Non aveva mai visto Bea così animata, erano tutte emozionate, tranne lei e Beth, che erano solo curiose di conoscere di persona Maxine Conway. Avevano saltato l'appuntamento nel cortile per accoglierla tutte insieme al suo ritorno dall'isolamento e adesso non stavano zitte né ferme un attimo. Dawn era divertita e intenerita da quella scena. Finalmente, nel silenzio della struttura deserta a causa dell'ora d'aria, udirono il rumore della porta esterna che si apriva e si chiudeva subito dopo, e il suono di passi che si avvicinavano. Accompagnata dalla Signorina Bennett, la Conway varcò la soglia dell'ala H2 e fu travolta prima da Bea, che l'abbracciò e poi dalle altre che la circondarono con un calore che di rimando si espanse anche a lei.

Notò la Bennett osservare la scena, dall'espressione sul suo volto sembrava invidiosa di quell'accoglienza, presto l'agente distolse lo sguardo e si allontanò. Le avevano raccontato degli aneddoti sulla donna, e dopo quello che aveva letto sull'articolo, provava pena per lei.

"Guarda come ti sono cresciuti i capelli, piccola! Più tardi te li sistemo!", le disse Bea accarezzandole la chioma scura e tirando su col naso.

"Oh tesoro, sei dimagrita troppo!", esclamò preoccupata Lizzie. "Bentornata Max!", le sorrise Doreen mettendole il piccolo tra le braccia.

"Oddio com'è cresciuto!", parlò finalmente la donna visibilmente commossa dall'affetto delle compagne.

Quando la trepidazione pian piano scemò, la matrona Birdsworth presentò alla Conway i nuovi membri della famiglia e la mattinata passò tra dimostrazioni d'affetto e aggiornamenti vari. Boomer aveva riempito il tavolo di tutto il cibo confezionato che aveva a disposizione, nel tentativo di far recuperare i chili persi a Maxine tutti in una volta.

"Hey Max, assaggia questo, è buonissimo!", suggerì il donnone mentre masticava. "Booms, guarda che non funziona così!", Dawn ottenne la sua attenzione, ma lo sguardo dell'altra era perplesso, "Maxine non riprenderà i chili persi per procura!", "Graves, ma cosa dici!? Era in isolamento! Mica in procura! Hanno le celle d'isolamento in procura?", domandò con un velo di dubbio. "Se quella roba la mangi tu, ingrassi tu, non Maxine!", "Lo so, mica sono tonta! Ma le devo far vedere che non ho intenzione di avvelenarla, no?!", finì cogliendo finalmente lo scherzo.


Bea spuntò l'ultima ciocca di capelli a Maxine, con le forbici che Franky aveva fatto sparire dalla cella di Jacs, prima che venisse ripulita dal sangue.

"Non avevi mai incontrato qualcuno che ti piacesse a pelle, prima?", chiese rilassata Maxine, "Sinceramente no! Sono sempre stata piuttosto diffidente, lo ero anche con te all'inizio, pensavo fossi stata mandata dagli Holt, ricordi? Ma non è solo il contesto in cui ci troviamo ora, sai... È qualcosa che probabilmente risale all'esperienza con mio marito. Socializzare non è mai stata un'opzione, per me.", ammise. "Perciò la mia reazione di apertura verso di lei mi ha spiazzata.", spiegò.

"Beh, mi pare che comunque vi abbia dimostrato da che parte sta, si è inserita e sta dando il suo contributo, ed è apprezzabile il fatto che ti abbia detto in faccia che ti rispetta per la persona che sei e non perché ti teme, non trovi?", osservò la mora ad occhi chiusi, abbandonandosi alle attenzioni della parrucchiera. "Sembra una persona molto aperta, devo dire che ha fatto un'ottima impressione anche a me.", aggiunse. "Pensa che quand'è arrivata la tenevano bloccata ad un lettino psichiatrico perché sostenevano che era molto pericolosa!", raccontò la rossa. "Beh, vista la sua maestria con le arti marziali, lo immagino!", "Si ma non lo è! Avresti dovuto vederla, in infermeria, se ripenso a quando hanno legata me in quel modo! Credevo d'impazzire davvero! Lei è rimasta calma tutto il tempo. Anche quando ci mostra le sue tecniche, si concentra soprattutto sulla difesa... ho il sospetto che non abbia avuto una vita facile... e devo ammettere che sarei curiosa di conoscere la sua storia.", ammise. "Quando sarà pronta ne parlerà, Bea... dalle tempo...", la rassicurò l'altra.


"È stata nella cella affianco alla tua per tutto il periodo dell'isolamento, che cosa c'è da aspettarsi da Kaz e dal suo gruppo?", chiese Liz rivolgendosi alla Conway. La donna smise di mangiare posando la forchetta, si pulì le labbra tamponandole delicatamente col tovagliolo e bevve un sorso d'acqua prima di rispondere. "Sappiamo benissimo che odia gli uomini, non potete neanche immaginare quante me ne ha dette durante tutto il tempo.", scherzò fingendo noncuranza. A Bea si strinse il cuore al pensiero di ciò che aveva dovuto sentire l'amica.

"Dobbiamo proteggerti, Maxine.", dichiarò Dawn. "Ha ragione.", ammise il boss annuendo, mentre Max scuoteva il capo. "Dobbiamo coprirci tutte l'un l'altra.", precisò il braccio destro. "Partiamo dal presupposto che non possiamo girare da sole e che tutto il gruppo deve sempre sapere esattamente dove si trovano le altre.", propose Doreen, pensando al figlio che doveva proteggere. Tutte annuirono in segno di approvazione.

"Le ragazze dell'H1, 3 e 4 terranno gli occhi aperti e le orecchie tese, perché è anche probabile che Kaz si aggreghi a Gambaro.", informò Liz. "Non è da escludere, ma dubito che accadrà. Kaz è accecata dalle apparenze... e... beh... siamo oneste... Gambaro è più uomo di me!", continuò in tono scherzoso Conway per alleggerire l'atmosfera. Boomer scoppiò in una grassa risata.

"Max! Tu non sei un uomo!", le disse decisa Dawn. Maxine le coprì la mano con la sua. "Sei un tesoro Dawn, davvero, ma so perfettamente cosa vede la gente come la Proctor. Ho imparato a non dar loro peso.", la rassicurò con un sorriso sincero. "Io non credo che sia così improbabile che cerchi appoggio in Lucy, se non ne troverà altrove, e ricordiamoci anche che Lucy è sempre alla ricerca di un modo per portar dentro della droga.", rifletté la Smith, osservando con noncuranza le occhiate che le giungevano dai gruppi che aspiravano alla supremazia. "Allora dobbiamo sapere come se la cavano le detenute in disintossicazione, potrebbero essere facilmente manipolate.", ragionò Liz concordando col ragionamento.