Doreen entrò sorridente nella cella di Dawn, dopo aver chiesto il permesso. La donna si tirò sù a sedere e chiuse il libro che stava leggendo, accogliendola con un sorriso solare, tese le braccia verso il piccolo Joshua e fece una faccia buffa suo beneficio, mentre lo prendeva in grembo.

"Ho appena sentito Nash, ha consegnato la busta poche ore fa. Ha detto che la signora insisteva per sapere come l'aveva avuta, ha fatto come mi avevi chiesto…", l'aborigena s'interruppe, incerta se esprimere un meno i propri dubbi, incoraggiata dal silenzio dell'altra, continuò, "... secondo me dovresti dirle cosa ti è successo, Dawn…", l'amica sorrise, cercando di concentrarsi a coccolare il bambino tra le sue braccia, "Grazie Dor, apprezzo molto ciò che tu e Nash avete fatto per me… e anche se non sembra, apprezzo il tuo sostegno morale…", le disse in tono mite.


Will Jackson guidava rilassato la sua moto scorrendo fluidamente nel traffico, nonostante l'andatura al di sotto del limite consentito, fu costretto ad una brusca frenata pochi metri dopo aver svoltato sulla via di accesso al parcheggio del carcere. Un vecchio pickup bianco, sporco di terra, procedeva a passo d'uomo. Sporgendosi nel tentativo di superarlo, notò che alla guida c'era una signora che aveva tutta l'aria di essersi persa. Il suo carattere gentile lo costrinse ad accostarsi al mezzo e sollevando la parte anteriore del casco, chiese alla donna se avesse bisogno di aiuto. L'anziana gli sorrise, indicando i cancelli del parcheggio e sollevò il pollice in segno di gratitudine. Lui la seguì nell'area di sosta, dove in un attimo parcheggiò la due ruote e legò il casco sulla sella.

"Mi scusi se andavo così lentamente!", parlò a voce alta la signora, mentre girava la chiave nella serratura della portiera. "Non sono pratica di Melbourne, ho girato mezz'ora nelle vie adiacenti, prima di azzeccare quella giusta!", continuò avvicinandosi con fare energico. "Nessun problema, sono cose che capitano!", le rispose il secondino con un sorriso sincero. "Anche lei è qui in visita?", chiese la straniera, mentre si avvicinavano all'ingresso. "Oh no, io lavoro qui, ma oggi non è giornata di visite.", precisò lui. "Ah...", sospirò lei, incerta sul da farsi. "È sulla lista dei visitatori?", domandò Will, percependo l'insicurezza della sua interlocutrice, che rimase in silenzio. "Venga, signora, accordiamoci dentro, così le spiego come funziona."


Entrando nel cortile, fece ballare l'occhio attraverso l'area, per individuare la donna. La scorse nel momento in cui stava lanciando la palla a canestro, centrandolo alla perfezione. Subito dopo fu travolta dalla Jenkins, che l'abbracciò goffamente. "Booms! Ma che fai?! Giocava contro di noi e ci ha appena stracciate!", le gridò strattonandola Sophie. Il donnone, resasi conto del madornale errore, spintonò malamente la vincitrice e prese a stuzzicarsi una narice con l'enorme pollice. La guardia vide avvicinarsi anche Bea, le due donne si scambiarono un sorriso caloroso, sfiorandosi velocemente le mani.

Aveva notato che sembrava più serena ultimamente, più aperta verso gli altri e aveva la sensazione che il merito andasse in gran parte al rapporto che aveva instaurato con la Graves.

L'uomo ricordò che quando aveva registrato la donna al suo arrivo, questa non aveva indicato nessun parente o persona di fiducia, e dovendo controllare periodicamente le registrazioni delle telefonate effettuate dalle detenute, era certo di non aver mai ascoltato nessuna sua telefonata, né in entrata, né in uscita. Sembrava che si fosse volontariamente tagliata fuori dal mondo. Adesso era saltata fuori quell'anziana signora che chiedeva di incontrarla e lui si era preso la briga di convincerla a firmare la richiesta di visita. Forse Bea poteva dargli una mano.

Attese che la Smith lo notasse e le fece un cenno leggero, invitandola ad avvicinarsi. Quando la rossa lo raggiunse con aria interrogativa, le raccontò del suo incontro e, dalla sua reazione, si convince di aver preso la decisione giusta, chiedendo il suo aiuto.


Il momento giusto per parlare sarebbe giunto di lì a poco. Pur non sapendo tutto ciò che sapeva lei sul conto di Dawn Graves, Will Jackson si era offerto di richiamare personalmente l'anziana, una volta ottenuta la firma sulla pratica. Il signor Jackson era davvero brav'uomo, penso Bea. Si sfiorò la tasca dei pantaloni blu, per controllare che il foglio piegato in quattro fosse ancora al suo posto, ansiosa di mostrarlo all'amica, mentre prendeva posto accanto alle altre nel salottino, per godersi l'ennesimo divertente racconto di Boomer. Ultimamente le compagne della sezione l'avevano convinta a deliziarle periodicamente con le sue fantasiose interpretazioni di film e serie tv, e che il fatto che fossero tanto spassose per il suo modo di raccontarle, era tutt'altro che un difetto. Così la Jenkins si prestava volentieri ad intrattenere le compagne e spesso calcava la mano per vederle ridere alle sue narrazioni. Bea l'ascoltò annunciare che quella sera avrebbe raccontato la trama di una serie tv anni '80 di nome V, ricordandosi di averla vista, nonostante fosse ancora piccola, era davvero curiosa di sentire la versione dell'amica.

Allora praticamente inizia che tutte le più grandi città del mondo vengono invase nello stesso momento da queste astronavi mamme gigantesche. E questi tizi si presentano dicendo che sono qui per regalarci la cura per il cancro. E tutti ci cascano! Ma loro anche se fuori c'hanno il costume da umani, sotto sotto sono dei lucertoloni! C'hanno il sangue verde, e la pelle a squame, e gli occhi a serpente, la voce con l'eco e gli occhiali da sole! E si mangiano le pantegane! Vive! Ma poi c'è un gruppo di gente che non c'è cascata e che cerca di scoprire cosa vogliono, e così Mike e Juliet scoprono che in realtà Diana vuole ciucciarci tutta l'acqua a noi! E poi a un certo punto scoprono anche una gigantesca fabbrica di Simmenthal, ma la Simmenthal siamo noi! Capito? E allora si mettono d'accordo con tutti quelli che non ci sono cascati in tutto il mondo e mettono su delle colonne numerate che non ho mica capito come mai i numeri, vabeh insomma Mike e Juliet comandano la colonna numero cinque e insieme a tutte le altre colonne cominciano a fare degli attentati ai lucertoloni. Poi nel frattempo c'è la figlia di uno scienziato amico di Juliet che fa la fuitina con un lucertolone e indovina un po'... Rimane incinta alla prima trombata! Il pancione cresce a vista d'occhio e puf! Nasce la bimba dello spazio, che ė magica e aiuta Juliet e Mike a scacciare Diana e le astronavi e a salvare il mondo con le mongolfiere e la polverina rossa che è velenosa ma solo per loro. E poi si baciano!