(STUDIO MEDICO DR BROWN. Pazienti in attesa.)
: Vedrai Doris questo mio amico riuscirà ad aiutare Maddy. È un insopportabile, egocentrico, borioso, pieno di sé ma è un ottimo medico. Gli affiderei uno dei miei figli ad occhi chiusi.
DORIS: Mi fido di te, Harold.
(Brittany gioca con una pallina. Le scivola sotto una sedia)
COLIN: Ecco. Questa è tua?
BRITTANY: Grazie.
PADRE BRITTANY: Tesoro torna a sederti subito vicino a me.
(La bambina obbedisce. Il padre parla con lei sussurrando)
PADRE BRITTANY: Non devi avvicinarti a quel ragazzo.
BRITTANY: Perché?
PADRE BRITTANY: Perché è pericoloso ed imprevedibile. Dio solo sa cosa potrebbe succedere a chi gli sta vicino.
(Colin impallidisce e si alza. Urta le cartelle cliniche di Edna e guadagna l'uscita)
COLIN: Mi scusi signora Harper.
(Harold ed Edna si scambiano uno sguardo)
(MAMA JOY'S. Amy e Maddy sono sedute ad un tavolo)
AMY: Allora cosa prendi per pranzo?
MADDY: Veramente…
AMY: Non vorrai farti influenzare dalle cattiverie di quella vipera di tua sorella? So quanto fa male essere presi in giro. L'anno scorso il mio fidanzato è stato in coma, ha subito un'operazione e io contavo i giorni sperando che, prima o poi, fosse quello giusto e si svegliasse. Quando è successo ero in gita scolastica. Un gruppetto di deficienti ha composto il numero del mio cellulare da una cabina telefonica: si spacciavano per i suoi infermieri e ci scherzavano su dicendo che stava ballando sul letto gli ultimi successi musicali.
MADDY: Questo è terribile. È quel ragazzo da cui siamo state l'altro giorno, vero?
AMY: Sì. La prima operazione non era andata bene. Ne ha subita un'altra qualche settimana fa. È stato terribile: temevo che lo avrei perso per sempre.
MADDY: Posso immaginare. Mio padre è morto in seguito ad una lunga malattia . Da allora ho iniziato a cercare consolazione nel cibo.
AMY: Vuoi parlarmene?
MADDY: Eravamo molto uniti. Ci capivamo al volo. Vederlo indebolirsi, consumarsi nella sofferenza, spegnersi giorno dopo giorno è stato estenuante. Alla fine vederlo morire è stato quasi un sollievo. Un pensiero da egoisti, vero?
AMY: No, non lo penso affatto. Quando Colin era in coma lo vedevo smagrire giorno, dopo giorno temendo che, continuando in quel modo, avrebbe finito per diventare invisibile. Se non avessimo incrociato il Dottor Brown sulla nostra strada…Non so come sarebbe andata a finire.
(STUDIO DR BROWN)
UOMO: Fortuna che è andato via. Non so come i suoi genitori gli permettano di andarsene in giro da solo.
PETTEGOLA: Dovrebbero chiuderlo da qualche parte.
VECCHIETTA: Dottor Abbott non capisco come ti fidi a far frequentare ai tuoi figli certa gente.
HAROLD: Smettetela tutti adesso. Voi siete gli stessi che osannavate quel ragazzo quando, grazie a lui, la squadra di basket vinceva il campionato. Gli stessi che accettavate il suo aiuto quando vi aiutava ad attraversare la strada o si offriva di accompagnarvi fino a casa portando le vostre buste di spesa pesanti. Gli stessi che lo chiamavate perché venisse a falciarvi il prato.
(Gli astanti chinano la testa imbarazzati)
HAROLD: Quel ragazzo sta passando l'inferno e non permetterò che un gruppo di negletti pieni di pregiudizi pregiudichi i suoi piccoli progressi. Dovreste soltanto vergognarvi a stigmatizzare un ragazzo che ha coraggio da vendere.
EDNA (battendo le mani): Ben detto Junior.
(Il Dr Brown si affaccia, richiamato da tutto quel fracasso)
ANDY: Chi è il prossimo?
(Alcuni lasciano lo studio)
EDNA: Mio figlio e l'amica di mia nuora vorrebbero un suo consulto!
HAROLD: Doris ti dispiacerebbe avviarti da sola? Devo sistemare un contrattempo e ti raggiungo subito.
DORIS: Tranquillo Harold.
(Andy lo blocca)
DR BROWN: Dov'è finito Colin? Era qui, l'ho visto: oggi è il suo giorno di terapia.
DR ABBOTT: Tranquillo Genio del Male. Te lo riporto io.
(Parco cittadino.)
HAROLD: Sherlock Holmes non fallisce mai. Sapevo che ti avrei trovato qui.
COLIN: Sono così prevedibile?
HAROLD: Abbastanza sapendo che questa era la tana tua e di Bright nei vostri post- combina-guai. Vi trovammo sulle altalene quando quello sventurato di mio figlio spinse sua cugina facendole rompere un dente. E setacciammo tutta la zona in lungo e largo quando aveste la brillante idea di prendere un treno fino a Denver per andare a vedere una partita dell'NBA.
COLIN: Temo di avere molte cose di cui chiederle perdono, Dottor Abbott!
HAROLD (sedendosi accanto a lui sulla panchina): Quelli sono tacos? Non ne mangio da un'eternità!
COLIN: Prenda. Non so nemmeno perché li ho comprati: non ricordo il loro sapore. Non ne faccio una giusta. Cerco di compiacere tutte queste persone e a che accidenti serve? Io non sarò mai più quello che tutti voi pretendete che io sia.
HAROLD: Lo so che è difficile. Come so che le cose sono cambiate. Lo sanno anche Amy, Bright, la tua famiglia…Nessuno di noi si aspetta che tu sia più quel ragazzo spensierato, irriverente, esuberante di un tempo. Quello che è successo ti ha segnato per sempre, è inevitabile. Ma siamo pronti ad accettare i tuoi cambiamenti. Anzi a cambiare insieme a te.
COLIN: Grazie.
HAROLD: Beh che aspettiamo? Finiamo questi tacos. L' integerrimo Dottor Brown ci perdonerà se tardiamo di qualche minuto!
