Lo schiaffo riecheggiò secco nell'atrio dell'H2, Boomer si massaggiò la mano mostrando i denti ancora impastati dei pasticcini offerti dalla Graves.
"Hai già avuto la tua parte! Questi sono per il Signor Jackson!", affermò giustificandosi per il gesto verso il donnone, "Oh andiamo, spilorcia! Lui se li può comprare quando vuole!", "Questi qui non si trovano nei negozi! Agnes li ha fatti per me! E mi ha fatto promettere che li avrei offerti a lui, non a te!", scherzò facendo la linguaccia, mentre le altre sorridevano centellinandosi la golosità condivisa da Dawn. "Signor Jacksooooooon!", gridò a squarciagola il gigante, ricevendo immediatamente uno scappellotto da Liz.
Passi pesanti si affrettarono dal corridoio, l'uomo di affacciò con espressione severa, "Oh, oh! Cos'è 'sto baccano, Jenkins?", "La scusi, signor Jackson!", si affrettò la donna, afferrando il vassoio con i pochi pasticcini rimasti e avvicinandosi al secondino, "Agnes mi ha fatto promettere che glie ne avrei conservato qualcuno, voleva darglieli di persona, ma aveva il dubbio che avrebbero fatto storie...", spiegò offrendogli il vassoio.
L'uomo sorrise, afferrandosi i fianchi. Osservò Boomer che da lontano lo guardava con invidia, ne prese uno sorridendo alla donna davanti a lui in segno di gratitudine, lo assaggiò fissando la mora, ne prese un altro e le puntò il dito contro, "Sono tutti tuoi, Booms!", "Hahaaaaa, grazie signor Jackson!", esultò lei saltando giù dalla sedia, corse verso la Graves, le strappò il vassoio dalle mani guardandola con aria vittoriosa e si cacciò in bocca le ultime due delizie.
La guardia non riuscì a trattenere una sana risata, "Non mancherò di ringraziarla la prossima volta che la vedo! Grazie Dawn!", sussurrò alla donna col ciuffo albino, prima di allontanarsi sgranocchiando il pasticcino.
"L'agente Dukes afferma che da un paio di giorni Blackmoore riceveva una quantità insolita di telefonate, anche mentre era di turno, telefonate sempre molto brevi. Ricorda che in concomitanza con questo cambiamento di abitudini aveva spinto per pattugliare le zone più a rischio della città, con la scusa che ultimamente si annoiava dei soliti servizi in quartieri più... tranquilli, diciamo, con la speranza di scovare questa fantomatica fuggitiva, sperava in una promozione, a detta di Dukes. Dice che mentre attendevano il nullaosta per il trasferimento dalla centrale a qui, ha udito parte di una di queste telefonate in cui Blackmoore diceva che si sarebbe occupato personalmente del pacco. E che nonostante avesse sempre preferito guidare il mezzo, pare che quel giorno abbia affermato di aver perso una delle sue lenti a contatto e abbia insistito per sedersi dietro, con la prigioniera. Si aspettava di dover fornire tutti questi particolari alle autorità competenti, ma sono stati molto sbrigativi e quando ha chiesto se poteva allontanarsi dal paese per le ferie già prenotate, non ha ricevuto obiezioni. Ecco perché non lo trovavamo! Chi ha contattati appena rientrato dal Messico.", le informò McHallie giocherellando con la sua inseparabile penna.
"Questo mi sembra senza dubbio un ottimo punto di partenza.", analizzò Dawn pensierosa, "Beh, senza dubbio era un comportamento insolito, per lui, a detta del collega che faceva coppia con lui da più di cinque anni.", confermò l'investigatore.
"Un'altra ottima notizia, per noi, è che anche Sparkle, l'uomo morto ad Adelaide, e Greene, ferito nello stesso scontro, sono fedeli clienti Quantas, con voli frequenti verso il centro del paese, i periodi coincidono con quelli di Blackmoore, la pista è buona e il mio contatto sta scremando un centinaio di altri nominativi che ha individuato con la sua ricerca. Proprio Greene ha fatto perdere le sue tracce subito dopo essersi ristabilito dall'incidente vicino al porto. Ha dato le dimissioni ed è sparito. Ultimo volo registrato, guardacaso, Alice Springs.", concluse soddisfatto.
"Con che criterio il suo collega sta... scremando... la lista di questi individui?", volle sapere Agnes. "Li stiamo selezionando entro una certa fascia di età, secondo le indicazioni che Blackmoore ha dato alla signorina Fisher, e ci stiamo concentrando nell'individuare quanti dei soggetti rientranti sotto questo criterio facciano parte di una qualche forza di polizia, anche privata.", l'anziana annuì, mostrandosi soddisfatta.
"Inoltre spedirà su ad Alice Springs un suo collaboratore specializzato in operazioni sotto copertura, a saggiare la situazione, vuole vedere se riesce a seguirli dalla falegnameria fino al villaggio, perché io non so individuarlo sulle mappe, e poi potrebbero anche essersi spostati in tutti questi anni.", spiegò Dawn giocando nervosamente con un mazzo di carte consumate agli angoli.
"Qualcosa non ti convince, vero?", indovinò la Smith seduta a gambe incrociate al suo fianco sul letto. Lei annuì distrattamente.
Seduta sulla sedia poco lontano, Maxine rimuginava tra sé, mordendosi l'interno della guancia. "Sono passati mesi, ormai, e nessuno si è fatto vivo, sembrerebbe che abbiano deciso di non intrufolarsi qui, forse, se davvero ti vogliono morta, stanno aspettando di beccarti durante il processo, per loro sarebbe molto meno laborioso che infiltrare qualcuno qui dentro... Ma se capissero che qualcuno sta ficcando il naso?", "Brava! È proprio quello a cui stavo pensando!", dichiarò la Graves.
Max si sporse verso di loro. "Però se succedesse, noi siamo preparate, e lo siamo più qui dentro tutte insieme che tu da sola in un'aula di tribunale! E poi c'è il signor Jackson!", Dawn la guardò cercando di dare un senso all'ultima affermazione. Notando la sua perplessità, la Conway si rivolse a Bea. "Non glie l'hai detto?", chiese con una punta d'imbarazzo. La donna dal ciuffo albino si rivolse al Boss, ancora più confusa. "Mi è sfuggito.", ammise a Max, poi si voltò verso l'altra, "Ho parlato col signor Jackson, giorni fa, gli ho spiegato le nostre preoccupazioni chiedendogli di avvertirci se dovesse arrivare una guardia nuova."
Lo sguardo di Dawn si raffreddò all'improvviso, "In pratica sei andata a raccontargli i cazzi miei!", disse con durezza, alzandosi. La rossa allargò le braccia senza capire dove avesse sbagliato, vedendola lasciare la stanza e sbattere la porta. Le braccia le ricaddero a peso morto sul materasso sul quale sedeva. Si voltò incredula verso Maxine, notando uno strano sogghigno. Si sporse verso di lei a chiedere il perché di tale espressione. "Su, vai! Ti sta aspettando!", la incoraggiò la mora. "Ma se si è appena incazzata per... per che cosa si è incazzata?", Maxine alzò gli occhi al cielo, "Oddio Bea, ma ti devo proprio spiegare tutto? È solo una scusa!", "Ma una scusa per cosa?", "Per fare la pace! Su! Vai!"
Stava ancora cercando di capire la logica di Maxine, quando aprì senza chiedere permesso la porta della cella della Graves. La donna stava leggendo. "Non si usa più bussare? Ah già... non si usa nemmeno chiedere il permesso prima di andare a raccontare i fatti di altre persone, che domande!", sproloquiò tra l'acido e il divertito.
"Che fai, leggi senza di me?", chiese mite il Boss senza ottenere risposta. Si avvicinò spintonando l'amica per farsi spazio, le tolse il libro dalle mani, depositandolo a terra e si le si sdraiò accanto a pancia in giù sullo stretto materasso, incrociando le braccia sotto il mento.
"Ok, senti, non volevo caricarti di troppi pensieri e realmente penso che il signor Jackson sia una brava persona, gli ho chiesto se era al corrente della tua situazione e quando lui mi ha detto di aver visto i tuoi parenti e che Agnes gli aveva già accennato qualcosa, gli ho detto che ero preoccupata per te e lui... lui è un brav'uomo, se sei in pericolo cercherà di proteggerti. È un bene che sia preparato anche lui, soprattutto ora che è diventato vice. Avrei dovuto dirtelo, hai ragione, ma volevo solo lasciarti un po' di respiro, e poi mi è passato di mente, ok?"
Una strana espressione si dipinse sul volto dell'altra, "Per te sarebbe ok, se io andassi a raccontare i cazzi tuoi?", chiese fingendosi ancora offesa, "Eddai Dawn!", esclamò torcendosi sul materasso. L'amica scoppiò a ridere prendendole una manciata di morbidi capelli.
"Ma si che è ok! Dovrò anche strigliare Agnes, e nemmeno con lei riuscirei ad essere incazzata!", "Mi piacerebbe molto conoscerla, sai?", "Oh ti piacerebbe, e tu piaceresti a lei!", le disse dolcemente continuando a giocare con la sua chioma rossa.
