?
- Si decisamente Mick.
- Vedrai faremo una gran figura! E poi sei bravissima
- Grazie Mick
- Bene, Myaki io e te ora dobbiamo andare allo Star Light, sbrighiamo un po' di questioni burocratiche e mi dai qualche informazione in più sugli altri concorrenti.
- Mick io non dovrei venire con te?
- No Kaori sta pure qui, ci impiegheremo solo un paio d'ore.
- Ryo si alleni. Kaori provi a ballare con lui magari impara a contenersi.

E così Mick e Myaki andarono via lasciando i due City Hunter nella palestra.

Kaori si sedette sulla panca, accavallò la gamba, nel tentativo di slacciarsi il laccetto delle scarpe che era incastrato.

- Accidenti.

Ryo guardò Kaori, gambe accavallate, spacco in bella vista, ad armeggiare con la sua scarpa.
Si avvicinò a lei. Si mise su un ginocchio e le prese la caviglia.

- Aspetta ti aiuto.
- Grazie

Ryo anziché slacciare la scarpa con il pollice sfiorò la caviglia.
Kaori non si muoveva.
Con l'altra mano, Ryo, sfiorò il polpaccio
Kaori chiuse gli occhi appoggiando la testa al muro
Ryo arrivò fino al ginocchio.
Le sue dita sfiorarono la coscia di Kaori
Lei sospirò impercettibilmente
Ryo posò le labbra sul ginocchio di lei.
La scossa, Kaori sentì una scossa pervadergli tutto il corpo.
Ryo si alzò in piedi.
Kaori guardò quell'uomo davanti a lei, i suoi capelli neri, i suoi occhi che la stavano scrutando in profondità. Tutto in lui la stava chiamando.
Ryo allungò la mano a Kaori per farla alzare.
Kaori gli diede la mano e si alzò.
Ryo l'abbracciò.
Kaori si strinse.
Ryo cominciò a ballare.
Kaori lo seguì.
Ryo sfiorò il suo fianco.
Kaori gli toccò il petto.
Ryo prese la gamba di lei dal ginocchio portandosela lungo la vita.
Kaori lo assecondò.
Ryo la strinse di più sfiorando con le labbra il collo di lei.
Kaori si offrì piegando la testa all'indietro.
Ryo lasciò andare la gamba.
Kaori puntò il piede a terra.
Ryo la fece girare su se stessa.
Kaori mise il suo ginocchio tra le gambe di lui.
Ryo sorrise di questa sua temerarietà.
Kaori accavallò il ginocchio sulla gamba di lui.
Ryo piegò il ginocchio su cui era posata Kaori e la portò su di lui.
Ryo riprese a muoversi.
Kaori lo seguì incrociando le gambe e le caviglie con Ryo sensualmente.
Arrivarono davanti allo specchio.
Si guardarono attraverso lo specchio. E si scambiarono uno sguardo che valeva più di tutte le parole esistenti.
Ryo la cinse per la vita e la fece appoggiare sul suo petto con la schiena.
Si guardavano ancora.
Lui appoggiò la testa sulla sua spalla.
Sussurrò flebilmente

- Non devi credere a tutte le stupidaggini che dico.

Kaori arrossì.
Ryo la baciò, nuovamente, sul collo
Kaori guardò il suo uomo baciarla sul collo e lo accarezzò.
Ryo la fissò dallo specchio e le sorrise.
Kaori sorrise di rimando.
La musica scemò.
Rimasero ancora abbracciati qualche secondo fissandosi negli occhi attraverso lo specchio.

Ryo fece la boccaccia a Kaori.
Kaori rise, era per questo che amava quell'uomo. Lui era... non c'era modo di descriverlo. Era Ryo e basta. Lo sapeva, non lo aveva ancora conquistato, ma lei non demordeva. Lui si sarebbe lasciato andare finalmente all'amore che li univa. Glielo aveva visto negli occhi che lui era finalmente pronto ad amarla, doveva solo trovare il modo per fare breccia nelle sue paure.

Ryo si staccò da Kaori. Era sottosopra. Aveva fatto quei pochi passi con lei e sentirla così vicino lo aveva scombussolato ma era stato stupefacente. Si sentiva sollevato. Sapeva che se non si fosse staccato da lei avrebbe rischiato di prenderla lì in quella palestra. Non era ancora il momento, doveva schiarirsi le idee. Combattere i suoi demoni. Lui voleva offrirsi a lei nel modo più completo.

- Socia, andiamo a casa.
- Certo... socio.