Myaki e Mick entrarono allo Star Light. Alcuni dei partecipanti alla gara erano nella hall. Una ragazza bruna si avvicinò a Myaki.
- Myaki!
- Aiko! Che piacere rivederti! Che ci fai qui?
- Partecipo alla gara!
- Davvero? Ne sono felicissima!
- Già ho ripreso le competizioni. Ho saputo del brutto incidente di Kogi.
- Purtroppo si è preso una distorsione.
- E tu che farai? Immagino ti ritirerai dalla gara.
- Ah no, ho trovato un sostituto, Kogi mi ha chiesto di continuare.
- Bene, l'importante è non arrendersi.
- Esatto! E tu con chi farai coppia?
- Con Yozo! Te lo ricordi?
- Certo! E la tua piccola Akane come sta?
- Akane... sta... bene. Ora dobbiamo proprio andare, allora a presto e che vinca il migliore!
- A presto Aiko! Dai un bacio alla piccola Akane e in bocca al lupo.
Mick squadrò per bene Aiko.
- Chi è, Myaki?
- Aiko è stata una delle mie insegnanti. Si era ritirata, a quanto pare è tornata a gareggiare.
- Non era nelle liste dei partecipanti
- E' vero. Chissà chi si è ritirato.
E nella ressa davanti alla hall dello Star Light, Roxy fece la sua comparsa accompagnata da Shun.
- Myaki, ci incontriamo di nuovo.
- Roxy, a quanto pare ci vedremo spesso in questi giorni.
- E dove hai lasciato Kogi?
- Kogi è in ospedale. Non hai saputo dell'incidente?
- Eravate voi due?
- Si, purtroppo si è fatto male. Ma ho già un sostituto.
Roxy sbarrò gli occhi.
- Ah e così Kogi si è fatto male. E in che ospedale si trova?
- Al Metropolitan Hiroo.
E girò i tacchi senza dire niente, Shun la seguì.
- Quella ragazza mi fa proprio innervosire
- Myaki sei sicura che non sia lei a non volerti in gara?
- Non lo so Mick, davvero.
- Andiamo alla reception a vedere se c'è qualche messaggio.
Mick ritirò le buste intestate a Myaki e una anche per lui.
- Buone notizie Myaki, siamo invitati ad una cena questa sera, lo Star Light ha organizzato una festa per i partecipanti.
- Davvero? Ottimo!
- Ah c'è anche quest'altra busta per te.
La busta era bianca e anonima, Myaki l'aprì e d'improvviso sbiancò.
- Myaki è tutto apposto?
- Leggi Mick
"A quanto pare l'avvertimento che ti abbiamo dato non ti è servito, la prossima volta non ci saranno errori, ci scapperà il morto se non ti ritiri dalla gara."
- Mick, che devo fare?
- Non devi farti intimorire! Ti proteggeremo noi.
- Grazie Mick.
- Forza torniamo a casa.
I due scesero nel garage per recuperare la macchina di Mick. Mick si avvicinò alla portiera. Myaki si stava apprestando ad aprirla.
- Myaki non aprire la portiera.
- Che succede?
- Dilettanti, hanno toccato la mia auto. Per abitudine ogni volta che chiudo la macchina lascio un filo di nylon incastrato nella portiera. Ed è qui a terra.
- Che vuol dire?
- Forse hanno messo qualcosa in auto o l'hanno manomessa. Fammi controllare. Riparati dietro quell'auto, non si sa mai.
Myaki corse dietro un'altra auto. Mick si abbassò sotto la macchina. Non c'era nessun congegno. Notò invece una notevole macchia oleosa che gocciolava.
- Tsè hanno tagliato i freni. Idioti. Vieni Myaki
- Avevano intenzione di farci fare un incidente.
- Si, sabotando i freni. L'importante è essercene accorti in tempo.
- Menomale.
- Ehi, sono il migliore honey! Forza via quell'aria triste, se vuoi possiamo andare in una delle stanze dello Star Light e farci passare il cattivo umore. Conosco un buon metodo!
- Si Mick me lo immagino. Sarà meglio tornare da Kaori e Ryo.
- Ma perché nessuno mi capisce... Povero me, io voglio solo consolarti
E Mick si chinò in ginocchio con faccia sconsolata. Myaki rise finalmente.
- Credo che sarà il caso di chiamare un taxi per andare a casa, vero povero incompreso?!
- Ti faccio così ridere?! Tornerà la mia Kazue a consolarmi. Andiamo a chiamare il taxi va! Anzi stasera per vendicarmi verrò a fare la visitina notturna a te!
- Ah ma Kaori avrà già progettato qualcosa per salvaguardarci!
Mick e Myaki si avviarono per andare a prendere il taxi. Qualcuno, vedendo la scena dai monitor di sorveglianza, imprecò per il fallimento del suo piano. Myaki non era ancora fuori gioco.
-
Kaori era distesa nel suo letto. Ripensava a quel momento passato con Ryo. Sì, era sulla buona strada. Avrebbe ceduto. E poi, se quel bacio sul collo era solo il preludio di quello che poteva succedere, non osava immaginare il resto. Kaori si rese conto dei pensieri che aveva fatto e divenne rossa, ma in fondo cominciava a prenderci gusto ad immaginare scene più focose. Che a furia di vivere con lui stesse prendendo i suoi stessi vizi?!
Myaki entrò di corsa in camera di Kaori.
- Kaooori! Eccoti finalmente!
- Myaki, che succede?
- Stasera siamo invitati ad una cena allo Star Light!
- Oh e quindi?
- Come quindi? Dobbiamo prepararci! Stasera farai vedere di che pasta sei fatta!
- Cioè?
- Kaori sveglia! Stasera tira fuori tutto il tuo fascino e schiaccia Saeba! Tira fuori dall'armadio i tuoi vestiti signorina!
- Vestiti eleganti? Io non ne ho!
- E' un problema questo! Dobbiamo correre a comprarne uno!
- Io so dove andare! Eriko!
Kaori prese per mano Myaki, corse a scavezzacollo per le scale e in salone urlò ai due sweeper:
- Ehi io e Myaki andiamo da Eriko. Sapete dove trovarci e tanto le microspie sono in funzione. Ciao!
Senza dare possibilità di replica, Myaki alla mano, corse in garage e con gas a manetta, partì verso l'atelier di Eriko.
Ryo e Mick si guardarono strabuzzando gli occhi, quell'uragano era Kaori?! Non se ne erano ancora resi conto.
Eriko accolse l'amica con il solito calore.
- Kaori che piacere rivederti!
- Eriko! Quanto tempo.
- Allora a cosa devo l'onore?
- Lei è Myaki, è una nostra cliente. E' una storia un po' lunga. Però sappi che ci serve un vestito elegante per una serata importante.
- Hai detto quello che mi serviva sapere: vuoi un vestito! Il resto è noia! Abbiamo poco tempo. Forza all'opera!
E le tre ragazze si addentrarono all'interno dell'atelier.
Qualche ora dopo i camerini sembravano impazziti, le commesse di Eriko erano in defibrillazione. Vestiti appesi, scarpe per tutto il pavimento, borse e accessori di tutti generi! Un vero uragano! Le voci di Eriko, Kaori e Myaki erano in fermento. Kaori aveva provato almeno una decina di vestiti.
Ma finalmente arrivò il vestito giusto.
Eriko sospirò di contentezza. Kaori era un vero schianto. Saeba sarebbe stramazzato.
- Bene bene.
- E' il vestito giusto secondo te, Eriko?
- E' lui! Manca qualcosa, però.
Eriko diede una bustina a Kaori. Kaori diventò rossa.
- Devo proprio metterlo?
- Devi, devi. Fa il suo effetto.
- Dici?
- Si, dico! Vero Myaki?
- Assolutamente è fondamentale!
- E ora forza signore, trucco e parrucco. Poi pronte per andare in scena.
Erano passate più di quattro ore.
Mick e Ryo erano in sala e stavano aspettando le ragazze.
Mick era impeccabile nel suo completo blu scuro, risaltava l'azzurro dei suoi occhi. I capelli perfettamente in ordine, tranne per quel ciuffo ribelle che lo contraddistingueva e gli dava quell'aria impertinente che faceva impazzire le donne. La camicia bianca che aveva indossato risaltava i suoi pettorali.
Ryo, dal canto suo, aveva già lanciato la sua giacca nera sul divano, aveva indossato pantaloni molto attillati dello stesso colore e aveva arrotolato le maniche della camicia blu sulle braccia possenti e muscolose, ovviamente senza cravatta, lasciando alcuni bottoni aperti sul collo. La sua finta aria trasandata e tenebrosa erano la sua punta di diamante, c'era da perdere la testa per il magnetismo e il suo mistero.
La macchina di Kaori schizzò in garage.
- Finalmente sono arrivate! Forza poltrone alzati!
Ryo di malavoglia si mise la giacca. Myaki entrò per prima. Eriko aveva trovato per lei un vestito verde acqua, lungo e intrecciato sulle spalle, con uno spacco vertiginoso sulla gamba, indossava un paio di sandali dello stesso colore, i capelli raccolti. Era davvero splendida.
Mick fece un fischio di apprezzamento.
- Myaki sei bellissima.
- Grazie Mick
- Ohhhhh Myaki, mia visione, mio angelo del paradiso.
Ryo si stava planando in volo verso Myaki, d'improvviso frenò il suo volo cadendo al suolo.
- Ragazzi ci abbiamo messo un po' più del previsto ma c'è l'abbiamo fatta!
Ryo e Mick guardarono sbalorditi Kaori.
Indossava un abito nero, a fascia che le sottolineava il seno, senza spalline, lasciava la sua schiena nuda. La vita sottile era sottolineata da una cintura argentata, la gonna era morbida tagliata trasversalmente. Indossava delle decolté nere. I suoi occhi erano sottolineati dal mascara e da un ombretto chiaro e le labbra, di quel rosso ciliegia, erano invitanti.
Mick balzò davanti a lei e le fece il baciamano.
- Kaori sei magnifica
- Sei sempre gentile Mick
- Stasera dovrò fare a botte per difendere il tuo onore.
Mick prese sottobraccio Kaori e si avviò giù per le scale. Sentiva uno sguardo minaccioso addosso. Sapeva benissimo da chi veniva e se la rise sotto i baffi.
- Signor Saeba, è ancora tra noi?!
Myaki sventolò la mano davanti ai suoi occhi.
- Ah si Myaki andiamo.
Ryo aveva guardato Kaori, si lo avrebbe fatto impazzire di questo passo.
Era seducente. Era ammaliante. Era sexy. Era una pantera. Era magnifica. Era sua e di nessun altro.
Lo aveva davvero pensato?!
La sua mente aveva proprio detto quelle parole?!
La frase tornò a riecheggiargli in testa
Era sua e di nessun altro.
Senza alcun dubbio.
Era il caso di avvertire anche lei di questo suo pensiero?
Forse.
Ricontrollò che la sua python fosse a posto, qualcuno poteva rischiare grosso quella sera se avesse osato guardarla più del dovuto, compreso Mick.
