"Anderson!", ammonì Will, "Scusi Signor Jackson.", obbedì la donna rallentando la propria andatura. Entrò trafelata nel salottino. "Dov'è Bea?", chiese. "Che succede Doreen?", domandò allarmata la rossa sulla porta della sua cella. "Ho assolutamente bisogno che tu mi sistemi i capelli domani!", implorò.

"Santo cielo Dor! Ci hai fatto prendere un colpo!", s'intromise Liz con una mano sul petto. "Scusate, avete ragione! È che domani viene a trovarmi Nash!", "Doreen, viene tutte le settimane, ma non hai mai fatto queste scene!", osservò Sue cullando goffamente il piccolo. "Si, ma poi starà via per un mese!", informò, "Deve partire per Adelaide, per un lavoro! Oddio e io come faccio?", La bionda le andò vicina, circondandola con un braccio. "Cosa vuoi che sia un mese? Vedrai che passerà ancor prima che tu te ne renda conto!", la consolò massaggiandole le spalle.

Dawn non si mostrò molto interessata alla conversazione, ma quella notizia non le passò affatto inosservata. "Oh, non so cosa darei per una bottiglia di vino della Barossa Valley!", aggiunse la Birdsworth suscitando lo sguardo di ammonizione da parte delle compagne, "Ok... niente alcool! Scherzavo!"


"Bellezza, non credo che ci abbiano mai presentate ufficialmente!", parlò in tono suadente Lucy Gambaro, facendo scivolare il proprio vassoio accanto a quello di Dawn, che si stava servendo. La donna continuò a scegliere il suo pranzo, sentendo su di sé lo sguardo dell'anziana. "Ho notato un certo feeling tra te e il boss... personalmente, trovo che sia piuttosto asessuata… che mi dici, ci sa fare a letto?", la donna si voltò guardandola con pena.

"Ma che stai dicendo!", non era una domanda. "Secondo me dovresti provarci... potresti guadagnarci qualcosa in più che una bella scopata… sai... un po' di distrazione e potremmo far entrare un qualcosa… le mie ragazze stanno impazzendo... e tu ti prendi il trenta percento, che ne dici?", propose con un sorriso viscido sollevando un sopracciglio. Dawn si allontanò senza degnarla di una risposta.

"Cosa voleva?", chiese Bea, fissando Lucy. "Niente di cui preoccuparsi.", tagliò corto l'amica sedendosi.


Dawn trovò Doreen davanti agli scaffali della biblioteca, che riordinava alcuni volumi. Guardandosi in giro, notò un paio di detenute allo stesso tavolo, che stavano consultando una serie di tomi e un altro piccolo gruppo radunato davanti alla sezione narrativa.

"Hey Doreen.. Posso parlarti un attimo?", chiese sottovoce. La giovane madre depositò lo spesso libro che aveva in mano sul carrello di fianco a sé, "Certo!", e sorridendo le si avvicinò. "Ho bisogno di un grosso favore.", la informò, Doreen annuì attenta. "Ho sentito che domani verrà il tuo ragazzo... mi chiedevo se può consegnare una cosa per me su ad Adelaide.", l'aborigena incrociò le braccia con aria diffidente, nonostante la donna fosse ormai diventata un valido sostegno e una piacevole compagnia, doveva ammettere che non sapeva nulla del suo passato.

"Mi dispiace Dawn... Ma non voglio che finisca nei guai.", si giustificò scuotendo il capo. La donna alzò le braccia per interromperla. "Aspetta, per favore, fammi finire!", continuò, "Devo del denaro ad una persona cara, ma sono soldi puliti, lo giuro! Li ho nascosti in un posto sicuro, al Memorial Cemetary, a Melbourne. Ho bisogno che lui li recuperi, può tenersi la metà, per il disturbo...", tirò fuori un biglietto ripiegato e glie lo porse, "Qui ci sono le istruzioni per trovarli, un nome e un indirizzo di Adelaide, ti giuro che soldi puliti, per favore...", la pregò. La Anderson prese il biglietto con riluttanza. "Ok, gli darò il biglietto, ma non posso prometterti niente.", precisò. "Ok! Lo capisco, davvero... grazie, Doreen. E a prescindere da cosa deciderete, ringrazia anche Nash.", sorrise riconoscente l'altra, prima di voltarsi ed uscire dalla biblioteca.

"Just!", chiamò, dopo essersi assicurata che la donna fosse ormai lontana. "Dimmi Anderson.", "Va a dire a Bea che ho bisogno di parlarle e sii discreta.", la ragazza obbedì senza chiedere spiegazioni. Passarono meno di dieci minuti ed era già di ritorno.

"Che succede?", chiese il capo avvicinandosi. Si spostarono tra due scaffali per avere un po' di privacy. "Dawn mi ha chiesto di farle un favore.", la informò prima di raccontarle cosa fosse avvenuto poco prima. La rossa rimase pensierosa, ricordandosi del piccolo episodio cui aveva assistito poche ore prima nella sala mensa. "Sono preoccupata, Bea... e se Nash finisce nei guai?", "Hai fatto bene a dirmelo... penserò a qualcosa, comunque abbiamo tempo fino a domani.", la rassicurò.


Tornata nell'H2, non degnò nessuna di un sguardo, entrò dritta nella propria cella e sbatté la porta dietro di sé.

"Che le prende?", chiese Boomer arrotolando distrattamente un residuo di muco secco tra il pollice e l'indice. "Quando Artie era piccolo, mia suocera era solita dirgli 'Falle quadrate, che rotonde non sono più di moda'!", l'ammonì Lizzie. Max mollò il mazzo di carte e si alzò.

Bea si buttò sul letto con le mani nei capelli. Non poteva credere che Dawn stesse tramando qualcosa con il gruppo della Gambaro. Maxine entrò senza bussare richiudendo la porta, "Bea, che succede?", chiese preoccupata sedendosi con grazia sul letto. Osservò le narici della rossa dilatarsi mentre respirava pesantemente a bocca chiusa e la mascella le si contraeva ritmicamente, era furiosa. "Graves e Juice. Hanno qualcosa in mente.", rispose rabbiosa arricciando il labbro superiore. "Dawn?", chiese incredula la mora, stranita dal fatto che l'altra l'avesse nominata per cognome. "Spiegami cosa ti ha portato a questa conclusione."

"Non avrei dovuto fidarmi di lei così presto!", ammise dopo averle raccontato di Doreen e ricordandole della scena all'ora del pranzo. Si alzò di scatto diretta alla porta. L'altra la bloccò per un braccio trascinandola a sedere accanto a sé. "Devo fermare questa cosa sul nascere!", si giustificò.

"Bea, no! Stai solo facendo delle ipotesi! Ragiona! Mi sembra davvero improbabile che possa tradirti! È affezionata ed espansiva con tutte noi, ma, ammettiamolo, in particolare con te, non so se le piaci… a livello più… personale, ma avete legato molto e direi che quantomeno ti ammira! Lo hai detto tu che abbiamo ancora quasi un giorno intero per prendere una decisione, no? Perché non aspettare qualche ora e vedere che succede? Se hanno davvero preso accordi come sospetti, sono sicura che avranno altri contatti.", affermò nel tentativo di tranquillizzarla.

"Per quanto ne so potrebbero anche già essersi organizzate!", "Bea, è stata tutto il tempo a giocare a carte con noi!", la difese l'altra. "Non quando è andata a Doreen!", puntualizzò Smith. "Aspettiamo stasera dopo la conta, allora! Vediamo come si comporta nel frattempo!", propose. La lasciò sola e rassicurò le altre che era tutto a posto, notò la preoccupazione sul viso di Dawn, eppure le sembrava sincera.


Conway guardò di sottecchi la rossa, mentre davanti al banco delle pietanze Lucy si avvicinava alla donna dal ciuffo albino.

"Allora dolcezza, hai pensato alla mia offerta?", domandò col suo solito fare untuoso, strofinando di proposito la spalla su quella di Dawn. Lei si ritrasse istintivamente, mossa da un senso di ribrezzo. "Ho di meglio da fare che pensare alle tue stronzate, Gambaro.", precisò in tono neutro. "Tipo… farti la rossa?", la donna sollevò il proprio vassoio e si voltò a guardarla negli occhi. "Sei patetica.", affermò allontanandosi scuotendo il capo.

Bea scambiò uno sguardo fugace con il suo braccio destro, si rimisero a mangiare facendo finta di nulla.


Non aveva voglia di stare in mezzo a loro, quella sera, il pensiero che Juicy o chiunque altra si potesse accorgere della sua vicinanza e dedizione a Bea, la preoccupava. Metteva in discussione l'autorità del boss ed era probabile che tentativi come quello avvenuto in giornata potessero capitare nuovamente. Doveva mettere un po' di distanza tra lei e la Smith, e doveva anche metterla al corrente dei tentativi di quella donna, ammise a sé stessa. In più era anche distratta dal pensiero di Agnes, sperava che Doreen e Nash decidessero di aiutarla, così aveva preferito augurare la buonanotte lamentando un inesistente mal di testa a tutte subito dopo la conta ed immergersi nella lettura.


"Ok, adesso avete rotto le palle! Si può sapere cosa state confabulando?", chiese incuriosita la Jenkins alle quattro donne sedute vicine sul divano. Bea guardò Maxine, Dor e Beth, e dopo un segno d'intesa, raggiunsero le altre al tavolo. Bea attese le dichiarazioni della biondina.

"Due giorni fa Lucy mi ha chiesto se avevo ancora contatti con qualche puffo, perché voleva far entrare qualcosa, non necessariamente meth, io le ho detto di lasciarmi stare, stamattina ci ha riprovato e io le ho detto ancora di no e di piantarla, che tanto non sarei mai andata contro Bea. Poi a pranzo ho visto che si avvicinava a Dawn, lì per lì non ci ho fatto molto caso, ma quando la storia si è ripetuta stasera... ho preferito parlarne.", raccontò.

"E oggi Dawn mi ha chiesto di far recuperare dei soldi a Nash e di consegnarli a qualcuno ad Adelaide.", aggiunse la giovane cullando suo figlio. Liz, incredula, doveva ammettere che le coincidenze erano parecchie, sua figlia la guardava con la stessa espressione. "Ora la sistemo io!", esplose Boomer alzandosi. "Booms, siediti!", ordinò Bea.