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Dieci ore prima
"Signor Jackson, può spiegarmi cosa c'entrano i puffi con la metanfetamina? E chi sarebbero Walter White e Heisenberg?", Will soffocò una risata.
"Ok... vediamo... Siccome i farmaci contenenti pseudoefedrina, che è la sostanza base da cui si ricava la meth, sono venduti solo su prescrizione medica e in dosi molto ridotte, chi cucina meth non ha modo di procurarsi la quantità necessaria di principio attivo personalmente, così assume un gran numero di individui che gli procurano delle piccole dosi, poi le mette tutte insieme e le cucina. Loro sono i puffi e lui è il grande puffo. Walter White è il protagonista di una serie tv, che decide di fare soldi cucinando meth, Heisenberg non è altro che il suo pseudonimo."
"Perciò Walter White è il grande puffo, capito!", rispose convinta Bea.
"Non esattamente, lui usava altri metodi perché era un chimico professionista", precisò la guardia. Proseguirono in silenzio verso l'infermeria.
"Posso darti delle bende al collagene, aiutano la guarigione, devi lavare ed asciugare bene la parte, prima. Ah e mi raccomando, usa i guanti.", consigliò Rose Atkins voltandosi verso la prigioniera. Si accorse che la donna guardava oltre e d'istinto si girò, ancora con il materiale tra le mani. Si erano fatti portare un lettino speciale del reparto psichiatrico, per poterle legare mani e piedi alla struttura. Le avevano tolto i vestiti e coperta con un camice monouso. Bea strizzò gli occhi ed ebbe un flashback del suo periodo nel reparto psichiatrico. La stessa sensazione di allora si impossessò di lei e la paralizzò per qualche secondo.
"Bea, tutto bene?", chiese perplessa Rose. La rossa si riscosse, notò gli oggetti che l'infermiera le stava porgendo e con un sorriso piatto li prese. "Sembra tranquilla. Come mai è legata?", domandò in tono sterile, "È tranquilla!", confermò la ragazza. "La Davidson mi ha ordinato di non slegarla per nessun motivo fino a quando non la vede lo psichiatra, ma sa, oggi è venerdì e pare che il Dottor Goldberg sia a Sydney per un convegno sui disturbi dello spettro schizofrenico, quindi, fino a lunedì...", raccontò seccata. "È lucida e coerente, e come vede, è tranquilla ora, come quando è arrivata.", aggiunse in tono arreso.
Proprio in quel momento la creatura si voltò con naturalezza verso di loro. I lividi sul volto gonfio stavano assumendo una tonalità bluastra, la sclera dell'occhio tumefatto era completamente rossa, ma nonostante tutto, Bea notò che gli occhi erano di due colori differenti. Uno verde e l'altro azzurro.
"È scomodo visitarla non potendola slegare, ed è spiacevole, oltretutto. Ma mi ha fatto capire chiaramente che comprende una tale precauzione, dopo le sue azioni, e mi ha detto che capisce che sto eseguendo degli ordini!", concluse incredula.
La ragazza sulla lettiga le sorrise e tornò a osservare il soffitto proprio mentre l'altra detenuta la stava imitando, mancandone così la vista.
"Adesso devi scusarmi, è tempo che la controlli.", informò la Atkins. "Dico a Will che può scendere a prenderti.", proseguì mentre alzava la cornetta del telefono.
"La Signora Davidson ha deciso di metterla nella mia ala, magari potrei fare le veci del supervisore, per questa volta.", azzardò la donna.
Rose valutò la cosa, "Prima la visito, poi decido se è il caso.", propose sicura di sé. Bea annuì con un piccolo accenno di gratitudine. Osservò dal vetro la giovane esaminare la paziente.
"Chi è?", chiese in tono gentile Dawn quando l'infermiera aveva concluso l'esame. Rose terminò di scrivere i suoi appunti ed annuì sorridendo alla rossa. La donna si avvicinò riposando la spalla sullo stipite della porta. "Io sono Bea.", si presentò in tono ospitale. "Dawn." Rispose semplicemente l'altra. "Ok... hai bisogno di qualcosa, Dawn?", la creatura diede una rapida occhiata ai suoi arti imprigionati, "Uhm... no, direi che ho tutto quello che mi serve, Bea.", ebbe lo spirito di scherzare. Questa volta le labbra arricciate della Smith non passarono inosservate. "Bene, io e le altre ti aspettiamo su, allora.", la paziente annuì, "Non aspettatemi in piedi!", avvisò leggera mentre la donna si allontanava. Bea soffocò una risata e si avviò ad aspettare il Signor Jackson davanti alla porta di sicurezza.
