Riposto il vassoio con gli avanzi del pasto appena consumato, Bea si avvicinò alla guardiola presidiata da Vera Bennett e Matthew Fletcher. "Signorina Bennett, vorrei sapere se è possibile far visita a Dawn Graves giù in infermeria, le ragazze ed io vorremmo lasciarle un po' di musica per metterla a suo agio.", spiegò mostrando il lettore di Sophie. "Aspetta di là Smith, chiedo il nullaosta alla direttrice.", si offrì la guardia già con la cornetta in mano. La rossa obbedì allontanandosi.
Come la volta precedente, Dawn se ne stava tranquilla contemplando il soffitto, ma il boss notò una smorfia di fastidio sul suo viso. Percependo un movimento, la donna si voltò nella sua direzione. "Mi dispiace, ho fatto tardi e sono rimasta chiusa fuori.", scherzò. Bea mostrò un sorriso trattenuto, "Come te la cavi?", "Non vedo l'ora di farmi una sana dormita!", "A chi lo dici!", replicò torcendo il filo del dispositivo nella sua tasca. "Nottataccia anche la tua? ... Te l'avevo detto di non aspettarmi in piedi!", replicò con un sorriso contagioso. "Una delle ragazze ha un bambino piccolo, mi sono occupata di lui mentre lei riposava.", spiegò trattenendo un'altra espressione felice. - Ma perché cavolo glie lo sto raccontando!? - si chiese subito dopo sentendosi tradita da sé stessa. "Toccherà anche a me? Perché non sono tanto sicura di saperci fare con i mocciosi.", l'avvertì torcendo il busto con una smorfia di dolore. "Oddio, questa posizione sta diventando veramente insopportabile. Ho bisogno di sgranchirmi le gambe. Di muovermi, cazzo!", si lamentò affannandosi. "So come ci si sente, cerca di non farti prendere dal panico. Se ti mostri agitata, allora sì che ti terranno legata.", le consigliò l'altra, sapendo che non era ancora a metà del weekend. "Beh, sto esaurendo le mie risorse.", ammise la paziente. La rossa sfilò la minuscola radio dalla tasca. "Beh, questo è in prestito da tutte noi... Magari ti distrae per un po'.", le disse con cordialità appoggiandole l'oggetto sul palmo della mano, le sistemò gli auricolari alle orecchie e fece un passo indietro. La Graves premette il tasto 'play' sul lettore. "Ommioddio ma che roba è!?", chiese con una smorfia disgustata dopo pochi secondi. Bea inclinò la testa da un lato, indecisa se prenderlo come l'ennesimo scherzo. "Grazie, davvero... Sicuramente aiuterà.", la rassicurò muovendosi ancora con un'altra smorfia.
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"Certamente se continua a stare legata prima o poi avrete bisogno di sedarla! Lei ha una vaga idea di cosa vuol dire non poter muovere un muscolo per ventiquattr'ore? E lei si aspetta che questa poveraccia stia ferma per settantadue? Questa a casa mia si chiama tortura!", confermò spazientita la donna al cospetto della Davidson. "Smith!", l'ammonì Vera, intimandole di abbassare i toni. Bea si ricompose, "Direttrice, l'ha vista di persona e sia l'infermiera Atkins sia il collega del turno di notte le hanno confermato che non ha manifestato alcun segno di aggressività da quando è arrivata!", Erica posò la penna con la quale stava giocando nervosamente, "Le permetterò di muoversi solo sotto la presenza di due guardie, per pochi minuti, ogni ora. Se il suo comportamento rimarrà docile, più tardi deciderò se passare alle manette. Non posso fare di più Smith.", concluse e prima che Bea potesse replicare, la donna stava già rivolgendosi alla sua vice. "Voglio Jackson e Fletcher a gestire questa emergenza.", Vera annuì decisa e fece cenno alla prigioniera di seguirla.
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"Dovrebbero lasciare che si soffochi la prossima volta che ci prova!", giudicò disgustato Matthew. "Con tutta la sofferenza che ha causato, sarebbe troppo comodo andarsene così Fletch.", replicò Will con convinzione. "Allora speriamo che non le venga mai in mente di dichiarare lo sciopero della fame, altrimenti saranno costretti a sospendere l'alimentazione forzata.", considerò il più alto. "T'immagini i titoli sui giornali? 'IL MOSTRO DI WENTWORTH IN PROTESTA'.", recitò.
"Ah, eccovi!", esclamò Rose sorridendo alla paziente. "La signora Davidson mi ha informata pochi minuti fa, ha detto che devo lasciarla a voi.", chiese conferma l'infermiera. "È solo una precauzione.", precisò Will sorridendo alla paziente. "Sarai un po' indolenzita ed anche se sei fuori pericolo per la commozione, c'è il rischio che tu abbia qualche vertigine, quindi, cerca di muoverti lentamente.", raccomandò la giovane, aspettando che l'altra annuisse, dopodiché si allontanò chiudendo la porta vetrata dietro di sé.
Dawn si stupì della gentilezza dei due agenti, che l'aiutarono a mettersi in piedi dopo averla slegata. Le permisero di stiracchiarsi e muovere i muscoli per qualche minuto, prima di invitarla di nuovo a stendersi e assicurarla alla branda. Dawn li ringraziò gentilmente e fu sorpresa alla notizia che sarebbero ripassati più volte nel corso del pomeriggio. Aveva il sospetto che questa svolta di eventi avesse a che fare con la rossa e si ripromise di ringraziarla personalmente alla prima occasione.
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Non aveva avuto modo di incrociare né il signor Jackson né il signor Fletcher, prima che terminassero il loro turno e adesso la curiosità di sapere come era andata a finire in infermeria la disturbava un poco. Per distrarsi ed ammazzare il tempo prima di andare a dormire, pensò di chiedere a Boomer di raccontargli la storia di questo Walter White. Il donnone si animò all'istante e si accasciò pesantemente sul divano, eccitata al pensiero di raccontare la sua serie tv preferita. Anche tutte le altre compagne del braccio si unirono per ascoltare la storia, fortunatamente Liz ebbe il tempo di avvertire Beth e Robin di fare le serie e non interromperla. La ragazza fece un profondo respiro e cominciò a narrare gesticolando animatamente.
Allora c'è questo tizio che fa il maestro di chimica ad Albany... no, no aspetta, Albu... Insomma in Messico! ... O negli U.S.A.? ... Vabbè in mezzo al deserto! Insomma, un giorno mentre lava la macchina sviene e il dottore mentre mangia un hot-dog alla senape gli dice che c'ha il cancro. Allora lui pensa al figlio zoppo che non sa come lasciargli i soldi prima di morire, allora va dal cognato che fa il poliziotto e gli chiede come si fa a fare i soldi con la droga. Poi incontra uno che aveva conosciuto a scuola e gli dice se vuole entrare nel giro. Insomma cominciano a cucinare 'sta roba blu ma litigano sempre perché Jessy è un cialtrone e fa sempre casino. Pensa che un giorno ha sciolto un morto nella vasca con l'aceto ed è cascato il soffitto! Insomma quando comincia a diventare famoso si fa chiamare Heisenberg in onore del più grande spacciatore dell'epoca di Al Capone. Poi rubano un treno pieno di una medicina che gli serve per cucinare e mettono su una grande cucina. Insomma gente, erano davvero forti!
A quanto pareva Sue aveva concluso il suo racconto, Bea si guardò in giro, notando le compagne trattenere le risa, e anche se non aveva capito nulla del racconto di Sue, non poté fare a meno di cedere alla curiosità. "E come va a finire?", chiese, sporgendosi verso la narratrice. "E io che stracazzo ne so? Mi hanno arrestato!", le ragazze nuove non si trattennero più e scoppiarono a ridere sguaiatamente. Bea si voltò con un'espressione di rimprovero e le risa si spensero magicamente. Si alzò posando una mano sulla spalla della Jenkins, che aveva assunto un'espressione offesa. "Grazie Sue, magari una di queste sere mi racconterai qualche altra storia. Io vado a leggere un po'.", e dando le spalle al gruppo, una punta di tenerezza verso la ragazzona le strappò un sorriso sincero.
