Passare la notte potendo dormire senza interruzioni e per giunta potendo muoversi quasi liberamente l'aveva notevolmente ricaricata. Aveva persino scoperto che qualcuna delle canzoni sul piccolo lettore aveva un suo perché. Con gli auricolari alle orecchie, osservò l'infermiera Atkins fare il suo ingresso nella camera.
"Buongiorno, sono stata appena informata che lo psichiatra è dovuto rientrare nella nottata per un'emergenza e potrà visitarti in mattinata.", l'avvisò. "Oh, bene.", rispose la donna, spegnendo il dispositivo elettronico. "Poi potrò lasciare l'infermeria?", chiese ottimista. "Stavo giusto per avvisare la direttrice e chiedere istruzioni a lei, temo voglia discuterne personalmente con il dottor Goldberg e visto che oggi è a casa, non so se si accontenterà di parlarci al telefono.", spiegò con prudenza.
Passò nella stanza adiacente, compose un numero sulla tastiera del telefono e dopo qualche attimo informò la direttrice delle ultime novità.
o.o.o.o.o.o.o.o
"Bella domenica di merda! Io volevo fare il mini torneo tre contro tre!", si lagnò Sue rimestando la sua colazione. "Eddai Booms, la giornata è lunga! Magari smetterà di piovere!", la consolò Liz. "E a te che te ne frega, che nemmeno giochi!", ringhiò l'altra. "Hey! Non fare la cafona Sue! Non è per niente carino, sai? Sei proprio una lagna oggi! Che c'è, hai le mestruazioni?", scherzò Doreen.
La ragazzona la guardò stupita, facendo cadere il cucchiaio nella ciotola. Spruzzi di latte inondarono il tavolo. Il faccione della donna mutò in una smorfia cupa, le labbra tremolanti si piegarono all'ingiù, la fronte si corrugò e gli occhi s'inumidirono. "Siiiiii! E poi quella puttana di mia sorella è andata via per il weekend con quel finocchio del mio ex, e doveva portarmi la cioccolata e il vegemite e i marshmallow oggiiiii! E Franky si è scordata di meeeee!", singhiozzò mentre due goccioloni enormi rotolavano giù dalle guance tuffandosi con un sonoro 'plop' nel bianco della ciotola.
"Che ne dici se dopo ti faccio assaggiare la pappa alla frutta di Joshua, Sue? È buona, sai?", si affrettò a consolarla l'aborigena passando un braccio attorno alle sue spalle. "Hey Booms, magari troviamo un bel film da vedere alla tv! Da ridere però eh!", aggiunse Bea sorridendole comprensiva. Liz si alzò per andare a recuperare un po' di tovaglioli e le si avvicinò con premura. "Tesoro, Franky non si è scordata di te, ma lo sai che sta studiando molto!", la rassicurò la bionda asciugandole le guancione. "Sai cosa facciamo io e te, se non smette di piovere? Ce ne stiamo tranquille tranquille nel nostro salottino e ti insegno a fare un bel cappellino di lana! Per Joshey, ok?", "Ma io voglio fargli le scarpine!", Lizzie alzò gli occhi al cielo, "Vedi cara, il piccolino cresce a vista d'occhio, tempo che le scarpette sono pronte e avrà i piedini troppo grandi!", spiegò la più anziana in tono convincente. La mora sembrava aver compreso, si strofinò gli occhi con il dorso delle mani e lasciò una lunga scia di moccio sulla manica della felpa, poi spalancò gli occhi in un momento d'illuminazione, "E non possiamo farle con gli elastici al posto della lana?"
o.o.o.o.o.o.o.o
"Io comunque quel pupazzo rosa che galleggia nella piscina di Walter non l'ho mai capito!", confessò Sue a Beth. "Praticamente il pupazzo rosa è legato al disastro aereo!", spiegò la biondina. "Ma quello non succede dopo?", domandò sempre più confusa la ragazza.
Bea sorrise tra sé, ascoltando la conversazione che giungeva dal salottino. Chiuse il libro e pensò che fosse il momento buono per fare una sorpresa a quella tontolona. Frugò sotto il letto e tirò fuori una busta trasparente. Chiamò Boomer e udì subito il fracasso della sedia nel salottino e pesanti passi avvicinarsi alla sua cella. Il donnone fece capolino dalla porta socchiusa. "Entra, avanti!", la invitò, "E chiudi la porta, per favore." L'espressione curiosa della ragazza mutò improvvisamente facendosi preoccupata. "Ho combinato qualcosa che non dovevo?", chiese timidamente. "No!", la rassicurò la rossa, porgendole l'involucro. "L'avevo da parte per i momenti tristi.", la donna sgranò gli occhi alla vista della barretta Reese, ma rimase muta, indecisa su come reagire. "Avanti, prendila Sue!", le sorrise il capo. Scosse il braccio, facendo scricchiolare la bustina.
Dopo ancora qualche attimo d'indecisione, Bea scomparve nell'abbraccio del gigante. "Oh Bea, grazie, grazie! Oggi ne avevo proprio bisogno, grazie capo!", esclamò commossa mentre tirava su col naso. La rossa cercò di muoversi, ma si rese conto che senza esercitare la forza era impossibile. "Su, mangiala prima che ti si sciolga in mano!", la esortò. Booms si staccò all'istante e strappò con foga la confezione della merenda. "Facciamo a metà!", propose. In quel momento udirono la voce di Linda Miles chiamare Bea dal salottino, subito si affrettarono alla porta.
Appena oltre le sbarre che delineavano l'ala H2, Linda Miles attendeva in compagnia di una Dawn Graves in tenuta azzurra. I lividi sul suo viso stavano diventando gialli e l'occhio era visibilmente migliorato. La donna sorrise serrando le labbra, sostenendo il recipiente bianco fornito dal carcere.
"L'affido a te, visto che Birdsworth è in sala visite.", la rossa annuì alla guardia, che si allontanò.
"Vieni!", invitò la Smith facendole cenno verso il cucinino. "Facciamoci un tè, che ne dici Dawn?", propose avviandosi seguita dall'enorme amica che teneva ancora metà barretta per mano. "Questa qui è Sue, e lei è Beth, è arrivata con te.", "Mi chiamano tutti Boomer.", precisò la mora mentre la nuova arrivata si liberava le braccia e si avvicinava al tavolo. "Ciao a tutte!", salutò. La Jenkins si ricordò della sua cioccolata e si guardò le mani, si cacciò una delle due metà in bocca. "Tieni! … Per il dolore...", offrì mansueta indicando il volto livido della donna. "Grazie!", rispose la nuova arrivata con cortesia. Metà della cioccolata che ricopriva il dolciume era rimasto appiccicato alle enormi mani della donna, che adesso era concentratissima a ripulirsele usando la lingua per non sprecare in prezioso tesoro.
"Com'è che ti hanno spostato di domenica?", chiese curiosa la rossa, mentre si sedeva offrendo la calda bevanda a tutte. "Lo psichiatra è rientrato stanotte per un'emergenza e Rose lo ha convinto a visitare anche me. Mentre era al telefono con la direttrice ho sentito parlare di alimentazione forzata, hanno nominato una certa… Ferguson, è possibile?".
"Quella Ferguson?", chiese con animazione Beth sgranando gli occhi in direzione di Bea, che annuì con un cenno sbrigativo. "Prima o poi questa storia dovete raccontarmela per bene!", affermò mescolando il suo tè.
"Non ho capito, è anoressica?", chiese il donnone. "Non credo Booms, credo che abbia solo smesso di mangiare.", ipotizzò il boss. "Era vostra amica?", domandò ignara la Graves. Le tre la guardarono ammutolite, indecise se fosse o meno una battuta.
"È per questo che hai quel ciuffo bianco? Vieni da un altro pianeta per caso? O hai solo preso un brutto spavento da piccola?", incerta su come rispondere alla biondina, la donna preferì prenderla in parola, "Ci sono nata.", spiegò senza particolare enfasi.
"Davvero, ma da dove vieni?", interrogò incredula Sue. "Ok, sentite… io non lo so chi sia questa Ferguson, ok? Ma intuisco che debba essere famosa. Mi hanno arrestata dopo pochi giorni che ero a Melbourne. Vivevo ad Adelaide.", puntualizzò mostrando le mani in tono innocente.
"Cioè, tu non sai un cazzo di tutto quello che è successo qui a Wentworth qualche mese fa? E comunque, perché ti hanno presa?", incalzò il donnone. "Omicidio.", tagliò corto l'altra. Bea si sporse verso di lei con espressione diffidente, "Allora come mai mi fissavi quando ti hanno portata dentro insieme alle altre?", replicò in tono freddo.
"Che ne so, ti guardavano tutte, non capivo perché, ero curiosa, immagino…", rispose con un pizzico di strafottenza. Era irritata e sorpresa da quelle domande inquisitorie, soprattutto perché la persona che aveva avuto occasione di conoscere in infermeria non le era sembrata così cinica. Stanca dell'interrogatorio, si alzò recuperando il suo contenitore, prese il lettore e l'appoggiò sul tavolo vicino alla rossa. "Grazie per il prestito.", disse cercando di mantenere un tono gentile. "Dove posso mettermi?", Sue le indicò in silenzio quella che un tempo era stata la cella della sua amica Franky. Dopo un breve cenno di gratitudine, raggiunse il suo alloggio e chiuse la porta dietro di sé.
o.o.o.o.o.o.o.o
"A scuola ci spiegavano proprio l'isolamento culturale interno del territorio australiano, insomma, non è così semplice, per uno che vive ad Adelaide, ad esempio, sapere cosa succede a Sydney, ogni grande città ha la sua testata locale, abbiamo una sola testata nazionale, che non ha una gran tiratura, ammettiamolo… quello che voglio dire è che le notizie non girano come ci si potrebbe aspettare, a meno che non le si vada a cercare, questo è ovvio! Insomma, non è strano come può sembrare che non sapesse di cosa stavate parlando.", affermò in tono convinto Sophie. Lei, la madre e Doreen erano appena tornate dalla sala visite ed avevano saputo della novità.
"Perché non le facciamo semplicemente leggere l'articolo con l'intervista a Franky?", propose la più anziana, chiedendo a Boomer di andare a prendere la pagina dell'Herald Sun che custodiva gelosamente. "Le faccio anche fare un giro, così comincia ad ambientarsi.", informò rivolta a Bea che annuì con sguardo assente. "Se me lo sciupi giuro che ti…", minacciò il gigante mostrando il pugno con aria ostile.
