o.o.o.o.o.o.o.o
Joshua era pian piano migrato sempre più in basso, e ormai dormiva beato da ore a pancia in giù, di traverso sul ventre della rossa, con gli arti completamente allargati e la tutina di colore arancio, sembrava una stella marina attaccata a uno scoglio.
Doreen sorrise a quella vista mentre si avvicinava. "È la sua posizione preferita.", disse a bassa voce, arricciando le labbra carnose all'insù. Si sedette sulla poltrona vicina. "Spero non ti dispiaccia che l'abbia tenuto io... Liz dormiva in piedi.", "Oh no, lo prendo io adesso, così potrai riposare anche tu.", "No, non muoverlo, sembra così tranquillo, lasciamolo stare finché non si sveglia, ok?", la fermò la donna. L'aborigena si alzò e si diresse verso il bollitore, "Ti preparo un tè, allora!", rispose con gratitudine.
Bea tornò ai suoi pensieri. Non riusciva a capire come mai l'incontro con la strana figura di nome Dawn Graves assumesse una tale importanza nei suoi pensieri. Aveva come l'impressione che qualcosa d'importante stesse per cambiare, i suoi sensi si erano risvegliati ed erano più all'erta che mai, ma allo stesso tempo, in presenza della strana donna, le sembrava di abbassare le proprie difese, e questo la spaventava.
o.o.o.o.o.o.o.o
"Buongiorno, devo controllare le tue funzioni.", Rose le sorrise entrando nella stanza con la cartella clinica in mano. La donna distesa aprì gli occhi sbattendo le palpebre. "Buongiorno... è già di turno?", "Già." Confermò piatta l'altra. "Ok, sai dirmi come ti chiami?", chiese la Atkins mentre le controllava la reazione delle pupille con la torcia a forma di penna.
Subito udì la paziente cantilenare, "Mi chiamo Dawn Graves, oggi è sabato, mi trovo a Melbourne nel penitenziario di Wentworth, lei è l'infermiera Atkins e mi sta monitorando per una sospetta commozione cerebrale." Dawn osservò divertita l'infermiera sostituire velocemente la luce con una penna e compilare freneticamente la scala di Glasgow. "Il mio libro preferito è l'Azteco... Ah, dimenticavo, siamo nel 2016. Ora muovo il piede destro...", incalzò sfoggiando le proprie abilità motorie, "... ora la mano destra e ora la sinistra.", dopodiché scoppiò in una fragorosa risata.
"Così mi sballi la risposta verbale, dobbiamo ripeterlo?", domandò paziente la brunetta. "Ok, ok scusa, ma era una scena troppo comica, non sono riuscita a fermarmi, pardon, sono lucida. Tu domandi, io rispondo. Ok.", si affrettò la donna serrando le labbra. Rose vagliò la situazione, "Bene, direi che è sufficiente.", si arrese con un sospiro. Si allontanò calcolando il risultato del test e l'appuntò sulla prima pagina della cartella, contemplando la sfilza di numeri "15", cui aveva appena aggiunto l'ennesimo, la ripose sulla scrivania.
o.o.o.o.o.o.o.o
"... insomma, avrebbe potuto sfregiarla per bene, avrebbe potuto ammazzarla... e invece che ha fatto? Si è tagliata i polsi per finire in ospedale! Poi è scappata ed è andata dritta a sparare in testa a quel figlio di puttana! Cazzo, io almeno prima mi sarei fatta un vero hamburger e due pinte di birra... e una scopata... ah si! E un mega gelatone con la granella di noci pecan sopra e poi anche...", "Boomer... ti prego...", la fermò Lizzie, prima che venissero strane voglie a tutte.
"Tu almeno una bella bistecca te la sei pappata, mentre eri fuori...", rinfacciò imperterrita la ragazzona, "... e dimmi, dimmi... com'era? Ti prego dimmi che era al sangue... ma con una bella crosticina croccante... e col sale che ti scricchiolava fra i denti... uhm... e tenera come il bu...", "Basta Booms, ti prego!", scongiurarono le compagne vecchie e nuove tra le nuvole di vapore del locale docce, proprio mentre Bea le raggiungeva con la divisa intrisa di sudore, per via dei consueti esercizi mattutini.
"Hey, ciao boss, stavo giusto raccontando alle ragazze di quando hai fatto fuori quella troia di Jacs e il bastardo di suo figlio...", raccontò Sue con orgoglio, mentre Bea in silenzio depositava gli abiti azzurri puliti e piegati sulla panca e si sfilava di dosso quelli da mandare in lavanderia, "Dimmi solo una cosa, capo, ma perché non ti sei fermata da Mr Burg...", "BOOMER!", gridarono all'unisono le altre schiaffeggiandola con i loro asciugamani.
o.o.o.o.o.o.o.o
Bea si sedette vicino a Liz a ridosso della grande aiuola, ad osservare le altre compagne schiamazzare attorno a una palla da basket.
"Tutto sommato questa mandata sembra abbastanza gestibile.", ragionò la bionda in riferimento al nuovo gruppo. La Smith annuì distrattamente, contemplando l'interazione tra le donne. "Però c'è ancora qualcosa che non ti convince.", indovinò la più anziana. L'altra staccò un lungo filamento d'erba dall'aiuola dietro di sé, se lo cacciò in bocca e iniziò a mordicchiarlo, mentre confermava annuendo nuovamente.
"Una di loro è stata spedita direttamente in infermeria, sicuramente non ce la manderanno fino a lunedì. La Davidson è prudente, pare che sia molto pericolosa. E l'ha assegnata a noi.", la Birdsworth annuì vistosamente, "La donna col ciuffo bianco... una figura così particolare non passa inosservata.", confermò. "E ti è sembrata pericolosa?", chiese il boss curiosa. La donna allargò le braccia mostrando indecisione, senza pronunciarsi. "Ha ammazzato due uomini, di cui almeno uno a mani nude, una guardia del furgone. Un terzo si è salvato. Parole della direttrice.", "E tu hai piantato una biro alla giugulare di una mafiosa assassina e hai sparato in testa ad un tossico omicida.", - touché -, pensò Bea. "Io l'ho incontrata, in infermeria, insomma... ha persino scherzato! Sembra davvero inoffensiva... Sai cosa c'è Liz? Io sono davvero stanca di fare la parte dell'orco quando mi devo presentare!", concluse lasciando il filamento verde in balia di una folata di vento.
"Nessuno te lo chiede Bea, basta restare vigili e agire alle prime avvisaglie.", la rassicurò la donna. "È proprio questo il fatto!", la più giovane si voltò per poterla guardare negli occhi, mentre tentava di spiegarsi, "Persino con Boomer e a volte ancora con Doreen e Sophie mi aspetto l'imprevedibile, con te e Maxine è un altro discorso. Ma con tutte le altre la guardia non l'abbasso mai, vecchie e nuove che siano. Mi viene spontaneo, anche se non ero così, un tempo. Con questa qui invece, faccio fatica a ricordarmi che non la conosco affatto. Devo tenere a mente costantemente di mantenere alte le difese e mostrarmi dura, e mi accorgo puntualmente che non ci riesco, e quando me ne accorgo, m'incazzo con me stessa!", finì in tono esasperato.
"Tu hai troppa poca fiducia nel tuo istinto, Bea... Insomma, va bene mantenere la guardia alta, ma a volte non serve, insomma, a volte bisogna lasciare che le cose accadano, prima di poter reagire adeguatamente, mi segui?", spiegò comprensiva. "Vuoi sapere cosa mi dice la mia pancia in questo momento?", chiese la rossa, "Di andare da tua figlia e chiederle in prestito quel lettore musicale, e sai perché? Perché quella donna in infermeria è legata al letto da ieri e si starà annoiando a morte!", spiegò. Liz chiamò Sophie facendole cenno di avvicinarsi. Si voltò verso Bea, non era una buona idea farle da portavoce. "Hey, mi chiedevo se potessi prestarmi quello per qualche giorno.", disse gentilmente indicando il piccolo dispositivo. "Ti prometto che ne avrò cura, in caso contrario te ne farò portare uno migliore da Franky.", le assicurò. "Ok, nessun problema.", rispose sinceramente la giovane sfilandosi gli auricolari e arrotolando il filo attorno al lettore. "Non avevo idea che ti piacesse il metal!", aggiunse porgendolo al boss, si voltò e corse via chiamando la palla. Liz era orgogliosa della sua generosità, "Visto? È un bel gesto Bea, di che ti preoccupi?", la consolò con una pacca sulla spalla.
