Grazie ancora per il commento Demi-fan-forever!

Comunque, mi dispiace che questo capitolo sia breve :/ Dal sesto in poi saranno più lunghi! :D

Ecco il terzo capitolo!

Con affetto,

Manu

p.s. dimenticavo che ho scritto una one-shot in inglese che tra qualche giorno pubblicherò! Spero vi piacerà! :P


Chad's POV

La portai al piano di sopra, nella stanza di Charlotte. - Stanotte Charlotte ha avuto un "problemino" e adesso dovresti aiutarmi a cambiare le lenzuola. - Detto fatto. Finimmo in poco tempo. La mattinata passò in fretta. Ormai era ora di pranzare.

Sonny si recò in cucina e ci urlò, sporgendo la testa fuori dalla porta: - Che volete mangiare? -

- Uhm… PASTA! – rispose Charlie convinta.

Per me andava bene tutto. La mattina avevo saltato la colazione. Cercai di essere gentile il più possibile.

- Ti posso aiutare? - le chiedi sorridendo. Sul momento mi guardò un po' perplessa e sconvolta. Ehi! CDC sa essere gentile!

- D'accordo. -

Ero tentato di rispondere "d'accordo" e continuare con le nostre solite famose frasi, ma mi limitai a incamminarmi verso la cucina. Vidi che stava cercando qualcosa. Immaginai stesse cercando la pasta.

- Apri lo sportellino in alto a destra. -

- Grazie. - sorrise imbarazzata. La fissai intenerito.

- Mi passi del pomodoro? - Stavo pensando a quanto fosse carina alle prese con i fornelli e non notai la domanda che mi aveva fatto.

- Chad… uhm… mi passi il pomodoro? - Mi ripresi. -Oh, certo, sì. - Le passai dei pomodori, bagnandoli prima con dell'acqua. Non riesco a credere di aver fatto una tale figura! Non si riusciva a distinguere più la mia faccia dai pomodori in quel momento: stesso colore.

In cucina, dopo pochi minuti, si avvertiva un profumo invitante.

- Wow, Sonny. Non sapevo sapessi cucinare! - mi complimentai. Lei arrossì.

- Ci sono tante cose che non sai di me, Cooper. -

- Tipo? - le chiesi, ma fui interrotto da una vocina da bambina che proveniva da dietro di me. - Che profumo! - esclamò Charlie. Salì su una sedia ed iniziò ad annusare la pentola da vicino.

Sonny l'afferrò e la appoggiò delicatamente per terra. - E' pericoloso stare vicino i fornelli. Aspetta qualche minuto. Perché non mi aiuti ad apparecchiare? - domandò. Sulla prima parte della frase, sul volto di Charlie si intravedeva delusione, ma la seconda parte la eccitò letteralmente. Obbedì e portò a tavola i tovaglioli e dei bicchieri di carta. Quelli di vetro le sarebbero sicuramente caduti e non volevo guai con la mamma.

Il pranzo era squisito.

- Sonny, stai con noi oggi? - Charlie prese parola.

- Oh sì, mia madre al momento è in Wisconsin così a casa sono da sola. Un po' di compagnia non mi dispiace. - Grazie Connie! Improvvisamente mi si accese una lampadina nel cervello.

- Allora perché non resti con noi fino a quando tua madre non torna? Cosa fai da sola a casa? Non hai paura dei mostri la notte? - la mia sorellina vomitò tutte le domande insieme. Ebbene sì, Charlotte è un GENIO. Si vede che è mia sorella. Era perfetto. Passare tutto il giorno con Sonny? Non me lo sarei fatto ripetere due volte.

- Non lo so, non vorrei disturbare. - rispose imbarazzata.

- Non ti preoccupare. La mia sorellina ti vuole qui. E' una tua grande fan, non la deludere. Abbiamo una stanza degli ospiti. - Dì di sì, dì di sì!

- Ok, d'accordo. Grazie per l'ospitalità. - arrossì.

- Ti accompagno a casa così puoi prendere la tua roba? -

- In effetti, dovrei. - replicò.

Dopo circa un'ora ci recammo a casa sua e in poco tempo impacchettò tutta la sua roba. Una sola valigia. Wow. Pensavo che le ragazze riempissero un sacco di valigie con la loro roba e soprattutto che impiegassero ore a prepararle.

Una volta sistemate le sue cose in macchina andammo di nuovo in casa mia e la feci sistemare nella camera degli ospiti.