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Quattordici ore prima
Le nuove stavano raggruppate tutte insieme ad un tavolo, parlottando a bassa voce tra di loro, gettando sguardi spaventati e prudenti qua e là. Il frastuono del vassoio di Bea Smith che sbatteva contro la superficie del loro tavolo le riscosse tutte. Si sedette a capotavola e in silenzio le studiò per qualche secondo. Poggiò i gomiti sul bordo del tavolo e incrociò le dita delle mani davanti a sé.
"Come vi avrà già accennato Sue Jenkins, qui comando io. Da sole o in gruppo, se vi mettete contro di me, ne pagherete inevitabilmente le conseguenze, qui non si muove nulla senza che io lo sappia e lo approvi...", affermò in tono asciutto e deciso, "...qui non girano droghe, non gira alcool e non girano armi. Se avete delle dipendenze, l'infermeria fornisce metadone e tutti gli altri medicinali necessari. Se avete altre patologie o necessità e in infermeria vi fanno problemi, venite da me e cercheremo insieme di risolvere il problema. La dottoressa Bridget Westfall è un valido sostegno psicologico, per chi ne sentisse il bisogno. Svolge sedute settimanali di gruppo e individuali. Se avete qualsiasi tipo di problema, potete rivolgervi a Liz, che è il nostro supervisore...", aggiunse alzando un dito in direzione della donna bionda che la osservava dal lato opposto della sala mensa, "...o a me. Io ascolto tutti e sono disponibile con tutti, perché mi sta a cuore il benessere di ogni individuo che vive tra queste mura. È per questo che comando io e che tutte queste donne mi rispettano. Ma anche perché se non rispettate la mia autorità e mi fate incazzare, non ho nessun problema ad usare la violenza. Tutto chiaro?", fece una veloce panoramica tra gli sguardi delle donne allo stesso tavolo. Si rivolse alla donna alla quale Juicy aveva fatto delle avances nel cortile, "A Lucy Gambaro ci penso io, non ti darà fastidio. In caso contrario, in qualunque momento, vieni da me. Sei in debito per la protezione di cui hai bisogno, quando deciderò cosa mi serve, lo saprai. Questo vale per tutte.", concluse.
Notando l'assenza dello strano essere incontrato prima nel cortile, valutò la possibilità di chiedere spiegazioni, ma pensò che fosse più saggio chiedere a Booms e dare l'impressione alle nuove di essere già a conoscenza di tutti i loro movimenti. Senza dire una parola o aver toccato il cibo sul proprio vassoio, si alzò e portandoselo dietro si diresse verso il suo tavolo, chiese alla Anderson di lasciarle il posto accanto a Sue e le si sedette vicina. "Boomer non voltarti...", ordinò, conoscendo l'ingenuità della ragazzona, che smise di ruminare e si voltò annuendo, prestando attenzione a ciò che Bea stava per chiederle, "...stamattina, nel gruppo che hai accompagnato dentro, c'era una donna con i capelli rossi ed un ciuffo bianco, te ne ricordi?", l'amica annuì animatamente, "Si, era conciata male e il Signor Fletcher l'ha portata in infermeria.", spiegò con la bocca piena di cibo. Il boss annuì, sperando di poter incontrare la guardia prima che terminasse il proprio turno. "Ok, secondo te c'è qualche testa calda?", chiese. Il gigante la guardò con aria perplessa, masticando rumorosamente. Scosse il capo negando energicamente, ma di colpo si bloccò e il suo volto si illuminò, si avvicinò alla rossa ingoiando il boccone, "La brunetta coi capelli ricci!", le sussurrò. Bea si incuriosì, aveva capito di chi stava parlando la donna, ma la ragazza in questione le era sembrata così docile, che le era difficile credere alle sue orecchie. "Ok... da cosa lo hai capito?", "Sono finti!", bisbigliò la bruna con aria sapiente. L'altra rimase in silenzio, cercando di capire a cosa si riferisse la sua sottoposta, "È sicuramente una parrucca! Mi stupisco di te, Bea! Non facevi la parrucchiera?", la Smith serrò la mascella nel tentativo di non scoppiare a ridere in faccia al donnone e decise di non farle notare la gaffe. Fortunatamente, Sue tornò subito a concentrarsi sul vassoio da cui stava mangiando e lei poté ricomporsi senza dare nell'occhio. "Secondo te qualcuna di loro potrebbe creare problemi?", chiese in maniera più chiara. Negando con un gesto del capo, la ragazza comunicò il suo pensiero e tuffò nuovamente il cucchiaio nella montagnetta fumante di fagioli.
