Lo Star Light era sfarzoso. Luci soffuse, musica di sottofondo, candele e fiori. Kaori ne era entusiasta. Non aveva partecipato mai a qualcosa del genere. Mick guardava Kaori, l'entusiasmo che emanava era davvero palpabile.

- Kaori ti vedo molto contenta di questa serata!
- Si Mick. Davvero tanto. Non ho mai partecipato a qualcosa del genere.
- Ah Signorina, bisogna portarla più spesso fuori. Mica puoi passare la vita chiusa in casa con quel debosciato!

Il debosciato in questione fece orecchio di mercante.

- Già credo che tu abbia proprio ragione. Dovrei uscire più spesso. Eriko mi rimprovera sempre, dice che dovrei finalmente trovare qualcuno che mi apprezzi.
- Darling hai tutte le carte in regola per farlo!

Mick strinse Kaori per le spalle e, alla chetichella, fece l'occhiolino a Kaori per farle capire che il gioco funzionava.

Il debosciato non aveva ancora spiccicato parola. Ma i suoi pensieri erano un turbinio.
"Qualcuno che l'apprezza?! Ho voglia di spaccare le gambe a chi solo la sfiora, figuriamoci se qualcuno la volesse apprezzare che cosa gli combino"
Ryo si riscosse da quel pensiero. Mannaggia tutti i kami! Qui la cosa stava degenerando. Anche troppo. E quel pivellino biondo l'abbracciava pure.

- Grazie Mick, credo che dopo aver risolto questo caso mi prenderò una vacanza. Sai Eriko mi ha detto di andare con lei a Kyoto un paio di giorni per una sfilata e per presentarmi alcuni dei suoi amici!
- Una vacanza è sempre un buon modo per fare conoscenza!

" Ma quale vacanza, tu non ti schiodi da casa!"

Ryo aveva quell'espressione da duro. In verità stava bollendo. E in più, ad ogni passo che faceva Kaori, riusciva a vedere per bene le sue curve ed era un vero calvario.

"Ryo Saeba devi essere concentrato. Sei in missione e soprattutto quella davanti a te è Kaori, la tua socia, quella che non ti fa eccitare con quella camminata da cui si vedono le sue natiche sode e... cosa porta sotto la gonna?!"

Ryo scosse velocemente la testa, doveva togliersi dalla mente la scena che aveva appena immaginato: Kaori in negligé. Un particolare lo avev a colpito e quel particolare lo aveva definitivamente steso.

- Signor Saeba, si sente bene?
- Certo Myaki.

Myaki rise sotto i baffi. Kaori stava facendo colpo. La impressionava molto il fatto che lui non ci avesse provato minimamente con lei e inoltre quel comportamento da svampito ne era la prova. Voleva tastare il terreno.

- Ryo ha visto Kaori? E' davvero bella, non trova?
- Eh? cosa?
- No, no niente!

Come aveva sospettato, era proprio partito!

I quattro presero posto al loro tavolo, la cena si svolse in tranquillità. Troppa tranquillità. Mick, Kaori e Myaki discutevano del più e del meno, ogni tanto scoppiava qualche risata.

- Kaori perché i martelli?
- Ah non ci sono solo quelli, ci sono mazze chiodate, kompeito...
- Myaki posso assicurarti che li ho visti tutti! Vero Ryo?
- Eh si tutti.
- Ti ricordi Mick te ne ho lanciato uno appena ti ho incontrato?
- E' vero! Però non mi hai preso!
- Guarda che potrei rifarmi.

E di nuovo risa tra i tre. Ryo invece era ancora perso tra le nuvole. Precisamente era perso tra due nuvole color nocciola, una bocca rossa, un sorriso magnifico, una mano sotto il mento, una voce che riempiva le sue giornate. Pensava a quando avevo incontrato questa ragazzina che era entrata nella sua vita e come un uragano aveva cambiato tutto. Il suo modo di essere, il suo modo di pensare, il suo modo di amare. Ecco lì la chiave. Amare. Era una parola ai suoi occhi spaventosa, non perché non fosse in grado. Perché era carica di promesse, di aspettative e lui aveva paura del domani. Non era abituato a pensare al domani. Viveva al minuto, per non dire al secondo.

- Vado a salutare Aiko!
- Non è il caso che tu vada da sola Myaki
- Vado io con lei Mick

Kaori e Myaki si alzarono dal tavolo. Mick si accomodo vicino a Ryo

- Allora come mai non hai ancora aperto bocca?
- Che vai farneticando
- Da quando siamo qui non hai abbordato nessuna. La cameriera prima ti si è praticamente strusciata addosso e tu non l'hai neanche vista.
- Ah
- Eh! Ammettilo non riesci a staccare gli occhi da lei.
- Lei chi?
- Ka-o-ri!
- Ma che dici!
- Dovresti smetterla di fare il finto tonto. Ti piace. Anzi no, sei completamente innamorato di lei.
- Non dire assurdità!

Mick prese tra le mani la testa del suo amico e gli fece voltare la testa con forza verso Kaori. Kaori era in piedi vicino a Myaki, sorrideva e si era appena passata la mano tra i capelli.

- E ora dimmelo idiota di un dongiovanni che non ami quella donna.
- Mick mi stacchi il collo così.

Mick lasciò la testa di Ryo sbuffando.

- Se continui così la perderai. Arriverà uno che non si fa tante menate e la conquisterà e te la porterà via sotto al naso. Come quel tipo laggiù che si sta avvicinando a lei ora.

Effettivamente un ragazzo giovane si stava avvicinando a Kaori e a Myaki e sembrava proprio che stesse puntando Kaori, per essere precisi se la stava mangiando con gli occhi.
Ryo ripensò alle parole di Mick "la conquisterà e te la porterà via". Lo avrebbe sopportato? No. Decisamente no. Che fare? Metterla in pericolo per il resto dei suoi giorni accanto a lui?

- Brutto decerebrato è già in pericolo tutti i giorni anche solo per essere la tua socia.

Ora Mick gli leggeva anche nel pensiero?

Myaki e Kaori tornarono al tavolo. Kaori si avvicinò a Mick posando una mano sul suo braccio e gli sussurrò all'orecchio. Mick fece segno di si con la testa. Ryo si ridestò dalle sue turbe mentali. E si guardò attorno. L'aria stava cambiando.

Improvvisamente le luci si spensero di colpo. Buio totale.

- Myaki va vicino a Mick.

Myaki agguantò il braccio di Mick. Si sentirono dei passi per il salone. Una voce bassa e sgradevole si diffuse per la sala.

- Fermi tutti, che nessuno si muova.

Le prime urla si fecero sentire. Entrarono una decina di uomini con torce e mitra alla mano.

- Tirate fuori tutti i soldi e i gioielli.

Mick e Ryo presero in mano le pistole.

- Sono dei principianti e sicuramente non sono dei rapinatori.
- State pronte, al mio tre mettetevi al riparo sotto al tavolo.

Mick e Ryo si alzarono in piedi. La luce della torcia fu puntata su di loro.

- Ehi voi due, fermi dove siete.
- UNO
- Vi ho detto di stare fermi!
- DUE
- Forza fuori i soldi.

Uno degli uomini si avvicinò a Myaki e Kaori. Cercò di afferrare Myaki. Un altro stava alle spalle di Kaori.

- TRE

Kaori diede una ginocchiata all'uomo che aveva preso Myaki. Prese la ragazza per mano e fece capovolgere il tavolo dove si ripararono.
Ryo diede un pugno all'uomo che era alle spalle di Kaori.
Mick tirò fuori la sua pistola e cominciò a sparare agli altri uomini che si stavano avvicinando.
Colpi di mitraglietta cominciarono a risuonare convulsamente nell'aria, urla, ordini.
Ryo con la sua python sparò i primi colpi che fecero saltare le armi degli avversari. Arrivarono i primi pugni.
Mick e Ryo erano uno spalle contro l'altro accerchiati dai malviventi.

- Come ai vecchi tempi, Ryo!
- Si! Li farò fuori come al solito tutti io!
- Figurati è già tanto se riesci a tenere la pistola in mano.
- Cosa?! Io sono il numero uno!
- Si, degli imbecilli!
- Voi due la volete smettere di litigare io mi starei annoiando!

Un uomo era alle spalle di Kaori, lei lo sentì e gli diede una gomitata nello stomaco, lo prese per un braccio e lo fece capovolgere per terra.

- Così si combina qualcosa!
- Come vuole mia signora!

Mick, rispondendo a Kaori, fece partire il primo pugno, Ryo lo seguì a ruota. Si sentivano gemiti di dolore e corpi sbattuti a terra. In meno di qualche minuto gli uomini erano a terra privi di sensi.

La luce si riaccese di nuovo. Mick e gli altri erano spariti.

- E' meglio filarcela prima che vogliano farci pagare il conto dei danni!

I quattro raggiunsero le macchine.

- Dividiamoci!

Mick afferrò Myaki.
Kaori seguì Ryo sulla mini.

Ryo ingranò la prima e, a tutto gas, uscirono dal garage. Si inoltrarono in strada. Ryo superava le auto a gran velocità. Nello specchietto retrovisore vide un auto che li inseguiva.

- Kaori abbiamo visite, metti la cintura.
- Ah ma allora erano per noi!

Un uomo, dalla macchina nera, sbucò dal finestrino, mitra in mano, fece partire i primi colpi. Ryo li schivò facilmente. Stava per prendere la pistola.

- Pensa a guidare, ora ci penso io.

Kaori armeggiò con i sedili posteriori e tirò fuori... un bazooka!

- Da quando quel coso è in auto?
- Ne porto sempre uno con me, non si sa mai! Me lo ha regalato Falcon per le emergenze!
- Dovevo immaginarlo!

Kaori aprì il tettuccio della mini. Si sporse con il bazooka tra le mani. Fece perno con un piede sullo schienale del sedile.

- Ehilà! Guardate che bella sorpresa!

Partì il colpo. Il missile viaggiò ad alta velocità. L'impatto si fece sentire. Un boato che fece perdere il controllo della macchina agli inseguitori e uscirono fuori strada.

- Che peccato, mi stavo divertendo così tanto a quella festa!

Ryo si voltò verso Kaori ancora con il busto fuori dal tettuccio. Gli guardò la gamba piegata sul sedile. Vedeva le calze velate. E poi si fermò sulla coscia della ragazza. Quello che vide gli fece strabuzzare gli occhi. Kaori indossava un reggicalze nero. Aveva visto giusto prima.
E Ryo perse il controllo della macchina guardando la coscia di Kaori.
Kaori cadde dentro l'auto e Ryo cercò di riprendere il volante, nel fare una curva bruscamente, Kaori gli si buttò totalmente addosso.

- Ryo ma che fai! Sta attento!

Incastrata tra il socio e il volante, posò le mani sulle gambe di lui.
Ryo guardò il corpo di Kaori steso su di lui a pancia in giù. Quel bellissimo corpo steso su di lui.
Kaori si stava rialzando e Ryo prese una buca. Lei ricadde nuovamente. Lui sentiva sulle sue gambe il seno di lei. Sentiva il fuoco che gli stava passando per tutte le vene, dai capelli ai piedi. Schiacciò l'acceleratore.
Kaori si dimenava per rialzarsi ma faceva molti più danni di quello che pensava.

- Ryo! Fammi alzare!

Lui non parlava. Digrignava i denti. Tra poco sarebbe scoppiato e il suo mokkori avrebbe svettato davanti a lei. La immaginava con quel maledetto reggicalze! La scena, prepotentemente, gli si riaffacciava nella testa. Lei in intimo con il reggicalze.
Reggicalze
Reggicalze
Reggicalze

Finalmente vedeva il loro palazzo. Inchiodò bruscamente. Scese dall'auto di corsa e si piegò sulle ginocchia riprendendo fiato.

Kaori seguì Ryo di corsa e si mise davanti a lui.
Ryo era completamente bianco e sudato.

- Ma che ti prende?
- Non ci credo. Non ci credo. Non è vero.
- Cosa stai dicendo? Hai preso una botta in testa?

Si rialzò in piedi di scatto. Guardò lei negli occhi.
Lei lo fissò. Quegli occhi la stavano bruciando fin dentro le ossa. Kaori si avvicinò di più e gli mise una mano sul petto.
Lui la fissò ancora con quello sguardo magnetico, da cacciatore.

- Tu, tu hai deciso di mandarmi al manicomio.
- Di che parli?
- Lo sai benissimo di che parlo. Adesso giochiamo ad armi pari.

Ryo prese Kaori, le cinse la vita e le sollevò il mento.
Un fiato, impercettibile. Ed infine la sua bocca era su quella di Kaori.
Il contatto delle loro labbra era fuoco. Divampante. Imperioso. Famelico. Divoratore.
Kaori perse il contatto con la realtà, si strofinò su Ryo e lui, per risposta, la strinse ancora di più. Non capiva niente. Dio come aveva desiderato quella donna. E ora era alla sua mercé. Quella bocca. Il suo odore. Il suo corpo. Si sentiva preda e predatore allo stesso tempo. Lei rispondeva perfettamente a quel bacio passionale. Quella donna aveva il fuoco. E lui si stava facendo bruciare.

Riuscì a staccarsi da lei quando due fari si affacciarono nel garage. Le sussurrò:

- Per oggi la nostra sfida si chiude qui, ma ne riparleremo, stanne certa...

Chissà se Eriko avrebbe mai saputo che il suo reggicalze era stata la goccia per far cadere lo Stallone di Shinjuku...