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Nove ore prima

"Col cavolo, Booms, quante volte devo ripeterti che il full batte il colore?", esclamò con pazienza Sophie. Sue lanciò le sue carte sul tavolo e incrociò le braccia con aria sconfitta. "Dai Boomer, non te la prendere, oggi è la sua giornata fortunata!", la consolò Doreen allattando il piccolo. "Ma mi ha fottuto tutti i miei marshmallow!", "Veramente te li sei giocati ed io li ho vinti! Ma se fai la brava, magari te ne regalerò qualcuno, che ne dici?", propose la biondina. "Allora, volete smetterla di fare le oche? Noi quattro qui vorremmo sapere come va a finire questo film!", si lamentò Lizzie alzando il volume del televisore. "E fate pure! Mica ci disturbate!", rispose il gigante.

Linda Miles passò camminando nel corridoio principale e lanciò un lieve cenno d'intesa alla Smith senza fermarsi, lei attese un paio di minuti prima di alzarsi dal divano, per evitare che le due ragazze nuove collegassero il suo gesto al passaggio della guardia. "Hey Bea, aspetta, dove vai? Non finisci di vedere il film?", chiese la Birdsworth. La rossa si voltò guardando Robin, "A fare due chiacchiere con Lucy, torno in cinque minuti.", informò affondando le mani nelle tasche della felpa azzurra. Sue Jenkins si alzò rumorosamente dalla sedia, ma Bea la fermò, "No Boomer, non ce n'è bisogno, faccio da sola.", la bruna rimase ferma dov'era, indecisa se replicare o meno. "Coraggio, torna a giocare!", la spronò il capo, "Ma mi sono giocata già tutti i miei dolcini! Non posso rischiare che m'inculi anche le patatine al formaggio!"

Poco dopo varcò la soglia dell'ala H6 e trovò una solitaria Lucy Gambaro che girava sonoramente il cucchiaio nella sua tazza di tè, l'anziana era voltata verso il cucinino e non si accorse subito della sua presenza. Lei si schiarì la voce, stanca di aspettare. Lucy seguitò a coccolare la sua bevanda. "Oh, eccoti qui, Boss, sei venuta ad assicurarti che io non tocchi quel bel bocconci...", la reazione di Bea fu talmente rapida che la Gambaro non capì come aveva fatto a rovesciarsi addosso il contenuto bollente della tazza e a ritrovarsi in ginocchio con la faccia schiacciata contro le ante basse del mobile. "Ti manca la sedia a rotelle, Juice?", ringhiò la donna trattenendola per i capelli e con il piede premuto sull'incavo dietro il ginocchio dell'altra. "Cazzo, Bea, stavo scherzando, ok? Dammi un po' di respiro, merda!", "Piantala di scoreggiare col cervello e respirerai benissimo!", replicò sputando saliva dalla foga. "E lavati i denti ogni tanto, Cristo!", concluse mollando la presa non prima di aver strattonato la figura che si accasciò scomposta e dolorante sulla pozzanghera di tè appena versato.

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Bea si servì per ultima per osservare l'interazione tra le altre detenute che si riempivano di cibo i vassoi, con un particolare occhio di riguardo al gruppo della Gambaro e a quello della Proctor, meno minaccioso, ora che Kaz si trovava in isolamento. Si augurava comunque che l'ultimo scontro avesse chiarito le gerarchie. Notò che Lucy non prestava la minima attenzione né a Robin, né alle altre appena arrivate. Riempito il suo vassoio, marciò in direzione del suo tavolo e si sedette tra Sue e Liz, impugnando la forchetta. "Bea... grazie per...", guardandola negli occhi, Robin indicò la schiena enorme dell'anziana a qualche tavolo di distanza. La rossa annuì masticando il suo pasto. "Mi sono fatta dare delle medicazioni dall'infermeria, più tardi Liz mi aiuterà a ripulirti quelle ferite e a coprirle bene." Informò con sguardo autoritario in direzione di Beth Walters. "Sicura che non ti serva altro?", indagò. La ragazza negò ingoiando il boccone, "No, sul serio, sono pulita, e grazie per le medicazioni.", "Ok... Perché vedi, tutte noi siamo responsabili della salute e della tranquillità del figlio di Doreen, e se per qualsiasi ragione tu dovessi cominciare a dare di matto, non ti assicuro che vada a finire bene... per te, intendo...", la istruì in tono convincente.