Aveva sperato che le ragazze fossero ancora in cortile al suo rientro dall'incontro con Agnes, invece le trovò tutte ad attenderla con aria interrogativa e premurosa.

Vedendola entrare, Boomer saltò giù dalla sedia con un tale impeto che questa si rovesciò provocando un gran baccano, tanto che Matthew fu costretto ad affacciarsi nel corridoio del braccio con sguardo severo. "Scusi Signor Fletcher!", esclamò pronta la Jenkins, cingendo con un braccio la donna, per accoglierla 'a casa'. "Allora... com'è andata?", chiese curiosa.

Notando tutti gli sguardi puntati verso di lei, Dawn alzò le braccia, "Ragazze, per favore, lasciatemi un attimo tranquilla, poi vi racconto tutto, ok?", si scusò precipitandosi nella sua cella.

"Su, coraggio, Dawn ha ragione, Sophie, tesoro, perché non vai a prendere le carte? Vi insegno un nuovo gioco!", propose la Birdsworth per alleviare la tensione. "Ok! Ma niente scommesse! Mi sono rotta i coglioni di perdere sempre i miei orsetti gommosi! Mi lasciate sempre sul lastrico!", esclamò Sue.


"Ma come pensano di fare a tirarti fuori di qui?", chiese confusa Beth Walters, a cui mancavano molti particolari della storia, noti solo a Bea, Liz, Doreen e Maxine.

"Ancora non lo so!", rispose stancamente Dawn giocherellando con un solitario pezzo di carota rimastole nel piatto. "Per prima cosa vogliono sentire l'intera versione da me, penso che fisseranno un incontro per la prossima settimana e poi si vedrà...", precisò, poi, si ricordò di un particolare che aveva ancora da chiarire con una di loro.

Attese che le altre si alzassero per riporre i vassoi da lavare e, avvicinandosi a Doreen, fingendosi risentita, le sussurrò, "Ho saputo che Nash non si è tenuto nulla per quel favore...", l'aborigena le sorrise, "Va bene così, è stato un piacere poterti aiutare, Dawn.", "Certo che per essere un carcere, ne ho incontrata parecchia di gente per bene!", scherzò riconoscente la Graves.


"Blackmoore, Richard, la sua nascita è registrata a Perth il 24 Febbraio del 1978, dopodiché sembra scomparire nel nulla, fino all'iscrizione all'accademia di polizia a Melbourne, nel 2002, più di vent'anni di servizio pressoché esemplare, ma grazie alle misure di sicurezza imposte ai voli dopo l'11 Settembre, abbiamo potuto collocarlo con cadenza regolare all'aeroporto di Alice Springs, praticamente vi si recava due volte l'anno, in primavera e in autunno, dal 2003 fino a quando è morto.", informò Peter McHallie, l'investigatore privato.

"Già, ma si dimentica che è morto per mano mia!", precisò impaziente Dawn, "Signorina Fisher, se riuscissimo a pro...", Dawn sbatté un palmo sul tavolo, alzandosi in piedi, "Graves! Non usi più quel nome per rivolgersi a me!", minacciò a denti stretti.

Agnes le coprì una mano adagiandovi la propria, la donna si calmò immediatamente, tornando a sedersi. Un sospiro di sollievo si levò dalla bocca dell'avvocato, che tornò subito a parlare, fissandola negli occhi con aria decisa. "È meglio che si abitui, Signorina Fisher...", asserì la donna, "Perché in aula tutti la conosceranno e si rivolgeranno a lei con il suo vero nome! Ad ogni modo, stavamo dicendo, che se riuscissimo a provare che lei si sentiva in reale pericolo di vita, potremmo anche riuscire a far passare l'aggressione sul furgone come eccesso di legittima difesa o al massimo come omicidio preterintenzionale. Ed è una bella differenza, rispetto ad un omicidio volontario."

"Già, ma come la mettiamo con i due di Adelaide?", domandò la detenuta. La donna alzò una mano per riprendere la parola. "Abbiamo ancora molto su cui scavare. Al momento, il signor McHallie sta cercando di rintracciare il collega di Blackmoore, che quel giorno stava guidando il furgone, ma a quanto pare deve essersi preso una vacanza. Purtroppo non abbiamo contatti utili ad Adelaide, abbiamo spedito un nostro collaboratore lì due giorni fa, ma l'uomo ferito fuori dal locale vicino al porto sembra scomparso nel nulla. Se trovassimo un qualche collegamento anche tra quelle due vittime ed Alice Springs, potremmo anche iniziare a pensare seriamente di coinvolgere la polizia. Una seconda autopsia sulla vittima deceduta lì potrebbe rivelare che il lasso di tempo interposto tra i traumi e le ferite da taglio che ne hanno effettivamente provocato la morte sono conformi alle sue dichiarazioni, ma per coinvolgere il medico legale serve un mandato.", comunicò la donna, cedendo la parola al coniuge investigatore.

"Un mio contatto alla Quantas mi ha assicurato che farà una ricerca incrociata negli storici della sua compagnia aerea e di quelle affiliate, al fine individuare viaggiatori frequenti con destinazione Alice Springs durante gli stessi periodi, riteniamo che ci sia la possibilità che in quei periodi organizzino una specie di briefing, se è vero ciò che le ha detto Blackmoore riguardo ad altri membri sparsi per il paese.", informò McHallie, "Ovviamente i primi nomi da cercare sono proprio dei due individui da lei incontrati ad Adelaide, ma si tratta comunque di un lavoro piuttosto certosino e ci vorrà del tempo.", aggiunse.

Posò la penna che aveva tenuto in mano fino a quel momento e giunse le mani poggiandole sul tavolo, per sporgersi verso Dawn con aria grave, "Un'ultima cosa, dando per scontata la veridicità di ciò che le ha detto quell'uomo, dobbiamo anche considerare il rischio che prima di morire abbia comunicato a qualcuno di averla trovata. Potrebbe ancora essere in pericolo, Dawn.", le comunicò pronunciando il nome da lei scelto con particolare enfasi.

L'espressione di Agnes si fece preoccupata, mentre si voltava a guardare la donna.


"Le donne nella loro società non valgono un cazzo, per loro, quindi dubito che si debba tenere d'occhio qualche nuova detenuta.", ragionò Dawn alternando lo sguardo tra Bea e Maxine, dopo aver loro raccontato del recente primo incontro con i lontani parenti di Agnes, giunti in suo sostegno.

"E se assoldassero qualche sbandata?", ipotizzò Max, la Graves scosse la testa pensierosa, "Uhm... no... sono troppo chiusi, non si fiderebbero mai di uno totalmente esterno alla setta, e comunque il genere femminile è sempre sottovalutato.", precisò, "Faccio eccezione soltanto io, il diavolo in persona!", scherzò fingendosi fiera del fatto, per smorzare la tensione, strappando un sorriso involontario a Bea. Ammirava quel suo modo di sdrammatizzare sempre tutto.

"Ok, concentriamoci piuttosto sulle guardie, nel caso ne arrivassero di nuove, ma io direi di tenere gli occhi aperti comunque anche con i nuovi arresti.", dichiarò il boss. "Avrai sempre qualcuna di noi accanto, tesoro, non ti lasceremo mai sola.", la rassicurò la Conway stringendole una mano.

Lei prese fiato per protestare, ma Bea la precedette, "Max ha ragione, facci l'abitudine perché non abbiamo nessuna intenzione di cedere, su questo punto! Finché quelle sbarre sono aperte...", disse indicando l'ingresso del loro blocco, "...tu sarai sempre accompagnata!", lei alzò le braccia in segno di resa, "Ok... ora posso andare nella mia cella... da sola?", chiese indietreggiando con una smorfia sul viso.

Le due amiche la seguirono con lo sguardo sorridente scuotendo il capo. "Voglio parlare con il signor Jackson.", annunciò infine la Smith a bassa voce, con lo sguardo alla porta appena socchiusa. "Credo che potremmo convincerlo ad avvertirci, se dovesse arrivare una nuova guardia.", si giustificò.