Allineate di fronte alle loro celle, aspettavano la conta serale. Bea era più impaziente del solito, sperava di poter parlare con Will riguardo le sue preoccupazioni su Dawn. Rimase delusa vedendo arrivare invece una pallidissima Vera Bennett. "D'accordo, ragazze, vediamo di far presto, che non è proprio serata!", disse in tono piatto la donna mentre incrociava le mani dietro la schiena. Osservandola meglio, la rossa notò la fronte imperlata di sudore, diverse macchie rosse che le salivano da un lato del collo fino dietro l'orecchio.
"Signorina Bennett, si sente bene?", decise di permettersi di chiedere, sinceramente preoccupata. "Ho fatto il doppio turno, sono solo stanca.", ammise la guardia strascicando i piedi e le parole. Il boss lanciò un'occhiata a Maxine, che, incurante dell'ordine di rimanere davanti alla propria cella, si avvicinò afferrando la Bennett prima che stramazzasse pesantemente a terra. Gli occhi erano già rivoltati all'indietro e non rispondeva alle loro stimolazioni verbali. Dawn le raggiunse sollevando le gambe della donna esanime. Liz Birdsworth corse al bottone antipanico e lo premette mentre gridava aiuto verso la postazione delle guardie. Bea ordinò a tutte le altre di andare nelle proprie celle.
Linda Miles e Matthew Fletcher accorsero immediatamente, richiedendo con la radio l'intervento di un'infermiere. Fletcher insisté che si chiamasse anche un'ambulanza, ancor prima di chiedere cosa fosse successo.
"È andata giù come una pera cotta, guardi le macchie rosse sul collo! Ma cos'ha?", chiese Bea, in ansia anche per il fatto che nel braccio ci fosse un bimbo di pochi mesi.
Matthew attese qualcuno dall'infermeria senza rispondere, spedendo Bea, Dawn e Max all'interno delle proprie stanze, da cui osservavano le guardie al capezzale della Bennett, ancora incosciente sul pavimento dell'atrio.
"Aveva appena iniziato ad integrare il telaprevir all'interferone e alla ribavirina.", informò Fletch. "Ha l'epatite?", chiese sconvolta Rose Atkins un po' troppo ad alta voce, tanto da farsi udire almeno dalle tre detenute in piedi sull'uscio delle loro rispettive celle, che si scambiarono un'occhiata dolorosa.
"La stanchezza e il rash cutaneo sono due effetti collaterali abbastanza comuni, il collasso sarà dovuto probabilmente alla stanchezza, ha la pressione molto bassa.", informò l'infermiera liberandosi dello sfigmomanometro, "Sono obbligata a riportare l'incidente alla commissione, Fletcher, mi dispiace. Non è più il caso che se ne stia a contatto con le detenute.", lo informò costernata.
Dopo che l'ambulanza partì per portare la vicedirettrice in ospedale, la grata blindata dell'H2 venne finalmente chiusa per la notte e le ragazze si ritrovarono avvolte nelle loro coperte attorno al tavolo dell'atrio, senza alcuna voglia di ridere e scherzare, come avevano programmato.
"Guarirà?", chiese con candore Boomer. "Non lo so Booms, ma sicuramente non la vedremo per un bel po' di tempo.", le rispose Bea, osservando le compagne che annuivano passivamente.
"Grazie, Fletch, ma sai benissimo che questo posto sarebbe spettato a te se non ti avessero investito.", "Certo amico, chissà, probabile, beh... sono felice che a soffiarmi il posto sia stato tu! Lo meriti più di chiunque altro.", replicò Matthew facendo suonare la sua tazza contro quella del collega. In breve la stanza si riempì dei secondini convocati per il briefing nel quale la direttrice Davidson avrebbe annunciato la promozione a vicedirettore di Will Jackson.
Finalmente Bea scorse l'uomo all'altro lato del cortile, si avvicinò chiamandolo, lui si fermò, disponibile all'ascolto, come sempre. "Mi chiedevo se fosse possibile sapere come sta la signorina Bennett e se per caso lei ha la possibilità di farle avere i nostri saluti.", esordì in tono sincero. "Vera ha bisogno di molto riposo, ma le farà senz'altro piacere ricevere i vostri auguri.", rispose cordialmente.
"Sono contenta per la sua promozione.", continuò la Smith. Will percepì una certa trepidazione nel suo tono, anche se sapeva che la sua dichiarazione era onesta, si sporse in avanti verso di lei abbozzando un sorriso, "Su, avanti Bea, cosa vuoi chiedermi?", la donna rimase spiazzata, ma prese al volo l'opportunità offertale. "Sa degli incontri settimanali programmati per la Graves?", chiese Bea abbassando la voce.
Gli si aprì un sorriso sul volto, ripensando alla signora Agnes che non aveva mai mancato di salutarlo affettuosamente ogni volta che era venuta a trovare quella che definiva la sua figlioccia. Proprio pochi giorni prima gli aveva presentato due parenti che sembravano essere lì più per lavoro che per cortesia, non aveva ancora avuto modo di controllare il registro dei programmi per la settimana, ma sospettava che stessero preparando una specie di difesa, sebbene sembrasse improbabile. Incoraggiata dal suo bel sorriso, Bea lo mise al corrente dei particolari più importanti, arrivando velocemente al punto.
"Ti ho portato dei pasticcini alle mandorle, li ho fatti proprio come piacciono a te! Sono stata a casa un paio di giorni e mi mancava cucinare per te!", l'anziana sorrise depositando il pacco di dolciumi sul tavolo della sala visite. Dawn si riempì i polmoni del profumo dei suoi capelli a lungo, prima di sciogliere l'abbraccio e lasciare che si sedesse davanti a lei.
"Come stanno Lucas e Clara?", chiese sorridente la ragazza stringendole entrambe le mani. "Oh stanno molto bene!", rispose Agnes distogliendo nervosamente lo sguardo dalla sua interlocutrice. La Graves inclinò la testa da un lato, insospettita dal suo insolito atteggiamento, attese in silenzio una spiegazione. "E va bene! Tanto prima o poi avrei dovuto dirtelo!", si arrese la signora accomodandosi meglio sulla sedia, nei suoi occhi si accese una scintilla di entusiasmo.
"Ho deciso di andare in pensione!", dichiarò mostrando la bianca dentatura. Notando la perplessità sul volto dell'altra spiegò, "Sono anziana! Non ho più voglia di correre dietro a Camille, Berenice e tutte le altre per tosarle o mungerle, loro lo sanno che non ho più l'energia di un tempo e se ne approfittano, si divertono alle mie spalle, mi guardano ferme, mentre mi avvicino, e quando sono a un passo, zac! Spiccano un balzo e via! Mi sembra quasi di sentirle sghignazzare ogni volta, a quelle birbanti! Meno che mai per stare dietro all'intera fattoria! Mio fratello mi ha fatto un'ottima offerta per comprare la mia parte per Lucas e la moglie e io mi sono detta, perché no? Avrò diritto di riposarmi un po', no?", concluse senza mai perdere il sorriso.
"È colpa mia, Agnes!", ragionò Dawn storcendo la bocca. "Oh, non dire sciocchezze! Si, forse se non fosse successo quello che è successo saremmo ancora tutte e due a spettinare pecore su ad Adelaide! Ma tu non hai colpe, tesoro! E se la situazione deve essere questa, che ci offra almeno delle nuove opportunità!"
